Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

La caduta dei valori e le miserie umane

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

bomba atomicaLa domanda ricorrente che mi pongo è se l’attuale classe politica italiana, per non parlare di quella internazionale, è all’altezza delle sfide che ci attendono o, come temo, vive nella mediocrità e nel periodo più oscuro della sua storia. A tratti mi appaiono interessanti nel momento in cui preannunciano le lotte che vanno intraprese e ci indicano gli strumenti per agire. Ma è solo una pia illusione. Non riescono ad andare oltre le parole e si guardano bene di concretizzare con i fatti le loro intuizioni e alla fine si spengono come un fuoco fatuo. Il loro “vuoto” riesce a riempirsi solo di vacuità, di particolari insignificanti. Sono capaci solo ad offendere e ad offendersi usando le parolacce come se si trattasse di una droga per stordirsi e sfuggire dalla realtà. La grande spinta libertaria che è nata e prosperata tra il XIX e il XX secolo, pur al cospetto di innumerevoli contraddizioni, di martiri, di genocidi, di immani distruzioni, non ci ha dato altri frutti se non quelli della nostra codardia, venalità, doppiezza, avidità. Stiamo sistematicamente distruggendo l’ecosistema per trenta miseri denari. Stiamo animando focolai di guerra ovunque nel mondo per assicurarci il controllo delle fonti energetiche. Stiamo selezionando la specie tra ricchi e poveri, tra neri e bianchi, tra opposti credi religiosi e fanatismi di ogni genere. Abbiamo creato nazioni “mostro” dove si vive per il denaro e la ricchezza e si disprezza la povertà come se si trattasse di una brutta e invalidante malattia. E l’Italia e i politici italiani stanno dentro questa palude maleodorante e viscida e non trovano di meglio che sbranarsi tra loro pensando di essere in buona compagnia tra i grandi della terra. E’ tempo che un uomo si alzi e dica: basta. Basta costruire armi di distruzione di massa. Basta rincorrere la ricchezza per adornare le proprie ambizioni. Basta disquisire sul sesso degli angeli. Basta generare odi razziali, faide intergenerazionali e di genere. Basta odiare, uccidere e essere uccisi. Basta crogiolarsi alla fiamma dei buoni propositi, delle magiche parole che ci parlano di libertà e di giustizia, di democrazia e di civiltà evolute se non siamo conseguenti. Se non ci fermiamo per tempo, se non costruiamo una nuova forma di pensiero-guida, se non generiamo esseri umani saggi e avveduti, apriamo la strada a un collasso del sistema, alla sua inevitabile degenerazione, al suo imbarbarimento. Siamo diventati tanti orfani di un padre che ci ha abbandonati. Lo abbiamo ucciso noi con le nostre debolezze e nequizie. Ecco come mi appare nel riflesso internazionale la classe politica italiana: una nullità nelle infinite nullità. Perché non ci scuotiamo? Perché ci autodistruggiamo? Forse perché il nostro tempo è finito. Siamo giunti al capolinea. Dopo aver toccato e raschiato il fondo avremo la forza per risalire la china? Ai posteri, se vi saranno, l’ardua sentenza. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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