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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Politica: Perché si naviga a vista?

Posted by fidest press agency su martedì, 1 agosto 2017

motonave shardenLa famiglia rappresenta, in una società composita come la nostra, il primo nucleo di un raggruppamento sempre più ampio e composito. Se configuriamo lo stato come la summa di tutti i nuclei familiari esistenti in una comunità possiamo dire che ci troviamo in una grande famiglia allargata dove si dilatano necessariamente i vari problemi ma che abbiamo anche l’opportunità di riconoscerci in essi, sia pure nel nostro piccolo, in quanto la sola variabile è nell’ordine di grandezza ma non nei contenuti. Se partiamo da questa considerazione possiamo comprendere meglio la conflittualità che può nascere tra il capo famiglia e i suoi componenti e, in un modello più vasto, tra il capo dell’esecutivo e le varie parti sociali. Questo raffronto è ancora più pregnante se prendiamo a “modello base” una famiglia patriarcale, da una parte, e il capo dell’esecutivo dall’altra. In entrambi i casi abbiamo rilevato un calo netto dell’autorità che un tempo si riconosceva al capo famiglia e al rispetto che si nutriva per l’anziano. Non basta più far calare i propri meriti dal fatto che si è padre e marito. La moglie chiede una corresponsabilità nella gestione del menage, solo pochi anni fa impensabile, e i figli, a loro volta, tollerano poco essere richiamati anche se chi lo fa è motivato non solo dal suo ruolo genitoriale. Lo stesso sta accadendo nella famiglia più grande che ruota intorno al concetto di stato. Si giudica per quello che si è e non per quello che si rappresenta. Per questo motivo che ricopre cariche istituzionali ha l’obbligo-dovere d’essere d’esempio, di mostrare maggiore preparazione, più equilibrio, più obiettività. E i partiti, che nel piccolo sono rappresentati dal modo come i familiari interpretano la funzione guida di chi si è assunto l’incarico e ne esprime una valutazione critica, devono riflettere un rapporto altrettanto valido se vogliono essere rispettati, seguiti, sostenuti. Proprio per questo motivo noi abbiamo bisogno a tutti i livelli di “comando” e di partecipazione e di adesione di una figura che sappia essere all’altezza del compito che gli abbiamo assegnato non come capo ma come primus inter pares. Se non entriamo in quest’ordine d’idee prevarrà solo il nostro spirito gregario, acritico, servile, pappagallesco. E la famiglia e la società avranno di che lamentarsi. Diventa, inesorabilmente, una crisi di sistema. (Riccardo Alfonso)

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