Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

Roma: gestione aree verdi e ruolo volontariato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 agosto 2017

Villa Aldobrandini 1Roma. La recente delibera di giunta del Comune di Roma (n. 66/2017) e conseguente specifica Determinazione Dirigenziale del Dipartimento Tutela Ambente (n. 624 del 3 agosto 2017) che affronta anche la pulizia delle aree verdi da parte dei volontari, sarebbe dovuta essere negli intenti dei promotori, un importante passo in avanti nella definizione dei dettagli necessari per addivenire ad una precisa regolamentazione della gestione delle aree verdi, ma non solo. Purtroppo, invece, sono state prodotte delle linee guida che non contengono alcuna indicazione tecnica applicabile. Sono un insieme di ‘raccontini’ sui buoni propositi assemblati senza alcuna logica né indicazione peraltro sulla sostenibilità e sulle pratiche innovative e ad esempio senza uso di sostanze chimiche. Non viene ricordato che esiste una normativa ad esempio sui trattamenti fitosanitari in aree frequentate dalla popolazione. Non viene fornita alcuna indicazione tecnica per le pratiche a basso consumo di acqua o il rinverdimento delle aree o la manutenzione arborea. Insomma un titolo che non trova riscontro nei contenuti. Ma non è finita qui. Gli “scienziati della burocrazia” hanno prodotto qualcosa che non solo non è utile allo scopo, ma è anche deleterio per i risultati che inevitabilmente produrrà. Sono già molteplici, infatti, le segnalazioni, gli articoli, i post sui social e le proteste in generale, da parte di cittadini volontari, associazioni e comitati di quartiere, relativamente a questa nuova regolamentazione che vorrebbe utilizzare il volontario alla stregua di un ‘dipendente’ capitolino del servizio giardini che, non solo dovrebbe impiegare il suo tempo a titolo gratuito per curare il verde delle aree pubbliche (senza nemmeno uno straccio di rimborso spese), ma dovrebbe pure pagare per svolgere tale attività, dopo aver tra l’altro esperito un lungo e complesso iter burocratico (riempire un modulo, indicare luogo, ora e tipo di attività, richiedere eventuali prescrizioni al Servizio Giardini e, se l’area verde è ridotta veramente male, organizzare anche una cantierizzazione dell’area sempre sotto la supervisione del personale del Servizio Giardini, ecc.). Entrando un po’ più nei dettagli: se si è semplici, onesti e diligenti cives, occorre dotarsi di un’assicurazione contro gli infortuni, la morte e l’invalidità con una copertura minima pari a 100 mila euro e anche una seconda assicurazione contro danni a terzi per altri 300 mila euro. Insomma per dare una mano al Comune il cittadino ha due possibilità: o diventa un volontario abusivo, oppure stipula una polizza assicurativa a proprie spese che, sommata alle tasse comunali, significa che per “svuotare cestini, raccogliere la carta, potare arbusti e siepi oppure riparare panchine e staccionate”, di fatto paga due volte. Agli attuali amministratori capitolini non deve essere chiaro il concetto di volontario. Il volontariato non può e non deve sostituirsi all’attività cui è preposto il Comune di Roma né può rappresentare una sorta di attenuante alle carenze manutentive ed alle precise responsabilità di chi ha, invece, il dovere di gestire il verde pubblico.
L’amministrazione capitolina invece di aggirare il problema della manutenzione delle aree verdi, dissipando tra l’altro le sue già scarse capacità ed energie con provvedimenti inutili, anzi addirittura dannosi, dovrebbe pensare ad impegnarsi con fatti concreti per rendere usufruibile il verde esistente ai cittadini supportando e rafforzando, ad esempio, un Servizio Giardini che ormai non esiste quasi più per numero di persone e mezzi, attraverso l’assunzione di almeno 50 giardinieri a Municipio e dotandoli dei mezzi e dei ricambi necessari. Invece di internalizzare (come prometteva la sindaca in campagna elettorale) questa amministrazione preferisce ancora esternalizzare pensando a predisporre bandi di gara europei, per la gestione del verde, per importi di svariati milioni. Gare che avranno tempi lunghissimi per essere assegnate (oltre un anno) e che non sono ancora partite! Nel frattempo che sarà del verde di Roma? Con l’assunzione di detta delibera, pertanto, per i cittadini romani oltre il danno (non essere in grado da parte dell’amministrazione capitolina di organizzare un servizio idoneo), anche la beffa nei confronti di chi a titolo volontaristico, con senso di responsabilità e in spirito di servizio nei confronti di una città e di una governance ormai allo sbando, si vede obbligato ad osservare tutta una serie di adempimenti che scoraggeranno e impediranno, di fatto, la collaborazione con l’amministrazione, producendo come unico risultato un ulteriore aumento del degrado urbano. Incomprensibile come la capitale d’Italia, ormai ridicolizzata a livello mondiale, dove si pagano le tasse più alte d’europa non sia in grado non solo di produrre un valido regolamento del verde, ma nemmeno di copiarne uno fra i tanti validi già esistenti. La tanto sbandierata coerenza, s’infrange sistematicamente con la cruda e dura realtà… basti pensare che il volontariato sociale è stato uno dei capisaldi della politica e del successo pentastellato. Come si suol dire…tra il dire e il fare… (foto: roma volontariato)

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