Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 29 n° 317

Scatti durante le riprese del film Medea

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 ottobre 2017

medeaRoma 20 ottobre 2017, ore 19.30 Accademia d’Ungheria (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) Attraverso gli straordinari fotogrammi di Mario Tursi, questa mostra restituisce più ancora che l’emozione del momento catturato, l’esperienza del sogno della camera oscura, e del potere che essa possiede nelle mani di un poeta. Si tratta degli scatti fatti durante le pause e le riprese del film Medea (1969) di Pier Paolo Pasolini, interprete Maria Callas, e del loro incontro.
Maria Callas viene scelta da Pasolini per interpretare il ruolo di Medea proprio quando la sua parabola esistenziale sembra coincidere tragicamente con quella dell’antica eroina: smarrito il potere magico della sua voce, da poco abbandonata dall’uomo che pensava l’amasse e per il quale ha sacrificato tutto (Onassis si è appena sposato con Jacqueline Kennedy sancendo dopo nove anni la fine definitiva del loro amore), da maga e regina delle scene, divina e potente, è divenuta all’improvviso fragile e vulnerabile: per molti è ormai inesorabilmente avviata sul viale del tramonto, non ha più poteri né regalità né incantamenti.
Per Pier Paolo Pasolini l’incontro con Maria Callas si rivelerà un incontro numinoso, che farà risorgere visioni, susciterà allucinazioni: tutta l’impresa del film Medea prenderà la forma di un viaggio, di una discesa nel regno delle madri. È lo stesso Pasolini a chiedere al fotografo Tursi di catturare, nel volto, nei gesti, nel biancore della pelle di Maria Callas, la visione e il baluginare del terribile, la fine, come sulle soglie di un abisso, di ogni consolazione femminile e di ogni rassicurazione materna.
Le sedute, le riprese, gli scatti, si rivelano una cerimonia evocativa e incantatoria: raramente la macchina fotografica ha mostrato così chiaramente il suo portentoso potere stregonesco.
Fotografie di Lucia Gőbölyös, Eszter Herczeg A cura di Tamás Torma e István Puskás.
L’altra sezione della mostra è costituita dalle immagini di Lucia Gőbölyös e Eszter Herczeg (fotografe ungheresi) che reinterpretano il mito in chiave contemporanea. Le loro opere delineano contesti e situazioni di ruoli femminili e di problematiche legate alla famiglia, sottolineando la presenza/assenza del corpo. Le fotografie sono accompagnate da installazioni site specific. (foto. medea)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: