Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

La mia Europa: non per amore ma per interesse

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

europaIl caso Catalogna di questi giorni mi fa riflettere. La focalizzazione riguarda l’atteggiamento assunto dalle autorità europee. Davanti a una crisi lasciata incancrenire sino al punto di “aperta ribellione” ai dettati costituzionali spagnoli sull’unità nazionale e alla scomposta reazione del Governo centrale, mi chiedo se non si poteva fare qualcosa prima di arrivare al punto in cui siamo. Dove abbiamo lasciato il principio di autodeterminazione dei popoli? Perché fa tanta paura il “separatismo regionale?” Per contro ci imbattiamo con la Brexit della Gran Bretagna che deve fare i conti con gli “unionisti europei” scozzesi e Nord Irlandesi. La prima impressione che ne traggo è che per troppa fretta di allargare i confini dell’Unione Europea abbiamo finito con l’imbarcare anche Stati poco convinti sul piano istituzionale e più interessati ai benefici economici e di mercato che potevano derivarne. Non solo. Le autorità comunitarie oggi non sono più capaci di tenere nascoste le forti divergenze interne che di fatto bloccano il normale funzionamento dell’intero apparato. Si è pensato a una guida autoritaria attraverso la “dittatura economica e finanziaria” dei grandi gruppi bancari e industriali e che avrebbe potuto mettere in ginocchio ogni sia pur modesto tentativo di opposizione. In questo modo, e non troppo inconsapevolmente, si è dato vita a una comunità dove i partner non si amano ma sono uniti per interesse e ben consapevoli che se osano distaccarsi saranno crocifissi dalle fronde economiche e finanziarie che lo stato guida è capace di scatenare contro. E da qui emerge la convinzione che chi comanda è solo uno Stato, quello, guarda caso, economicamente più in salute e che ha tutto l’interesse di coltivare le debolezze altrui nella logica del divide et impera. In questo modo si diventa sudditi nella gerarchia imperiale dei vassalli, valvassori e valvassini. A questo punto una Europa che non si ama o si ama sempre meno ci farà perdere quell’idea romantica e nostalgica di un’Europa unita e solidale dai Pirenei agli Urali. E’ diventata un’Europa autarchica senza anima e sarà destinata prima o poi a implodere. Intanto ci teniamo i nostri piccoli, meschini interessi di bottega. Un domani sarà probabilmente un’altra storia. (Riccardo Alfonso)

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