Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

Sulla riva del sacro Gange

Posted by fidest press agency su martedì, 10 ottobre 2017

gange-indiaA noi occidentali ci hanno a lungo parlato di quel popolo nobile che vive in India e che nella sua cultura religiosa ama pensare che la pazienza sia la madre di tutte le saggezze e allora si dice che l’indiano si accovacci lungo la riva del sacro Gange e aspetta che passi il cadavere del nemico affinché si compia giustizia per l’onta subita e che può essere mondata solo dai “celesti poteri”. Noi, oggi, non parliamo di nemici ma di un qualcosa che è forse peggiore ed è il malcostume, il culto dei piaceri mondani fini a se stessi e coltivati e propagandati da uomini e donne che per il loro ruolo istituzionale sono preposte a essere un esempio per tutti, e in specie per le giovani generazioni che si abbeverano alla cultura della conoscenza e della vita che ruota attorno a loro e ne assorbono i concetti e gli esempi. Ed è una morale che non è solo frutto di un’etica religiosa ma universale perché in noi vi è il giusto come coniugazione della fede. E allora è d’obbligo chiederci se esiste in questa nostra società un partito che vuole sposare il malcostume per calcolo e farne una porta bandiera e indirizzarci a un diverso modo d’interpretare l’etica della vita. Sarebbe, per davvero, una velenosa e insidiosa mistificazione della verità, contrabbandata per gli spiriti semplici come un’invenzione mediatica, e che sta minando nel profondo le coscienze, i valori che sono la parte costituente del nostro essere e del nostro divenire. Occorre spezzare questa spirale. Probabilmente non c’è più tempo per soffermarsi a guardare lo scorrere delle acque del sacro Gange in una meditazione spirituale mentre attorno a noi l’aria ammorba. Probabilmente il segnale è giunto forte e chiaro non tanto e non solo da un’autorità religiosa quanto nel nostro sentimento laico poiché non esistono confini nel rispetto della persona umana, nella sacralità dei valori, dell’etica della politica e del sociale. Noi tutti abbiamo una forte responsabilità nel dover consegnare il testimone alle generazioni future senza lordarlo d’infamie e di miserie e questo dovere non possiamo subordinarlo al calcolo, alla plageria e alla cortigianeria per trenta miseri denari. (Riccardo Alfonso)

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