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Storia di pittori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 agosto 2017

storia pittoriVolume terzo (Italian Edition) Kindle Edition. Questa terza parte si apre con due dipinti di Paul Gauguin. E’ uno dei protagonisti della fase artistica che è stata definita post-impressionismo.
Ho colto in questa figura d’artista il desiderio di quanti cercano d’evadere dalla società e dai suoi problemi per ritornare alle origini, per ricongiungersi con l’essenza delle cose, per ritrovarvi i suoi palpiti vitali.
E’ una speranza che non trova, purtroppo, appagamento ma non demorde. Egli continua a vivere con quello spirito che lo portò a girovagare per mezzo mondo e a soffermarsi, soprattutto, nelle isole del Pacifico del Sud dove avvertì un qualcosa che avrebbe potuto rinfocolare quella sua aspettativa per un mondo più vicino alla natura e ai palpiti generati dalla sua prorompente ricchezza di colori.
E sui colori che si fonda la ricerca di Gauguin e, soprattutto sul modo come interpretarli passando attraverso le variegate e complesse correnti della pittura francese del XIX secolo. Incominciò dall’impressionismo del gruppo dei Fauves, Seguì il suo importante contributo alla pittura simbolista che si sviluppò in Francia ed oltre, in polemica con il naturalismo letterario di Zola e Flaubert e con il realismo pittorico di Courbet, Manet e degli impressionisti. Il suo contributo avvenne attraverso la formazione del gruppo detto “scuola di Pont-Aven”. Fu realizzata una pittura dai toni intimistici che rifiutava la copia dal vero e l’imitazione della visione naturalistica.
Di lui si può dire, nella parte finale della sua esistenza, che contribuì decisamente al formarsi di quell’interesse per l’arte dei neri e dei popoli primitivi, che tanta parte ebbe nell’origine e nello sviluppo del cubismo; dalle idee e dalla sua pittura muovono i fauves. Nel concepire la pittura come diretta espressione del mondo interiore dell’artista, aprì la via non solo all’espressionismo, ma anche alle correnti non-fi-gurative o astratte.
“Supponiamo – preludia il Baudelaire alle riflessioni sul colore – un bel luogo dove tutto verdeggia, rosseggia, splene s sfoga in grande libertà, dove ogni cosa, differentemente colorita secondo la propria costituzione molecolare, mutata di attimo in attimo dà i movimenti dell’ombra e della luce, agitata dal lavoro interiore del calorico si trova in perpetua vibrazione per cui la linea trema e si completa la legge del moto eterno e universale.” E soggiunge: “Una immensità, azzurra talora, frequentemente vere, si stende fino ai confini del cielo. E’ il mare. Gli alberi sono verdi, le aiuole verdi, il muschio verde. Il verde serpeggia nei tronchi, gli steli non maturi sono verdi. Il verde è lo sfondo della natura perché il verde si unisce facilmente con gli altri toni. Ciò che mi colpisce subito, è che dovunque, rosolacci, papaveri, pappagalli, ecc. il rosso canta la gloria del verde, il nero quanto si presenta è raffigurato da uno zero solitario e insignificante. L’azzurro, cioè cielo, è interrotto da lievi fiocchi bianchi e da cumoli grigi che temperano felicemente la malinconica sua durezza, e come il vapore del tempo, inverno o estate, bagna, addolcisce e inghiottisce i contorni, la natura somiglia a un grido che, mosso da vertiginosa celerità, ci sembra grigio, sebbene riassuma in sé tutti i colori. La linfa sale, e miscuglio di principi, sboccia in toni mescolati mentre gli alberi, le rocce, i graniti si guardano nelle acque e vi depositano il proprio riflesso, ogni cosa trasparente impedisce il passaggio netto alle luci e ai colori vicini e lontani. Man mano che l’astro del giorno ascende, i toni mutano di valore, ma rispettando sempre le loro simpatie e i loro odi naturali, continuano a vivere in armonie per concessioni reciproche. Le ombre si spostano lentamente e mettono in fuga dinanzi a sé o estinguono i toni quanto più la luce, spostandosi a sua volta, consente il presentarsi di nuovi colori.(foto: storia pittori)

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