Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Il senso della civiltà cristiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 agosto 2017

alcide de gasperiAbbiamo vissuto un’esperienza storica particolarmente intensa e soprattutto variegata nel corso di poco più di un secolo tanto che non tutti sono riusciti ad assimilare i cambiamenti che si sono succeduti a ritmo sostenuto. Si pensi all’Italia del 1943-47: paese sociologicamente cattolico; ricca fioritura di opere sociali; ruolo di supplenza della Chiesa nel dissolversi di larga parte delle classi dirigenti coinvolte nella fine catastrofica di una ventennale dittatura, riassunta nel personale prestigio del Papa Pio XII nei giorni, ad esempio, del bombardamento di Roma. A questo vescovo di Roma è poi subentrata, a livello di gerenza politica-istituzionale la personalità di Alcide De Gasperi in grado d’imporre un originalissimo carisma quasi da anti-eroe, interprete della cesura con un passato la cui devastazione appariva a tutti evidente. Da allora ad oggi sono trascorsi tantissimi anni eppure i giovanissimi di allora stentano a riconoscersi con la vita della loro giovinezza. Se potessimo fermare il tempo a quell’epoca e rivederla con il rallentatore avremmo l’impressione di esserci imbattuti in un momento di gran lunga più lontano. Spiegazioni in tal senso non sono mancate. Benedetto Croce a proposito della formazione politica cui egli stesso apparteneva osservava: “nel momento in cui il liberismo trionfava sui totalitarismi e veniva ad essere nei fatti largamente accettato come valore e come prassi politica dalla grande maggioranza delle popolazioni europee, veniva meno la ragione storica di partiti dichiaratamente liberali: di fatto declinati e talvolta scomparsi o ridotti ad un ruolo marginale.” In questo clima dove hanno cambiato pelle i partiti e le ideologia non sarebbe stato credibile negare che anche la Chiesa di Roma ha subito una mutazione e le stesse fermezze e chiusure teologiche di allora hanno subito un grave colpo. Pensiamo ai rapporti con gli ebrei ed i protestanti. Pensiamo alle stesse relazioni con il mondo islamico, induista e buddista. Oggi si può riproporre il dialogo, più volte interrotto o escluso a priori, interreligioso e, quel che più conta, pervenire ad una intesa sui principi e sui valori come quello prioritario della pace e della uguaglianza sociale e civile dei popoli benedetto dalla Fede e dalla Carità nella sua accezione universalistica. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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