Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 299

La malattia mentale è un problema anche sociale

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

schizofreniaCosi scrive un genitore di un malato psichico affetto da oltre 14 anni da schizofrenia di tipo disorganizzato: ”mio figlio da 5 mesi non effettua la terapia farmacologia perché si rifiuta categoricamente di sottoporsi al controllo sanitario,né io nella mia qualità, non essendo abilitato in quel senso,posso costringerlo a sottoporsi al relativo controllo. Anche le strutture (Coordinamento di salute mentale; Dipartimento di salute mentale; unità sanitaria locale; Prefettura; Comune ecc.) viste le leggi in vigore non possono costringere il figlio a farsi curare, se non sussistono le condizioni di TSO (trattamento Sanitario Obbligatorio)”. Quello che assilla, giustamente, quel genitore è condensato nella legge 180 che ha determinato il passaggio dal concetto interesse custodialistico a quello terapeutico e dove si afferma all’art.1 che “gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono volontari”, salvo il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio). Ora, come può un’individuo senza lucidità con diagnosi “di marcata frammentazione ideo-affettiva, sconnessione dell’eloquio, notevole compromissione del rapporto di realtà e della sfera intersoggettiva, con conseguente disorganizzazione- comportamentale, tendenza all’acting e persistete oppositività” o quant’altro e per altre motivazioni, scegliere di sua volontà un percorso di cure o sottoporsi volontariamente alle cure? Quella “legge” ha inteso eliminare i “manicomi” (e siamo d’accordo), ma non ha previsto le strutture alternative ed adeguate o se le ha previste (art.7) non sono state realizzate e rese operose con urgenza. Quella “legge” ha stabilito che la malattia mentale è un problema sociale ed il “malato” viene assimilato, all’emarginato, all’handicappato, all’anziano non autosufficiente. Sono rimasti i servizi di diagnosi e cura negli Ospedali Generali (dove a volte, pare, mancano i Reparti neuropsichiatrici,) dove il malato in ricovero coatto resta per 7 giorni e sottoposto a terapie di farmaci tanto da renderlo accettabile, dimesso e rinviato a casa (art.35 legge 833/1978) per essere riammesso qualche settimana o qualche mese dopo. Alcuni vorrebbero abolire la legge 180 e 833 e riaprire, si dice, i “manicomi” Altri affermano che i valori della 180 sono veri, validi e vanno verificati nella pratica e che il malato mentale non è un paziente da spedalizzare. Il Basaglia diceva che il malato mentale va curato e non segregato. Le famiglie di questi sventurati, auspicano servizi specifici in strutture adeguate e tali da considerare il malato-persona nella sua dignità e garantito nei suoi diritti come sancito dagli artt.2,3,32 della Costituzione Italiana, dal Trattato di Amsterdam e dalla “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e dalla “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità” dell’ONU del 6 dicembre 2006

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: