Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Orientamento elettorale in Italia e sbocchi possibili

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

orientamento di votoChiudiamo questa serie di dati informativi sulle intenzioni di voto degli italiani prima del ferragosto utilizzando quanto ci perviene dall’osservatorio politico dell’Istituto Ixe di Milano stilato per Agorà Rai tre. Da notare, nello specifico, il primo posto assegnato al partito democratico (27,5%) contro il 27,1% del Movimento cinque stelle. Lega Nord, a sua volta, si attesa il primo partito del centro destra con 14,1% mentre Forza Italia si ferma al 13,4%. Una nota dolente la dobbiamo assegnare all’area di sinistra che continua a marciare divisa e che rischia, se ci sarà lo sbarramento al 4%, di non avere nessun rappresentante in Parlamento. Eppure tra sinistra italiana/Sel (2,4%), articolo 1 (3,4) e altri partiti di sinistra al 3,0% la loro somma li porterebbe a raggiungere l’8,8% complessivamente. Cosa manca per tenerli uniti? La bramosia di distinguersi sui “dettagli” o cos’altro? Di certo hanno già pagato un pesante scotto alle ultime europee e oggi sarebbe ancora più grave in quanto la gran parte dell’ala della sinistra, che è quella staccatasi dal PD, ora vaga nel limbo degli non identificabili. E dire che il loro bacino elettorale, nel complesso, potrebbe essere molto ampio pescando nell’area dello scontento oggi in massima parte intercettato dal Movimento cinque stelle. Se ci limitiamo a considerare i due partiti che pur viaggiando da soli superano quota 27% e che tra loro sono antagonisti s’impone una svolta radicale: o convengono che si può governare solo alleandosi con le altre forze politiche (e qui per il PD resta solo Forza Italia e Lega Nord mentre queste ultime raccogliendo tutte le altre forze della destra potrebbero anche farcela da sole, sul versante del PD restano un paio di altre possibilità, o raggiungere il 51% (e forse qualche punto in meno se passa il premio di maggioranza) o trovare un’intesa con l’area di sinistra ma in questo caso la vittima designata dovrebbe essere la leadership di Renzi al governo del Paese. Il resto sono numeri che non contano ma con una nota di fondo: rimane il Movimento cinque stelle a fare da terzo incomodo e sta agli elettori italiani capire la differenza che potrebbe fare al solito ménage politico andando al governo. (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici ed economici della Fidest)

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