Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Archive for 29 agosto 2017

«Il Governo Pd sospende tutti gli sgomberi delle occupazioni abusive: prevale l’illegalità”

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

meloni_3_250x339La motivazione è perché prima di intervenire “servono soluzioni abitative alternative”. Tradotto: se occupi illegalmente, lo Stato ti garantisce una casa; se invece rispetti la legge puoi continuare a dormire sotto i ponti. La sinistra al governo si arrende ancora una volta alla mafia delle occupazioni abusive e lascia le nostre città in balia di zone franche, prepotenti e illegalità diffusa. La posizione di Fratelli d’Italia è opposta: se hai diritto a una casa popolare, ti metti in fila come tutti gli altri e aspetti il tuo turno; se occupi illegalmente ti sgombero con la forza e ti sbatto in galera e, se sei straniero, ti caccio dall’Italia. Perché la legge e le regole servono a difendere i più deboli, gli anziani, le famiglie, i disabili che non si metteranno mai a occupare illegalmente e a fare gli scontri con la Polizia». Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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Trivelle in mare: Nuovo intervento del governo contro le regioni e i territori

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

trivelleCon decreto del 9 agosto il Governo ha approvato un nuovo Disciplinare-tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la ricerca e l’estrazione di gas e petrolio senza coinvolgere le Regioni. Eppure nella sua sentenza 198/2017, la Corte Costituzionale aveva affermato che spetta allo Stato e, per esso al Ministro dello sviluppo economico, adottare le norme che concernono il rilascio dei titoli per ricerca ed estrazione di gas e petrolio, ma che questo deve avvenire sulla base di un adeguato coinvolgimento delle Regioni.
Il solo caso in cui il Governo ha inteso tener conto della giurisprudenza della Corte è quello delle modalità di conferimento del titolo concessorio unico verso cui le stesse compagnie petrolifere non nutrono alcun interesse.
“Pur sapendo di non poterlo fare, il Mise ha agito senza tener conto dell’esistenza delle Regioni -dichiara Enrico Gagliano, cofondatore del Coordinamento Nazionale No Triv-. Si tratta di un atto gravissimo: il Governo evidentemente non ha metabolizzato il risultato del Referendum costituzionale e continua a non volersi sedere al tavolo con le Regioni quando si tratta di decidere di energia. Dalle Regioni ci aspettiamo ovviamente una risposta ferma e risoluta”.
“In materia ormai il Governo fa quello che vuole” – afferma il Prof. Enzo Di Salvatore, costituzionalista e redattore dei sei quesiti referendari No Triv-. “Questo modo di fare, del tutto incurante dell’esito del referendum del 4 dicembre 2016, delle norme inserite nella Legge di Stabilità 2016 a seguito della campagna referendaria No Triv, e delle decisioni della Corte, si traduce in uno schiaffo al principio di legalità costituzionale e alla leale collaborazione che dovrebbe informare i rapporti tra enti territoriali. Nei prossimi giorni analizzeremo punto per punto il nuovo decreto; resta il fatto che agire in questo modo è da irresponsabili, giacché apre ad un nuovo braccio di ferro tra lo Stato e le Regioni”.
Per il Coordinamento Nazionale No Triv la strada è già tracciata: quello che si chiede è che le Regioni ricorrano al Tar Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto e promuovano un conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.

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Siria: i bambini di Raqqa hanno bisogno di assistenza e protezione immediata

Posted by fidest press agency su martedì, 29 agosto 2017

siria”L’impatto della guerra sui bambini in Siria continua ad essere sconcertante. I continui e pesanti combattimenti hanno fatto sfollare migliaia di famiglie dalla città di Raqqa e da Deir-ez-Zor.
Ho terminato una missione nei campi di Areesha, Ein Issa e Mabrouka, dove ho incontrato bambini sfollati e ho supervisionato le attività salvavita che sta facendo l’UNICEF sul campo. Sono sopraffatto dalle esperienze profondamente traumatizzanti che questi bambini hanno vissuto. Hanno patito violenze brutali, perso amici e familiari. Sono terrorizzati, ma hanno ancora speranza.
Rawan, una bambina di 11 anni sfollata, che è fuggita da Raqqa, mi ha detto: “Prima giocavamo spesso, ma dopo è arrivato il buio. Secondo le notizie dalla città di Raqqa che l’UNICEF sta ricevendo, diverse migliaia di bambini continuano ad essere intrappolati nella città, bloccati sotto la linea diretta dei combattimenti. Senza un accesso per le agenzie umanitarie, la città è completamente tagliata fuori dall’assistenza salvavita. I bambini e le famiglie non hanno acqua sicura o ne hanno poca, mentre le riserve di cibo si stanno esaurendo velocemente. Ai bambini e alle famiglie che sperano di lasciare la città di Raqqa deve essere permesso di farlo in sicurezza e con dignità. Mentre il conflitto si intensifica ulteriormente, aumenta il rischio per i bambini intrappolati nella città di Raqqa di morire e di rimanere feriti. Le parti in conflitto devono proteggerli e facilitare un passaggio sicuro affinché i civili si possano spostare in sicurezza. Sei anni e mezzo di conflitto hanno privato milioni di bambini della loro infanzia e hanno inflitto sofferenze inenarrabili su di loro. Le parti in conflitto devono fermare le violenze in Siria ed essere all’altezza dei loro obblighi legali verso i bambini. Tutti i bambini in Siria, a prescindere dal luogo in cui si trovano o dalla famiglia da cui provengono, devono essere protetti, sempre”.

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