Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Lo stato di competitività del sistema produttivo italiano

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

ministero-finanzeL’attuale fase di stagnazione dell’economia, per quel che ci riguarda è soprattutto domestica, ci impone un chiarimento. Esiste una variabile dipendente legata al fattore prezzi delle materie prime ed in modo particolare alla componente energetica. Un secondo elemento riguarda la perdurante rigidità nella possibilità di ottimizzare l’allocazione dei fattori produttivi in specie per quanto attiene la componente lavorativa. Un altro aspetto da non sottovalutare è data dalla piccola dimensione delle imprese. A questo proposito, secondo l’ultimo censimento Istat risulta che le imprese con meno di dieci dipendenti rappresentano nel settore industriale inteso in senso stretto, circa l’83%; la percentuale sale al 93% quando si considerino le imprese con meno di 20 dipendenti. Se poi consideriamo il fatto che la scelta del piccolo non è tanto perché ha un valore strategico a livello produttivo quanto per ragioni di convenienza legati per lo più al fattore lavorativo. In sostanza la micro dimensione aziendale non è una scelta voluta ma imposta dalle circostanze. Siamo, quindi, convinti che se le regole del gioco cambiassero, e ci riferiamo alla gestione della manodopera, le dimensioni aziendali subirebbero una consistente evoluzione dato che più passa il tempo e più aumenta la convinzione che restare piccoli può divenire ostacolo al raggiungimento di soglie critiche indispensabili per attuare determinati processi innovativi, soprattutto per quanto riguarda il versante dell’innovazione del prodotto. E d’altra parte lo stesso basso livello riservato alle risorse da dedicare alla ricerca e allo sviluppo denotano proprio la incapacità delle piccole e medie imprese di sostenerne l’onere. Oggi il volume delle risorse dedicate alla ricerca e allo sviluppo si attestano intorno all’1,7% del Pil ed è appena il caso di rilevare che rappresentano la metà della percentuale americana per non parlare degli altri paesi europei. Conseguenza di queste carenze è lo scarso orientamento della specializzazione produttiva verso produzioni ad elevato contenuto tecnologico. (Riccardo Alfonso)

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