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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

La mistica della violenza

Posted by fidest press agency su sabato, 19 agosto 2017

La mistica dell'evoluzioneLa parola ‘mistica’, ha una chiara origine greca nella radice del verbo myein. Indica tutto ciò che è incomprensibile, enigmatico, immediato. Il termine, nella fattispecie, lo adotto e lo associo a quello della “aggressività” che compone una parte dell’essere umano, ovvero di colui che spalma il dono dell’essere con il veleno dell’aggressività. Non è in tutti, per fortuna, ma è in molti, purtroppo.
Ed è un atteggiamento che non trova riscontro con la logica. Si è violenti per immotivate ragioni, per il gusto di procurare il male come se fossimo nella costante di un atteggiamento che va oltre la comprensione. E’ una forza selvaggia, spronata da istinti primordiali, da ottusa volontà. Sull’argomento molto si è discettato. Sono stati messi in campo svariate argomentazioni e scomodato illustri studiosi per dare una spiegazione logica ad un comportamento che se si poteva, in qualche modo, motivare alle origini della vita con i suoi imperativi esistenziali legati alla natura selvaggia dell’ambiente nel quale l’essere primordiale doveva fare i conti, oggi non sembra trovare alibi altrettanto permeanti. Eppure esiste una continuità storica che percorre il filo logico della violenza in tutte le epoche sino ai giorni nostri e certamente intaccherà anche le future generazioni.
la mistica della fedeEcco perché è stata scomodata la “mistica” poiché tocca le corde sensibili di un qualcosa che pare giungere da lontano ma al tempo stesso, nonostante la lunga osservazione, ci sfugge perché non riusciamo a catalogarla secondo schemi logici e nonostante la nostra crescita intellettuale ed esistenziale. In altri termini vi sono uomini e donne che hanno fatto della violenza la loro “mistica”. Ricordo in proposito il recente libro di Stefania Bonura con i tipi di Newton Compton Editori “Le 101 donne più malvagie della storia” e un altro saggio dove si discettava sulla crudeltà che portò al genocidio di interi popoli, dagli indiani d’America, agli indios e che ancora oggi in Africa e altrove, con forme a volte ammantate da motivazioni religiose e in difesa degli autoctoni. Ora con un mio saggio ho inteso ripercorrere questi momenti che umiliano la nostra intelligenza, che ci rendono schiavi di una condizioni che non fa onore alla nostra cultura, alle stesse ragioni che ci rendono credenti in valori trascendentali, e vi cerco una spiegazione. Di certo non sarà per i critici severi una spiegazione supportata dal rigore scientifico tout court, ma, a mio avviso, resta l’unica più plausibile o se vogliamo un buon punto di partenza per una ricerca più approfondita e tecnicamente validata. Sarà mia cura sintetizzare questo lavoro nei miei prossimi articoli ed avere, almeno lo spero, da parte di chi avrà la bontà di leggermi, dei preziosi pareri e possibili contributi e anche giudizi critici e aperti dissensi. (Riccardo Alfonso)

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