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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Mostra Alina Ditot: “Genesis. La tela ferita”

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 agosto 2017

Alina DitotLucca sabato 9 settembre 2017 alle ore 17,30 Lucca Center of Contemporary Art Via della Fratta, 36 inaugurazione mostra Alina Ditot a cura di Salvatore Russo: “Genesis. La tela ferita”. (La mostra resterà aperta dal 6 settembre all’1 ottobre 2017 orario: da martedì a domenica 10-19, chiuso lunedì Ingresso libero). Quella che Alina Ditot ricerca attraverso le sue opere è la luce primordiale, la luce guida del nostro cammino su questa Terra che oggigiorno è diventato sempre più tortuoso e doloroso. “Una luce – spiega il curatore Salvatore Russo – che oggi, appare sempre più ‘tormentata’ dai malesseri della psiche; una psiche che prova ad alienarsi dalla società, ma senza riuscirci. Una psiche che allora decide di rendere omaggio all’uomo e ne testimonia i suoi tormenti: i tormenti delle tenebre”. “Genesis. La Tela Ferita” diventa quindi il personale percorso di ricerca di questa giovane artista che con la sua arte si ribella mettendo in discussione l’arte classica. “L’arte – prosegue Russo – viene vissuta da Ditot come rifiuto: rifiuto al mondo della bellezza sublime. Questo rifiuto viene testimoniato dalle bruciature, legature e ferite su tela. Ditot, impugna la spada e uccide la tela. Si assiste così alla rinascita di un’arte informale che in Italia è sepolta nei cimiteri fantasma”.
La riflessione della Ditot si concentra sull’uomo peccatore che ha smarrito la propria identità e il senso della propria esistenza. “La via Crucis ditottiana – sottolinea Russo – celebra le reali sofferenze dell’uomo metropolitano; quell’uomo vestito con giacca e cravatta, ma che in realtà, vive il tormento Alina Ditot1.jpgdella sua anima. Genesis è la congiunzione che lega il buio alla luce. Una luce che nasce dal fuoco. Un fuoco che crea, un fuoco che forgia le armi dei guerrieri, un fuoco che brucia la tela e la umanizza. Quelle inflitte da Alina Ditot sulla tela sono ferite mortali. Ferite che solo l’artista può ricucire con lo spago”.Quella di Ditot è un’arte della ribellione e del contrasto che trasforma l’abisso in colore. È così che prendono forma le sue Colate laviche, i Cieli inquinati, i Paesaggi proibiti e gli Universi infernali. “Un’arte informale – conclude Russo – che urla e impone le sue nuove tavole della legge. Ditot riporta in vita, quelli che sono i nuovi ‘10 comandamenti’ contemporanei. Non regole da seguire, ma eventi da ricordare. L’artista parte dal buio per trovare la luce. Una luce che è il vero simbolo della rinascita. Nel principio, Dio creò i cieli e la terra. Poi creò Ditot e le sue pitture nere”.
Alina Ditot nasce a Iasi (Romania) nel 1980. Il suo cammino artistico la porta a calcare, nel giro di pochi anni, i più importanti palcoscenici dell’arte mondiale. Città come Parigi, New York, La Valletta, Bruxelles, Barcellona, Edimburgo, Roma, Palermo, Firenze, Verona, Napoli sono solo alcune delle mete espositive dell’artista. Gli importanti riconoscimenti arrivano soprattutto dall’estero. È stata invitata a partecipare al più prestigioso evento espositivo del 2014, “La Grande Exposition Universelle”, che si è tenuto a Parigi, all’interno della Torre Eiffel. (foto: alina ditot)

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