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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

Marcinelle: 61 anni dopo la tragedia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 agosto 2017

marcinelleRoma. “61 anni dopo una delle tragedie sul lavoro più dolorose d’Europa, deve essere chiara la consapevolezza della sua eredità europea, poiché da essa vi è stato un input significato all’emancipazione storico-politica, alla salvaguardia dei diritti e e alla garanzia della dignità di cittadini e lavoratori come obiettivi inderogabili di quello che sarebbe stato il progetto europeo allora ancora agli albori”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore eletto in Europa a margine della manifestazione commemorativa nella cittadina belga. “Tutto questo è stato possibile anche grazie all’impegno dell’associazionismo italiano nel mondo e allo strenuo lavoro portato avanti da Tremaglia, – spiega – perchè il ricordo di Marcinelle è diventato memoriale dell’emancipazione europea e non più un semplice trafiletto dimenticato sui libri di storia”. “Oggi non ricordiamo soltanto 262 vittime di cui 136 italiani, – spiega – ma un riferimento valoriale attraverso cui leggere la nostra storia e nel contempo capire meglio il futuro, individuando i migliori strumenti per affrontare la complessa emergenza dell’emigrazione moderna ed i riverberi sociali e politici che questa sta comportando in Italia ed Europa”. Di Biagio conclude: “la modernità della tragedia di Marcinelle sconvolge ed educa, soprattutto sul fronte delle nuove generazioni, e ad essa bisogna guardare per prospettare un futuro di consapevolezza e rispetto verso il lavoro e l’integrazione sociale” (n.r. Proprio pensando all’integrazione sociale dovremmo riflettere su come si comportiamo in tema di immigrazione. In due anni sono arrivati in Italia centinaia di migliaia di immigrati e da allora ad oggi li teniamo per strada, a parte una risicata minoranza, a bighellonare senza arte nè parte, a chiedere l’elemosina mentre c’è chi specula sulla loro pelle incassando tra le 35 e le 40 euro a persona per ospitarli e rifocillarli. Ciò non basta, ovviamente. Sono tutte persone che cercano lavoro ma con tre milioni di italiani disoccupati dove possiamo impiegarli? Alla fine ci sarà una reazione e ci auguriamo che non offrirà la sponda a risvegli antirazzisti e xenofobi e peggio ancora di rivolta popolare.)

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