Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 341

Possiamo essere liberi se tutti lo sono

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 ottobre 2017

hegelIl fantasma di Hegel aleggia nell’aria con queste parole. E’ la storia dei grandi movimenti di pensiero che affrontano i travagli della vita e v’instillano la “gutta cavat lapidem”. E’ la ricerca di un pensiero condiviso sui valori fondanti. E’ la voglia per la conquista di una società di eguali, dove anche il “primus inter pares” è una scelta di saggezza e non di sudditanza. I nostri conflitti ideologici partono tutti, compresi gli estremi, e persino aberranti, dall’idea che occorre ricercare una base comune per crescere secondo virtù e ragione e non lasciarsi sorprendere dalle passioni, dagli odi, dalle violenze.
L’essere umano ha affrontato secoli e millenni di lotte, spesso fratricide, per stabilire un primato, per far trionfare un’idea, per assicurare la libertà di pensiero e di azione e tutte le volte sono state votate al fallimento. La ragione è che non si può modellare una società evoluta se l’evoluzione non è corale. Se non impariamo che possiamo crescere e prosperare solo attraverso una base comune fondata sulla costante del bene e nel ripudio del male. Dobbiamo convincerci che ci avviamo a grandi passi verso un nuovo rapporto esistenziale e che esso è originato dall’evoluzione delle tecniche, delle scienze, della conoscenza. Abbiamo imparato a usare la spada per difenderci ma anche per offendere. Abbiamo imparato a usare la parola per riempirla di dolci suoni ma anche di aspri toni. Abbiamo imparato a parlare e a urlare. Ora dobbiamo incominciare ad affrontare un altro e più impegnativo percorso. Quello in cui la ricchezza e la povertà diventano un non senso. Quello in cui la libertà non finisce dove incomincia quella dell’altro ma ne rappresenta la continuità. E’ una catena che non va spezzata. Se non realizziamo questo progetto, non riusciremo a essere gestori del nostro vivere, a dare un’impronta nuova al nostro essere e divenire. A restituire ai nostri padri della saggezza antica il primato che appartiene loro e che fu inutilizzato proprio perché la catena si spezzò in più punti. Ecco perché serve poco avere un pensiero guida che apra e chiuda la parentesi a un’élite di esclusivi. L’essere umano deve imparare a vivere in funzione degli altri, a ricercare, pur nelle specifiche diversità, il filo comune, quel legame che è stato spezzato. Lo deve se vuole crescere. Lo deve se vuole dare un senso alla sua esistenza. Lo deve se vuole capire cosa gli riserva la vita oltre la vita. Noi oggi vediamo ciò che è dato da osservare perché siamo condizionati dalle nostre passioni, dalle logiche consumistiche e dal nostro egocentrismo. La nostra vista è limitata da questo drappo nero che avvolge il nostro corpo e ci rende schiavi di ciò che siamo e non di ciò che dovremmo essere. Incominciamo a esserne consapevoli. Incominciamo ad aprirci un varco. Incominciamo ad appropriarci delle nostre potenzialità e volgiamole al bene dell’umanità senza riserve creando quella catena non solo ideale ma soprattutto reale che è il nostro destino di sempre e per sempre. (Riccardo Alfonso)

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