Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Agenti aggrediti a Roma durante sgombero e le omissioni dei media

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 agosto 2017

pianeseIl sindacato Coisp della polizia ci scrive: “E’ inaccettabile e fuorviante la polemica che alcuni stanno alimentando su una frase attribuita ad un poliziotto impiegato nei servizi connessi allo sgombero di piazza Indipendenza, a Roma. Troviamo anzi ridicolo che qualcuno tenti di far dimenticare la guerriglia organizzata dagli immigrati che abusivamente occupavano un intero stabile, affittando illecitamente a disperati abbandonati dalla politica e dai servizi assistenziali. Bisognerebbe capire come mai sono repentinamente spariti i filmati di ore di aggressioni indiscriminate e violentissime ai danni dei poliziotti, con evidenti tentativi di ucciderli, persino facendo esplodere delle bombole di gas che solo grazie alla buona sorte oltre che alla competenza e professionalità dei colleghi non hanno causato una strage fra gli appartenenti alle forze dell’ordine. Come mai su questi filmati scomparsi nessun commento, nessuna polemica, nemmeno un timido atteggiamento di riprovazione o anche solo un vago rimprovero? Come mai nessuna richiesta di individuare e punire in modo esemplare i responsabili?”.
E’ il commento di Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo lo strascico polemico seguito ai fatti di Roma dove le Forze dell’Ordine sono state inviate a effettuare lo sgombero di un centinaio di migranti accampati a piazza Indipendenza, dopo essere stati sgomberati dal vicino palazzo di via Curtatone ed aver rifiutato una sistemazione alloggiativa alternativa. Contro gli agenti sono stati lanciati sassi, bottiglie e bombole di gas, tanto che si è reso necessario utilizzare gli idranti per sedare la rivolta neutralizzando il rischio di scoppi o incendi. Ma poche ore dopo la rivolta i media si sono concentrati su una frase pronunciata nelle concitate fasi dello sgombero da un funzionario, il quale evidentemente si aspettava una reazione violenta da parte degli abusivi. “Oggi – conclude Pianese – avremmo voluto piuttosto conoscere il numero delle persone arrestate per aver attentato alla vita dei poliziotti, e non sentire inutili chiacchiere montate ad arte a proposito di una frase carpita e usata strumentalmente al di fuori del contesto e senza avere la minima contezza né la minima percezione delle circostanze emergenziali in cui si stava operando. Certi benpensanti a senso unico prima di sputare sentenze dovrebbero provare l’ebbrezza di restare per ore bersagliati dal lancio di oggetti di ogni genere, rischiando di diventare torce umane a causa di un innesco incendiario o di morire a seguito di un’esplosione, poi noi saremmo i primi disposti a certificare la serafica calma che normalmente usano quando giudicano il lavoro dei poliziotti, se davvero riuscissero ancora a conservarla a quel punto. La verità è che ci indigna sentire certe farneticanti considerazioni, per un motivo semplice e lapalissiano: chi attacca i poliziotti e cerca di ucciderli non merita alcuna solidarietà, merita di andare in galera”. (n.r. Come non dare ragione al sindacato di polizia per i fatti di Roma? Abbiamo visto tutti cosa hanno fatto gli immigrati per strada e affacciati ai balconi dell’edificio da sgomberare. Perché non si dice che da tre anni sono stati occupati abusivamente dei locali e nel complesso l’edificio è ridotto in condizioni pietose. Questa circostanza come molte altre ci rende consapevoli del fatto che siamo giunti a un livello di degrado sociale e intellettuale molto grave. Non si cerca la pacificazione degli animi ma la volontà ad esasperarli e a trovare legittimo ciò che nei fatti è un illecito penalmente e civilmente rilevabile. Se si fa passare tra gli immigrati che si possono esercitare violenze e distruzioni della proprietà pubblica impunemente e che i poliziotti possono diventare il loro bersaglio preferito senza pagarne le conseguenze allora davvero stiamo toccando il fondo.)

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