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Mostra What’s going on?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

BernardiniCortona sabato 9 settembre, ore 19.00 / 22.00 Palazzo Magini via Nazionale 42, mostre di Alessandro Bernardini ed Ivan Cipriani Buffoni. Aperto tutti i giorni con orario 11.00 / 19.00. Regista dell’iniziativa è Art Adoption, associazione attiva nella promozione e diffusione dell’arte contemporanea, che a dicembre darà il via alla seconda edizione di Art Adoption New Generation, rassegna che avrà proprio in Palazzo Magini una delle sedi espositive principali. Il progetto espositivo, curato da Tiziana Tommei, si snoda all’interno delle molteplici sale ubicate al piano nobile del palazzo, mettendo in dialogo i due artisti, presentando opere di pittura, scultura e installazione. Ad aprire l’iter in mostra è il lavoro realizzato a quattro mani da Bernardini e Cipriani, Senza titolo (Viva), un’isola di terra ed erba che accoglie e si integra con il colore della pittura. Non si tratta di un mero supporto, la componente naturale infatti è parte sostanziale di un processo che, nella pura astrazione del segno e nella sovrapposizione di acrilico e catramina, trova rafforzamento nella materia viva che la costituisce. Natura e pittura si pongono in successione e si fondono all’interno di una zolla dai confini determinati, uno spazio vitale per l’arte e un luogo di unione concettuale tra due personalità artistiche poliedriche. Il punto comune alle ricerche dei due artisti è indubbiamente la vena sperimentale e l’apertura incondizionata a forme e mezzi d’espressione potenzialmente infiniti. Il connubio di pesantezza e fragilità si conferma quale aspetto basilare nel lavoro di Bernardini. Il cemento resta protagonista in forme diverse, ma comunque sempre sinonimo di “definizione” e “costruzione”: la prima trova significato nell’essenzialità e nella pulizia delle linee e dei Ivan Ciprianivolumi; la seconda nella formula del cubo o del parallelepipedo moltiplicato e sovrapposto a creare strutture solo in superficie solide e fisse. La figura della casa, su questa linea, assume così la valenza di una dichiarazione d’intenti, ponendosi quale manifesto poetico di un fare sempre ancorato alla concettualità. Metafisici elementi quali sfera, piramide e parallelepipedo perdono qualsiasi parvenza di astrazione di derivazione geometrica in virtù della sostanza cementizia che li caratterizza. La tela, se da un lato continua a fungere da trait d’union di un intero percorso, dall’altro risulta in maniera crescente un’appendice, un elemento subordinato al concetto, sebbene perennemente intesa quale materia. Ciò che essa accoglie determina l’ontologia dell’opera, mai il contrario. A latere, altra sostanza intrinseca all’alfabeto dell’artista, è il catrame, che riveste tele e oggetti, li avviluppa, li rende omogenei e lucenti, li svela celandoli. La poesia invece è la nota pregnante e fortemente identificativa dell’opera di Cipriani: la parola, quale essenza profonda e intima, oggetto tangibile e soggetto pulsante, motivo d’ispirazione e allo stesso tempo fine ultimo del sentire, viene celata all’interno di apparentemente inestricabili grovigli cromatici. Viene assunta quale anima di una pittura di azione che svela tra le colature di colore una figurazione nascosta, segreta. I due bronzi in mostra, silhouette dallo sviluppo serpentino, costituiscono materia di riflessione sulla donna di oggi, rappresentandola come nuova venere, idolo contemporaneo, che non ha nel corpo il suo punto di forza, se non in quanto generatrice di vita. Le installazioni che recuperano oggetti quali una cabina telefonica e un televisore a tubo catodico, mettono in scena con ferocia il disincanto. Infatti, è un gesto utopico quello di impacchettare la tv con ritagli di giornale in cui si leggono esclusivamente notizie positive: è solo tramite il duplice atto di defunzionalizzazione e occultamento, e dunque di annullamento totale dell’oggetto dato, che questo può costituire fonte di buona novella. (foto: Bernardini, Ivan Cipriani)

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