Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

La politica del: Perseverare diabolicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

berlinoErrare humanum est, perseverare diabolicum. E’ quanto sta accadendo agli italiani che non sembrano fare tesoro del loro passato recente che è partito con il piede sbagliato nel ricercare l’unità del Paese. Da allora ha incominciato a darsi dei governi fantoccio intrisi di corruzione e di logiche clientelari e che, si è concluso regalando, alla dittatura fascista, l’intero paese per la litigiosità delle opposizioni. Un’esperienza finita tragicamente con un bagno di sangue e una guerra fraticida carica di distruzioni. Il poi è stato edulcorato da una democrazia incapace di avere una forza politica di alternanza. E abbiamo vivacchiato sino alla caduta del muro di Berlino che ha sancito di fatto la fine della guerra fredda e dell’Urss. E’ seguita la primavera di “mani pulite” nella sua battaglia contro la corruzione che aveva nella politica il protettore più autorevole ma ciò non ci ha impedito di finire nuovamente tra le braccia di un novello imbonitore. Ad opporsi i soliti partiti che avrebbero potuto evitarci le sue esternazioni e la sua scalata al potere, se solo fossero riusciti a marciare uniti ed invece è prevalso il divide et impera. Ora ci risiamo. Un altro governo che per difendere gli interessi di pochi non si fa scrupolo di accanirsi contro le classi più deboli e i partiti che fanno? Tramano solo per spartirsi una fetta di potere, costi quel costi. E il popolo sta lì come inebetito a far trastullare i sondaggisti che lo danno favorevole a chi mette le mani nelle loro tasche e gli ruba l’aria per respirare. Siamo diventati “l’anitra zoppa” della democrazia compiuta, siamo diventati il laboratorio di una logica capitalistica che non accetta i valori della vita nella sua accezione universale. E’ un privilegio di casta, riservato a pochi. Agli altri, al massimo, sono riservate le briciole. E’ la nuova schiavitù delle masse. E’ la sua cultura masochista. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi politici e sociali della fidest)

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