Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

Ma in che mondo viviamo?

Posted by fidest press agency su domenica, 8 ottobre 2017

pianeta terraNegli U.S.A. vi è un partito contrarissimo all’assistenza sanitaria universale e quelli che ne potrebbero essere i beneficiari lo appoggiano. In diversi paesi arabi la ricchezza è di casa, per via dei pozzi di petrolio, delle miniere d’oro, di diamanti e altro ancora eppure tantissime persone vivono nella miseria. L’occidente, considerato ricco se non opulento, conta centinaia di migliaia di clochard che nelle metropoli si trovano senza un tetto dove ripararsi e un pasto caldo per rifocillarsi. Ci sono società farmaceutiche che realizzano profitti miliardari eppure vi sono milioni di persone che muoiono perché non sono in grado d’acquistare i farmaci da loro prodotti. Il lavoro è l’unica fonte di vita per gli esseri umani poiché permette loro d’avere una casa dove ripararsi, il cibo per alimentarsi, l’accesso all’istruzione, l’assistenza sanitaria per proteggersi dai malanni e assicurarsi una vecchiaia decente, eppure in tutto il mondo ci sono centinaia di milioni di disoccupati. Accettiamo la logica capitalista, dove vige il credo del consumismo e dell’esaltazione per chi ha in dispregio quanti fanno della cultura il loro credo ma non ne ricavano lauti profitti.
Abbiamo inventato il colonialismo e poi le dittature del “re travicello” per schiavizzare, intere popolazioni e lasciandole in miseria pur di trarne ricchezze personali.
Ci lasciamo governare da imbonitori da strapazzo e da governi che praticano il genocidio e il terrore. Abbiamo imparato a inviare, con la scusa di difendere la libertà e la giustizia, eserciti con armamenti di distruzione di massa ma solo per garantire agli affaristi di turno d’agire indisturbati. Abbiamo accettato di buon grado l’idea della sofferenza con la distorta idea che ciò è necessario per avere un premio nell’al di là.
Siamo dei servi della gleba ma basta che qualcuno ci offra qualche briciola di pane per sorridergli compiaciuti e siamo anche pronti a leccargli i piedi.
Siamo tutto questo e molto ancora eppure non mostriamo la nostra contrarietà, salvo qualche mugugno di circostanza: è il piacere-sofferenza del masochista?
Eppure vi è chi si ribella, ma è condannato alla repressione più feroce e, nella migliore delle circostanze, alla denigrazione, al disprezzo e a essere schiavizzato dalla disinformazione. Ma di che pasta siamo? (Riccardo Alfonso)

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