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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

Corea del Nord: lancio missili

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 settembre 2017

corea del nord“Il lancio di missili effettuato da Pyongyang e la conseguente reazione di Seul confermano l’impressione di tensione che ho avuto durante la mia visita e giorni scorsi in Corea del Sud durante la quale mi sono potuto confrontare con i massimi livelli parlamentari e governativi. Ho avuto, però, la conferma che la Corea del Sud non intende procedere sulla via della sua nuclearizzazione ma che anzi intende continuare a lavorare per la denuclearizzazione dell’intera penisola coreana”. A dirlo è Paolo Alli, presidente dell’Assemblea Parlamentare della Nato e deputato in Commissione Affari Esteri alla Camera dei deputati.
“Il secondo missile da parte di Kim Jong-un – continua – è una evidente reazione annunciata alle sanzioni, per altro ammorbidite grazie l’intervento di Cina e Russia, che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso qualche giorno fa. Occorre una chiara dimostrazione di senso di responsabilità da parte dei quattro grandi attori che sono protagonisti degli scenari nella penisola coreana, cioè Cina, Russia, Giappone e Stati Uniti. E occorre sfuggire alla tentazione di soluzioni bilaterali, in quanto una situazione come quella che ormai si è consolidata da oltre 60 anni non è risolvibile se non in un consesso globale. Le Nazioni Unite, da questo punto di vista continuano a costituire il tavolo di trattative più credibile e serio”. “L’escalation di tensione nella regione – conclude – preoccupa il mondo intero e non si può negare che vi sia una responsabilità primaria delle due grandi potenze che hanno sempre, in un modo o nell’altro, sostenuto il regime nordcoreano, cioè Cina e Russia. Al di là delle unanimi condanne da parte dell’intera comunità internazionale, alle quali ci associamo, bene ha fatto il segretario di Stato americano Tillerson a richiamare esplicitamente Pechino e Mosca affinché utilizzino tutte le leve, delle quali solo loro dispongono, per indurre Pyongyang alla ragione. D’altra parte le reazioni muscolari del presidente Trump non hanno giovato certamente alla distensione in quella tormentata area, anzi, in un contesto delicato e sensibile come quello orientale, hanno rappresentato e rappresenta un elemento di forte preoccupazione sia a livello politico, sia nella percezione della popolazione”. (foto fonte: Il Fatto quotidiano)

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