Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Da che parte vogliamo stare?

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 settembre 2017

ministero-finanzeEsiste davvero un’Italia che non è rappresentata nei palazzi del potere? Probabilmente se si giudica il Def (Documento di economia e finanza) che è in corso di elaborazione in questi giorni e l’attuale incontro, per ora informale, con le parti sociali con l’innaturale cordata che va dagli industriali, ai banchieri e ai sindacati confederali della triplice, i risultati non ci appaiono esaltanti. Tutt’altro. Ora l’improvvisa accelerazione che si preannuncia intende solo continuare a farci digerire la stessa manovra in tempi raccorciati.
Possibile che i rappresentanti dei lavoratori che siedono allo stesso tavolo degli industriali e dei banchieri non si rendano conto che se di sacrifici dobbiamo parlare il primo passo è proprio quello di rivedere per intero il meccanismo della manovra poiché la sua formulazione dovrebbe esprimere un chiaro segnale di garanzia non per le parti che dispongono di ricchezze ma per chi ha modeste risorse. Il nostro stupore è nel renderci conto che l’opinione pubblica, quella che è più interessata alle falcidie in atto sulle buste paga dei lavoratori, dei pensionati, dei precari e ancora su tutte quelle aree del disagio che vanno dai disoccupati, ai cassa integrati, alle famiglie monoreddito, sembra non avvedersi della mannaia che pende sul loro capo. Vorremmo che una folla immensa si addensasse davanti palazzo Chigi per far sentire la sua presenza e la volontà di cambiamento di un sistema politico che gioca con il popolo italiano come fa il gatto con il topo. E invece di parlare di lavoro, di redditi, di precarietà, di sviluppo industriale e quanto altro l’argomento posto in cima ai notiziari televisivi e alle prime pagine dei quotidiani è sui possibili accordi per la legge elettorale, sulle candidature alle politiche, sui topi di Roma e se dobbiamo o no chiamarla “Mafia capitale” dopo la recente sentenza di primo grado per il processo ai “corrotti” romani e terre limitrofe. E’ una sorta di “fuga mundi” di quanti vivono si tra la gente ma, mossi dall’egoismo e pensano solo a se stessi e usano i falsi problemi come strumenti per curare solo i propri interessi. (Riccardo Alfonso)

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