Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Maltempo e danni preannunciati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

roma pioggia«Sono bastate le prime piogge di fine estate per far scattare la conta di morti, feriti e danni materiali che, con tragica puntualità, in Italia accompagna qualsiasi fenomeno meteorologico di intensità superiore alla norma. Più che la violenza delle precipitazioni, non c’è dubbio che a fare la differenza sia la capacità di un territorio di rispondere in modo il più possibile elastico a tali eventi. Ciò non può ovviamente verificarsi laddove siano state effettuate scelte urbanistiche scellerate: impermeabilizzazione sistematica del suolo; urbanizzazione massiccia lungo fiumi e torrenti con conseguente spostamento, riduzione o addirittura copertura degli spazi a disposizione dei corsi d’acqua; eliminazione della piantumazione; assenza di sistemi di chiuse e di aree ad hoc dove poter effettuare esondazioni in sicurezza».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Un elenco che comprende solo alcuni degli errori più macroscopici e che si sposa perfettamente con l’incuria che la maggioranza delle amministrazioni locali riserva a fondamentali azioni di prevenzione come la ripulitura dei fondi dei fiumi o la manutenzione degli argini. Ma è un’attenzione complessiva alle tematiche legate all’ambiente che sembra mancare nel nostro Paese: ciò sia da parte dei cittadini, che spesso prendono posizione sui massimi sistemi salvo disinteressarsi di problematiche altamente impattanti per la loro quotidianità, sia da parte delle forze politiche, che in molti casi hanno colpevolmente eliminato le questioni ambientali dalle rispettive agende. Non è un caso – prosegue Simoncini – che da quasi un anno e mezzo in Parlamento ci sia un disegno di legge per contrastare il consumo del suolo che giace agonizzante o che gli ultimi quesiti referendari su tematiche “verdi” siano stati trattati con una sufficienza ai limiti del boicottaggio, con tanto di invito agli elettori a restarsene a casa. Come se gli oltre 7 milioni di cittadini che vivono in territori ad elevata pericolosità idrogeologica non esistessero o non rispondesse al vero che il 90% dei Comuni italiani sia costantemente esposto al rischio di frane e alluvioni».

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