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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 327

Scuola Personale: grazie a internet addio tempi “biblici” per le ricostruzioni di carriera dei neo-assunti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneLa Nota Miur n. 17030/2017, recante le nuove modalità e le tempistiche di presentazione delle domande di ricostruzione della carriera per il personale di ruolo che ha superato l’anno di prova, prevede che l’amministrazione scolastica di competenza, entro il 28 febbraio dell’anno immediatamente successivo alla proposizione della domanda, verifichi i servizi dichiarati dal dipendente e provveda a emettere il decreto di ricostruzione di carriera. Basti pensare che con le procedure tradizionali potevano passare anche più di cinque anni per ottenere il decreto, a causa dell’alto numero di pratiche rispetto all’irrisoria quantità di impiegati delle Direzioni Provinciali del Tesoro, soprattutto nelle province maggiori.Il problema è che il mezzo si adegua ai tempi, ma non la norma. Perché il Ministero continua a dare indicazione ai dirigenti scolastici di riconoscere per intero solo i primi 4 anni di pre-ruolo, mentre tutto il resto del servizio svolto come supplente vale solo per due terzi. Così, ad esempio, a un precario storico con 16 anni di pre-ruolo vengono tolti illegittimamente, ai fini della carriera, ben 4 anni. L’Anief invita ad aderire al ricorso per l’integrale riconoscimento del servizio preruolo e a quello per il riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo già vinto più volte in tribunale ottenendo il riconoscimento della pari dignità al servizio da precari e anche sulla questione del servizio svolto nelle scuole paritarie, abbiamo ottenuto successo ai fini dell’attribuzione di punteggio per la mobilità e abbiamo ottenuto pronunce anche sulla valutabilità di tali esperienze ai fini della carriera. Non esistono servizi di serie A o di serie B; esistono attività lavorative che hanno incrementato l’esperienza del lavoratore e che devono correttamente essere riconosciute ai fini delle progressioni di carriera senza alcuna discriminazione.

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