Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

La politica delle parole

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

cassa del mezzogiornoMolte volte siamo costretti, in presenza di fax e e-mail di protesta per taluni atteggiamenti assunti dai partiti sia della maggioranza sia della minoranza che oggi ci governa o è stata all’opposizione, a difendere il ruolo centrale della politica. Lo facciamo, e non lo nascondiamo, con crescente difficoltà. Non è necessario, d’altra parte, avere una memoria da “elefanti” per ricordarci anche e solo una piccola parte di quelle tante promesse che ci hanno rifilato da decenni. Sono tante come quella “storica” del nostro Mezzogiorno la cui soluzione era auspicata sin dall’inizio del XX secolo e lo sta a dimostrare l’archivio storico dei dibattiti parlamentari sulla questione meridionale, che oggi si possono leggere, e che ha tanto appassionato i parlamentari di quel periodo. Parole, sempre parole e nulla di più. Persino quando si è passati ai “fatti” con l’istituzione della Cassa del Mezzogiorno, la delusione è diventata più cocente per i modesti risultati conseguiti che alla fine si sono vanificati dopo aver affrontato spese ingenti per un progetto di industrializzazione del meridione così ben orchestrato a livello politico e propagandistico. Con questo bagaglio di delusioni come possiamo pensare che la politica si possa riscattare o anche presentare in modo credibile con un suo pur qualificato progetto? Ed oggi dobbiamo aggiungere anche la circostanza che se gli italiani non sono diventati tutti comunisti o democratici di sinistra è perché da quel pulpito si predicavano e si predicano ancora più sacrifici mentre si lasciano insolute le riforme strutturali che ci avrebbero consentito di tagliare decisamente i rami secchi e dirottare le risorse, pur scarse, verso gli investimenti produttivi ed un più ordinato riequilibrio dei nostri conti pubblici. Oggi, se vogliamo dirla proprio tutta, la sinistra per raccogliere voti sta diventanto “populista” rincorrendo a perdifiato i loro naturali detentori di tali attributi, ma solo per spiazzarli. E questo doppio inganno dovrebbe farci riflettere, per via che l’opinione pubblica riesca a percepirlo nella giusta misura. (Riccardo Alfonso)

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