Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 307

La gioventù che reclama il suo posto nella politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

montecitorio

Roma. Negli anni che ci sono oramai alle spalle si è maturata progressivamente la rottura di quel rapporto di fiducia tra politica e società italiana che è stata alla base della grande trasformazione del paese. I suoi primi forti sussulti li abbiamo avvertiti negli anni sessanta e settanta dando vita nelle università e nella società italiana quel movimento passato alla storia come sessantottini. E’ subentrato, poi, una sorta di “calma irreale” per quanto si avvertissero, sotto la cenere, i segni di un fuoco che era ancora vivo e vegeto. La ragione di questa stasi è forse dipesa più da motivi di politica internazionale che non da quella nazionale se pensiamo che ci trovavamo in una delle fasi più acute del conflitto tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica e che le due superpotenze, per ragioni contingenti anche opposte, puntavano al mantenimento dei comunisti italiani fuori dal governo. Ciò che ha fatto rinverdire il fuoco, spazzando via la cenere che lo copriva, è stata la caduta del muro di Berlino e ciò che ne è seguito. Ma non è stato lo stesso ardore del passato perché lo scenario è apparso in continua e rapida trasformazione mettendo a nudo il vuoto politico che si è creato e ad esso non si è costituito un nuovo orientamento quanto scomposti interventi destabilizzanti all’interno e all’esterno in un quadro geopolico mondiale. In questo confuso scenario le stesse ragioni dei giovani nel ricercare una loro allocazione politica sono state travolte da eventi che li hanno attraversati e scavalcati. Pensiamo alla rivoluzione giudiziaria di mani pulite degli anni novanta. Pensiamo allo sfruttamento della sua onda perbenista e dell’uso camaleontico di quei partiti che, senza fare i conti con la loro storia e la loro tradizione, hanno puntato a caratterizzarsi in movimenti estremamente flessibili per porsi alla testa della protesta sociale e verso una rivalsa politica in termini elettorali. Ed ancora una volta si è lasciato da parte lo spontaneismo della protesta giovanile e si è cercato di inglobarla, e possiamo dire sino ad oggi con successo, nelle logiche partitocratriche dal sapore molto antico ed anche stantio. E quel fuoco, alla fine, si è rivelato fatuo. (Riccardo Alfonso direttore centri studi sociali e politici della Fidest)

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