Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 3 ottobre 2017

At least 58 people are killed and 515 injured in a shooting in Las Vegas

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

las vegasLas Vagas FOR the past four years, country-music fans have gathered on a 15-acre lot across from the Mandalay Bay Hotel on the Las Vegas Strip for the Route 91 music festival. On October 1st Jason Aldean, a honey-voiced singer from central Georgia, was closing out the festival when a shooter opened fire on the crowd from the 32nd storey of the hotel. Social-media videos showed revellers ducking, hiding and running from bursts of automatic-weapon fire.
The horrific event lasted just a couple of hours: Las Vegas police received their first report of gunfire at 10.08pm; shortly before midnight police announced that their sole suspect was dead; he is believed to have committed suicide. The suspect was Stephen Paddock, a 64-year-old resident of Mesquite, Nevada, a small town about 80 miles north-east of Las Vegas, on the Nevada-Arizona border.
Joe Lombardo, sheriff of the Las Vegas Metropolitan Police Department, said the shooting was the act of “a solo actor…a lone wolf”. Police found a number of guns in Mr Paddock’s hotel room. He appears to have killed at least 58 people and wounded at least 515, making this the deadliest mass shooting in modern American history.
American politicians routinely warn against “politicising” mass shootings. Although they take to the airwaves to discuss airline safety in the wake of a plane crash or security measures after a terrorist attack, discussing gun laws after a lunatic shoots scores of people to death—asking whether, perhaps, the ease of obtaining weapons in America might have something to do with the frequency with which mass murderers kill people with firearms—is understood to somehow be in bad taste. So let’s not mention the massacres at Port Arthur and Dunblane, which prompted Australia and Britain to pass more restrictive gun laws that dramatically reduced the risk of dying by gunshot in both countries.This week the House of Representatives could pass the “Hearing Protection Act”, which rolls back restrictions on gun silencers. It was supposed to be taken up in June, but was postponed after a gunman opened fire on a congressional softball game. Separate legislation in the House would allow holders of concealed-carry permits to carry their weapons in other states with more restrictive licensing—effectively gutting state-level concealment restrictions. As Barack Obama said after a married couple slaughtered 14 people in San Bernardino, California with legally bought guns, “We’ve become numb to this…This is a political choice we make to allow this to happen every few months in America.” (By The Economist)

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Al “Margutta Creative District” la visita esclusiva all’Atelier di Pablo Picasso

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

Picasso a RomaL_ItalienneRoma La seconda edizione del “Margutta Creative District” ideato da Antonio Falanga e Grazia Marino, organizzato dalla P&G Events di Roma, ritorna in Via Margutta dal 19 al 21 ottobre p.v. L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere la creatività italiana ed internazionale mediante esclusive forme di presentazione ideate su una delle strade più prestigiose della Capitale, nella quale illustri personalità del mondo dell’arte, del cinema e della musica, hanno vissuto e operato e con la loro presenza l’hanno eletta come luogo di ispirazione interculturale. Il legame profondo tra radici e contemporaneità, ricerca e innovazione, avrà come settore trainante “Il Mondo dei Creativi” una tendenza che riuscirà a far dialogare attraverso una mirata valorizzazione, binomi culturali come: Moda e Arte, Moda e Design, Moda e Fotografia e Moda e Food. Tra gli appuntamenti più prestigiosi della tre giorni “marguttiana” di particolare interesse saranno le passeggiate culturali in Via Margutta, che avranno come epilogo finale la visita alla Sipario ParadeBertrand Marret“maison” dei coniugi “Benedetti – Marret”, che apriranno per la prima volta in assoluto le porte del proprio atelier nel quale soggiornò Pablo Picasso. Un omaggio esclusivo dedicato al grande pittore spagnolo, a cento anni dal suo soggiorno romano, che proprio al quarto piano di Via Margutta, 53b ideò e disegnò i costumi e le scenografie di “Parade”, il primo “balletto cubista”, firmato da Cocteau che debuttò allo “Chatelet”di Parigi nel maggio del 1917; due opere artistiche di grandi dimensioni Arlequin et femme au collier e L’Italienne; il bozzetto di Villa Medici situato sulla collina del Pincio e riprodotto dalla finestra del suo studio. Tre rendez-vous a numero chiuso, nei quali il Prof. Bertrand Marret, storico d’Arte, nipote del fotografo Henri Cartier-Bresson avrà il piacere di illustrare e narrare aneddoti, sul soggiorno in Via Margutta di Pablo Ruiz y Picasso. (foto: Sipario Parade, L’Italienne, Picasso a Roma, Bertrand Marret)

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Convegno: Demetra e Persefone

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

Demetra e PersefoneLocri Sabato 7 ottobre 2017, dalle 15.30 alle ore 20.30, presso il Palazzo della Cultura di Locri (Reggio Calabria), si terrà un convegno su Demetra e Persefone, culti della fertilità e della rinascita oltre la morte – Archeologia, Storia, Letteratura, Storia delle Religioni.
Porteranno i saluti di rito Giovanni Calabrese, sindaco di Locri; Albarosa Dolfin, presidente Sidus Club; Maria Caterina Aiello, presidente Associazione Italiana di Cultura Classica – delegazione della Locride “Maria Stella Triolo” e Rossella Agostino, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri.
Seguiranno le seguenti relazioni che approfondiranno questa interessante tematica: Rossella Agostino, archeologo – direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri, Esempi di manufatti cultuali dal Museo di Locri; Francesca Pizzi, archeologo – Università di Messina, Vergini, mogli e madri: la ridefinizione degli spazi del sacro e la ricostruzione degli atti del rito di alcuni contesti sacri di Locri Epizefiri; Mariangela Monaca, storica delle Religioni – Università di Messina, Culti demetriaci in Grecia, Magna Grecia e Sicilia; Elena Santagati, storica – Università di Messina, Demetra e Persefone a Locri Epizefiri: una storia di contatti dalla Grecia all’Occidente; Paola Radici Colace, filologa classica – Università di Messina, Le “dee vulnerabili”: mito e rito nella simbologia e nell’immaginario moderno. I lavori saranno introdotti e coordinati da Lucia Licciardello, segretaria AICC – delegazione della Locride “Maria Stella Triolo”.
L’iniziativa è indetta dal Sidus Club; dall’associazione italiana di cultura classica – delegazione della Locride “Maria Stella Triolo”; dall’Università di Messina; dalla città di Locri e dal Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon. (foto: demetra e persefone)

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Convegno nazionale dei Direttori Generali delle Università italiane (Codau)

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

Nicoletti1“In questo quindicesimo convegno non vogliamo limitarci soltanto ad affrontare la realtà italiana ma guardare oltre i confini del Paese poiché non c’è crescita senza confronto. Bisogna guardare all’Europa per migliorare il sistema nazionale ma sarebbe più proficuo poter trasmettere anche le nostre conoscenze per poter arricchire tutto il sistema europeo ed essere più competitivi nel complesso panorama internazionale. In Europa si investe di più nelle Università e nella ricerca rispetto al nostro Paese”. Lo ha detto Cristiano Nicoletti, Presidente del Codau, l’Associazione che riunisce i direttori generali delle università italiane in apertura del convegno “Università, Europa e le sfide globali” in programma a Palermo nei giorni scorsi.Per il Presidente del Codau Nicoletti l’università è l’unica pubblica amministrazione che si è dotata di un piano integrato, frutto anche della collaborazione con l’Anvur, che può diventare una linea guida per tutte le altre pubbliche amministrazioni. “Tutto questo – ha aggiunto Nicoletti – è stato realizzato velocemente e con sempre meno risorse. A partire dal 2009, infatti, il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) è stato ridotto di circa 1 miliardo di euro. Le risorse a disposizione del sistema universitario italiano sono tra le più basse d’Europa (solo l’1% del PIL contro l’1,4% della media UE). Per poter gestire la nuova “Università 4.0” – ha concluso il presidente – è necessario poter programmare e disporre del reclutamento di un numero sufficiente di quadri che corrispondano a nuove figure dal profilo altamente professionale”. E con riferimento ai recenti fatti di corruzione su alcune università italiane Cristiano Nicoletti ha ribadito più volte che “Queste gravi notizie di certo non aiutano a trasmettere un’immagine positiva dell’università che invece deve essere confermata e trasmessa all’esterno del sistema. Spero che non si generalizzi con facili strumentalizzazioni.”La giornata dei lavori si è aperta con un focus sul costo standard, sui dipartimenti di eccellenza, sui dottorati innovativi, e sugli strumenti per competere in Europa. Nella prima sessione di lavoro il dibattito si è invece focalizzato sul rapporto tra università ed Europa e sui nuovi paradigmi per la formazione, la ricerca e il lavoro, al quale sono intervenuti Carla Barbati, Presidente CUN, Andrea Graziosi, Presidente ANVUR, Riccardo Di Stefano, Vice Presidente – Giovani Imprenditori di Confindustria, Gaetano Manfredi, Presidente CRUI, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II, Ettore Felisatti, docente dell’Università degli Studi di Padova e Giuseppe Colpani, direttore generale dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. (foto: nicoletti)

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Tartufi: Consigli per gli acquisti

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tartufo neroPrezzo elevatissimo, scarso potere alimentare, “profumo” intenso. Sono queste le caratteristiche dei tartufo, un fungo sotterraneo che si sviluppa in corrispondenza delle radici degli alberi (es. quercia) e che può essere individuato grazie all’utilizzo di cani addestrati. Anticamente gli venivano attribuite proprieta’ afrodisiache, tant’è che era stato dedicato a Venere. Quello piu’ pregiato e’ quello bianco di Alba (Cuneo) ma ce ne sono di varietà meno costose (es. nero di Norcia – Perugia). Il prezzo elevato, anche 3.000 euro al kilo, induce i disonesti a truffare i consumatori. Ci sono tartufi provenienti dall’Asia senza alcuna particolare qualità organolettica, che non sanno di nulla e non profumano ma che vengono commercializzati come nostrani; i prezzi di importazione sono, ovviamente, stracciati rispetto a quelli di vendita nel nostro Paese. Difficile, per i profani, distinguere l’uno dall’altro anche perche’, furbescamente, si uniscono a quelli
italiani per farne assumere l’odore. A volte si aggiungono pietruzze nelle screpolature per aumentarne il peso o si incollano quelli piccolissimi tra loro (il tartufo piu’ grande e’ piu’ costoso) o si mescolano specie piu’ e meno pregiate. Insomma, attenzione alle truffe che, in questo caso, sono particolarmente onerose; individuare un venditore di fiducia ci pare cosa utile. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Copti in Egitto: una comunità sotto attacco

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

attentato egittoRoma. La conferenza stampa avrà luogo alle ore 11 presso l’Associazione Stampa estera, in via dell’Umiltà 83/C La conferenza ospiterà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak, Patriarca della Chiesa copto-cattolica in Egitto, per alcuni giorni in Italia ospite di ACS. Nel corso della visita sono stati organizzati incontri a Roma e Milano.Il Patriarca descriverà le condizioni di una comunità recentemente ferita da gravi accadimenti quali le stragi avvenute nella Domenica delle Palme a Tanta e ad Alessandria e l’attentato del maggio scorso a Minya. «La Passione di Cristo continua oggi nel suo popolo», ha dichiarato il prelato copto cattolico in un messaggio di cordoglio.«I cristiani in Egitto sono sotto attacco – ha affermato il direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro – Per ACS è prioritario sostenerli, attraverso progetti concreti, ma soprattutto dando voce alla loro sofferenza e ospitando eminenti rappresentanti della comunità locale come Sua Beatitudine il Patriarca Sidrak».
All’intervento del direttore di ACS-Italia, Alessandro Monteduro, seguirà la testimonianza di Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak ed il dibattito moderato dalla portavoce di ACS-Italia, Marta Petrosillo. Concluderà l’incontro il presidente di ACS-Italia, Alfredo Mantovano.

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Sessant’anni fa il primo pacemaker

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

firat duruZurigo dal 05 al 07 ottobre 2017 “Hot topic in cardiology” Meeting promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. L’Ospedale Universitario di Zurigo vanta una lunga tradizione nella conduzione di ricerche d’avanguardia e nello sviluppo di innovazioni pionieristiche nel campo della medicina cardiovascolare. Fu proprio a Zurigo che, nel 1958, il celebre cardiochirurgo Ake Senning eseguì il primo impianto di pacemaker al mondo. Inoltre, fu sempre a Zurigo che nel 1977 Andreas Grüntzig eseguì con successo la prima angioplastica coronarica con l’ausilio di un catetere a palloncino di sua invenzione.
«Il programma concentrerà la propria attenzione sulle particolari aree in cui recentemente si sono compiuti progressi e si sono introdotte innovazioni in termini terapeutici nel trattamento dell’angina e delle sindromi coronariche acute, nella fibrillazione atriale, nelle valvulopatie e nell’insufficienza cardiaca» spiega Thomas F. Lüscher, Direttore della Cardiologia all’Ospedale Universitario di Zurigo e presidente del meeting. «A lezioni all’avanguardia si accompagneranno dimostrazioni di casi clinici, tavole rotonde e videovisite dal vivo per procedure interventistiche valvolari. Particolare attenzione sarà dedicata all’insufficienza cardiaca cronica ed acuta, la nuova epidemia del 21°secolo»
cuoreZurich 5. October 2017 to 7. October 2017 Auditorium Careum / Hotel Marriott The University Hospital Zurich has a long tradition in pioneering research and developments in cardiovascular medicine. Indeed, in the sixties the renowned cardiac surgeon Ake Senning established one of the first cardiac surgery departments in Zurich. Besides the worldwide first implantation of a pacemaker, he developed new surgical techniques and procedures particularly for patients with congenital heart disease. Furthermore, in 1977 Andreas Grüntzig successfully performed in Zurich the first percutaneous coronary intervention with a balloon catheter he had developed. His seminal intervention has become one of the most frequently performed procedures in patients with coronary disease and opened the door for interventions in structural heart disease. The current department has continued this tradition and contributed substantially to the understanding and management of atherosclerotic vascular disease and heart failure.On the background of these historic milestones in cardiovascular medicine, it is our great pleasure to continue this tradition as a center of excellence in cardiovascular medicine and to invite you to the preceptorship programme on hot topics in cardiology in Zurich. The programme will focus on special areas with most recent therapeutic advances and innovations including risk factors and cardiovascular prevention, angina and acute coronary syndromes, atrial fibrillation, valve disease and heart failure. A distinguished international teaching faculty will contribute to an outstanding programme on the latest scientific and therapeutic developments in the respective areas.The educational objectives are to provide a comprehensive update on new diagnostic approaches, clinical trials and treatment modalities. State of the art lectures will be illustrated with demonstrations of patient cases, round table discussions and video live cases for interventional valve procedures. A particular emphasis will be placed on chronic and acute heart failure, the new epidemic of the 21st century.Cardiovascular clinicians, internists, and primary care physicians attending will derive benefit from this three-day preceptorship course with the goal to better serve their patients.We are looking forward to welcoming you in Zurich and spending a stimulating meeting together. (Thomas F. Lüscher, M.D. FRCP, FESC Professor and Chairman of Cardiology) (photo: firat duru)

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49° Giornata del credito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

giornata creditoRoma mercoledì 4 ottobre p.v., ore 9.30/13.00, presso l’ABI – Sala della Clemenza, si svolgerà la 49° Giornata del Credito, promossa dall’Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito – ANSPC. Ercole P. Pellicanò, Presidente ANSPC, aprirà i lavori, mentre i saluti istituzionali saranno affidati a Giovanni Sabatini, Direttore Generale dell’ABI.
La relazione di base sarà tenuta da Salvatore Rossi, Direttore Generale della Banca d’Italia e Presidente dell’IVASS. Seguirà una Tavola Rotonda, coordinata da Salvatore Maccarone, Presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, alla quale interverranno (in ordine alfabetico):
Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, Tommaso Corcos, Presidente di Assogestioni, Maria Bianca Farina, Presidente di ANIA, Paolo Garonna, Segretario Generale della FeBAF, Gaetano Miccichè, Presidente di Banca IMI, Fabrizio Pagani, Capo Segreteria tecnica del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Federico Vecchioni, Amministratore Delegato di ‘‘Bonifiche Ferraresi’ (foto: giornata del credito)

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Referendum in Catalogna: il governo usa la violenza

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

barcellona referendumBarcellona. L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) accusa il governo della Spagna di aver usato metodi da dittatura militare contro i Catalani intenzionati a votare al referendum sull’indipendenza. Il massiccio schieramento della Guardia Civil in Catalogna e la violenza esercitata da questa contro persone inermi non parla certo a favore della democrazia spagnola e ha sicuramente contribuito a rafforzare il desiderio di indipendenza di molti Catalani. Le persone più anziane ricordano ancora la violenza della Guardia Civil durante la dittatura fascista di Francisco Franco, durante la quale proprio la Guardia Civil, tristemente famosa anche per le torture commesse, costituiva il maggiore strumento di repressione.Il governo conservatore di Madrid ha finora rifiutato ogni forma di dialogo ed è anche l’unico responsabile delle violenze commesse ieri durante le operazioni di voto al referendum per l’indipendenza catalana. La storia del partito popolare spagnolo PP, attualmente al governo di Madrid, è peraltro strettamente legata alla storia della Guardia Civil poiché furono proprio simpatizzanti del regime dittatoriale di Francisco Franco a fondare il partito.Il governo spagnolo ha definito il referendum una farsa illegale e non conforme alle regole. Per bloccare il voto, il governo ha inviato la polizia militare a sequestrare schede e urne elettorali e a chiudere i locali di voto. Il referendum è stato preceduto da anni di stasi sul piano delle politiche di autonomia a causa della totale chiusura del governo centrale sostenuto dai suoi rappresentanti alla Corte Costituzionale. Non a caso infatti le comunità autonome della Catalogna e dei Paesi Baschi chiedono da tempo di avere una propria rappresentanza alla Corte Costituzionale.Nel 1979 il 59% dei catalani partecipò al referendum per lo statuto di autonomia della Catalogna nel quale la popolazione si espresse chiaramente a favore dell’autonomia. Nel 2006 solo il 49% della popolazione catalana si recò al referendum per un nuovo statuto di autonomia, la maggioranza dei votanti si espresse comunque a favore di un nuovo statuto. Su pressione del PP il nuovo statuto fu bocciato dalla Corte Costituzionale ma nel 2014 gli stessi giudici sottolinearono nel loro verdetto che “il diritto a decidere” chiesto da Catalani e Baschi sarebbe stato legittimo se supportato costituzionalmente e a tale scopo invitarono al dialogo e alla collaborazione tra governo centrale e comunità autonome. Il governo semplicemente ignorò l’invito dei giudici.

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Patrizia Comand La Nave dei Folli Das Narrenschiff

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

la nave dei folliRoma, Palazzo Cipolla via del Corso Dal 10 ottobre al 12 novembre 2017 il Museo di Palazzo Cipolla a Roma apre la stagione autunnale presentando al pubblico LA NAVE DEI FOLLI, opera pittorica di Patrizia Comand; l’iniziativa è promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, con il supporto tecnico di Civita. LA NAVE DEI FOLLI di Patrizia Comand, opera dipinta tra il 2013 e il 2014, trae ispirazione dall’omonimo poema satirico di Sebastian Brant (DAS NARRENSCHIFF), pubblicato per la prima volta a Basilea nel febbraio del 1494, durante il Carnevale altorenano, e alle cui “illustrazioni” aveva collaborato con xilografie un giovane Albrecht Dürer. Il testo è un’opera satirico-morale in versi composta da 112 capitoli che hanno entusiasmato l’artista per la loro ironia e per la loro incredibile attualità.L’imponente dipinto, nel suo racconto simbolico e allo stesso tempo ironico, crea un universo visivo e narrativo originale e autonomo, dove fluttuano o danzano figure allegoriche, dai chiari riferimenti al poema di Brant ma anche alla nostra attualità.Insieme al grande dipinto sono esposti a Palazzo Cipolla i 20 disegni preparatori, riferiti ai 20 capitoli scelti, che illustrano la genesi dell’opera, sottolineano lo stile attento e preciso della pittrice e rendono visibile il legame con l’opera letteraria che l’ha ispirata. A proposito della mostra, il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo afferma: «Confesso che quando ho visto l’opera di Patrizia Comand “La nave dei folli”, l’entusiasmo mi ha pervaso immediatamente facendomi fare un balzo nella memoria, per le pari emozioni che in gioventù ebbi a provare quando vidi per la prima volta l’opera di Brueghel Il Vecchio “La caduta degli angeli ribelli”. L’accostamento può apparire palazzo-cipollaindubbiamente irriverente, e forse in qualche modo non stilisticamente corretto ed ortodosso, ma le sensazioni che ho provato di fronte a queste due visioni non dissimili restano per me veritiere e complete. Da qui, il desiderio di far transitare nei nostri spazi espositivi – che hanno visto, nei quasi vent’anni di attività, il susseguirsi di artisti classici, moderni, contemporanei, di strada – l’opera di questa, a mio modo di vedere, interessantissima pittrice. Patrizia Comand, con il suo tratto assolutamente suggestivo, provoca un’immediata sollecitazione della fantasia, catapultandoci in un grande gioco collettivo, in cui i protagonisti sembrano in qualche modo farci vivere, nella loro assoluta astrazione, in un grande sogno, come se si trattasse di uno spettacolo circense, popolato di acrobati, funamboli, clown, trapezisti. Quest’opera infatti mi ha indotto a sognare, perché è così estranea alla quotidianità rigida e plumbea del nostro tempo, incasellata in rituali anche cromatici che costantemente si ripropongono con la loro impersonalità. La Comand è per me l’artista della fantasia, elemento alla quale, nella vita, bisognerebbe sempre affidarsi per poter superare il tedio e la monotonia dell’esistenza quotidiana.». (foto: la nave dei folli)

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I corticosteroidi a basso dosaggio possono dare sollievo per il mal di gola

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

corticosteroidiSecondo uno studio internazionale pubblicato sul British Medical Journal, a cui ha partecipato anche l’Università di Verona, la somministrazione di corticosteroidi a basso dosaggio può offrire sollievo dal dolore in pazienti con mal di gola senza aumento di eventi avversi gravi. «Abbiamo cercato di valutare i pro e i contro dell’utilizzo di corticosteroidi come trattamento per il mal di gola tramite una revisione sistematica e una metanalisi di studi randomizzati tratti da Medline, Embase e Cochrane Central Register of Controlled Trials (CENTRAL), elenchi di riferimento di studi idonei, recensioni correlate» afferma il primo autore del lavoro Behnam Sadeghirad, della McMaster University di Hamilton (Canada) e della Kerman University of Medical Sciences di Kerman (Iran). I ricercatori hanno valutato studi controllati randomizzati sull’aggiunta di corticosteroidi alla cura clinica standard in contesti di emergenza e di cura di base per i pazienti di età pari o superiore a 5 anni con segni clinici di tonsillite acuta, faringite o sindrome clinica di mal di gola. Sono stati identificati 10 studi idonei, indipendentemente dalla lingua o dallo stato di pubblicazione, per un totale di 1.426 individui. I risultati hanno mostrato che i pazienti che hanno ricevuto corticosteroidi singoli a basso dosaggio, tra i quali il più comune era il desametasone per via orale con una dose massima di 10 mg, hanno avuto due volte più probabilità di provare un sollievo dal dolore dopo 24 ore e 1,5 volte più probabilità di non avere dolore dopo 48 ore. Il tempo medio di insorgenza del sollievo dal dolore nei pazienti trattati con corticosteroidi era di 4,8 ore inferiore e il tempo medio fino alla completa risoluzione del dolore era di 11,1 ore inferiore rispetto a quello dei pazienti trattati con placebo. Inoltre, la riduzione assoluta del dolore a 24 ore indicato su scala analogico-visiva era maggiore nei pazienti trattati con corticosteroidi. Nove su 10 studi hanno riportato informazioni sugli eventi avversi; sei studi non hanno riferito alcun effetto negativo, e tre studi hanno riportato pochi eventi avversi, per lo più legati a complicazioni della malattia, con un’incidenza simile in entrambi gruppi. Gli studi inclusi non hanno valutato i rischi potenziali di dosi cumulative maggiori in pazienti con episodi ricorrenti di mal di gola acuto. (fonte doctor33) (fonte: corticosteroidi)

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Il risparmio tradito

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

tasso-risparmio-famiglieIl susseguirsi di crisi nel sistema bancario, che ha visto coinvolti diversi istituti dal Nord, al Centro, al Sud del Paese ha lasciato sul campo una enorme massa di risparmiatori che hanno perso tutto e hanno visto ridimensionare in modo drammatico i loro risparmi e le loro condizioni di vita.
I risparmiatori come possono difendersi? Degli strumenti giudiziali e stragiudiziali a loro tutela si è parlato nei giorni scorsi presso la Sala Convegni della CCIAA di Bari, in un workshop organizzato dalla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Bari, in collaborazione con ministero delle Attività produttive, Regione Puglia, Confconsumatori e Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.
Oltre 150 azionisti hanno partecipato all’incontro dedicato ad approfondire i temi legati alla illiquidità dei titoli azionari di varie banche popolari pugliesi.I numeri del fenomeno sono rilevanti: circa 70mila azionisti della Popolare di Bari, 39mila della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, 33mila soci della Banca Popolare Pugliese, circa 6mila azionisti di Veneto che hanno acquistato da Bancapulia. Il controvalore in euro complessivamente versato da questi risparmiatori è di oltre un miliardo e settecento milioni.I relatori hanno descritto, le ragioni e le vie giudiziali, nonché gli strumenti e le vie di carattere stragiudiziale ed economico per consentire agli azionisti di recuperare il proprio investimento, qualora effettuato in violazione delle norme che regolano il settore degli investimenti. È stato proposto alle banche di aprire ad una conciliazione paritetica, presso la Camera Arbitrale della CCIAA, che verifichi le modalità di collocamento dei titoli presso i piccoli azionisti e possa risolvere eventuali situazioni di criticità. Laddove si riscontrino eventuali violazioni della normativa, la banca dovrà provvedere a rimborsare l’investimento. Canio Trione, presidente Codici Puglia, ha sottolineato la necessità che gli azionisti si uniscano e si mantengano uniti, al fine di chiedere tre cose essenziali: che all’interno del CDA delle tre banche sia inserito un rappresentante espresso dai piccoli azionisti, senza diritto di voto, ma per poter verificare direttamente cosa succede e comunicarlo ai piccoli azionisti; che si lavori sulla solidità e redditività delle banche per renderle appetibili a nuovi soci, così da ridare liquidità ai titoli; che si costituisca un tavolo istituzionale, anche con gli enti pubblici dotati di poteri legislativi, per trovare soluzioni che rilancino l’economia locale dalla cui floridezza dipende la salute economica delle banche e di tutte le imprese a cominciare da quella più piccole. Rilancio possibile solo se si liberano le forze esistenti dalla prigionia della burocrazia.
Sono intervenuti anche Elbano De Nuccio, presidente Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti di Bari, Roberto Voza, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, Antonio Pinto, presidente della Camera arbitrale della CCIAA di Bari, Vincenzo Laudadio, responsabile Adusbef, Daniela Caterino, professore associato di Diritto commerciale Università di Bari, Alessandro Amato, presidente Codacons Puglia, Teresa Lisi, dirigente della Sezione attività economiche della Regione Puglia. Ha moderato l’incontro Franco Decanio – Presidente di Assoconsum Puglia.

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La mancata manutenzione del territorio italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

territorio italiano“Non si possono perdere mediamente 136.000 giornate di lavoro all’anno a causa di incuria e mancanza di programmazione nella tutela del territorio; è necessario rilanciare e valorizzare il lavoro e le competenze dei Consorzi di bonifica”: ad affermarlo a gran voce sono l’ANBI e i sindacati FLAI-CGIL, FAI-CISL, FILBI-UIL, in occasione della tappa inaugurale dell’ “Acqua Tour”, svoltasi a Milano, nell’ambito della manifestazione Coldiretti #iostocoicontadini. “Sette mesi senza piogge significative, seguiti a sei mesi di scarse nevicate stanno costando all’agricoltura italiana quasi 3 miliardi di danni, che si sommano ai circa 2 miliardi e mezzo, che annualmente sono causati da frane ed alluvioni – fa eco Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) – Eppure il territorio genera oltre 267 miliardi di valore ed il settore agroalimentare dà lavoro a 3.300.000 addetti, grazie anche a quasi 40 miliardi di export, raddoppiati in pochi anni. “Made in Italy” risulta la terza parola più cercata attraverso il motore di ricerca di Google; nonostante ciò, latitano le scelte a tutela di questo giacimento di ricchezza per il sistema Paese. Serve urgentemente l’approvazione della legge contro lo sfrenato consumo di suolo, impantanatasi nei meandri parlamentari; al contempo bisogna che, in materia urbanistica, si inizi a dire dei no e si diano nome e territorio italiano1cognome dei responsabili del dissesto del territorio.” “Il Governo deve dare gambe ai progetti presentati dai Consorzi di bonifica, frutto di esperienza e conoscenza del territorio – incalza Sara Palazzoli, Segretario Nazionale FLAI CGIL – Non si possono perdere opportunità occupazionali, indispensabili per prevenire emergenze accentuate dai cambiamenti climatici. Non si può continuare ad agire e prendere provvedimenti sull’onda dell’emergenza, ma sono necessarie programmazione e pianificazione per la tutela del territorio.”“Il territorio deve essere al centro delle politiche di sviluppo del Paese, puntando su salvaguardia ed innovazione – conclude Raffaella Buonaguro, Segretario Nazionale FAI CISL – L’efficienza dei Consorzi di bonifica va valorizzata e fatta conoscere: l’Acqua Tour riporta al centro i lavoratori del settore e l’alto valore della loro professionalità.”“Da Milano – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI- i Consorzi di bonifica, che si propongono come elementi centrali di comunità attive, e i Sindacati hanno iniziato assieme un tour in 12 tappe per vincere la sfida del rilancio economico ed occupazionale anche nel segno della sostenibilità; sicurezza idrogeologica, irrigazione, ambiente, legalità e bellezza del territorio ne saranno le parole d’ordine”.

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Pac insufficiente per le esigenze degli agricoltori

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

agricolturaLa Pac attuale è assolutamente insufficiente per rispondere alle esigenze degli agricoltori italiani ed europei, anzi, ha spesso determinato ulteriori e pesanti disparità tra le grandi imprese dell’agroindustria e quelle piccole e medie che si occupano della produzione diretta del cibo.
Come Confeuro abbiamo avevamo già segnalate le diverse incongruenze presenti all’interno della politica agricola comune e siamo estremamente contenti che oggi la valutazione di queste storture sia condivisa da tutti i principali attori della politica e della rappresentanza sindacale nel primario.
Guardarsi indietro ed evidenziare le responsabilità di quanto è accaduto non è un modo per individuare dei colpevoli, ma è soprattutto uno strumento utile per non commettere gli stessi errori e per fare propria l’esigenza di nuove capacità nella gestione di un settore così complesso e importante.
Il nostro auspicio è che la prossima Pac sia molto diversa da quella attuale e che sia realizzata, non seguendo gli interessi delle grandi lobby, ma quelli degli agricoltori e dei cittadini del vecchio continente.

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Le bolle della contemporaneità

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

la follaNe ho ristretto il campo a solo tre, anche se a ben considerare potrei aggiungerne un altro paio. Tre per contemperare l’importanza che annetto ad altrettanti eventi di portata mondiale quali sono il proletariato e la sua forza organizzata in un grande movimento che nato dalla mente di Marx si è trasformata in un’idea di “stato” per poi “scoppiarci tra le mani”. Nello stesso tempo si è consolidato il capitalismo come il patriziato del parvenu e anch’esso oggi sembra voler esaurire la sua forza espansiva e fare la fine della prima bolla. La terza è più romantica e al tempo stesso capace di defilarsi alla nostra osservazione e ai venti del cambiamento: è quella che possiamo definire la “nobiltà dell’antico lignaggio”. Ad attraversarli vi è l’essere umano con le sue passioni, le sue tensioni ideali, le sue aberrazioni. Sono le bolle che abbiamo creato per suscitare una speranza, per indicare una strada, per definire un ruolo, per legare le generazioni che si avvicendano a un precetto di fede, a una visione del mondo ora egualitario ora esclusivo di alcune minoranze privilegiate per antico censo o per nuovi meriti. A guardarli crescere, prosperare e morire vi è quell’enorme folla che si chiama umanità.
E dire che il tutto è stato promosso ora in suo nome ora per illuderla che lo fosse, ora per sostenerla ora per tradirla.
Oggi mi chiedo se non è giunto il tempo per prendere coscienza di una nuova consapevolezza che sta diffondendosi intorno a noi e dentro di noi e che sta diventando qualcosa di diverso di una bolla. Forse è una bolla tecnologica e nulla di più ma è destinata, se non altro, a risvegliare le nostre coscienze.
Non possiamo più tollerare che la miseria estrema condanni a una morte prematura milioni di bambini e le loro madri.
Non possiamo più tollerare che la violenza e la sopraffazione soffochi la nostra identità.
Non possiamo più tollerare che la disinformazione ci renda complici degli interessi partigiani di una minoranza di nostri simili e dei loro illeciti traffici.
Non possiamo più tollerare che per un’idea formale si faccia strage di innocenti come l’idea della guerra santa, dell’integralismo religioso e del fanatismo politico.
Dobbiamo spezzare questa spirale velenosa che intorbida i nostri sentimenti e ci spinge ad atti di superbia contro i nostri simili e la stessa natura che ci circonda.
Dobbiamo cercare la strada maestra senza lasciarci attrarre dalle vie secondarie e dal rischio di finire in un vicolo cieco anche se appaiono più belle e seducenti.
Dobbiamo imparare a essere costruttori di un disegno coerente quando pensiamo che le risorse dell’umanità non possono essere distrutte dalle guerre e che le guerre non devono essere alimentate dai mercanti di armi e a monte dalle fabbriche che le producono.
Dobbiamo essere votati a un disegno di solidarietà dove la mano che stringe quella del nostro vicino è la mano di chi ama e sa di essere riamato. (Riccardo Alfonso)

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La pace nel mondo e quella del mio vicino

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

mondo-multi-polareSiamo cittadini del mondo. Siamo degli apolidi. Nello stesso tempo avvertiamo il fascino del “campanile” dalla nostra strada, quartiere, municipio, comune, provincia, ecc. Può sembrare un contro senso, ma non lo è. A ben considerare, è il nostro modo dello stare insieme e di sentirci al tempo stesso figli di una coscienza planetaria. E’ anche un aspetto che appaga i nostri affetti ed ha la ventura di dividere le nostre gioie e dolori, ma anche, a volte, di provocare forti delusioni e cocenti affronti. Da qui nasce il potente impulso che va oltre le passioni del momento e si fissa per un equilibrio fondato sulla ragione, sulla ricerca di valori condivisi tra i quali la pace la giustizia la libertà. Nasce così la consapevolezza che la pace è un bene che parte dalla famiglia e si dirama oltre se volgiamo che essa possa diventare una costante di tutte le nostre vite e di quelle che seguiranno. Allo stesso modo non dobbiamo trascurare, come fa chi è attorno a un camino e tende a ravvivare il fuoco che si cela sotto la cenere, aggiungendo, man mano, altri ciocchi, per dare alla pace la vigoria necessaria. E nessuna pace può dirsi tale se non partiamo dal nostro piccolo, se non la fortifichiamo con le nostre minuscole opere, con il nostro impegno quotidiano.
Nessun essere umano può considerarsi un messaggero di pace se la pace non la nutre dentro di se e la esprime nei suoi gesti, nei suoi rapporti e riesce a farla grande e universale perché sa comunicarla, perché riesce a entrare in sintonia con i suoi fratelli di tutto il mondo. E’ un linguaggio universale che oggi, purtroppo ha pochi conoscitori perché essi non sono costruttori di pace, nel loro microcosmo. Non vi sarà mai pace se insieme non la ricercheremo. Non vi sarà mai libertà e giustizia se il messaggio non sarà corale: dall’ultimo degli ultimi al primo dei primi. E pace sia agli uomini di buona volontà.
(Riccardo Alfonso)

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La crisi delle ideologie

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

Haakon Gullvaag-Muro di Berlino-MemorieLe ideologie in sostanza cosa sono? Un modo a volte distorto di difendere degli ideali, ma non sono poi da buttar via in assoluto. D’altra parte una politica senza ideali non è cosa accettabile, e siccome gli ideali sono legati a profondi movimenti culturali, storici, di varia natura, dobbiamo riconoscere a costoro il loro ruolo portante nella società civile di là delle ombre che pur lasciano lungo il loro tratto esistenziale. Tre, grosso modo, sono stati i filoni ideologici che hanno dominato la scena politica italiana: la presenza di un partito di cattolici impersonato dalla Dc, una forza laica di cultura liberale ed i marxisti-leninisti. Tutte queste forze si sono infrante dinanzi al crollo del muro di Berlino. Da quel momento è caduta la ragione storica che aveva richiesto l’unità politica dei cattolici, il laicismo liberale è diventato meno anticlericale assorbendo in un certo qual modo i tempi nuovi dell’ecumenismo cristiano e i comunisti marxisti sono diventati più duttili verso una società interclassista, rispetto a una più rigida impostazione classista. Purtroppo, le contraddizioni di fondo non sono venute meno. Le sfide, semmai, hanno alzato il tiro. Oggi la scienza ha fatto passi da gigante tra l’altro affrontando alla radice i problemi della vita, dalla nascita alla morte, ponendoci questioni di straordinaria importanza fino, a volte, a deliri di onnipotenza. Ora alla politica e alla società civile, nel suo complesso, spetta l’onere di indicarci le scelte da fare poiché le applicazioni della scienza propongono e richiedono un’azione politica e un’azione legislativa seria nel rispetto degli altri per evitare drammi epocali e generare implicazioni forse non facili da com-prendere nella loro complessità nel corso della nostra generazione, ma tali da condurci su una strada di non ritorno e i cui effetti, per intero, ricadranno sui nostri nipoti. E questa è una responsabilità che ci deve far riflettere profondamente. (Riccardo Alfonso)

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L’Italia dei patrizi e dei plebei

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

agrippa-lanato1Cosa ci insegna la storia antica? Nella Roma precristiana la popolazione era costituita da due categorie: la nobiltà e la plebe. La prima si sentiva benedetta dal censo e, quindi, legittimata ad avere l’accesso al potere e a controllare la plebe che era usata come strumento politico per interessi indirizzati altrove. Ci volle la secessione sul Monte Sacro nel 496 a.C. per far riconoscere alla plebe i suoi diritti e a far eleggere i propri rappresentanti. Allora vi era un uomo di grandi meriti, un certo Menenio Agrippa che con il suo celebre discorso ricordò ai suoi contemporanei, e ci ricorda, come il corpo umano funziona solo se tutte le sue parti sono correttamente integrate. Ma con il passare del tempo e l’avvento della comunicazione e il suo controllo da parte dei “patrizi” s’insinuò nella plebe, delle grandi città e delle campagne, la convinzione di essere tutelati e che i sacrifici siano necessari per acquistare benemerenze nell’alto dei cieli. Fino a che punto, mi chiedo, l’ingenuità degli uni e le furbizie degli altri si spingono sino a ridurre la plebe in una povertà sempre più estesa e un taglieggiamento sempre più benedetto dalle credenze feticistiche laiche e religiose del bene supremo, della sofferenza e del martirio come riscatto per conquistare la purezza dello spirito? Intanto non ci dicono perché quella minima parte dell’umanità rinuncia a soffrire per darsi ai bagordi, a lucrare sulla povertà, ad accaparrarsi i beni esistenti e a privarli alla plebe dei giorni nostri. E la povertà non vive nei deserti, nelle terre lontane e selvagge. E’ tra noi, nelle grandi e nelle piccole città, nei borghi e nei casolari delle nazioni dove la civiltà è tecnologica, scientifica, evoluta. Eppure prevale la plebe, alias proletari, alias piccoli borghesi, alias illusi per avere un soldo in più e per sentirsi in qualche modo un piccolo “patrizio” e, quindi, un “diverso”.
Qualcuno ha scritto, in questi giorni, che è inutile cercare delle pezze per ricucire un vestito ridotto a brandelli, perché il sistema è marcio e se non lo rivoltiamo come un calzino dando nuove regole, imponendo maggiore rispetto a chi soffre e a chi è reso in schiavitù e asservito a interessi che non lo riguardano, non andremo lontano, anzi ci fermeremo del tutto. Lo capiranno i “plebei” italiani che sono, per la cronaca non meno del 70% della popolazione? (Riccardo Alfonso)

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La voce del nuovo partito comunista

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

partigianiL’arrivo di una e-mail che mi annuncia l’esistenza di un “nuovo” partito comunista in Italia mi offre l’occasione per cercare di fare chiarezza soprattutto dentro di me e per capire i comportamenti razionali e irrazionali che avverto tra le persone che frequento, il cicaleccio di occasionali conversazioni e gli umori che registro tramite i vari contatti che riscontro sulla rete. Sono stato sempre convinto che il fallimento del “vecchio” partito comunista non sia stato tanto sulle ideologie quanto sugli uomini che le hanno sposate ma che le hanno tradite con i loro comportamenti non conformi. Oggi intravedo la necessità che anche il capitalismo ceda il passo a una nuova forma di gestione della società su valori che, per altro, sulla carta sono ampiamente condivisi: equità sociale, ridistribuzione delle risorse, lotta agli abusi e alla corruzione. In questo ruolo sia il socialismo reale sia il capitalismo hanno fallito per ingordigia. La ciclicità, per altro, delle crisi economiche e finanziarie denota l’ingovernabilità di un sistema poiché non rispetta più le regole del vivere civile. Va anche detto con chiarezza che prima di ingabbiarci in un modello di governance che finisce con il metterci gli uni contro gli altri in conflitti che possono diventare anche cruenti dovremmo capire quale genere di società vogliamo. E non credo che vi siano dubbi quando affermiamo che il diritto alla vita non prescinde da quello del diritto a vivere. Cosa significa? Che noi dobbiamo garantire ai nuovi venuti il diritto all’assistenza sanitaria, all’istruzione, ad avere un tetto sotto cui ripararsi, al lavoro, all’accesso ai beni primari (vitto in primis). Sono cose che non si possono e non si devono negoziare poiché il loro valore è assoluto e indeclinabile, a prescindere dalle condizioni economiche dei soggetti che accolgono i nuovi venuti.
Se questo significa essere comunisti, nuovi o vecchi che siano, io sono comunista.
Se la Chiesa di Roma o di altre “centrali” considera il bene vita come base per il bene vivere, io sono un fedele praticante e osservante.
Se i governi che potrei definire laici perseguono questi fini nell’amministrare i loro popoli io mi sento di appoggiarli incondizionatamente. Se tutti costoro, o parte di essi, predicano bene e razzolano male allora io mi sento di combatterli in forza della regione che è in me e della falsità e dell’ipocrisia da essi mostrata all’atto pratico. Ora resta da capire cosa si deve fare per dare alla società mondiale quel giusto taglio da noi auspicato e per combattere quelle forze che pur minoritarie cercano in vario modo di vanificare le giuste e corrette forme di vita.
E’ di certo un problema educativo. Sappiamo bene che se ci caliamo nella realtà italiana abbiamo una parte, diciamo l’80% della popolazione che è rappresentata da pensionati, lavoratori monoreddito con salari medio bassi, precari, cassa integrati, disoccupati, mentre dall’altra parte vi sono tutti gli altri. Logica vorrebbe che a governare il paese vi fosse la maggioranza che abbiamo indicato mentre sappiamo che è tutto il contrario: è il 20% della popolazione che condiziona la vita politica e istituzionale del popolo italiano con gli effetti perversi che ci ritroviamo.
E allora l’invito è che questa grande maggioranza si riappropri dei suoi diritti, si riconosca nel rispetto dei propri simili, si faccia promotore di un modello di società sempre più aperto e solidale con l’area del disagio e che intraveda nell’essere umano non un bene economico ma un bene sociale e in tale veste sostenerlo senza esitazione alcuna. E’ questa la prima grande rivoluzione che deve maturare dentro di noi, aprirsi alla comprensione altrui, diventare legge universale. Saper convivere con le idee altrui.
.Per quanto posso andare contro corrente, secondo il pensiero che va per la maggiore, ritengo che il proletariato individuato dal marxismo e i mali che hanno denunciato e la stessa nascita del leninismo come costola di un’idea marxista, sono diventati rivoluzionari non per volontà propria ma per necessità. Una società ingessata, molto legata a logiche consumistiche, al profitto, alla competitività come prevaricazione degli interessi deboli e dove il più forte non è il più intelligente, il più colto, il più saggio ma il più ricco, il predatore, non si può scardinare senza uno scossone violento. Sono aneliti di libertà legati al mancato riconoscimento di uno spazio vitale per chi non ha nulla da perdere perché povero, disoccupato, precario con un avvenire incerto, pensionato, cassaintegrato e famiglie che stentano a rincorrere i modesti stipendi al costo della vita e a subire l’esosità dello stato con le sue gabelle. E’ anche un movimento che denota i suoi punti deboli quando è chiamato a governare. Diventa necessariamente una dittatura e questo costituisce la negazione dei suoi principi, della sua vocazione storica. Ha anche la presunzione che un sistema politico non può essere debellato, se lo considera contro gli interessi del popolo che pure lo ha legittimato con il voto, con la stessa arma, ma solo con una rivolta cruenta. Qui non parliamo di paesi che hanno una dittatura, ma del nostro occidente colto, preparato, disposto ad accettare un confronto aperto, ma che non di meno subisce il fascino dell’imbonitore di turno ed è sedotto dall’idea che si possa entrare nella cerchia dei benestanti con un po’ di fortuna e la raccomandazione giusta. Uscire dall’anonimato, dalla povertà, è il sogno di tutti e ognuno per perseguirlo cerca di costruirsi la sua nicchia anche se la miseria batte alla sua porta, anche se ha dei limiti obiettivi non per proprio demerito, ma per chi ti ospita come accade agli immigrati, ma anche per chi vive in una regione, dello stesso stato, e pensa di spostarsi. E’ un sogno che richiede tempo e pazienza. E’ un sogno che fa scalpitare i giovani e rende cinici e amareggiati gli anziani. Da qui l’insofferenza degli abitanti dei quartieri poveri delle città britanniche, francesi, spagnole e greche di questi ultimi mesi. Da qui il disperato grido di dolore dei martiri che nel mondo arabo hanno invocato la libertà e sono stati definiti “briganti” da schiacciare come vermi. Da qui l’appello alla consapevolezza di uomini di cultura che vedono trasformato l’essere umano in qualcosa di disumano sviluppando i più bassi istinti, avvelenato dalle logiche consumistiche e dalla necessità che per soddisfare le sue ambizioni è necessario arricchirsi in fretta. Una società di questo genere è una società drogata, rinunciataria, avvelenata da ideologie aberranti. Non è questo, certo, un modello di vita ma solo di sopravvivenza. Non di speranze ma di rinuncia alla speranza. Non di crescita ma di depressione. E’ anche il più innaturale modo di concepire la vita se vogliamo crescere e maturare secondo valori che esaltano il ruolo dell’essere umano nel suo viaggio terrestre. (Riccardo Alfonso)

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L’idea di andare in pensione

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

034-Figura di vecchio seduto addormentato con mani strette a pugno chiuso, 1944, Carboncino, cm 1Da molte parti si sollecita l’allungamento dell’età lavorativa di un pensionamento ritardato rispetto al limite oggi stabilito. Io, e lo dico da anni, sono convinto che questo sistema previdenziale come quello assistenziale abbiano fatto il loro tempo e che sia giunto il momento di una loro rivisitazione alla luce di un mutato rapporto esistenziale dettato dalle nuove tecnologie e dalla ricerca scientifica e medica. Cosa potremmo avere in cambio? Un contratto assicurativo decennale di previdenza e assistenza prelevabile sulle retribuzioni dei lavoratori e che consentissero, al suo scadere, una rendita mensile pari al 20% di quanto si è percepita e altrettanto nei decenni successivi. Nello stesso tempo l’assistenza sanitaria da universale dovrebbe trasformarsi in “prevenzione universale” nel senso che ogni persona ha diritto ad avere check-up periodico a prescindere dal suo stato di salute per individuare eventuali malattie asintomatiche. Tutti dotati di un chip dal quale vi sia l’anamnesi del proprio stato di salute, le terapie adottate, i risultati ottenuti, i controlli specialistici effettuati e i farmaci assunti. Nello stesso tempo ognuno sarà chiamato a donare il proprio sangue periodicamente per una banca del sangue personalizzata da utilizzare in caso di necessità o anche da tenere a disposizione per gli usi delle sale operatorie.
Un progetto che ha un suo limite, per via di un nostro deforme concetto mercantilistico, poiché dobbiamo passare dall’idea che l’essere umano non è più un bene economico ma sociale, e quindi talune prestazioni devono restare gratuite poiché se vale il diritto alla vita altrettanto deve valere il diritto a vivere nel migliore dei modi. Per estensione lo stesso concetto vale per l’istruzione, l’avere un’abitazione e un lavoro. E’ un passaggio concettualmente difficile ma vitale. (Riccardo Alfonso)

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