Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

A scuola di giornalismo

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

giornalista italianoMolti giovani sono attratti da questa “professione” più per l’alone romantico, un po’ sbarazzino che lo circonda che per la sua stessa natura. E come sempre sono gli esempi più vistosi ad essere fonte di maggiore sostegno a tale voglia di fare il giornalista. Si pensa alla “grande firma”, al personaggio televisivo a metà strada tra lo show-man ed il cronista, all’inviato speciale nelle zone di guerra che in prima linea e tra il crepitare delle mitraglie ci racconta la battaglia in pieno svolgimento e talvolta a corredo delle parole, impietosi obiettivi delle telecamere si posano sui volti sofferenti dei feriti e ci fanno vedere le lacerazioni dei loro corpi. Ma se riflettiamo sulla vita di pochi che consideriamo persone che hanno raggiunto il successo e la celebrità e la paragoniamo ai tanti che vivono nel “grigiore” di una professione che è fatto di routine, da lavoro sedentario davanti ad un monitor e a scrivere piccole cose per un trafiletto da settima o nona pagina e sovente senza “l’onore” di una firma, allora gran parte di quell’alone che avevano eretto intorno alla figura del giornalista si dissolve crudemente. Il giornalista, come lo intendiamo noi, sta scomparendo. Oggi taluni quotidiani potrebbero “vivere” anche senza una “redazione”, ma sostituirla con un ufficio smistamento e di catalogazione delle tante notizie che vi pervengono via e-mail, fax e con i dispacci d’agenzia. Oggi il giornalista si identifica di più con il free lance, con il responsabile di un ufficio stampa, con un esperto in informatica, in sondaggi d’opinione di natura statistica, con un visitatore di siti. Persino le conferenze stampa “tradizionali” incominciano a perdere colpi sostituite dalle “video conferenze” via internet. Oggi l’opinione del giornalista tende sempre di più ad essere “irrigimentata” dagli umori della proprietà editoriale. Oggi, più che nel passato, il giornalista è una professione che come tutte le altre ha una scala di ruoli decisamente poco stimolanti sia sul piano culturale sia per la sua capacità di fare opinione ovunque e comunque. E la delusione per il giornalismo sarà per i giovani meno cocente se la inquadriamo con la stessa logica che riserviamo alle altre professioni: avvocati, commercialisti, medici, ecc. Niente di romantico, ma molto di professionale, forse fino alla noia. (Riccardo Alfonso direttore Fidest)

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