Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 55

Si vota in Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

palermo palazzo normanni regioneLa preparazione alla campagna elettorale per eleggere il governatore della Sicilia sta avendo una gestazione, apparentemente, travagliata, sia a destra che a sinistra.
L’unica certezza è rappresentata dai pentastellati in corsa per una vittoria che porterà alla ingovernabilità, perché con il 40% non si governa una regione come la Sicilia.
A sinistra domina la pesca a strascico, con la segreta speranza di pescare un candidato fornito di credibilità, in grado di catalizzare l’interesse di quanti ancora sperano in governi dediti al bene sociale e comune. Fino ad oggi nulla di fatto.
A destra, malgrado le apparenze, si sta sviluppando una politica che sta già dimostrando di avere idee chiare e distinte, basta saperle interpretare.
C’è un tandem che domina la scena, si tratta del binomio Berlusconi/Miccichè, gli stessi della ben nota vittoria 61 a 0, che servì a spingere la Sicilia in fondo al pozzo, anzi, scavando ancora per scendere sempre più in basso.
Miccichè batte le piazze fornito di un lucido cilindro da prestigiatore; ogni tanto tira fuori un nome, ma nella certezza di trovare disaccordo in Salvini e Meloni, oppure in Berlusconi. Ecco che emerge il tandem con i giochi di prestigio; ma ormai il gioco appare chiaro. I nomi via via presentati sono quelli che devono essere bruciati, per salvaguardare la “sparata” finale, per la quale è concepita la manovra da prestigiatore. La tecnica è banale nella sua semplicità: presentato un candidato, ecco che Berlusconi affida alla Ghisleri (direttrice di una azienda di sondaggi di proprietà di Berlusconi!) un sondaggio sull’ipotetico candidato, la Ghisleri fornisce i risultati fasulli che, a tavolino, servono ai progetti del tandem. Tutti candidabili, tutti persone perbene, tutti graditi al gotha della politica destrorsa, ma insufficienti a garantire il risultato. Il cilindro del prestigiatore, saldamente in mano a Miccichè, serberà la sorpresa finale (tranne al sottoscritto che ha capito il giochetto). Vengono così bruciati i concorrenti, che saranno compensati con incarichi di governo, sottogoverno, imprese partecipate, candidature più o meno sicure; rimane, però, vuoto il posto da candidato alla presidenza.Chi mai potrà gestire una situazione (apparentemente) così ingarbugliata?
I possibili candidabili fumano ancora nel falò che li ha travolti, non rimane che un nome, ben noto, con collaudate esperienze, con conoscenze personali nel mondo grigio del sottobosco della politica/amministrativa. Sarà così che Miccichè, sul filo di lana delle scadenze temporali, tirerà fuori dal cilindro Il … suo nome, legittimo erede di quel 61 a 0 che fece credere a Berlusconi di possedere la Sicilia. Cadranno i veti di Salvini, della Meloni e della fronda interna di FI, sotto minaccia di esclusione dalle liste; il tandem è tornato in sella, come si conviene ad un cavaliere, convinto di ripetere quello storico risultato, magari utilizzando i medesimi canali. E i siciliani…? Credo proprio che batteranno il record di assenteismo alla urne. (Rosario Amico Roxas)

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