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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Archive for 9 ottobre 2017

Mostra Enjoy- L’arte incontra il divertimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

chiostroRoma fino al 25 Febbraio 2018 Arco della pace 5. Il Chiostro del Bramante ospita l’originale mostra Enjoy- L’arte incontra il divertimento. Mai titolo fu più indovinato. Chi scrive si è, infatti, concessa di visitare la mostra in compagnia del piccolo nipote, un bimbo vivacissimo di 9 anni, ed entrambe siamo rimasti molto colpiti: il Chiostro ospita una serie di opere d’arte contemporanee adatte a tutte le età, grandi e piccini si ritrovano con lo stesso entusiasmo interagendo tra di loro e con le installazioni, opere uniche ed inedite, in una atmosfera coinvolgente e surreale fin dall’inizio del percorso. Ogni sala ricrea ambienti unici e spettacolari. Il visitatore si trova a percorrere una sorta di sentiero che potrebbe mimare le suggestioni del mitico racconto di Alice nel paese delle meraviglie: un evergreen anch’esso, adatto e con messaggi sia per adulti che per i più piccoli.Già l’attesa per fare il biglietto è particolare: il chiostro è stato completamente trasformato ed è letteralmente fiorita una installazione interamente dipinta a mano che ricopre tutta la pavimentazione.
E’ possibile anche passeggiarvi sopra e, paradossalmente, calpestare le tavole di questa meravigliosa opera d’arte, la rende ancora più fruibile e vivibile, sembra quasi di immersi in essa. Si entra dunque nella prima sala: una stanza completamente al buio illuminata solo da un vortice di fiori di ogni foggia e dimensione ad opera di Mat Collishaw. Si tratta di una struttura che ruota quasi ipnotizzando gli increduli spettatori: si tratta di un ologramma o di fluorescenze reali? Lo scopre solo il visitatore più attento.Si prosegue fino ad arrivare al labirinto infinito di specchi di Leandro Erlich: un percorso che vede collaborare spontaneamente tutti gli spettatori, uniti dall’unico scopo di arrivare alla fine e proseguire la visita. Inutile dire che i più bravi sono i bambini che agili e curiosi riescono ad arrivare al “traguardo” per primi. Si apre dunque un corridoio con una serie di istallazioni ludico-concettuali di Martin Creed, in un ambiente sempre avvolto dall’oscurità che ne mette in risalto la particolarità e la grandezza o, come nel caso delle sfere oculari che letteralmente osservano i visitatori di Tony Oursler, fino ad arrivare ai giochi di luce di TeamLab.Si prosegue al piano superiore, salendo delle scale Picture 1571‘sonore’ (a voi scoprirne il perché..), passando tra gigantesche opere raffiguranti corpi deformati, mobili, accessori con cui il visitatore può interagire tornando un po’ bambino. Sedendo sull’immensa poltrona a pois fino quasi a scomparirvi dentro, giocando nella “stanza dell’ubriaco” fino ad entrare in una stanza piena di palloncini rossi: un vero e proprio bagno catartico per grandi e piccini attraverso il quale si annullano differenze generazionali e culturali. E’ infatti davvero impossibile resistere e non lasciarsi andare. Una mostra quella al Chiostro del Bramante davvero sorprendente: sicuramente uno dei modi migliori per avvicinare i bambini alla cultura e all’arte, riunire le famiglie e far trovare anche a noi adulti, sempre presi dalla frenesia della vita quotidiana e dal grigiore della contemporaneità, il coraggio di riscoprirsi un po’ fanciulli, lasciandosi andare al gioco e alla sorpresa come, appunto, una “novella Alice” confusa e affascinata in un surreale mondo delle meraviglie”.
“La dimensione del piacere, del gioco, del divertimento, dell’eccesso – ha affermato Danilo Eccher, curatore della mostra – sono sempre state componenti centrali dell’Arte; l’Arte sprofonda nel dolore ma si nutre di piaceri ed è sempre una danza di contrasti. L’illusione è una trasparenza che deforma la realtà, un’apparenza sottile dove tutto è possibile, suggerendo ora il dubbio dell’enigma, ora il sorriso della sorpresa”.Il consiglio è quello di visitare, come abbiamo fatto noi, di visitare la mostra in compagnia di un bambino. Vedere nei sui occhi lo stupore e il divertimento, l’interesse per le opere e l’interazione continua con i visitatori che erano con noi, hanno reso quella giornata speciale. Abbiamo scoperto che anche semplici oggetti quotidiani possono essere trasformati in qualcosa di speciale perché, come diceva Paul Klee, “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. (foto: chiostro)

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Caso Ilva e responsabilità del governo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

ilva“Il vaso di Pandora si è aperto mostrando tutta la sua mostruosità fatta di 12 decreti salva Ilva e di un Commissariamento esule da ogni responsabilità penale amministrativa e giuridica che ha portato a svendere l’unica azienda a ciclo integrato italiana. Nel libro dei sogni di Renzi, Boschi, Calenda, Galletti, Bellanova la vendita dell’Ilva è un successo, ma la realtà è che lascia un peso enorme in termini di occupazione, bonifiche e rilancio aziendale. Quattromila esuberi, azzeramento delle attuali condizioni contrattuali e di inquadramento, è indubbiamente un ottimo affare per chi compra ma non per le famiglie, sempre più preoccupate per il loro futuro”. Lo dichiara la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola, che aggiunge: “L’indotto – 7603 lavoratori e lavoratrici, dipendenti di circa 346 aziende che hanno traghettato la vendita dell’Ilva senza essere retribuite – è senza liquidità. Lo Stato ha più volte disatteso gli impegni assunti con l’indotto e con i lavoratori, pur annunciato nelle sedi ministeriali, ha disatteso le norme inserite nei vari decreti solo per tutelare gli acquirenti, ma non i lavoratori. L’indotto soffre da molto tempo problemi di liquidità e senza liquidità non si può investire né aiutare a trovare soluzioni per i futuri disoccupati. Da cittadina di Taranto ho vissuto sulla mia pelle, prima di diventare deputata, il ricatto occupazionale, condizione che rende invivibile e incerto il futuro. Il Governo si dimostra irresponsabile nei confronti dei cittadini che hanno e continueranno a pagare in termini di salute. Si apra un tavolo di confronto anche con l’indotto per cercare di riuscire a gestire la partita con serietà. La questione Ilva sta sfuggendo di mano ad un Governo irresponsabile e arrogante. Forza Italia, una volta al Governo, dovrà gestire una drammatica situazione, eredità lasciata dal Partito Democratico. Noi – conclude la deputata azzurra – sapremo già cosa fare avendo per cinque anni cercato di correggere gli errori di Matteo Renzi”.

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New York: Columbus Day

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

Onu palaceDoppio appuntamento a New York per sostenere il patrimonio italiano. La mostra sarà inaugurata il 10 ottobre alle 18:00 (ora locale) al South End del Conference Building delle Nazioni Unite (accesso da 1st Avenue e 46th Street) dal Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite, l’Ambasciatore Sebastiano Cardi, dal Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio e dalla Vice Presidente dell’Unione Internazionale dei Geografi, Elena dell’Agnese e il 12 ottobre, per unirsi alle celebrazioni del Columbus Day, rilancio della world petition #pizzaUnescoSarà dedicata a “Turismo sostenibile ed ecoturismo nelle aree protette italiane” la terza edizione della mostra “Mission Earth” organizzata al “Palazzo di Vetro” di New York da Fondazione UniVerde, Società Geografica Italiana e Rappresentanza Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite, in partnership con Alitalia, Clhub, La Fiammante e Rossopomodoro. Il tema della mostra celebra l’“Anno Internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo”, così come è stato proclamato il 2017 dall’ONU, per riconoscere il ruolo dell’industria del turismo che rappresenta circa il 10% dell’attività economica mondiale e le potenzialità della conversione ecologica della nostra offerta turistica.In esposizione trenta immagini selezionate dal concorso fotografico nazionale di fotografia geografico – ambientale: “Obiettivo Terra”, promosso ogni anno dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana, per sostenere i Parchi Nazionali e Regionali italiani e le Aree Marine Protette, con l’intento di difendere la biodiversità naturale, uno dei grandi primati del Bel Paese.
Per l’Ambasciatore Sebastiano Cardi «Il turismo sostenibile è uno strumento chiave di autosviluppo e dell’intero patrimonio naturale e culturale, tangibile e intangibile. Il raccordo uomo-natura-cultura, alla base del turismo sostenibile, è fondamentale ed è un ambito in cui l’Italia può dare molto: basta pensare a come l’antico legame e scambio che molte attività tradizionali in Italia (pastorizia, agricoltura e artigianato) hanno con e nel territorio per dare vita a paradigmi di turismo sostenibile da condividere».Sempre a New York, in occasione della data storica della scoperta dell’America, il 12 ottobre, sarà rilanciata la world petition #pizzaUnesco, che ha ormai raggiunto circa 1,7 milioni di firme, in attesa della decisione finale che ci sarà a dicembre.
L’“aperipizza”, in difesa del Made in Italy e del nostro patrimonio gastronomico, si terrà da Eataly Downtown – Rossopomodoro al 4 World Trade Center in 101 Liberty Street, in partnership con Eataly e Rossopomodoro e con la partecipazione di: Dino Borri, Vicepresidente acquisti per Eataly USA; Alfonso Pecoraro Scanio, Promotore della campagna PizzaUnesco e Presidente della Fondazione UniVerde; l’Ambasciatore Inigo Lambertini, Vice Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite; Francesco Genuardi, Console Generale d’Italia a New York e Simone Falco, Presidente e CEO di Rossopomodoro USA.

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“La maledizione” delle regioni a statuto speciale: La Sicilia

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

Gattopardo2Su “Il fatto quotidiano” è apparsa in questi giorni un’intera pagina scritta da Pierangelo Buttafuoco dal titolo: “Cari catalani, non riducetevi come la Sicilia” e con l’annuncio che si prepara a condurre nell’isola una sua personale campagna “lettorale”, in parallelo a quella elettorale per sostenere la tesi del suo nuovo libro: “Strabuttanissima Sicilia”. Il tema trattato è senza dubbio di grande attualità se non altro perché siamo prossimi alla chiusura della campagna elettorale per il rinnovo, si fa per dire, del consiglio regionale e quel che ne segue. Per un osservatore occasionale, quale sono, ho la netta impressione che ci troviamo al cospetto di una comunità dominata dal fatalismo. Credo in proposito che è stato significativo quanto l’autore del Gattopardo fece dire al principe Salina a commento dell’arrivo dei garibaldini, e dei piemontesi al seguito, per consolidare la presenza del regno sabaudo: “tutto cambiare per nulla cambiare”.
E da allora ad oggi in questa perla del Mediterraneo c’è molto da recriminare anche se non soprattutto nei riguardi di una classe dirigente siciliana che vive di “aurea mediocritas” se vogliamo essere benevoli e non usare parole o espressioni più crude e severe.
E dire che in chiave politica gli elettori siciliani hanno dato qualche timida prova cercando di mutare gli assetti politici rispetto alla leadership nazionale. Si è passati dalla Democrazia Cristiana al Berlusconismo e persino alla fiducia nel nascente movimento 5 stelle anche se non abbastanza per consentirgli di andare al governo della Regione. Tutti alla fine hanno deluso lasciando netta la percezione di una ingovernabilità inguaribile. Ma c’è di più, a prescindere dal risultato delle urne. Lo ricorda Buttafuoco allorché nella chiusa del suo articolo scrive: “Chiunque vinca alle elezioni regionali non potrà reggere l’urto di realtà. Il buco di bilancio, la disoccupazione ai livelli massimi, il Pil regionale inferiore a quello del dopoguerra, senza dimenticare la fame, la fame vera che dilaga in sempre più ampi strati della popolazione. Questa disgraziatissima terra non potrà trovare soluzione con il rinnovo del suo Parlamento e della giunta di governo e la migliore sintesi all’urto di realtà si trova nelle parole di Giuseppe Pizzino, imprenditore, autore di un saggio di sfacciata lucidità, Progetto Sicilia dove scrive: “Nel corso del 2017, il Procuratore della Corte dei Conti, dott. Pino Zingale, impugna prima presso la sede di Palermo, poi anche a Roma il Rendiconto del Bilancio 2016 della regione Siciliana che la corte comunque approva con non poche difficoltà. Significa che a giugno 2018, questa volta, la Corte non potrà non accogliere la richiesta di non parifica del rendiconto 2017 del bilancio della Regione, per un motivo semplicissimo. Nessuno si preoccupa di porre rimedio alle richieste del procuratore Zingale. Chi vincerà non avrà tempo né mezzi per apportare le correzioni al bilancio 2017 così da veicolare la Regione nel giugno del 2018 verso il commissariamento.”

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Scuola – Contratto: la Ministra si impegna ma i lavoratori sono fermi allo stipendio del 2009

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

pacifico-marcelloLo ha detto oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, replicando alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, che interpellata sulle proteste sindacali per i ritardi dell’Atto d’indirizzo del contratto e delle poche risorse sinora stanziate, ha tenuto ad assicurare il massimo impegno per produrre “fatti e non solo parole”. Siamo arrivati al punto che solo Slovacchia e Grecia possono contare su buste paga inferiori a quelle dei nostri insegnanti. Tutto ciò fa ancora più rabbia se si pensa che il nostro corpo insegnante lavora assai di più in media rispetto ai colleghi europei. E se i sindacati si fanno sentire, rappresentando il malcontento del personale scolastico, non va bene.Solo con 17 miliardi si potrebbero adeguare gli stipendi al 50% del costo della vita che negli ultimi anni è crescita di 14 punti percentuali. E applicare aumenti adeguati. Allo stesso tempo, occorre trasformare con immediatezza i posti dall’organico di fatto a quello di diritto. In questo modo, infatti, sarà possibile finirla con il continuare a chiamare ancora quasi 100mila supplenze annuali, a partire dai 40mila in deroga per il sostegno. Non sono da meno le mancate immissioni in ruolo del personale Ata: si lasciano 12mila posti in supplenza, perché in questo modo si continuano a far sottoscrivere contratti a tempo determinato con scadenza 30 giugno anziché 31 agosto. Siamo arrivati al punto di ottenere la miseria di 85 euro lordi per il triennio 2016-2018; dobbiamo sperare nell’intervento provvidenziale di un Ministro in perenne contesa col Mef. Ecco perché diciamo che è ora di finirla con i buoni propositi. E ci rivolgiamo al giudice.Per tali motivi, secondo Anief-Cisal risulta necessario inviare una diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale al 50% dell’inflazione per recuperare 1.300 euro annui per docenti e Ata. La questione è stata trattata e discussa anche da Udir, sindacato che si batte per i diritti dei dirigenti scolastici, per il comparto dirigenziale: per loro, la cifra da recuperare sarebbe 3mila euro. Anche in questo caso è stato predisposto un apposito ricorso.

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Lassativi antrachinonici e squilibri elettrolitici: attenzione anche al calcio

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

lassativoSenna, Cascara, Rabarbaro, Frangola ed Aloe sono tutte erbe che possono aiutarci nel trattamento della stipsi. I loro principi attivi sono costituiti dai glucosidi antrachinonici, i cui metaboliti esercitano sulla mucosa intestinale un effetto procinetico e di inibizione del riassorbimento di acqua. Peraltro è risaputo come i prodotti a base di queste erbe (conosciute appunto come “lassativi antrachinonici”) siano state un tempo tra i prodotti erboristici più venduti ed utilizzati in assoluto, e senza dubbio la loro efficacia ne giustifica il successo, quindi una risorsa naturale preziosissima, ma per la stipsi… acuta. Una criticità di questi lassativi è proprio la tendenza delle persone ad utilizzarli nel trattamento delle stipsi croniche, con assunzioni che possono durare anche mesi o anni (!), determinando uno stato irritativo cronico della mucosa intestinale (perché tale è il meccanismo d’azione dei glicosidi antrachinonici, uno stimolo irritativo sulla mucosa che nel lungo periodo può portare a conseguenze indesiderate come la pigmentazione della mucosa intestinale (melanosis coli) o il cosiddetto “colon da catartici”, complicanza comune all’uso cronico di molti lassativi, dove l’organo diventa atonico, dilatato e disfunzionale. Non solo, l’abuso cronico di questi lassativi pare abbia il potere di aumentare il rischio relativo di sviluppare patologie degenerative. Ma tra gli effetti collaterali dell’uso dei lassativi antrachinonici ve n’è uno un po’ più insidioso da riconoscere: gli squilibri elettrolitici, che possono essere di lieve entità e non costituire una minaccia per il paziente, ma possono anche risultare in vere e proprie emergenze internistiche, che possono mettere a rischio la vita delle persone. L’azione dei lassativi antrachinonici pone un rischio in senso elettrolitico anzitutto in termini di perdita di acqua intestinale, quindi con possibili squilibri della sodiemia, perdita di bicarbonati e di cloro. Oppure, in maniera indiretta tramite l’aumento dell’aldosterone (iperaldosteronismo secondario da perdita di sodio), possono generarsi squilibri della potassiemia, con ipokaliemia. Per questi motivi viene indicata molta attenzione nell’utilizzare questi lassativi in pazienti che fanno uso concomitante di diuretici, in particolar modo diuretici dell’ansa e diuretici tiazidici, per le loro azioni sulla escrezione di sodio e potassio, a maggior ragione se si parla di trattamenti cronici. Poco si sa invece di possibili interazioni con il metabolismo del calcio. Quello che sappiamo è che una quota dei glicosidi metabolizzati viene assorbita ed escreta dal rene, e qui in parte si accumula nel parenchima renale, verosimilmente potendo causare danno. Esistono in letteratura alcuni case report che segnalano una correlazione tra l’abuso di lassativi antrachinonici e nefrocalcinosi, suggerendo dunque una possibile interferenza con il metabolismo del calcio, in particolare in termini di ridotta escrezione del calcio. Dunque è opportuno fare attenzione all’uso dei lassativi antrachinonici anche per quanto riguarda i livelli ematici di calcio? Domanda lecita se ci troviamo di fronte a pazienti particolarmente delicati dal punto di vista della capacità di regolare il proprio metabolismo del calcio. Un esempio può essere quello dei pazienti con ipoparatiroidismo. In questo tipo di pazienti che già necessitano di molta attenzione ed equilibrio nel dosare adeguatamente l’apporto dietetico di calcio (e spesso anche di calcitriolo e diuretici), per evitare gravi ipocalcemie o ipercalcemie iatrogene, probabilmente una cautela in più è opportuna. Un recente case report (Morini, 2017) riporta l’attenzione proprio su questo interrogativo, e su un’altra criticità tipica invece dell’utilizzo in generale dei fitoterapici: la non dichiarazione dell’uso di fitoterapici. Purtroppo tra la popolazione (e a volte anche tra medici) è ancora consolidato il pensiero che l’utilizzo di erbe e rimedi fitoterapici non sia da considerare come un vero intervento farmacologico, come invece di fatto è, ma come un intervento solamente benefico senza potere di interazioni avverse. Questa attitudine a non dichiarare l’uso di erbe o rimedi fitoterapici può portare ad equivoci, in particolar modo quando ci si trova di fronte a complicanze acute, che richiedono ospedalizzazione. In questi casi infatti è estremamente prezioso avere chiara l’anamnesi farmacologica, a maggior ragione se ci si trova di fronte a pazienti delicati come nell’esempio sopra descritto. Per questo motivo è importante ricordarsi di chiedere ai pazienti se fanno uso anche di prodotti naturali.
Al di là di questo aspetto culturale che certamente richiede sensibilizzazione, dal punto di vista strettamente scientifico un possibile campo di indagine, meritevole di approfondimento, è proprio la valutazione del ruolo dei lassativi antrachinonici nei confronti del metabolismo del calcio. Essendo prodotti così ubiquitari, popolari e abusati, è probabilmente una buona idea quella di conoscerne nel dettaglio il profilo tossicologico, in modo da poter evitare del tutto interazioni (che possono passare pure inosservate) che potrebbero anche mettere a rischio la vita delle persone. (Davide Donelli CdLM Medicina e Chirurgia Università di Parma) (foto: lassativo)

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La ricerca italiana sulla Malattia di Gaucher

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

porto antico genovaA Genova, il 10 ottobre, i gruppi italiani impegnati sia nella ricerca di base che nella ricerca clinica sulla Malattia di Gaucher verranno da Bologna, Catania, Milano e Napoli a presentare i risultati dei loro lavori. Il XIII incontro sulla Malattia di Gaucher ospita anche quest’anno la vivace comunità dei medici e gli esperti che si occupano della patologia e che da 12 anni si danno appuntamento per discutere di diagnosi, dati, terapie. L’appuntamento è a partire dalle 8.15 al Centro congressi Magazzini del cotone del Porto Antico di Genova e si concluderà nel pomeriggio. Ad introdurre i lavori e presentare la giornata sarà, in apertura, la dottoressa Maja Di Rocco, responsabile scientifico dell’evento.
Al ricco programma di tavole rotonde, aggiornamenti da convegni e letteratura internazionale, e alla Key Lecture “Functional crosstalk between membrane lipids and Toll Like Receptor biology”, tenuta dal biologo austriaco Leonhard Heinz, si aggiunge infatti un focus intitolato “La ricerca italiana”, che sarà moderato da Generoso Andria e Alberto Piperno. La prima presentazione, “Analisi dei pathways di Hippo e delle necroptosi in modelli cellulari della Malattia di Gaucher” è del professor Andrea Pession (professore ordinario di Pediatria al Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Ateneo di Bologna) e si riferisce alle alterazioni dei meccanismi che sono alla base di proliferazione, differenziazione e morte in cellule portatrici del difetto enzimatico proprio della malattia di Gaucher. In “Malattia di Gaucher e sindrome linfoproliferativa autoimmune”, il dottor Maurizio Miano (ematologo all’IRCCS Giannina Gaslini di Genova) presenterà uno studio clinico atto a dimostrare un’alterazione immunologica mai riportata finora in letteratura medica nei soggetti con Malattia di Gaucher. Arriva dal Policlinico Vittorio Emanuele di Catania l’ematologo Gaetano Giuffrida che, in “Prevalenza di Malattia di Gaucher in una popolazione selezionata di pazienti con gammopatie monoclonali”, porterà i risultati di uno studio c linico atto ad identificare i soggetti con Malattia di Gaucher in una popolazione di soggetti che presentano questa specifica alterazione immunologica. Antonio Barbato (Medico Internista al Dipartimento di Clinica Medica Policlinico Federico II di Napoli) parlerà invece di “Malattia di Gaucher: valutazione e possibile significato dei disturbi subclinici del movimento”, e Alessio Di Fonzo (neurologo presso l’IRCCS Policlinico-Ca’ Granda di Milano) con “Parkinson e Gaucher: meccanismi molecolari di neurodegenerazione”, porterà ai partecipanti all’incontro i dati del suo studio relativi ai meccanismi che determinano alterazioni neurologiche nei soggetti con Malattia di Gaucher. Infine, Francesco Perticone (Professore ordinario di Medicina Interna all’Università Magna Græcia di Catanzaro) con “Malattie rare tra cronicità e medicina di precisione”, aprirà il discorso sulle terapie personalizzate mirate cioè a specifiche alterazioni genetiche della persona e su dosaggi di farmaci aggiustati a seconda delle condizioni genetiche che rendono la persona più o meno sensibile a quella terapia, ma anche su altri interventi medici tagliati su misura per il paziente.
Cos’è la Malattia di Gaucher? Si tratta una condizione rara con una frequenza intorno a uno su 40.000 persone. A causa della carenza di un enzima, la beta-glucosidasi acida, che ha il ruolo di degradare una molecola di natura sfingolipidica, si verifica l’accumulo di lipidi nelle cellule con la conseguenza di un disturbo funzionale di differenti organi. Le persone con questa condizione presentano aumento di volume della milza e del fegato, alterazioni ematologiche (anemia, piastrinopenia con conseguenti possibili emorragie) alterazioni ossee (osteoporosi, osteonecrosi). Complicanze della malattia nei pazienti non trattati sono il mieloma multiplo e altre malattie emato-oncologiche. Il trattamento sicuro ed efficace con enzima sostitutivo se iniziato precocemente rende reversibili tutte le manifestazioni cliniche e previene tutte le complicanze.

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Politica e lo psicodramma italiano

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

camera deputatiCosa ci stia capitando come “popolo di elettori” è a dir poco sconcertante. Nel 2011 Berlusconi è stato costretto a dimettersi per evitare il tracollo dell’Italia. Così uno dei più potenti partiti del dopoguerra ha perso in tre anni circa la metà dei suoi parlamentari. E’ stato costretto ad appoggiare un governo cosiddetto di tecnici che ha fatto al suo posto il “lavoro sporco” nel rimettere in carreggiata il nostro dissesto economico e finanziario non senza farci pagare un rigore senza crescita. Nonostante ciò, come se nulla fosse, Berlusconi si è “rifatta la faccia” ed è sceso di nuovo in campagna elettorale autodifinendosi salvatore della patria. Ora da novello tribuno del popolo lancia i suoi anatemi nei confronti di chi cerca di isolarlo e invoca un governo di larghe intese. A questo punto c’è da chiedersi se viviamo in un paese normale oppure no. Noi continuiamo a votare e a seguire un uomo che ci ha portati a una crisi di sistema senza precedenti e ancora a ritrovarci, da parte di una significativa componente del Pd, a sostenerlo per un governo da gestire insieme. Abbiamo dimenticato tutto: le figuracce che ci ha fatto fare in capo internazionale, le sue vicende giudiziarie che hanno finito con il ridicolizzare la giustizia del nostro paese che per anni lo ha inseguito per giudicarlo e tutte le volte ora per una provvidenziale prescrizione o leggi ad personam come la depenalizzazione del falso in bilancio si ritrova a capo a dodici. (Riccardo Alfonso)

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Pensioni? Abolirle?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

pensionatiSi, proprio così, ma solo con una variante. La vera riforma delle pensioni sta proprio nella loro abolizione per sostituirla con un meccanismo assicurativo. Lo studio di fattibilità è stato condotto già anni fa dai Centri studi della Fidest. Risulta l’unico e più efficace sistema per disinnescare questa sorta di bomba a orologeria ereditata dai nostri antenati. La ricetta è semplice.
Ogni dieci anni di contributi assicurativi e previdenziali si può erogare una rendita pari al 20% della media delle retribuzioni percepite durante tale periodo.
Un meccanismo che potrebbe ripetersi allo scadere di ogni decennio senza soluzione di continuità ma offrendo al tempo stesso la possibilità ai lavoratori di scegliere, nel corso d’opera, il lavoro che gli risulta più congeniale. In altri termini se un giovane (come un giocatore di calcio) può affrontare un lavoro idoneo per la sua età si deve pur ritenere che con il prosieguo degli anni altre scelte lavorative possono essere più adatte al suo status fisico.
Non solo. Si possono contemperare corsi di formazione professionale per cambiare lavoro e adattarsi a quello nuovo e anche scegliere la possibilità, dopo i trenta anni di contributi assicurativi, di svolgere un’attività all’estero presso quelle che sono state chiamate “cittadelle del sapere” dove le proprie conoscenze possono essere trasmesse ai giovani secondo un programma di studio predefinito. Ciò per consentire nelle aree poco o nulla sviluppare una presenza qualificata di esperti che possono fare da tutor o anche da insegnanti ai giovani autoctoni per avviarli a mestieri e professioni qualificate.
Questa, a mio avviso, è una riforma rivoluzionaria poiché cancella dalla nostra visuale un modello di società che fissa uno spartiacque, al raggiungimento di una certa età, in altre parole l’immagine del pensionato condannato a scaldare le panchine dei giardini pubblici. Finché si ha vita si può lavorare, sentirsi utili, continuare a impegnarsi per qualcosa fosse anche un hobby lasciato dormire nel cassetto del proprio comodino in età giovnile. (Riccardo Alfonso)

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Possiamo essere liberi se tutti lo sono

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

hegelIl fantasma di Hegel aleggia nell’aria con queste parole. E’ la storia dei grandi movimenti di pensiero che affrontano i travagli della vita e v’instillano la “gutta cavat lapidem”. E’ la ricerca di un pensiero condiviso sui valori fondanti. E’ la voglia per la conquista di una società di eguali, dove anche il “primus inter pares” è una scelta di saggezza e non di sudditanza. I nostri conflitti ideologici partono tutti, compresi gli estremi, e persino aberranti, dall’idea che occorre ricercare una base comune per crescere secondo virtù e ragione e non lasciarsi sorprendere dalle passioni, dagli odi, dalle violenze.
L’essere umano ha affrontato secoli e millenni di lotte, spesso fratricide, per stabilire un primato, per far trionfare un’idea, per assicurare la libertà di pensiero e di azione e tutte le volte sono state votate al fallimento. La ragione è che non si può modellare una società evoluta se l’evoluzione non è corale. Se non impariamo che possiamo crescere e prosperare solo attraverso una base comune fondata sulla costante del bene e nel ripudio del male. Dobbiamo convincerci che ci avviamo a grandi passi verso un nuovo rapporto esistenziale e che esso è originato dall’evoluzione delle tecniche, delle scienze, della conoscenza. Abbiamo imparato a usare la spada per difenderci ma anche per offendere. Abbiamo imparato a usare la parola per riempirla di dolci suoni ma anche di aspri toni. Abbiamo imparato a parlare e a urlare. Ora dobbiamo incominciare ad affrontare un altro e più impegnativo percorso. Quello in cui la ricchezza e la povertà diventano un non senso. Quello in cui la libertà non finisce dove incomincia quella dell’altro ma ne rappresenta la continuità. E’ una catena che non va spezzata. Se non realizziamo questo progetto, non riusciremo a essere gestori del nostro vivere, a dare un’impronta nuova al nostro essere e divenire. A restituire ai nostri padri della saggezza antica il primato che appartiene loro e che fu inutilizzato proprio perché la catena si spezzò in più punti. Ecco perché serve poco avere un pensiero guida che apra e chiuda la parentesi a un’élite di esclusivi. L’essere umano deve imparare a vivere in funzione degli altri, a ricercare, pur nelle specifiche diversità, il filo comune, quel legame che è stato spezzato. Lo deve se vuole crescere. Lo deve se vuole dare un senso alla sua esistenza. Lo deve se vuole capire cosa gli riserva la vita oltre la vita. Noi oggi vediamo ciò che è dato da osservare perché siamo condizionati dalle nostre passioni, dalle logiche consumistiche e dal nostro egocentrismo. La nostra vista è limitata da questo drappo nero che avvolge il nostro corpo e ci rende schiavi di ciò che siamo e non di ciò che dovremmo essere. Incominciamo a esserne consapevoli. Incominciamo ad aprirci un varco. Incominciamo ad appropriarci delle nostre potenzialità e volgiamole al bene dell’umanità senza riserve creando quella catena non solo ideale ma soprattutto reale che è il nostro destino di sempre e per sempre. (Riccardo Alfonso)

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Pensionati: effetto Menenio Agrippa

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

menenio agrippaLa vita si allunga e gli anziani diventano vecchi e I vecchi incartapecoriscono ma stentano a morire, semmai si ammalano e rischiano di diventare non autosufficienti. E’ questo il triste primato della nostra contemporaneità tra progresso della scienza e crescita in espansione. In tale quadro decadente, per motivi anagrafici, s’innesta la logica del turn-over generazionale che sta diventando una sorta di conflitto tra giovani e meno giovani per via delle risorse che si riducono, che sono male distribuite, che suscitano avidità ed egoismi. L’ultimo effetto perverso lo abbiamo con la recente manovra di aggiustamento dei conti pubblici dove l’anello più debole, su cui si sono accaniti i nostri governanti, sono stati i pensionati che, per loro stessa natura, sono anziani, ancorché vecchi. A questo punto se consideriamo che la generazione degli over raggiunga circa il 20% della popolazione italiana mi chiedo se non sia una fetta ragguardevole per un gesto clamoroso e molto incisivo se insieme seguissero l’iniziativa del loro eminente antenato Menenio Agrippa, uomo noto per le sue opinioni moderate, ma altrettanto deciso nei suoi convincimenti, che guidò la secessione sul Monte Sacro dei plebei nei confronti dei patrizi nel 493 a. C. Ma per andare dove? Qui esce dal cappello del prestigiatore una trovata tra provocatoria e seria con l’idea di costruire delle “Cittadelle del sapere” in terra d’Africa prendendo in affitto vaste aeree in Algeria, Tunisia e Libia per costruirvi insediamenti urbani da offrire agli anziani per vivere una nuova esperienza, per mettere a frutto il loro sapere intellettuale e manuale e per essere sostenuti dalla popolazione locale ricambiando l’ospitalità con l’insegnamento. Solo così i figli potrebbero riconoscere l’utilità di quei padri, nonni e persino bisnonni, che si accompagnano ai nipoti, che sfaccendano in casa, che danno una continuità al concetto di famiglia. Forse solo allora l’apologo del ventre e delle membra di Menenio potrebbe avere un suo valore nelle coscienze di tutti, governanti compresi, ovviamente. Per dire historia magistra vitae. (Riccardo Alfonso)

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Politica al servizio delle lobby economico-finanziarie

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

palazzo chigiAccusiamo la politica di fare tante cose impopolari ma al tempo stesso pensiamo che gran parte di questi comportamenti dipenda dal cinismo dei leader che guidano i movimenti politici costruttori di consensi e strumenti passivi di poteri occulti, di comitati d’affari e di lobby. Non ci rendiamo, forse del tutto conto, che la politica non è altro che la longa mano dell’economia e che questa economia ha una centrale operativa internazionale dove a controllarla sono in pochi, ma tanto potenti e determinanti da fare il bello e il cattivo tempo in aree del nostro pianeta vaste e diverse toccando, in pratica, parte di un continente o tutto intero uno di essi. Mi spiegava un opinion leader italiano che tutto sommato Berlusconi si sarebbe guardato bene, per sua stessa natura, ad avventurarsi in opzioni militari come lo è stato in Irak, in Afghanistan e in Libano e in ultimo in Libia. Se lo ha fatto è perché altri lo hanno imposto e lui è stato costretto a fare buon viso a cattivo gioco. Ma se vi fosse stato un altro governo e un altro leader, ovviamente, le cose non sarebbero cambiate come accadde con l’intervento militare italiano nei Balcani e con l’autorizzazione della coalizione occidentale a usare le basi italiane per bombardare quell’area. Che alla fine Berlusconi ci abbia anche guadagnato, come qualcuno insinua, è del tutto irrilevante ai fini della logica interventista. Tanto sarebbe stata la stessa cosa. Meglio per lui se almeno ne ha ricavato un certo profitto per le sue aziende. Questa premessa ci può meglio spiegare quanto accade oggi in Italia e le resistenze messe in cantiere per sostenere l’attuale leadership, pur così pesantemente compromessa.
Qualcuno vuole che l’Italia resti paralizzata economicamente e socialmente per favorire i giochi di potere di livello internazionale e le cui trame possono oggi sfuggire alla nostra comprensione perché occulte o coperte dalla cortina fumogena della disinformazione. Sta di fatto che l’attacco concentrico di queste ore al governo non è casuale.
Ma sono attacchi strumentali nel senso che tendono a indebolire l’attuale classe dirigente ma non a defenestrarla. La stessa rivolta libica nascondeva interessi di parte francesi e britannici che andavano raddrizzati e l’Italia si era messa di traverso per cui andava screditata e isolata in quell’area.
Se noi oggi insistiamo per un cambio della guardia, alla guida della coalizione governativa, è perché siamo consapevoli che oggi a reggere l’esecutivo sono proprio quegli interessi che provengono dall’estero e che sono contrari alle nostre convenienze e sono solo capaci di destabilizzare il sistema e renderci ancora più dipendenti dalle centrali internazionali di potere. (Riccardo Alfonso)

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Politica: la logica di appartenenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

luigi di maioUn altro tema caro ai politici che militano nei partiti è di voler riconoscere nei parlamentari del M5S qualcosa di “familiare”. Taluni dicono, infatti, che hanno una mentalità di “centro destra” e altri no essendo per lo più di “centro sinistra” e così dicendo si consolano pensando di poterli asservire, prima o poi, alla loro causa. A questo punto è forse noioso ripetere le stesse cose ma, a volte, è necessario, anche se potrebbe diventare un atto disperato se pensiamo che non ci sia peggiore sordo di chi non vuol sentire. Per anni Grillo ha cavalcato la protesta di quanti sono stati bellamente presi in giro dal nuovo che si prospettava e che diventava regolarmente il vecchio che si perpetuava con le mummie che li rappresentavano. Il cambiamento a questo riguardo non s’identifica più con la logica delle alleanze tra partiti, ma sulle cose da fare, e fare non significa solo dire, ovviamente. Ecco perché in casa Pd dovrebbe prevalere il convincimento che se il programma del M5S è affine al loro ciò che quest’ultimi possono garantire al Paese è un qualcosa che il PD e la stessa Forza italia e alleati non possono più dare: la fiducia. E allora la governabilità esiste e con essa le maggioranze parlamentari qualificate. Si tratta solo di capire il nuovo che si presenta e di saper cogliere il diverso che non significa avere un partito padronale, da una parte, e le confuse anime sull’altra sponda, ma una genuina cultura del cambiamento. Punto e basta. (Riccardo Alfonso)

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Politica: lettera aperta a un amico

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

eduardo de filippoCaro Rosario, non nascondo la mia preoccupazione per il come vanno le cose in politica. Qui rischiamo che, per le prossime elezioni, si vada a finire solo con una gran confusione e il rischio di ingovernabilità diventa molto serio. Il primo sconcerto deriva dalla sfacciataggine di chi è stato colto con le mani nella marmellata e dichiara, negando l’evidenza, che non è vero. Questi signori non hanno nemmeno il pudore di tacere. Denota una decadenza dei costumi che si amplia sempre di più provocando quell’effetto domino che per gli onesti significa allontanarsi maggiormente dalla politica e dai loro faccendieri. Da qui deriva l’altra preoccupazione è che la “qualità” dei candidati cali ulteriormente.
Cosa possiamo fare noi per arginare questa valanga che nel suo precipitare a valle coinvolge tutti nel bene e nel male? Credo che a questo punto prevalga la necessità che le candidature, che i partiti propongono agli elettori, siano “testate” da un garante che validi la moralità e la serietà dei soggetti presentati. Ma chi potrebbe essere? D’altra parte non siamo degli “sceriffi” che indagano sugli eventuali scheletri nell’armadio di chi si presenta apparentemente pulito e invece ha ben nascoste le sue malefatte. A questo punto si dovrebbe richiedere una sorta di “patto d’onore” impegnando il candidato eletto a dimettersi se dovessero venire a galla degli illeciti a suo carico. Ma vorrei aggiungere qualcosa di più. Sino ad oggi abbiamo capito che le candidature, per lo più, presuppongono un facile arricchimento, una volta eletti. Ma se stabiliamo che l’indennità non debba superare una certa soglia e che tutto debba essere certificato pubblicamente compresi i redditi personali ritengo che sarebbe un’iniziativa in grado di scoraggiare molti tra i vari faccendieri di professione.
Come dire: il gioco non vale la candela soprattutto se gli accertamenti fossero immediati e le pene severe e definitive. In altri termini occorre dare un segnale forte e chiaro ma temo che i partiti oggi non siano ancora consapevoli di tale necessità. E da qui la mia preoccupazione ritorna a riprendere fiato sempre più gravida di scenari tenebrosi. E le sceneggiate di questi giorni lo dimostrano, purtroppo.
Possibile che non siamo in grado di capire i guasti provocati da trenta anni a questa parte da una certa classe politica solo interessata ad arricchirsi con il denaro pubblico ed è stata solo capace di generare un debito sovrano da capogiro? Possibile che non si ravveda e si renda conto che con quest’andazzo stiamo recitando il de profundis alla democrazia se si pensa che oggi il 50% dell’eletto-rato cerca di dissociarsene non andando a votare o votando scheda bianca?
E che il restante 50%, a parte le frange affaristiche, si presenta alle urne turandosi il naso per la puzza che emanano certe scelte rivoltanti e cerca di salvare il salvabile ammesso che ci sia ancora qualcosa da salvare. Sono troppo pessimista? Ho perso la speranza? Dovrei dire con Eduardo de Filippo: la speranza è na’ fetenzia? (Riccardo Alfonso)

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Non c’è peggior sordo…

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

orecchioDi chi non vuol sentire. Mi sembra la classica commedia di Goldoni: “un sordo, due sordi, tutti sordi. Alla fine si scopre che tutti ci sentivano bene. Ciò sta accadendo in questi giorni in Italia nella convulsa ricerca di una quadratura del cerchio ma che di convulso ha solo il non voler sentire la voce degli altri. Ci stracciamo le vesti nel declamare la crisi del sistema Italia, e a ragione, ma ci guardiamo bene a ricercare la soluzione sebbene sia a portata di mano poiché ciò significherebbe perdere il controllo nella stanza dei bottoni. E allora di quale interesse nazionale parliamo?
Non è certo dell’economia del paese, dell’industria, del lavoro, della giustizia, del fisco, della salute e della scuola. Discettiamo, semmai, sul modo come mercanteggiare una presidenza del consiglio e della repubblica, un posto di ministro e di sottogoverno o di fare una legge elettorale che svantaggi l’avversario.
Questa è, per costoro, la priorità del paese mentre altri tremano alla sola idea che qualcuno possa votare la sua ineleggibilità che lo costringerebbe a presentarsi “nudo” davanti alla giustizia. Una giustizia che è stata presa a sberleffi per venticinque anni e costretta a fare da cassa di risonanza a quanti hanno cercato di sfuggire a un giudizio ma a servirsene per presentarsi da vittima al suo elettorato.
Un’Italia che per colpa di questi sordi per vocazione fa perdere il senso della misura a tutti gli altri. Usque tandem… (Riccardo Alfonso)

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Uomini forti e uomini quaquaraquà

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

alcide de gasperiSi sta avvalorando in Italia, da qualche mese, la convinzione che per ridare credibilità all’Italia politica ci sia bisogno di un “uomo forte”. Se poi andiamo a capire chi possa essere ci dicono, senza mezzi termini, Berlusconi. E’ davvero triste che da circa venticinque anni a questa parte gli italiani non si siano resi conto che non hanno bisogno della “forza” ma della “giustizia e della verità”. Non hanno bisogno dei “muscoli” ma di uno statista, dell’uomo, come ci ha ricordato Mario Monti riesumando una frase di De Gasperi che pensa alle generazioni future e non alle prossime elezioni. Berlusconi è, semmai, il prodotto finito di ciò che non dovremmo essere con le nostre debolezze, con la nostra vocazione all’intrigo, alla ricerca di una nicchia di potere dove lucrare. Tutta la storia dell’Italia sabauda prima e repubblicana poi, per non fare altra dietrologia, è pavesata di questi errori. Non abbiamo costruito la democrazia per governare ma per farne un paravento dove maturare interessi inconfessabili. Non abbiamo costruito la democrazia per avere una classe politica capace di governare, ma per intrallazzare. Abbiamo avuto uomini onesti ma li abbiamo “venduti” al mercato dell’intrigo e del tradimento.
Abbiamo avuto uomini cosiddetti forti e siamo finiti prima nel vortice di una guerra e oggi con un’economia disastrata, una finanza traballante e un paese ancora più confuso.
Ma se questo deficit di statista è diventato mondiale, e basta notare cosa accade fuori dall’Italia con una comunità europea barcollante e indecisa sul da farsi e una leadership internazionale inesistente, noi dovremmo pensare a un’altra figura di uomo o di donna che sia. Pensare a un personaggio, forse insignificante per il gotha della politica, ma capace di spezzare la complessa trama degli intrighi di palazzo e di mandare a casa la vecchia guardia. E per questo io penso, semmai, a una candidatura al femminile e non a un “vecchio trombone”. (riccardo Alfonso)

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7 Ottobre 1985: il dirottamento dell’Achille Lauro

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

achille lauroIl 7 ottobre 1985, mentre compiva una crociera nel Mediterraneo, al largo delle coste egiziane, venne dirottata da un commando del Fronte di Liberazione della Palestina. A bordo erano presenti 201 passeggeri e 344 uomini di equipaggio.
Dopo frenetiche trattative diplomatiche si giunse in un primo momento ad una felice conclusione della vicenda, grazie all’intercessione dell’Egitto, dell’OLP di Arafat (che in quel periodo aveva trasferito il quartier generale dal Libano a Tunisi a causa dell’invasione israeliana del Libano) e dello stesso Abu Abbas (uno dei due negoziatori, proposti da Arafat, insieme a Hani El Hassan, un consigliere dello stesso Arafat ), che convinse i terroristi alla resa in cambio della promessa dell’immunità.
Due giorni dopo si scoprì tuttavia che a bordo era stato ucciso un cittadino americano, Leon Klinghoffer, ebreo e paralitico: l’episodio provocò la reazione degli Stati Uniti. L’11 ottobre dei caccia statunitensi intercettarono l’aereo egiziano (un Boeing 737), che, secondo gli accordi raggiunti (salvacondotto per i dirottatori e la possibilità di essere trasportati in un altro paese arabo), conduceva in Tunisia i membri del commando di dirottatori, lo stesso Abu Abbas, Hani El Hassan (l’altro mediatore dell’OLP) oltre ad degli agenti dei servizi e diplomatici egiziani, costringendolo a dirigersi verso la base NATO di Sigonella, in Italia, dove fu autorizzato ad atterrare poco dopo la mezzanotte.
L’allora presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi si oppose tuttavia all’intervento americano, chiedendo il rispetto del diritto internazionale e sia i VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) che i carabinieri di stanza all’aeroporto si schierarono a difesa dell’aereo contro la Delta Force statunitense che nel frattempo era giunta su due C-141. A questa situazione si aggiunse un altro gruppo di carabinieri, fatti giungere da Catania dal comandante generale dei carabinieri (il generale Riccardo Bisogniero). Si trattò della più grave crisi diplomatica del dopoguerra tra l’Italia e gli Stati Uniti, che si risolse cinque ore dopo con la rinuncia degli USA ad un attacco all’aereo sul suolo italiano.
I quattro membri del commando terrorista vennero presi in consegna dalla polizia e rinchiusi nel carcere di Siracusa e furono in seguito condannati, scontando la pena in Italia. Per il resto della giornata vi furono numerose trattavive diplomatiche tra i rappresentanti del governo italiano, di quello egiziano e dell’OLP.
nave achille lauroAlla ripartenza dell’aereo con destinazione Ciampino si unirono al veivolo egiziano un veivolo del SISMI (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) che era nel frattempo giunto con l’ammiraglio Fulvio Martini (che nelle prime ore della crisi era stato costretto a seguire le trattative solo per via telefonica) e a una piccola scorta di due F-104S decollati dalla base di Gioia del Colle e altri due decollati da Grazzanise, voluta dallo stesso Martini. Nel frattempo un F-14 statunitense decollò dalla base di Sigonella senza chiedere l’autorizzazione e senza comunicare il piano di volo e cercò di rompere la formazione del Boeing e dei velivoli italiani, sostenendo di voler prendere in consegna il veivolo con Abbas a bordo, venendo però respinto dagli F-104 di scorta.
Una volta giunti a Ciampino, intorno alle 23:00, un secondo aereo statunitense, fingendo un guasto, ottenne l’autorizzazione per un atterraggio di emergenza e si posizionò sulla pista davanti al velivolo egiziano, impedendone un’eventuale ripartenza. Su ordine di Martini al caccia venne allora dato un ultimatum di cinque minuti per liberare la pista, in caso contrario sarebbe stato spinto fuori pista da un Bulldozer; dopo tre minuti il caccia statunitense ridecollò, liberando la pista.
Gli Stati Uniti richiesero nuovamente la consegna di Abu Abbas, in base agli accordi di estradizione esistenti tra Italia e USA, senza tuttavia portare prove del reale coinvolgimento del negoziatore nel dirottamento. I legali del ministero di Ministero di Grazia e Giustizia e gli esperti in diritto internazionale consultati dal governo ritennero comunque non valide le richieste statunitensi.
Il Boeing egiziano venne quindi trasferito a Fiumicino, dove Abu Abbas e l’altro mediatore dell’OLP vennero fatti salire su un diverso velivolo, un volo di linea di nazionalità Jugoslava la cui partenza era stata appositamente ritardata. Solo il giorno successivo, grazie alle informazioni raccolte dai servizi segreti israeliani (che tuttavia non erano state consegnate al SISMI durante la crisi, pur essendo già disponibili), si ottennero alcuni stralci di intercettazioni che potevano legare Abu Abbas al dirottamento. La CIA consegnò solo alcuni giorni dopo (il 16 ottobre) i testi completi delle intercettazioni, effettuate da mezzi statunitensi, che provavano con certezza le responsabilità di Abu Abbas, il quale venne processato e condannato all’ergastolo in contumacia.
Secondo le dichiarazioni rese da Omar Ahmad, uno dei membri del commando terroristico, il piano originario dei dirottatori era quello di condurre la nave in un porto militare israeliano, di sparare ai soldati presenti, uccidendone il più possibile, e quindi di fuggire in Libia. La vicenda si svolse invece diversamente, secondo Omar Ahmad, per colpa di Abu Abbas.
Dopo aver lasciato Alessandria e aver effettuato uno scalo in Grecia, l’Achille Lauro si diresse verso Napoli, quando la CIA passò un’informazione, forse proveniente dai servizi egiziani, relativa alla possibile presenza di esplosivo su alcune casse caricate ad Alessandria. Pur non potendo verificare la veridicità dell’informazione il SISMI, in accordo con il comandante della nave, decise per precauzione di far gettare in mare alcune casse di cui non era stato possibile far controllare il cui contenuto.
Il ministro della difesa Giovanni Spadolini ed altri due ministri repubblicani presentarono le dimissioni in segno di protesta contro Craxi, provocando la caduta del governo. (Emanuel Baroz)

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Sentient Jet Extends Support of $2 Million Breeders’ Cup Juvenile

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

Sentient Jet, a Directional Aviation company and the inventor of the jet card, is pleased to announce that it will serve as the Official Private Jet Partner of the Breeders’ Cup, making it the exclusive private aviation partner of the races for the seventh year. The partnership further elevates Sentient Jet’s longstanding support of the horseracing community, which began in 2008. In addition to Sentient’s involvement in Breeders’ Cup, the company is also the Preferred Private Aviation Partner of the Kentucky Derby, Kentucky Oaks, and Churchill Downs and sponsor of Fasig-Tipton, 2016 Kentucky Derby Champion Nyquist, and 2017 Kentucky Derby runner-up Lookin at Lee.As the exclusive private aviation partner of Breeders’ Cup, Sentient Jet will serve as the title sponsor of the $2 million Breeders’ Cup Juvenile, the richest 2-year old race in North America that often previews stars of the Triple Crown races for the following year. Additionally, Sentient Jet will offer on-site VIP hospitality for Sentient Jet Cardholders, including premier seating and access to the Paddock and Winner’s Circle. In an effort to further support the thoroughbred owners and breeders attending the Breeders’ Cup World Championships, Sentient Jet will also host a charter flight from San Diego to Lexington immediately following the 2017 event, allowing horsemen to participate in all of the weekend’s races while still arriving in Kentucky in time for the annual November sales.Ahead of the races, Sentient Jet will sponsor a “Hole in One” competition at two official Breeders’ Cup golf tournaments, gifting the winner with a $25,000 jet card and also contributing a matching $25,000 donation to official thoroughbred charities.“As a company that shares our passion for horseracing, we are thrilled to build upon our longstanding partnership with Sentient Jet and to welcome the company back again as an official sponsor of the event,” said Craig Fravel, President and CEO of Breeders’ Cup. One of thoroughbred horseracing’s most prestigious international events, the Breeders’ Cup is Thoroughbred racing’s year-end Championships. The 2017 Breeders’ Cup World Championships, consisting of 13 Grade I races with purses and awards totaling more than $28 million, will be held for the first time at the iconic Del Mar Thoroughbred Club, long dubbed the place “where the turf meets the surf” in San Diego, California on November 3 and 4.
Sentient Jet offers its 25-Hour Jet Card in four jet-size options, allowing clients to purchase flight time on Light, Mid, Super-Mid and Heavy aircraft as well as in two age classes (Preferred and Select), starting at $127,325. Sentient Jet Cardholders receive a rare combination of industry leading service at a tremendous value, complete with a one-year lock on all-inclusive hourly rates, with the added bonus of 15% discounts on hourly pricing for qualifying round-trip travel.

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Assured Guaranty Withdraws Complaint Against Puerto Rico’s Fiscal Plan

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

puerto-ricoPuerto Rico. Assured Guaranty Municipal Corp. and Assured Guaranty Corp., two bond insurance subsidiaries of Assured Guaranty Ltd. (NYSE:AGO)(together with its subsidiaries, Assured Guaranty or the Company), have voluntarily withdrawn without prejudice their lawsuit challenging the legality of the Commonwealth’s Fiscal Plan as certified by The Financial Oversight and Management Board for Puerto Rico (Oversight Board). The complaint, filed on May 3, 2017, asserted that the certified Fiscal Plan violated multiple provisions of PROMESA and the United States Constitution.“While we continue to believe the current Fiscal Plan is illegal, we have determined to voluntarily dismiss our complaint without prejudice at this time due to the crisis in Puerto Rico following Hurricane Maria, and the high likelihood that the Fiscal Plan will have to be revised,” said Dominic Frederico, President and CEO of Assured Guaranty. “Now is no time to be arguing over these issues, when residents of the island are suffering. The current focus should remain on restoration and relief for Puerto Rico. Additionally, it would be an avoidable misallocation of time, money and judicial resources to litigate issues about a Fiscal Plan that is expected to change.”Assured Guaranty urges the Oversight Board to use this opportunity to reset its relationship with creditors, correct the defects in the current Fiscal Plan and work collaboratively with creditors on a new fiscal plan that complies with the mandatory statutory requirements of PROMESA, the Commonwealth Constitution, and the United States Constitution. Meeting PROMESA’s dual stated purpose of fiscal responsibility and restoration of the Commonwealth’s access to the capital markets has become even more critical in the aftermath of the hurricane damage.Under applicable law, Assured Guaranty is permitted to refile the lawsuit. If insufficient progress is made in developing a new fiscal plan that complies with PROMESA and respects Assured Guaranty’s constitutional, statutory and contractual rights, Assured Guaranty will refile the lawsuit at an appropriate time.

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U.S. Credit Czar Howe Reveals FICO Secret Sauce

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

SubscriberWise, the nation’s largest issuing CRA for the communications industry and the leading protector of children victimized by identity fraud, announced today a powerful new FICO and credit video production from David E. Howe, SubscriberWise founder, global credit GOAT and FICO highest achiever.
Throughout the 30 minute video Howe shares with consumers basic and fundamental credit knowledge, along with the granular Fair Isaac ‘Leaves’ that have proved so perplexing and confusing for many consumers including the majority of ‘credit experts’ cited regularly on blogs and in the media.”FICO Scores and credit continue to play a pivotal role in the lives of millions and millions of consumers here and around the world,” said David Howe, SubscriberWise founder and U.S.A. Credit Czar. “And I’m one of those consumers. Therefore, given the control that FICO and credit have on my financial life and beyond, I’ve chosen to control it.” “In other words, FICO scores and credit they don’t control me,” Howe insisted.”In the spirit of President Kennedy’s call to the citizens of this country to ‘ask not what the country can do for me, but what can I do for the country’, today I reaffirm my bequest to the citizens of this world as their honorary US and global Credit Czar. Today I offer this in-depth FICO insight and information – the FICO Secret Sauce – presented in theoretical and practical terms for the benefit off all. “The FICO secret sauce and all the delicious details are ready for consumption,” the Credit Czar concluded. “I hope it forever empowers and benefits all who view.”

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