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Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

Sansone e i filistei: Quando il ricordo del passato è necessario per capire il presente

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

SansoneE’ storia antica, forse leggenda, ma pare d’attualità. Si vuole che per annientare Sansone non si sia trovato di meglio che eliminare anche i filistei. Gli strateghi di oggi direbbero: danno collaterale, spiacevole ma inevitabile. Così la storia di questi ultimi anni ci insegna che per togliere dalla scena Mussolini c’è voluta una guerra persa. Per neutralizzare una svolta storica che fu denominata compromesso storico ci volle il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro. E oggi ci risiamo con Berlusconi. Non bastano, a quanto pare, i quarantuno processi che l’hanno visto inquisito e imputato, non bastano le infamanti accuse di favoreggiamento alla prostituzione minorile, non bastano le plateali sceneggiate con quello che fu il suo grande amico da baciamano, al secolo Gheddafi. Non bastò lo strappo prima con Bossi, poi rientrato, e ultimo con Fini se escludiamo Verdini. Ma bisogna anche dire che Berlusconi ha avuto una congiuntura favorevole fin dal suo primo impatto impegnativo con la politica con l’amicizia con Craxi e poi, perso un così autorevole referente, pensò bene di scendere in campo senza intermediari. Il suo successo fu mediatico, ma anche frutto di una ricaduta negativa degli altri partiti. L’Italia dopo la perdita delle rendite di posizione internazionali con l’abbattimento del muro di Berlino, seguito dalle staffilate di mani pulite, il disorientamento di quello che fu il partito comunista non più foraggiato dalla internazionale comunista e dalla mancanza di un leader carismatico e da quanti si sentivano orfani di un potere democristiano che si era dissolto come neve al sole ma che ne nutrivano la nostalgia, Berlusconi ebbe facile gioco nel cavalcare l’aspirazione degli italiani alla ricerca di un referente politico di “razza” e senza “grilli per la testa”. E le opposizioni aggiunsero anche un madornale errore nella presunzione che sarebbe stato facile scalzare un uomo tanto chiacchierato e perseguitato dalla giustizia. Ora ce lo ritroviamo più pimpante di prima. Sente che l’Italia è ai suoi piedi. La crisi l’ha cavalcata con astuzia e tutto alla fine sembra proiettarlo nel futuro più forte di prima. Gli altri per sconfiggere Sansone ora devono farlo eliminando i Filistei. La posta è troppo alta per giocarla. E allora? (Riccardo Alfonso)

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