Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

L’Italia e i cattolici

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 agosto 2017

togliatti_gramsciLeggendo qua e là tra i miei appunti e qualche articolo o saggio è balzata alla mia attenzione un passo riguardante le memorie di Nina Bocenina, la segretaria russa di Palmiro Togliatti. Ella racconta che un giorno attorno al Natale del 1943 ebbe una interessante conversazione all’Hotel Lux di Mosca con l’uomo che lei conosceva come Ercole Ercoli (Togliatti) sul tema dei cattolici sulla storia d’Italia. Togliatti allora si dilungò a spiegarle le caratteristiche particolari della fede e l’organizzazione della Chiesa cattolica. Ad un commento scettico della Bocenina Togliatti le risposte “arrabbiato”: “Non sono sciocchezze cara compagna Nina. Il cattolicesimo in Italia non è semplicemente la Chiesa. E’ un modo di pensare, è un complesso intreccio tra la storia e la politica, tra la cultura e la filosofia. Chi non è capace di discutere alla pari con gli attivisti cattolici può essere paragonato ad un agente dei servizi segreti che va nelle retrovie del nemico senza conoscere la sua lingua e il suo regolamento.” Ora ci chiediamo quanta influenza possa aver avuto, dopo il ritorno di Togliatti in Italia, questo convincimento nell’azione del Partito Comunista Italiano e quanto della “questione cattolica” vi resta oggi che i due partiti di allora si sono sciolti come neve al sole ma hanno lasciato i loro nipotini navigare in acque partitiche affini. Tutto questo probabilmente continua ad accadere in quanto l’Italia non ha ancora fatto definitivamente i conti con una parte rilevante del proprio passato. E ci riferiamo, nello specifico, ai 60 anni posti a cavallo tra il XIX ed il XX secolo allorché si rese aspro il conflitto tra la Chiesa e lo Stato. Di quello spaccato di storia patria quante verità sono emerse e quante altre sono state sottaciute dagli storici? Sarebbe interessante riaprire la questione per una disamina più approfondita di quel trascorso forse doloroso, forse esaltante che ha costellato la vita di una Nazione che cresceva, territorialmente parlando, ma che nutriva in sé profondi travagli esistenziali mai domi, mai sanati completamente a tutt’oggi. (Riccardo Alfonso direttore del centro studi religiosi e filosofici della Fidest)

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