Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

Pensioni? Abolirle?

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

pensionatiSi, proprio così, ma solo con una variante. La vera riforma delle pensioni sta proprio nella loro abolizione per sostituirla con un meccanismo assicurativo. Lo studio di fattibilità è stato condotto già anni fa dai Centri studi della Fidest. Risulta l’unico e più efficace sistema per disinnescare questa sorta di bomba a orologeria ereditata dai nostri antenati. La ricetta è semplice.
Ogni dieci anni di contributi assicurativi e previdenziali si può erogare una rendita pari al 20% della media delle retribuzioni percepite durante tale periodo.
Un meccanismo che potrebbe ripetersi allo scadere di ogni decennio senza soluzione di continuità ma offrendo al tempo stesso la possibilità ai lavoratori di scegliere, nel corso d’opera, il lavoro che gli risulta più congeniale. In altri termini se un giovane (come un giocatore di calcio) può affrontare un lavoro idoneo per la sua età si deve pur ritenere che con il prosieguo degli anni altre scelte lavorative possono essere più adatte al suo status fisico.
Non solo. Si possono contemperare corsi di formazione professionale per cambiare lavoro e adattarsi a quello nuovo e anche scegliere la possibilità, dopo i trenta anni di contributi assicurativi, di svolgere un’attività all’estero presso quelle che sono state chiamate “cittadelle del sapere” dove le proprie conoscenze possono essere trasmesse ai giovani secondo un programma di studio predefinito. Ciò per consentire nelle aree poco o nulla sviluppare una presenza qualificata di esperti che possono fare da tutor o anche da insegnanti ai giovani autoctoni per avviarli a mestieri e professioni qualificate.
Questa, a mio avviso, è una riforma rivoluzionaria poiché cancella dalla nostra visuale un modello di società che fissa uno spartiacque, al raggiungimento di una certa età, in altre parole l’immagine del pensionato condannato a scaldare le panchine dei giardini pubblici. Finché si ha vita si può lavorare, sentirsi utili, continuare a impegnarsi per qualcosa fosse anche un hobby lasciato dormire nel cassetto del proprio comodino in età giovnile. (Riccardo Alfonso)

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