Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Il toto Comandante ai vertici della difesa e dei carabinieri

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

gallitelliGrnet.it ci propone una conversazione immaginaria con due personaggi famosi per essere ben addentro alle segrete cose che ruotano intorno ai palazzi della Difesa e dell’arma dei carabinieri. L’occasione è offerta dal fatto che sono prossimi gli avvicendamenti ai vertici dei rispettivi organi.
Fra qualche mese, infatti, il Governo dovrà procedere a nominare il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa,il Comandante Generale dei Carabinieri e il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito (tutti prorogati). Non si esclude che l’esecutivo possa cambiare anche qualche vertice dei Servizi Segreti. Nel nostro ambiente è incominciato il toto-Comandante, tanti ci scrivono per sapere chi possa essere il sostituto dell’attuale primo Carabiniere dell’Arma. I nostri colleghi – infatti – non dimenticano che nel 2015 alla vigilia della nomina del sostituto del Generale Leonardo Gallitelli che doveva essere avvicendato per raggiunti limiti di età e perchè già una volta prorogato, indicammo il Generale di C.A Tullio Del Sette, come unico possibile candidato a rivestire la carica al vertice della Benemerita. I fatti ci hanno dato ragione anche se l’ultimo anno di gestione di Del Sette è stato difficile, molto difficile: il caso Consip, il transito del Corpo Forestale nell’Arma che la sentenza del Tar Abruzzo mette in discussione, sono stati due casi che, a sentire “Radio scarpa”, sono stati gestiti con superficialità e che qualche trasferimento sarebbe stato auspicabile per dare serenità all’intera Istituzione che a causa di certe gerarchie, ottuse, vive momenti di sconforto perchè a pagare sono sempre i soliti noti.
tulliodelsetteCaro “Ammiraglio” – risponde Michele, spero che tu mi consenta di rivolgermi a te con l’appellativo che usano tutti quelli che ti conoscono bene e che hanno apprezzato la Tua immensa esperienza ed attività nella “Rappresentanza militare”, e anche ora che sei rimasto un punto di riferimento autorevole per molti Carabinieri di tutta l’Italia. La domanda in effetti è impegnativa e, per certi aspetti, antipatica e insidiosa, quindi credo sia importante una piccola premessa che riguarda le nuove dinamiche fra “politica” ed istituzioni con particolare riferimento al tema degli avvicendamenti: La Benemerita è sempre riuscita ad essere e ad apparire impermeabile alla politica. Questa caratteristica l’ha resa autorevole e sempre apprezzata da tutti. Nel 2000 la Legge di riordino dell’Arma ci ha regalato, di fatto, il Comandante Generale carabiniere ma ora la competizione fra i nostri generali per la prestigiosa carica è maggiormente avvertita e inevitabilmente vissuta con partecipazione da tutti i Carabinieri. Questa Legge ha ridotto la distanza fra i nostri vertici e la politica. Questa Legge ha relegato però il ruolo della rappresentanza e le problematiche dei minori livelli ordinativi ad un ambito ancora più marginale e incerto. Ne consegue che il ruolo dei nostri vertici, negli ultimi anni, è cambiato diventando sempre più esclusivo. Evoluzione oppure involuzione? Sono consapevole che molti di noi pensano che questa sia una “evoluzione” ma io rimango convinto che questo tipo di decisioni, che hanno conseguenze così importanti per la “Vita nell’Arma”, debbano essere adeguatamente bilanciate: ricomprendendo, ad esempio, anche la possibilità di coinvolgere e sentire il Cocer CC. Oggi la “Rappresentanza Militare” può solo assistere inerme alle decisioni politiche che sponsorizzano un generale piuttosto che un’altro secondo criteri legati all’attualità della compagine governativa. Valutazioni che a volte non corrispondono alla storia ed ai successi professionali dei candidati. Questo aspetto, che non è secondario, è sempre più avvertito come una involuzione pericolosa proprio perché lega il destino dell’Arma all’audacia di quel candidato che è stato scelto perché, magari, è riuscito meglio di altri ad interpretare nel tempo le esigenze della politica. In quest’ottica ci si potrebbe esporre al rischio di un ridimensionamento o di riduzione dell’imparzialità e di altre peculiarità che hanno sempre caratterizzato la nostra amata Benemerita.
Caro Michele – incalza Nino -, torniamo alla scelta del prossimo Comandante Generale: in questi giorni alcuni giornali incominciano a fare nomi di possibili candidati. I più gettonati sembrano essere i Generali di C.A Vincenzo Coppola e Riccardo Amato. Ti confesso che li conosco entrambi e ti posso assicurare che se la scelta cadrà su uno dei due, l’istituzione ne trarrà giovamento, perchè trattasi di due Ufficiali Generali di primo piano e molto stimati dalla base. Per quanto riguarda gli altri Generali di vertice rimasti, sui quali potrebbe ricadere la scelta, non mi giungono consensi favorevoli. Nell’Arma, anche se siamo in tanti (circa 110.000), ci conosciamo tutti e nessuno può nascondere 40 anni di vita trascorsa a comandare uomini. Se hai fatto bene sei ricordato, se hai fatto male nessuno ti dimentica. Chi vuole capire capisca! Altrimenti cercheremo di essere più chiari raccontando fatti e misfatti e facendo nomi e cognomi. Michele, speriamo che anche questa volta indovineremo la scelta.
A te la parola Caro “Ammiraglio:” vedo che sei bene informato come, del resto, sono ben informati anche i giornalisti che si sono già espressi in alcuni simpatici articoli apparsi sulla stampa. Non ho la presunzione di conoscere bene tutti i candidati. Ovviamente auspico che la scelta ricada su un candidato che abbia anzitutto dimostrato di saper mantenere un rapporto e una dialettica con la “Rappresentanza Militare” improntata al reciproco arricchimento. Sai bene, caro Ammiraglio, che questa qualità non è comune a tutti i Generali. Anzi, alcuni si sono saputi distinguere proprio per la loro “rigidità” anche nei confronti di chi è stato democraticamente eletto per cercare di “tutelare i colleghi”. Grazie ad alcune decisioni inedite del Comandante Generale, qualche miglioramento lo abbiamo già apprezzato. Rimane la necessità di un più giusto riconoscimento del ruolo della Rappresentanza, che ancora non è stata sufficientemente valorizzata per quanto riguarda il ruolo e l’esercizio affidato ai delegati ed agli Organismi di base ed intermedi. L’Assise plenaria della “Rappresentanza Militare”, purtroppo, nell’Arma manca da troppo tempo. Credo che in questo modo si stia cercando ancora di eludere quello che sembrava un doveroso esercizio di alta responsabilità propria di ogni comandante proprio per verificare la propria capacità di ricezione ed analisi delle situazioni di disagio. Forse, caro “Ammiraglio” penserai che sono fuori tema. Credimi, sono convinto che queste debbano essere le caratteristiche principali da ricercare nella rosa dei “candidati” a comandare l’Arma dei Carabinieri. Abbiamo bisogno di un Comandante che non sia un “accentratore”. Anche io ho letto gli articoli apparsi sulla stampa ed ho notato che i giornalisti, bene informati, si sono avventurati in previsioni molto circoscritte. Tutti nomi di altissimo livello ma ciascuno con le sue particolarità. Senza presunzione, credo di poter affermare che vi sia già stata l’auspicata discontinuità fra l’era “Gallitelli” e il periodo di comando retto dall’attuale Comandante Generale che, a mio avviso, si è saputo distinguere per concretezza d’azione e per il suo sguardo verso il futuro più immediato. Non dimentichiamo che è stato il diretto collaboratore del ministro della Difesa. Come avvenuto per altri vertici Istituzionali, credo che anche al Generale C.A. Tullio Del Sette potrebbe essere concessa vertici armaun’ulteriore proroga e potrei, ad oggi, pensare anche ad un periodo di comando pari al Suo predecessore (6 anni, ndr). Una volta perfezionato il suo staff di collaboratori diretti già molto valorizzati, potrebbe fare ancora molte cose buone per il futuro della Benemerita. Diversamente, chi sarà destinato ad avvicendarlo, lo dovrà fare tenendo conto dell’eredità lasciata, della nuova fase inaugurata, non senza iniziali difficoltà dal Generale CA Tullio del Sette ovvero con lo sguardo rivolto al futuro, verso traguardi compatibili con le moderne concezioni dei diritti dei carabinieri-militari, e non più con lo sguardo rivolto solo al passato. Come vedi i profili che ricerco soprattutto in occasione dell’avvicendamento del Comandante Generale sono molto particolari ma rimango fiducioso perché penso che non sia impossibile trovarli. Effettivamente i Generali più gettonati sono l’attuale Vicecomandante dell’Arma Gen. C.A. Vincenzo Coppola ed il Comandante Interregionale Pastrengo Gen. C.A. Riccardo Amato. Li ho conosciuti entrambi e so che sarebbero in grado di svolgere bene il difficile compito. Entrambi sono molto apprezzati dalla base quindi aggiungo per entrambi anche il mio personale “in bocca al lupo”. (fonte GrNet.it ha “captato”)

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