Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

Banche: rischi insolvenza e norme europee

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

banca europeaDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Dopo l’emanazione della direttiva BRRD, meglio nota come ‘direttiva bail-in’, che è quasi riuscita a far fallire l’intero sistema bancario italiano, l’Europa intende ora emanare nuove regole draconiane in grado di provocare effetti devastanti sui già disastrati istituti di credito italiani. Questa volta, il pericolo arriva direttamente dall’organismo di Vigilanza della Banca Centrale Europea, il quale ha annunciato di essere intenzionato ad introdurre regole molto restrittive sulla gestione dei crediti deteriorati detenuti dalle banche, i famosi NPL (Non performing loans). Se queste regole dovessero davvero passare, dal prossimo gennaio le svalutazioni diventerebbero automatiche e, dopo sette anni, il valore di un credito deteriorato di tipo ‘secured’ dovrà essere automaticamente azzerato, nonostante la presenza di garanzie.Per le banche italiane, nei cui bilanci si trovano attualmente il 25% di tutti gli NPL europei, sarebbe una vera ecatombe. La prudenzialità richiesta per far fronte al rischio insolvenza diventerebbe, infatti, talmente elevata da bloccare completamente il mercato dei prestiti a famiglie e imprese.
Il canale del credito italiano si bloccherebbe del tutto, con effetti devastanti per l’economia italiana. Siamo d’accordo, quindi, con quanto affermato dal collega Enrico Zanetti, quando afferma che l’effetto delle nuove norme imposte dalla BCE sarebbe quello di azzerare del tutto i prestiti alle Pmi. E ci uniamo alle preoccupazioni giustamente espresse a riguardo anche da Confidustria e ABI.Per questi motivi, riteniamo che queste nuove regole assurde non debbano essere introdotte nel tessuto normativo comunitario ed invitiamo quindi il Governo italiano ad effettuare le dovute pressioni politiche nelle opportune sedi europee, affinché si eviti la ripetizione di quanto già accaduto con il disastroso recepimento della direttiva bail-in”.

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