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Archive for 11 ottobre 2017

Global Volunteers Bring Hurricane Relief to Virgin Islands

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

virgin islandsWASHINGTON, D.C.(PR NewsChannel) One Love BVI (OLB) announced the successful launch of the world’s first international aid and volunteer organization focused solely on the British Virgin Islands. Following the unprecedented devastation of Hurricane Irma, the most powerful Atlantic hurricane in history, global activists leveraged the combined power of Facebook, Squarespace and DonorBox to harness the outpouring of support for the tiny, virtually unknown archipelago.Sophie Leroy, an administrator of the grassroots Facebook group, “BVI Abroad – Hurricane Irma” and former resident of the B.V.I., said, “We never expected this to go viral — we thought we were just connecting a few friends who were desperately trying to get news about our loved ones in the B.V.I. Honestly, our entire admin team has been blown away by the response.”
Members of the group rapidly began searching for ways to help. OLB’s Chief Operating Officer, Lauren Taylor, another former resident of the the B.V.I. and now a tech entrepreneur, recognized the need to create a volunteer database and launched BVI Volunteers in 15 hours using Squarespace.
Ms. Taylor said, “In the immediate aftermath of both Irma and Maria, we had thousands of passionate people who were ready to fly, sail or swim to the B.V.I. and roll up their sleeves and help. But the islands were decimated, food and water was scarce, and the U.K. and B.V.I. governments had no alternative but to declare a state of emergency and enforce a curfew. As hard as it was to stand by, we knew that more people coming in would have just added to the burden.”“We didn’t want to lose the energy of over 30,000 B.V.I. fans,” Ms. Taylor added, “So getting willing volunteers into a database and preparing and staging them for volunteer opportunities was the first priority. We were able to provide a list of 40 trained medical personnel offering relief staffing to the team at Peebles Hospital in just 48 hours. That team is now over 100 people.”
In the B.V.I. business community, Cameron McColl, Chairman of Nanny Cay Marina, witnessed firsthand the need for an organization focused solely on the B.V.I.’s relief and recovery. Mr. McColl said, “Operating a large business in the B.V.I. and being closely connected with the territory for many years, I realized there was a need for a dedicated and efficient structure through which all that positive energy could be quickly channeled to where it was most urgently needed.”
OLB has already garnered support from prominent B.V.I. citizens. Colin O’Neal, CEO of JOMA (Properties) Ltd., said, “As a British Virgin Islander who, like so many others, has suffered devastating personal and community loss from the hurricanes, I recognize the enormity of the journey to full recovery that lies ahead for us all. When I learned of plans to create One Love BVI, dedicated solely to helping us along that journey, I had no hesitation in supporting their efforts. We need help. They can get this done.”
One Love BVI (OLB) is a U.S.-based nonprofit dedicated to the relief, rehabilitation and recovery of the British Virgin Islands. OLB provides aid, supplies and volunteers to help families, communities and businesses get back on their feet and build a thriving, environmentally and economically sustainable future. OLB’s core program, BVI Volunteers, leverages the professional skills of over 600 volunteers from around the world, with 22 teams including medical personnel, pilots, security, supply coordination, shipping logistics, architects, engineers, solar technicians, contractors, construction workers and more. http://www.bvivolunteers.com.

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La Basilica del quartiere Montmartre si tinge di rosso

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

montmartreParigi giovedì 12 ottobre 2017 Il sangue dei martiri torna a “illuminare” i più importanti monumenti del mondo. Dopo Fontana di Trevi a Roma, la Cattedrale e l’Abbazia di Westminster a Londra e il Cristo Redentor a Rio de Janeiro, il prossimo 12 ottobre Aiuto alla Chiesa che Soffre tingerà di rosso anche la celebre Basilica del Sacro Cuore a Parigi. L’illuminazione avrà luogo nell’ambito della manifestazione 24 ore per la libertà religiosa, promossa dalla sede francese di ACS. L’evento inizierà alle 11.15 del mattino con la celebrazione della Santa Messa nella nota basilica del quartiere Montmartre. Nel pomeriggio avrà luogo un dibattito sul sagrato della chiesa e poi alle 19 si accenderanno le luci rosso porpora. Seguirà una veglia di preghiera per quanti non sono liberi di vivere la propria fede. La basilica resterà aperta tutta la notte per l’adorazione eucaristica.«Da ormai 70 anni – afferma il direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro – ACS è impegnata a destare l’attenzione del mondo sul tema della persecuzione religiosa. Già Fontana di Trevi e Westminster tinte di rosso hanno obbligato milioni di persone ad interrogarsi su un dramma ancora ampiamente sconosciuto e trascurato dal mainstream mediatico. A Parigi il 12 ottobre i martiri saranno nuovamente protagonisti e posso assicurarvi che ACS continuerà ad illuminare monumenti chiave in tanti altri Paesi per impedire che il mondo chiuda gli occhi di fronte al sacrificio di quanti hanno offerto e offrono la vita a causa della loro fede e al destino di chi ancora oggi si vede negata la libertà religiosa». (foto montmartre)

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Intollerabile il livello della corruzione in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

corruzione_urloI dati forniti dal report di Transparency International confermano come il Paese sia ancora ostaggio del livello della sua corruzione (l’Italia è al 66° posto sui 176 Paesi presi in esame), ma soprattutto evidenziano come questo fenomeno incida gravemente sugli aspetti democratici interni.
Come Confeuro abbiamo spesso denunciato la chiara ingerenza economica, culturale e sociale delle prassi illegali nei diversi settori; eppure non si è andati molto al di là del determinare normative confuse e spesso controproducenti. Quello che ci preme sottolineare, infatti, non è il pur gravoso dato numerico della corruzione, ma soprattutto l’impatto che questa ha sulla morale e sulla cultura del Paese. E’ solo se visto in questi termini che il tema potrà divenire centrale all’interno di una prossima agenda politica.

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Un mondo senza parole?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

mondo-multi-polareNon è esatto. Diciamo, piuttosto, che è stufo di parole. Di quelle false, vuote, retoriche “che non nascono dal cuore”. Di quelle che sono viziate dalla menzogna, derisione, inganno, di promesse non mantenute. Questo stato d’anima diventa più tangibile volgendo lo sguardo ai gestori della politica. Se c’è qualcuno che si chiede come possiamo fare per invertire tale tendenza mi riduco a guardarlo sconsolato e penso a Geremia e a quel suo non saper cosa fare tra la gente. Siamo stati troppo a lungo educati a guardare, il nostro prossimo, non certo con amore distratti come siamo stati dall’ansia di possesso, di successo, di esaltazione del nostro ego. Abbiamo staccato la presa dalla corrente di pensiero che ci educa al bene, alla solidarietà, all’amore per fare mercimonio degli altri e di noi stessi. E’ mancata la grazia dell’intendersi. Se usciamo per un momento dal nostro cinismo esistenziale ci accorgiamo che la madre che uccide il figlio ancora in fasce o di qualche anno non è solo il frutto di uno stress post-partum ma è la sintesi di una cultura aberrante nella quale tutto è tensione, interesse, sollecitazione a ricercare equilibri nei quali non sembrano trovarvi spazio i valori.
La verità è che noi stiamo creando dei mostri generando una nuova scala di valori dove si esiste solo se si considerano certi parametri: la conquista del potere sugli altri, l’indifferenza per la sofferenza altrui, il rispetto solo per chi ha e non per chi è. Nel nostro “fondo coscienza” sappiamo d’errare e che questo procedere ci farà cadere nel vuoto, eppure non riusciamo a riscattarci per eccesso di veleni ingurgitati. L’unica strada rimane la parola, quella che appaga, quella che ha un suono armonioso, quella che può compiacere il nostro spirito. Quella che ci riconcilia con il nostro prossimo e fa di noi messaggeri di pace. (Riccardo Alfonso)

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La mia Europa: non per amore ma per interesse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

europaIl caso Catalogna di questi giorni mi fa riflettere. La focalizzazione riguarda l’atteggiamento assunto dalle autorità europee. Davanti a una crisi lasciata incancrenire sino al punto di “aperta ribellione” ai dettati costituzionali spagnoli sull’unità nazionale e alla scomposta reazione del Governo centrale, mi chiedo se non si poteva fare qualcosa prima di arrivare al punto in cui siamo. Dove abbiamo lasciato il principio di autodeterminazione dei popoli? Perché fa tanta paura il “separatismo regionale?” Per contro ci imbattiamo con la Brexit della Gran Bretagna che deve fare i conti con gli “unionisti europei” scozzesi e Nord Irlandesi. La prima impressione che ne traggo è che per troppa fretta di allargare i confini dell’Unione Europea abbiamo finito con l’imbarcare anche Stati poco convinti sul piano istituzionale e più interessati ai benefici economici e di mercato che potevano derivarne. Non solo. Le autorità comunitarie oggi non sono più capaci di tenere nascoste le forti divergenze interne che di fatto bloccano il normale funzionamento dell’intero apparato. Si è pensato a una guida autoritaria attraverso la “dittatura economica e finanziaria” dei grandi gruppi bancari e industriali e che avrebbe potuto mettere in ginocchio ogni sia pur modesto tentativo di opposizione. In questo modo, e non troppo inconsapevolmente, si è dato vita a una comunità dove i partner non si amano ma sono uniti per interesse e ben consapevoli che se osano distaccarsi saranno crocifissi dalle fronde economiche e finanziarie che lo stato guida è capace di scatenare contro. E da qui emerge la convinzione che chi comanda è solo uno Stato, quello, guarda caso, economicamente più in salute e che ha tutto l’interesse di coltivare le debolezze altrui nella logica del divide et impera. In questo modo si diventa sudditi nella gerarchia imperiale dei vassalli, valvassori e valvassini. A questo punto una Europa che non si ama o si ama sempre meno ci farà perdere quell’idea romantica e nostalgica di un’Europa unita e solidale dai Pirenei agli Urali. E’ diventata un’Europa autarchica senza anima e sarà destinata prima o poi a implodere. Intanto ci teniamo i nostri piccoli, meschini interessi di bottega. Un domani sarà probabilmente un’altra storia. (Riccardo Alfonso)

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Aree rurali e crescita economica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Fao-RomaRoma. PRN Africa/Occorre mettere i milioni di giovani dei paesi in via di sviluppo che entrano nel mercato del lavoro nelle condizioni di non dover scappare dalle aree rurali per sfuggire alla povertà, sostiene un nuovo rapporto della FAO pubblicato qualche giorno fa. Le aree rurali hanno un vasto potenziale di crescita economica legato alla produzione alimentare e ai settori ad essa connessi, afferma lo Stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2017. E con la maggioranza dei poveri e degli affamati al mondo che vivono in queste aree, il raggiungimento dell’agenda di sviluppo 2030 dipenderà dal riuscire a sbloccare quel potenziale ancora inutilizzato.Per far questo occorrerà superare la spinosa combinazione di bassa produttività dell’agricoltura di sussistenza, dell’ambito limitato dell’industrializzazione, della rapida crescita della popolazione e dell’urbanizzazione, che rappresentano sfide per la capacità dei paesi in via di sviluppo di alimentare e dare lavoro ai propri cittadini. Il rapporto fa notare come sia ampiamente dimostrato che i cambiamenti nelle economie rurali possono avere un grande impatto. Apartire dagli anni ’90 alle trasformazioni delle economie rurali si deve il merito di aver aiutato centinaia di milioni di persone rurali a venir fuori dalla povertà. Lo studio suggerisce tre linee di azione:
La prima prevede la realizzazione di una serie di politiche volte a garantire che i piccoli produttori siano in grado di partecipare pienamente a soddisfare le esigenze alimentari urbane. Misure per rafforzare i diritti di proprietà fondiaria, garantire equità dei contratti di fornitura e migliorare l’accesso al credito sono solo alcune possibili opzioni.
La seconda è quella di costruire le infrastrutture necessarie per collegare le aree rurali ai mercati urbani – in molti paesi in via di sviluppo la mancanza di strade, di energia elettrica, di impianti di stoccaggio e sistemi di trasporto con celle frigorifere è un grande ostacolo per gli agricoltori che cercano di sfruttare la domanda urbana di frutta fresca, verdura, carne e latticini.
La terza comporta di connettere le economie rurali non solo con le grandi città, ma anche di lavorare con aree urbane più piccole e più diffuse.
Infatti, il rapporto sottolinea che i centri urbani più piccoli rappresentano un mercato molto trascurato per i prodotti alimentari. La metà di tutti gli abitanti urbani dei paesi in via di sviluppo vive in città con meno di 500.000 di abitanti. SOURCE Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO)

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Robert Menasse vince il premio letterario “Deutscher Buchpreis 2017” per il suo romanzo “Die Hauptstadt”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Menasse_RobertFrancoforte sul Meno, Germania/PRNewswire/ Il vincitore del “Deutscher Buchpreis 2017” è Robert Menasse. Ottiene il riconoscimento per il suo romanzo “Die Hauptstadt” (Suhrkamp). La motivazione della giuria: “Ciò che è umano è sempre auspicabile ma mai dato per certo: che questo principio sia anche applicabile all’Unione Europea, ci dimostra in modo persuasivo Robert Menasse con il suo romanzo “Die Hauptstadt”. Con abilità drammaturgica scava a man leggera nelle profondità del mondo che siamo abituati a chiamare “nostro”. Ma soprattutto ci dimostra in modo inequivocabile che l’economia di per se non ci garantirà un futuro di pace. Coloro che minacciano il progetto di pace “Europa” sono fra di noi- i cosiddetti “altri” siamo spesso noi stessi. Con il romanzo “Die Hauptstadt” Robert Menasse è riuscito a rivendicare la pretesa che si era posto: quella di trasformare in letteratura una tipologia di coetaneità in cui il coetaneo si riconosce e quella di permettere alle generazioni che ci seguiranno d’intendere meglio la nostra epoca.
Fanno parte della giuria del premio letterario “Deutscher Buchpreis 2017”: Silke Behl (Radio Bremen), Mara Delius (Die Welt), Christian Dunker (autorenbuchhandlung berlin), Katja Gasser (Österreichische Rundfunk), Maria Gazzetti (Casa di Goethe, Roma), Tobias Lehmkuhl (critico freelance, Berlino) und Lothar Schröder (Rheinische Post). Con il “Deutscher Buchpreis 2017” la “Börsenverein des Deutschen Buchhandels Stiftung” vuole assegnare un premio letterario al romanzo dell’anno in lingua tedesca all’inizio della fiera del libro di Francoforte, nel “Kaisersaal des Frankfurter Römer”. Sostenitore del “Deutscher Buchpreis” è la fondazione “Deutsche Bank Stiftung”. Altri partner sono inoltre la fiera del libro di Francoforte sul Meno e la città Francoforte sul Meno. L’emittente pubblica tedesca di radiodiffusione “Deutsche Welle” sostiene il “Deutscher Buchpreis” con il suo lavoro mediatico interno e all’estero. https://www.deutscher-buchpreis.de/en/

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Terapia anticoagulante con warfarin: dosi guidate da genetica riducono eventi avversi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

sangueSecondo uno studio appena pubblicato su Jama, tra i pazienti sottoposti a sostituzione dell’anca o del ginocchio con intervento in elezione e trattati con terapia anticoagulante a base di warfarin, la personalizzazione del dosaggio a seconda del profilo genetico del singolo paziente si associa a un minor tasso di eventi avversi rispetto alle dosi guidati dalla clinica. «Nell’ultimo decennio l’uso di warfarin, specie tra gli anziani, ha determinato un numero di eventi avversi maggiore rispetto a qualsiasi altro farmaco anche perché, data la finestra terapeutica ristretta, il confine tra le dosi efficaci e quelle dannose muta ampiamente a causa della variabilità genetica» esordisce il coautore Brian Gage dell’Università di Washington a St. Louis, spiegando che gli studi finora svolti sul dosaggio rispetto al genotipo degli antagonisti della vitamina K hanno prodotto risultati contrastanti. Così, per chiarire se il dosaggio guidato dal corredo genetico del paziente fosse in grado di migliorare la sicurezza del trattamento, gli autori hanno assegnato in modo casuale una coorte di pazienti di 65 anni o più a una terapia con dosi guidate dalla genotipizzazione del singolo pazienti in base ad alcune varianti genetiche, oppure al consueto raggiungimento di un INR (International Normalized Ratio) di 1,8 o 2,5. Tra i 1.650 soggetti randomizzati, che avevano iniziato il warfarin in previsione di un intervento di sostituzione di anca o ginocchio, hanno completato la sperimentazione 808 persone nel gruppo guidato dai genotipi e 789 in quello trattato a dosi cliniche. «A conti fatti uno degli effetti aversi monitorati, ossia la comparsa di emorragie gravi, di un INR di 4 o più oppure di una tromboembolia venosa, si è verificato nel 10,8% dei pazienti del gruppo genotipizzato rispetto al 14,7% in quello trattato a dosi cliniche» scrivono gli autori, sottolineando la necessità di ulteriori ricerche per determinare il rapporto costo efficacia del dosaggio di warfarin personalizzato secondo il genotipo del paziente. (fonte: farmacista33) (foto: sangue)

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Malattie infettive, pubblicate linee guida Usa per ridurre la diffusione negli sport di squadra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

medico sportivoLo sport fa bene ai giovani, ma una scarsa attenzione all’igiene può farlo diventare dannoso. È questo il messaggio che l’Accademia americana di pediatria (AAP) lancia sulla rivista Pediatrics descrivendo le infezioni, i trattamenti e i fattori di rischio particolarmente diffusi negli sport di contatto come il calcio e il wrestling. «Far parte di una squadra è divertente, sano e fisicamente impegnativo per i ragazzi, che tuttavia devono capire l’importanza dell’igiene» afferma Dele Davis, coautore dell’articolo e membro del Comitato AAP sulle malattie infettive. «Oltre a fare la doccia e lavarsi le mani, i giovani atleti dovrebbero evitare di condividere bottiglie d’acqua, asciugamani, paradenti e altri oggetti personali» scrivono gli autori, sottolineando l’importanza di essere aggiornati con il calendario vaccinale e ricordando che gran parte delle infezioni correlate all’attività sportiva è diffusa dal contatto con la pelle, dall’alimentazione contaminata o dall’acqua, dalle goccioline respiratorie o da particelle aerotrasportate che trasmesse in palestre o spogliatoi. «È compito degli allenatori elaborare un piano per la corretta pulizia degli impianti sportivi e delle attrezzature» riprendono gli esperti, precisando che i microrganismi e i virus più comuni trasmessi dal contatto con la pelle sono: lo Staphyloccus aureus resistente alla meticillina (MRSA), lo Streptococco Gruppo A; l’Herpes simplex, la Tinea capitis, la Tinea pedis o piede d’atleta; la scabbia e i pidocchi. Non vanno poi dimenticate le infezioni trasmesse per via aerea, come varicella, morbillo e parotite. Per minimizzare i rischi, l’AAP raccomanda:
1) insegnare ai ragazzi a mantenere un’adeguata igiene personale e a non condividere bevande o prodotti personali come i rasoi da barba;
2) sviluppare procedure per la pulizia e l’igienizzazione degli ambienti sportivi utilizzando linee guida come quelle pubblicate dall’American College of Sports Medicine;
3) prestare particolare attenzione alla corretta gestione dei fluidi corporei o di eventuali emorragie, proprio come gli ospedali si sono concentrati sulla prevenzione delle infezioni nosocomiali;
4) eseguire regolari controlli medici degli atleti durante gli allenamenti e le competizioni. (fonte: doctor33)

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The Nobel in economics rewards a pioneer of “nudges”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Richard ThalerNOT long ago, the starting assumption of any economic theory was that humans are rational actors who maximise their utility. Economists summarily dismissed anyone insisting otherwise. But over the past few decades, behavioural economists like Richard Thaler have progressively chipped away at this notion. They combine economics with insights from psychology to show how heavily economic decisions are influenced by cognitive biases. On September 9th Mr Thaler’s work was recognised at the highest level when the Nobel Committee awarded him this year’s prize in economics. Mr Thaler thus becomes one of very few behavioural economists to win the prize.Mr Thaler’s has been a prolific career, spanning over four decades, the last two of them at the University of Chicago’s Booth School of Business. His research has touched on subjects as varied as asset prices, personal savings and property crime. For example, Mr Thaler developed a theory of mental accounting, which explains how people making financial decisions look only at the narrow effect of individual decisions rather than the whole effect. (Indeed, he is one of the founders of the sub-discipline of behavioural finance.) The Nobel committee also highlighted Mr Thaler’s research on self-control, that is, the tension between long-term planning and short-term temptations.The new laureate has also worked to bring his arguments to a wider audience. For the benefit of fellow economists not well versed in (or dismissive of) behavioural theories, he wrote a regular column for the Journal of Economic Perspectives, a prestigious journal, recounting instances of economic behaviour that violated classical microeconomic theory. For a general audience, he wrote several books on behavioural economics, starting with “Quasi-Rational Economics” in 1991.
But Mr Thaler is perhaps most famous as a pioneer of “nudging”: the use of behavioural insights as a public-policy tool. Although the idea of nudging is not new, and firms have long employed behavioural science to shape their customers’ behaviour, governments of the past used psychology only sporadically.
That started to change when Mr Thaler and Cass Sunstein, a legal scholar at Harvard University, co-authored a book, “Nudge”, in 2008. The book attacked the assumption of rational decision-making in economic models and showed how context could be changed to “nudge” people to make better choices. In 2010 Mr Thaler advised the British government on the creation of the Behavioural Insights Team, a unit that sought to put their ideas into practice. The wildly successful government unit has since been spun out into a quasi-private company and now advises governments around the world. From a renegade offshoot within economics departments just a few decades ago, behavioural economics has gained an established place not only within academia, but also within government departments around the world. From Australia to America, as well as within organisations like the World Bank and UN, the “nudging” approach has been copied. The Nobel Committee’s decision to honour Mr Thaler is of course a recognition of his personal achievements. But it is also a testament to the newfound importance of his discipline. (font: The Economist) (photo: Richard Thaler)

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Settantatreesima stagione della IUC

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Anna Caterina AntonacciAntonacciRoma Sabato 14 ottobre alle 17.30 s’inaugura la settantatreesima stagione della IUC nella prestigiosa sede dell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma. Quest’importante appuntamento è dedicato alla musica del Seicento e ne è protagonista il soprano Anna Caterina Antonacci, una star internazionale suo malgrado – si potrebbe dire – perché “si dedica interamente alla musica, non a recitare la parte della prima donna”, come ha affermato un suo grande ammiratore, Riccardo Muti. La sua fortissima personalità d’interprete la spinge a crearsi un repertorio raro e raffinato, ma di grande impatto drammatico, di cui offre un esempio perfetto questo suo concerto. Con lei sarà Accademia degli Astrusi diretta da Federico Ferri, un ensemble strumentale con cui collabora spesso.La Antonacci canta nei principali teatri internazionali, dalla Scala di Milano all’Opéra di Parigi, dal Covent Garden di Londra a Monaco di Baviera, Amburgo, Bruxelles, Barcellona, San Francisco, New York. A Roma si è esibita sia all’Opera che all’Accademia di Santa Cecilia, ma ha riservato alla IUC le sue apparizioni più recenti.In questo concerto interpreterà tutti e tre i ruoli del Combattimento di Tancredi e Clorinda, capolavoro di Claudio Monteverdi, realizzando un vero tour de force non solo vocale ma anche emotivo, per la difficoltà di passare continuamente da un personaggio all’altro. Questo madrigale in “stile rappresentativo”, che evoca Accademia degli Astrusiun’azione drammatica senza però richiedere una vera e propria rappresentazione teatrale, mette in musica uno degli episodi più celebri della “Gerusalemme liberata”.
Un altro personaggio del poema di Torquato Tasso, la maga Armida, è la protagonista dell’omonima tragédie lyrique di Jean Baptiste Lully: lo stile nobilmente declamatorio di questa musica darà modo alla Antonacci di far valere le doti di grande tragédienne per cui è ammirata in Francia, ma che gli italiani ancora non conoscono, perché non ha cantato Lully in Italia prima d’ora.
Il concerto è dedicato non solo alla Gerusalemme terrena del Tasso ma anche a quella celeste della Bibbia: saranno infatti presentate in prima esecuzione moderna due Lamentazioni per la Settimana Santa di Giovanni Paolo Colonna, che fu stimatissimo maestro di cappella a San Petronio di Bologna, uno dei principali centri musicali dell’epoca.Completano il programma musiche strumentali di raro ascolto di Arcangelo Corelli (una vera gemma è la Sinfonia da lui scritta per l’oratorio S. Beatrice d’Este del compositore romano Giovan Battista Lulier) e Heinrich Ignaz Franz Biber, nell’esecuzione di Federico Ferri e dell’Accademia degli Astrusi. (foto: Anna Caterina Antonacci, Accademia degli Astrusi)

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Mostra dal titolo “Ambrogio Lorenzetti”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

lorenzettiSiena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia d’inaugurazione il 20 ottobre, e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana e si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia.La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri: il ciclo di affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi, e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.
In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale (nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, scrisse Ghiberti); il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.
Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca, è ancora poco noto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati, infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le Allegorie e gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo in città e nel suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi ha messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche. Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua straordinaria attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate (saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalle Gallerie degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dal Yale University Art Gallery) – ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.
Il percorso espositivo della mostra sarà arricchito inoltre dalla presenza di un’audioguida in più lingue e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo.La mostra è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, curatori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre l’allestitimento sarà progettato dallo Studio Guicciardini&Magni. (foto: lorenzetti)

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43ª Stagione concertistica dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Orchestra Sinfonica AbruzzeseAquila. La 43ª Stagione concertistica verrà inaugurata sabato 21 ottobre 2017 alle ore 18 presso il Ridotto del Teatro Comunale “V. Antonellini” con il pianista russo americano Alexander Kobrin, vincitore dei concorsi internazionali Busoni e Van Cliburn, che, diretto dal tedesco Alexander Mayer, eseguirà il celeberrimo Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Tchaikovsky. Il concerto sarà eccezionalmente presentato in anteprima, venerdì 20 ottobre alle ore 21, in una serata dedicata dall’ISA in collaborazione con BNL a una importante iniziativa di solidarietà, la raccolta fondi per la ricerca di Telethon (biglietti presso le agenzie BNL). In cartellone 23 concerti in abbonamento, ospiti di livello internazionale, con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese protagonista di 18 diversi programmi sinfonici. Molte le novità che verranno proposte al pubblico aquilano e a quello delle stagioni concertistiche che ospiteranno l’OSA in regione (Teramo, Atri, Lanciano, Sulmona, Avezzano, Pescara, Ortona, Orsogna) e in Centro Italia (tra cui Roma, Ascoli Piceno, Terni, Campobasso).
Si rafforza quest’anno la presenza dell’ISA in regione con la nuova Stagione Musica e Danza del Teatro Comunale di Teramo, in collaborazione con ACS Abruzzo Circuito Spettacolo: 5 concerti uno al mese dal 22 ottobre al 13 aprile per i quali sono attualmente in vendita abbonamenti. Confermata poi la seconda stagione concertistica ISA nello storico Teatro Comunale di Atri, in collaborazione con il Comune e l’Associazione Tudini: 5 appuntamenti fino a marzo 2018.
Chloë HanslipLuigi Piovano_direttoreCosì il direttore artistico dell’ISA, la prof.ssa Luisa Prayer: “La 43ª stagione conferma all’ISA il suo ruolo di fulcro della vita musicale italiana oltre che regionale, con una programmazione di ampio respiro che dà voce alle nostre eccellenze. Escludendo quelle della Capitale, questa è l’unica stagione offerta da una orchestra sinfonica stabile a una vasta area confinante che va dal Lazio, all’Umbria, all’Abruzzo e al Molise e ciò è un primato e un vanto della nostra Regione.”
Non mancheranno eventi straordinari come il Gala lirico sinfonico di fine d’anno (23 dicembre) che l’ISA porterà in tour in diversi teatri della Regione: il basso pescarese Alessandro Guerzoni e la star della lirica internazionale, il soprano viennese Martina Serafin, di casa alla Scala, al Metropolitan di New York e alla Staatsoper di Vienna, saranno protagonisti di una produzione di grande fascino con la quale i due artisti vogliono dare un significativo contributo, insieme all’OSA, alla vita dei teatri abruzzesi. Per questo Gala il fotografo artista Gino Di Paolo firma una scenografia video che darà risalto spettacolare al tradizionale appuntamento concertistico di fine d’anno.
Martina Serafin_sopranoAlexander Mayer_direttoreAltro evento straordinario in stagione sarà la prima assoluta di uno spettacolo musicale e teatrale, De rerum Natura, giovedì 16 novembre alle ore 19, realizzato in coproduzione con il festival Nuova Consonanza e il Roma Europa Festival, e che sarà replicato a Roma il 17 e 18 novembre: protagonista il grande Roberto Herlitzka, decano della scena teatrale italiana, che reciterà accompagnato da musiche scritte appositamente da Ivan Vandor, Matteo D’Amico, Lamberto Macchi e Enrico Marocchini, direttore della produzione.
Imperdibile anche l’appuntamento del 17 febbraio: un concerto di jazz sinfonico con musiche di Duke Ellington, dedicato a Martin Luther King, a 50 anni dalla morte. Insieme all’OSA, la Big Band del Conservatorio “A. Casella” e numerosi solisti jazz, direttori Bruno Tommaso e Massimiliano Caporale. Guida all’ascolto dello storico del jazz Luca Bragalini.
Invariati i prezzi degli abbonamenti rispetto allo scorso anno. Intero € 100, ridotto € 80 (over 65, sconto gruppi familiari e abbonati di altre stagioni concertistiche), € 50 per giovani fino a 26 anni, studenti. I titoli saranno in vendita dal 9 al 26 ottobre presso il Botteghino del Ridotto Comunale “V. Antonellini”. Orari dal lunedì al venerdì: 9 – 13 e 16 – 18, sabato mattina 10 – 12. Biglietti: concerto inaugurale: € 12, under 26 e studenti € 8. Tutti gli altri concerti: interi € 10, ridotti € 8 e giovani € 5. http://www.sinfonicaabruzzese.it (foto: Orchestra Sinfonica Abruzzese, Chloe Hanslip_violinista, Luigi Piovano_direttore, Martina Serafin_soprano, Alexander Mayer_direttore)

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Mostra “1938 La storia” nello 80° anniversario delle Leggi Razziali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

shoah-iLunedì 16 ottobre 2017 alle ore 12.00 la Fondazione Museo della Shoah di Roma presenta alla stampa, presso la Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia, 29 la mostra “1938 – La storia”, a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger realizzata in occasione dell’80esimo anniversario della promulgazione delle Leggi Razziali in Italia.
Intervengono Mario Venezia – Presidente Fondazione Museo della Shoah Marcello Pezzetti – curatore della mostra Sara Berger – curatore della mostraAttraverso fotografie, manifesti, documenti, giornali, oggetti e filmati, in gran parte inediti verrà ricordato uno dei periodi più bui della storia d’Italia (1938-1943).
La mostra si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni, dell’Attività Culturali e del Turismo, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Lazio, di Roma Capitale, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e della Comunità Ebraica di Roma. Organizzazione generale: C.O.R. Creare Organizzare.

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Convegno su “Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Roma 28 ottobre nella Sala Congressi via Rieti dalle 8.30 alle 19 convegno su ‘Narrazione, trauma e salute: dall’individuo alla società. La sfida è intercettare l’impatto del trauma il più precocemente possibile, non solo quando si presentano dei quadri clinici molto compromessi e complessi”. Con questo intento Vittoria Ardino, presidente della Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico (Sisst), promuove insieme all’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO) e al Dipartimento di studi umanistici e internazionali dell’Università di Urbino (Discui) un convegno internazionale gratuito.
“Il contesto italiano deve uscire da un isolamento di tematiche che si esaurisce nello studiare il trauma per possedere solo alcune tecniche psicoterapeutiche. Lo studio dell’impatto del trauma- chiarisce Ardino- tocca diversi aspetti dell’individuo, per questo motivo il campo non può essere ristretto alla clinica, ma deve aprirsi alla prevenzione per identificare e intercettare l’impatto che l’esperienza traumatica ha sull’individuo e sulla società. Un tema sul quale l’Italia è ancora molto indietro”, denuncia la presidente della Sisst.
Questo significa “far parlare diversi professionisti”. Infatti, al convegno parteciperanno tanti esperti in settori differenti: psicoterapeuti, neuropsichiatri, docenti universitari, pediatri, un antropologo, un sociologo esperto di migrazioni e un avvocato che si occupa da anni di advocacy per la Fondazione Terre des Hommes Italia. La conferenza sarà, infatti, l’occasione per presentare proprio una ricerca congiunta della Sisst e della Fondazione Terre des Hommes sui costi delle mancate cure psicosociali per i minori migranti: “È uno studio di valutazione economica condotto sui minori stranieri non accompagnati in Italia e Germania. Abbiamo messo a confronto il sistema attuale delle cure psicosociali in questi due paesi con un modello sanitario virtuoso che investe nella prevenzione delle esperienze traumatiche, o delle problematiche legate alla Salute mentale, comportando un risparmio per la società nel lungo periodo. Al convegno mostreremo uno spaccato sulle diverse strategie legate a differenti politiche sociali e sanitarie. La sfida che si pone oggi la psicotraumatologia- continua Ardino- è chiedersi quali modelli di servizio possiamo implementare per intercettare meglio il trauma. Non è più sufficiente limitarsi a quello che avviene in uno studio privato dello psicoterapeuta, deve esserci una risposta sociale e pubblica al trauma”.
La conferenza vedrà la partecipazione di relatori nazionali e internazionali e ha già ricevuto i patrocini dell’European Society for Traumatic Stress Studies (Estss), del Centro interdipartimentale per la ricerca transculturale applicata (Cirta) dell’Università di Urbino e della Fondazione Terre des Hommes Italia. “La presenza della Estss è un segnale importante, così come quella degli esperti dell’IdO grazie alla loro esperienza sui traumi che avvengono nella collettività. Questo ci aiuta- ricorda la presidente della Sisst- a far capire come evolve il trauma nel tempo, qual è la tempistica delle reazioni a livello collettivo per poterle prevenire al meglio”.
Di trauma psicologico si parla da tempo. “Eventi traumatici sono sempre stati presenti in tutte le società e in tutte le epoche storiche. Oggi ne abbiamo una maggiore consapevolezza- fa sapere Ardino- e questo ci permette una riflessione più fine sul tema. È vero che accadono eventi potenzialmente traumatici a livello sociale, ma non dimentichiamo che il grande sommerso del trauma è legato ai traumi intra-familiari”.
Per parlare di trauma, spiega la presidente della Sisst, occorre analizzare tre fattori: l’impatto, la specificità dell’evento e le caratteristiche individuali e sociali. “L’evento di per sé non ci dice niente- afferma la studiosa- dobbiamo sempre leggerlo insieme all’impatto che può avere su un singolo individuo, un gruppo sociale o una famiglia. È chiaro che per essere definito traumatico dovrà rappresentare una minaccia reale e/o percepita di pericolo per l’incolumità e l’integrità fisica e psicologica dell’individuo e/o di un gruppo sociale. È necessario osservare quale sarà l’impatto che questo evento avrà nel lungo periodo a livello individuale e collettivo. Il trauma diventa tale- conclude la presidente della Sisst- quando mette in scacco le risorse individuali e sociali, altrimenti si tratterà solo di un evento molto difficile da affrontare ma comunque superabile”.
Oltre al convegno si svolgeranno anche due workshop il 27 ottobre a Roma, nella sede dell’IdO in via Alessandria 128/b. Il primo dalle 15 alle 18.30 su ‘La Brief Eclectic psychotherapy (BEEP) for PTSD (Disturbo post traumatico da stress) e la Narrative Exposure Therapy (NET)’ che punta ad aprire un focus sulle terapie brevi per i disturbi trauma-correlati con Vittoria Ardino e Mariel Meewisse (in lingua inglese con traduzione); il secondo ‘Tra Psiche e Corpo: Memorie Somatiche e Trauma’, dalle 15.30 alle 18.30 con Tommaso Farma, esponente del board Estss. Il convegno è gratuito, mentre i workshop prevedono un piccolo contributo spese.

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Alleggerire la pressione fiscale alle imprese e alle famiglie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Tasse“L’Italia è considerata, da sempre, il Paese delle piccole e medie imprese. Un indotto certamente non secondario dunque, che ha creato, nei decenni passati, centinaia di migliaia di posti di lavoro. La piccola impresa, risulta essere spesso come una vera e propria famiglia. Il rapporto tra datore di lavoro e dipendente è diretto. Sotto i colpi della pressione fiscale e dell’annientante burocrazia, queste realtà lavorative continuano a sparire”.Così Nunzia De Girolamo, deputata di Forza Italia, commenta i recenti dati forniti dalla Confesercenti e dagli artigiani di Mestre.“Sono stati oltre 500.000 dal 2008 in poi, – prosegue nel suo commento la parlamentare azzurra – le piccole e medie imprese che hanno dovuto cessare la propria attività. Oltre mezzo milione di persone che, tra le altre cose, non gode di alcuna protezione o misura di sostegno al reddito. Cosa sta a significare tutto questo? Che, molto più semplicemente, i 500.000 e oltre imprenditori che hanno chiuso, paradosso del caso, si sono ritrovati senza sostegno da parte dello Stato. È proprio su questo aspetto – incalza ancora la De Girolamo – che dovremmo ragionare, tentando di auspicare ed attuare soluzioni in tempi brevi.Ovviamente, la chiusura di tali realtà imprenditoriali è solo l’effetto. Tassazione massima e burocrazia oppressiva risultano essere, nella stragrande maggioranza dei casi, la vera causa di tutto questo circolo. Internamente alla tassazione si potrebbe ragionare a soluzioni da attuare in tempi brevissimi. La realtà dei fatti, con la quale dobbiamo confrontarci, è che una percentuale non secondaria di piccole e medie imprese, ha portato la produzione fuori dal nostro Paese. L’obiettivo principale dell’imprenditore risulta essere – prosegue la parlamentare azzurra – la massimizzazione del profitto, quindi maggiori ricavi finali.Mi sembra altresì evidente che per raggiungere tele obiettivo i costi debbano essere i minori possibili. Tra le spese da sostenere si possono annoverare anche le tasse da versare. La drastica caduta dell’occupazione autonoma, come si evince dai dati diramati dalla Confesercenti, nel secondo trimestre 2017 a quota 5,363 milioni, dai 5,877 milioni del 2008, riguarda praticamente ogni profilo professionale. Calano i titolari di attività imprenditoriali in senso stretto, più che decimati anche i lavoratori in proprio, che nel 2017 sono complessivamente 3,182 milioni, circa 453mila in meno rispetto al 2008. Ancora più impressionante sono i dati diramati dalla Cgia di Mestre, che attestano al 25% il numero delle famiglie con reddito da lavoro autonomo che si sono trovate in serie difficoltà economiche. Il mio impegno per la Legge di Bilancio 2018 sarà il massimo – conclude Nunzia De Girolamo – avanzerò proposte per alleggerire la pressione fiscale su famiglie ed imprese nonché per ridurre gli oneri burocratici a carico soprattutto delle piccole e medie imprese”.

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Assemblea pastorale “Chiesa e giovani”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

Corrado LoreficePalermo. “Parlare dei giovani non significa parlare di un settore specifico, ma di una Chiesa che si ripensa a partire dalla gioia del Vangelo nel discernimento dello Spirito. I giovani sono parte integrante della Chiesa e per questo occorre mettersi in ascolto della sensibilità, della fede e anche dei dubbi e delle loro critiche”. Ad affermarlo l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice che ha aperto l’assemblea ecclesiale di inizio d’anno pastorale 2017/2018 che si è svolta al Teatro don Orione sul tema: “Chiesa e giovani”. Il momento di riflessione è stato organizzato in preparazione del prossimo Sinodo dei Vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” che si svolgerà in ottobre del prossimo anno. “La Chiesa intende mettersi in ascolto dei giovani”. E’ quanto emerso dalla relazione su “La Chiesa per i giovani” svolta da don Giuseppe Ruta, Ispettore dei Salesiani di Sicilia, il quale ha evidenziato che occorre fare spazio ai giovani. Indifferenza, mutua ignoranza, scontro, incontro, collisione, sono alcune caratteristiche del rapporto Chiesa – Giovani. “Chiesa e giovani, debbono essere compagni di viaggio – ha detto – e passare dai pregiudizi alla comprensione. I giovani sono chiamati a ringiovanire il volto della Chiesa e ad essere profezia di una chiesa giovane”.E’ seguita quindi la relazione di Marta Corsale, giovane studentessa universitaria su: “I giovani e la Chiesa” che ha portato in assemblea una riflessione condotta sui giovani impegnati e i cosiddetti “lontani” che è stata curata dal Servizio di Pastorale Giovanile. Interessante il dibattito che è emerso successivamente nel corso del quale si sono alternati diversi partecipanti i quali hanno posto le loro domande ai relatori.
Nel corso dell’assemblea è stata pure distribuita la prima lettera pastorale dell’Arcivescovo e la nuova rivista diocesana “Il Poliedro” che come annunciato da direttore dell’Ufficio Pastorale, don Carmelo Torcivia, sostituirà ”Pastorale Palermo”.

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Banche: rischi insolvenza e norme europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

banca europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dopo l’emanazione della direttiva BRRD, meglio nota come ‘direttiva bail-in’, che è quasi riuscita a far fallire l’intero sistema bancario italiano, l’Europa intende ora emanare nuove regole draconiane in grado di provocare effetti devastanti sui già disastrati istituti di credito italiani. Questa volta, il pericolo arriva direttamente dall’organismo di Vigilanza della Banca Centrale Europea, il quale ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre regole molto restrittive sulla gestione dei crediti deteriorati detenuti dalle banche, i famosi NPL (Non performing loans). Se queste regole dovessero davvero passare, dal prossimo gennaio le svalutazioni diventerebbero automatiche e, dopo sette anni, il valore di un credito deteriorato di tipo ‘secured’ dovrà essere automaticamente azzerato, nonostante la presenza di garanzie.Per le banche italiane, nei cui bilanci si trovano attualmente il 25% di tutti gli NPL europei, sarebbe una vera ecatombe. La prudenzialità richiesta per far fronte al rischio insolvenza diventerebbe, infatti, talmente elevata da bloccare completamente il mercato dei prestiti a famiglie e imprese.
Il canale del credito italiano si bloccherebbe del tutto, con effetti devastanti per l’economia italiana. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal collega Enrico Zanetti, quando afferma che l’effetto delle nuove norme imposte dalla BCE sarebbe quello di azzerare del tutto i prestiti alle Pmi. E ci uniamo alle preoccupazioni giustamente espresse a riguardo anche da Confidustria e ABI.Per questi motivi, riteniamo che queste nuove regole assurde non debbano essere introdotte nel tessuto normativo comunitario ed invitiamo quindi il Governo italiano ad effettuare le dovute pressioni politiche nelle opportune sedi europee, affinché si eviti la ripetizione di quanto già accaduto con il disastroso recepimento della direttiva bail-in”.

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Strengthened democratic control over EU police cooperation increases legitimacy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

european parliamentBruxelles. The inaugural meeting of the Joint Parliamentary Scrutiny Group on the EU police agency Europol was opened at the European Parliament in Brussels on Monday afternoon. The Scrutiny group gathers national MPs from all member states and MEPs in order to discuss and monitor Europol’s activities. Stronger democratic scrutiny was a key objective for the European Parliament in the negotiations with EU Ministers on the Europol regulation adopted in May 2016.The scrutiny group is a result of these new rules in order to “politically monitor Europol’s activities in fulfilling its mission”, with particular attention to respect of fundamental rights and personal freedoms. Civil Liberties Committee Chair Claude Moraes who chaired the opening (S&D, UK) said:”Today’s first meeting of the Joint Parliamentary Scrutiny Group of Europol marks a very important step towards strengthening the democratic governance of the European Union. This Group, which brings together members from the European Parliament and national parliaments, will have an essential role in monitoring the activities of Europol, which is one of the most successful policing and security organisations anywhere in the world. Our task will be vital to ensure that all of the agencies’ activities are fully in line with fundamental rights and freedoms.”
Parliament’s lead MEP on Europol Agustín Díaz de Mera (EPP, ES) added that:“The establishment of the Joint Parliamentary Scrutiny Group, with representatives of the EP and the national parliaments, increases Europol’s legitimacy, trust, effectiveness and transparency”.

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SES GS to Provide More MEO-enabled SATCOM Solutions for U.S. Government

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

sesSES announced today that its wholly owned subsidiary, SES Government Solutions (SES GS), has won several key contracts to provide critically important managed network services leveraging SES’s unique high throughput, low latency Medium Earth Orbit (MEO) O3b satellite network capabilities. By the end of 2017, SES GS will be delivering nearly 4 Gigabits per second of managed O3b services supporting 13 sites globally to customers ranging from the Department of Defense (DoD) to the National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA).The U.S. Government (USG) has already deployed and integrated MEO-enabled solutions to multiple locations worldwide. These locations utilize the distinctive and unique performance parameters offered by the O3b-enabled solution.USG customers have leveraged SES’s MEO capabilities to satisfy requirements that vary from niche services, such as large file transfer or backhaul of “big data”, to providing backbone services to support an entire enterprise. The low latency features of SES’s MEO-enabled network are also important as they enable the USG to take advantage of cloud-based applications.Demand for MEO services for defense and security applications is on the rise, with a recent Department of Defense Request for Information (RFI) further demonstrating the USG need for expanded low latency capabilities. SES’s innovative approach to provide resilient commercial satellite capacity has the potential to dramatically improve the ability of the USG to satisfy challenging communications and data-centric applications.“2017 has been an exceptional year for SES GS, supporting U.S. Government customers with ground-breaking satellite communication services,” said Pete Hoene, President and CEO of SES Government Solutions. “As we look at the emerging U.S. Government requirements for a more resilient National Security architecture, the combination of both SES’s MEO and GEO solutions are clear differentiators. Our USG customers are looking for secure and scalable global connectivity, which our MEO and GEO fleet provides. We are proud of our position as a trusted industry partner and look forward to contributing to future efforts as the SES MEO fleet continues to expand, with additional O3b satellites scheduled for launch in 2018 and 2019, followed by the O3b mPOWER system a few years later.” (photo: ses)

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