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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Archive for 14 ottobre 2017

Legge elettorale: una fiducia “usa e getta”

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

elezioniÈ una fiducia mal posta e malriposta quella che il governo ha chiesto e la Camera ha dato alla quinta legge elettorale degli ultimi venticinque anni? A parte ogni (inutile) commento sul ritmo di una diversa normativa ogni legislatura, vero e proprio record mondiale, la risposta è affermativa per entrambi i quesiti. Con una differenza sostanziale: mentre la scelta di mettere la fiducia è contestabile ma comprensibile, quella di votare un simile pasticcio, che non consente agli elettori né di selezionare i propri rappresentati né di determinare la vittoria di qualcuno, non trova scusante alcuna. Neppure quella del cinico egoismo, perché sarà un suicidio collettivo. Già, non ci sarà alcun vincitore alla prossime elezioni, e la nuova legge elettorale non solo non servirà ad impedirlo, ma favorirà l’impasse. Tanto che siamo pronti a scommettere che la Rosati “usa e getta” servirà una volta sola, poi nella prossima legislatura – che si preannuncia breve, o addirittura brevissima – saranno costretti a cambiarla, rafforzando così la nostra posizione nel guinness dei primati. Mixare il sistema proporzionale, che incentiva le identità, con quello maggioritario uninominale, che viceversa incoraggia e facilita le aggregazioni, finisce col favorire la confusione perché complica la possibilità di formare governi di coalizione, salvo non ricorrere a piene mani al trasformismo. Infatti, è assai improbabile, per non dire impossibile, che nell’attuale tripolarismo le aggregazioni che si realizzeranno in sede elettorale per la quota uninominale esprimano un vincitore, e dunque dopo le elezioni si sarà costretti, salvo non tornare subito alle urne, a lavorare a coalizioni diverse, che meglio si sarebbero potute formare se ci fosse stata una scelta netta a favore del proporzionale o del maggioritario. In tutti i casi gli esclusi saranno legittimati a gridare che le scelte degli elettori vengono tradite. Con ciò alimentando il circolo vizioso – in funzione da un quarto di secolo con crescenti risultati – dell’anti-politica. Dunque, sarebbe meglio andare alle urne con corte costituzionalequell’inguardabile accrocchio di due mozziconi di leggi chirurgicamente emendate dalla Corte Costituzionale chiamato “consultellum”? Certamente no. Intervenire era doveroso, come ha chiesto a più riprese il Capo dello Stato, sia per ripristinare il ruolo del Parlamento, cui spetta decidere con quale sistema si debba votare, sia per evitare una abissale differenza tra le modalità di voto di Camera e Senato, che rende assai probabile la formazione di maggioranze diverse tra un’aula e l’altra. Questo, però, non vuol dire che ci si debba accontentare di una legge purchessia. Purtroppo, il Parlamento non è stato capace di approfittare della (giusta) scelta del governo Gentiloni di chiamarsi fuori, lasciandogli campo libero. Prima ha cincischiato, poi ha abortito una brutta copia del sistema tedesco (che comunque sarebbe stato meno peggio di questo) e alla fine si è fatto imporre il voto di fiducia, messo non solo per evitare la guerriglia parlamentare dei 5stelle e di Bersani cui si sarebbe aggiunto il fuoco amico dei franchi tiratori – con 140 emendamenti sottoposti a scrutinio segreto i tempi sarebbero stati eterni e il logoramento politico sicuro – ma anche e soprattutto per tenere al riparo la legge di stabilità, ultimo e decisivo atto della legislatura. Certo che sarebbe stato meglio evitare il voto di fiducia, ma la responsabilità di questo atto inopportuno va data all’ignavia del parlamento e non all’arroganza del governo. Gentiloni ne avrebbe fatto molto volentieri a meno, ma ci è stato costretto. E comunque non è certo al presidente del Consiglio che va ricondotta la responsabilità del merito di questa pessima legge. Insomma, una mediocre pagina parlamentare mette il suggello ad una pessima legge, che procurerà più guai a chi l’ha partorita di quanto ne farà a coloro che ne sono l’obiettivo. La verità è che la politica e il sistema mediatico sono talmente alcolizzati di populismo che da tempo hanno smarrito il raziocinio quando si parla di questi temi. Per esempio, tutti reclamano un sistema elettorale che la sera del voto consacri un vincitore. Ma nessuno dice che c’è differenza tra governo e governabilità. Una legge che preveda un forte premio di maggioranza può sì assicurare che si faccia un governo, e subito, ma è altamente probabile, per non dire sicuro, che quel governo non esprimerà governabilità, perché il suo livello di consenso, e dunque il grado di rappresentanza del Paese, è troppo limitato, tant’è vero che ci è voluto un potente additivo per consentirgli di raggiungere una maggioranza che altrimenti non avrebbe avuto. E dovrebbe essere ovvio che avere un governo incapace di esprimere governabilità non serve a nessuno, tranne alla nomenclatura che ne godrà i benefici. E che, anzi, la frustrazione procurata ai cittadini dall’impotenza mostrata da chi è andato al governo finirà per procurare al Paese nuove dosi di anti-politica, alimentando quel circuito perverso che aveva portato al fatto che nessuno avesse voti sufficienti e che nessuna coalizione fosse stata costruita per tempo. Con la legge Rosato non si è avuto il coraggio di scegliere un additivo così potente da mettere comunque in condizione qualcuno di poter essere vincitore, ma neppure di optare fino in fondo per una modalità proporzionale – pur temperata, come quella in uso in Germania con innegabili risultati – che riconsegna con piena legittimità al Parlamento il compito di formare una maggioranza post elettorale, senza la pretesa – peraltro anti-costituzionale, anche se non è mai stata censurata come tale – di far indicare il nome del candidato premier sulla scheda illudendo l’elettore che lo sta scegliendo direttamente. L’inedita maggioranza Pd, Forza Italia e Lega ha creduto di costruire la ghigliottina per tagliare la testa al fantasma che li ossessiona, quello dei grillini che gli portano via Palazzo Chigi. Ma non è certo truccando i meccanismi che regolano la formazione della rappresentanza che si esorcizza quel fantasma. Anzi. ( Enrico Cisnetto direttore http://www.terzarepubblica.it)

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Quidel to Hold Third Quarter 2017 Financial Results Conference Call on November 1, 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

header-irOn Wednesday, November 1, 2017 following the release of results, Douglas Bryant, president and chief executive officer, and Randy Steward, chief financial officer, will host an investment community conference call beginning at 5:00 p.m. Eastern Time (2:00 p.m. Pacific Time) to discuss the results and answer questions. During the conference call, the company will also discuss business and financial developments and trends. The company’s statements may contain or constitute material information that has not been previously disclosed.A live webcast of the call can be accessed on the Investor Relations section of the Quidel website (http://ir.quidel.com).
Quidel Corporation serves to enhance the health and well-being of people around the globe through the development of diagnostic solutions that can lead to improved patient outcomes and provide economic benefits to the healthcare system. Marketed under the Sofia®, QuickVue®, D3® Direct Detection, Thyretain®, Triage® and InflammaDry® leading brand names, as well as under the new Solana®, AmpliVue® and Lyra® molecular diagnostic brands, Quidel’s products aid in the detection and diagnosis of many critical diseases and conditions, including, among others, influenza, respiratory syncytial virus, Strep A, herpes, pregnancy, thyroid disease and fecal occult blood. Quidel’s recently acquired Triage® system of tests comprises a comprehensive test menu that provides rapid, cost-effective treatment decisions at the point-of-care (POC), offering a diverse immunoassay menu in a variety of tests to provide you with diagnostic answers for quantitative BNP, CK-MB, d-dimer, myoglobin, troponin I and qualitative TOX Drug Screen. Quidel’s research and development engine is also developing a continuum of diagnostic solutions from advanced immunoassay to molecular diagnostic tests to further improve the quality of healthcare in physicians’ offices and hospital and reference laboratories. For more information about Quidel’s comprehensive product portfolio, visit quidel.com.

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1968 – 2018 La Chiesa, il mondo, la famiglia cinquanta anni dopo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

pontificia università gregorianaRoma. Il primo incontro si svolgerà martedì 17 ottobre, alle ore 18:00, Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4, con il Prof. Pier Davide Guenzi (Università Cattolica di Milano) e il gesuita belga Jean-Louis Ska (Pontificio Istituto Biblico) sul tema «Autorità e Coscienza». Sarà poi la volta di «Padri e Figli» (19 dicembre), «Rivoluzione e Riforma» (16 gennaio 2018), «Fede e Chiesa» (17 aprile 2018). Gli incontri si alterneranno con alcuni Forum mensili che permetteranno di approfondire tematiche correlate. Nel 1968 uscirono Introduzione al cristianesimo di Joseph Ratzinger, La Chiesa e il secondo sesso di Mary Daly, e Sulla teologia del mondo di Johann Baptist Metz, mentre a Medellín (Colombia) si riuniva la prima conferenza dell’episcopato latino-americano. Il vento della contestazione soffiò da Berkley (1964) a Praga, influenzata da letture come La peste di Camus e L’uomo a una dimensione di Marcuse, mentre in Vietnam si combatteva la guerra, e crescevano le adesioni pacifiste e per i diritti civili intorno a Martin Luther King, che proprio nel 1968 venne assassinato.
A cinquant’anni dalle suggestioni di quella stagione, il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Pontificia Università Gregoriana organizza il ciclo di incontri pubblici intitolato «1968-2018: per un bilancio teologico sulla chiesa e il mondo» per domandarsi cosa è finito, cosa è rimasto, e cosa ancora deve trovare il suo riconoscimento.
paolo VIIl 1968 fu anche l’anno in cui papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae Vitae. Preparandosi a questo anniversario, la Facoltà di Scienze Sociali e il Dipartimento di Teologia Morale della Gregoriana vogliono riflettere sulla realtà della famiglia, considerando le sue trasformazioni, i suoi bisogni e le sue speranze, nel concerto rispettoso di tutte le parti che la compongono. Il ciclo di nove lezioni pubbliche «Il cammino della famiglia a cinquant’anni da Humanae vitae» prenderà il via giovedì 19 ottobre, alle ore 17, e si concluderà il 24 maggio 2018. Dopo i saluti di P. Jacquineau Azétsop, Decano della Facoltà di Scienze Sociali della Gregoriana, e la presentazione del corso pubblico da parte dei docenti Emilia Palladino e Miguel Yáñez S.I., avrà luogo la prima lezione, condotta da Giuseppe Bonfrate (Dipartimento di Teologia Dogmatica, Gregoriana) e Stella Morra (Dipartimento di Teologia Fondamentale, Gregoriana). Il ciclo affronterà tematiche quali relazioni di coppie e famiglie (16 novembre 2017), Humanae Vitae e Amoris Laetitia (14 dicembre 2017), biotecnologie e controllo della vita (11 gennaio 2018), cambiamenti demografici e modelli di sviluppo (22 febbraio 2018), la multiculturalità (8 marzo 2018), le politiche sociali (12 aprile 2018), il genere (3 maggio 2018), la vita umana (24 maggio 2018).

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USCIB President Says Education Must Upskill Workforce to Stay Ahead of Technological Change

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

cmrubinworld_leadphotoorigNew York, NY United States 784 Park Ave. In a new interview with CMRubinWorld, Peter Robinson, President and CEO of USCIB, says “the guiding principle for government should be to protect and enable/retrain the worker, not protect the job.” Robinson believes that fears over jobsolescence are over-hyped, noting “…there is an established track record…of new technologies creating at least as many new jobs as they displace. Usually these new jobs demand higher skills and provide higher pay.” When asked by C. M. Rubin what the biggest obstacle to employability is, Robinson states that “educational institutions won’t be able to keep pace with new skills demands.” He adds that schools should prioritize the arts and humanities in order to create “T-shaped individuals capable of adapting and going where the demand lies.” The CEO of USCIB explains, “middle-class employees without higher education beyond high school need more established paths to long-term employment.” Robinson calls for increased “partnerships among employers, policy makers, and educational institutions” because “no one sector of society can address this alone.”
Peter M. Robinson has been the CEO and President of the United States Council for International Business (USCIB) since 2005. Established in 1945, USCIB builds awareness among business executives, educators and policy makers related to issues in employment, workforce training and skills management. In his position as co-chair of the B20 Employment and Education Task Force, Robinson has provided significant input to G20 leaders on training for jobs of the future. He also serves on the board of the International Organization of Employers.
CMRubinWorld launched in 2010 to explore what kind of education would prepare students to succeed in a rapidly changing globalized world. Its award-winning series, The Global Search for Education, is a highly regarded trailblazer in the renaissance of 21st century education, and occupies a widely respected place in the pulse of key issues facing every nation and the collective future of all children. It connects today’s top thought leaders with a diverse global audience of parents, students and educators. Its highly readable platform allows for discourse concerning our highest ideals and the sustainable solutions we must engineer to achieve them. C. M. Rubin has produced over 500 interviews and articles discussing an extensive array of topics under a singular vision: when it comes to the world of children, there is always more work to be done.

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Putin abbuona 20 miliardi all’Africa

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

putinLa questione del debito pubblico globale è sempre più scottante. Ovunque la si guardi essa suscita preoccupazione e paura. In generale nei media il debito pubblico è sinonimo di fallimento o di rischio. Non è una valutazione sbagliata poiché nel mondo esso è aumentato da 30 trilioni di dollari del 2007 ai 65 trilioni attuali. È più che raddoppiato in dieci anni. In rapporto al Pil negli Usa il debito pubblico in dieci è passato dal 62,5 al 106%, nell’Eurozona dal 65 al 90%, in Italia dal 100 al 132,5%.
Sono dati che parlano da soli. Ma è sorprendente il silenzio che accompagna le decisioni importanti in merito alla sua riduzione o alla sua cancellazione. È il caso della Russia di Vladimir Putin che ha deciso di cancellare parte del debito contratto dagli stati africani. Come riportato nella pagina web del Cremlino, durante l’incontro pubblico dello scorso 27 settembre con Alpha Conde, presidente della Guinea Conakry e dell’Unione Africana, Putin ha detto che «la Russia sostiene attivamente gli sforzi della comunità internazionale per promuovere lo sviluppo degli Stati africani. Nell’ambito delle iniziative per aiutare i paesi poveri molto indebitati, è stato deciso di cancellare oltre 20 miliardi di debiti ai paesi africani».
Si tratta di una cifra rilevante, cui la Russia ha deciso di rinunciare a beneficio di quei paesi africani, che con grandi sforzi e non poche difficoltà, stanno lavorando per superare il sottosviluppo e l’indigenza di grandi masse popolari. Già nel periodo 1998-2004, quando la Chiesa iniziò la grande campagna del Giubileo sollecitando una moratoria sul debito dei paesi poveri, la Russia cancellò ben 16,5 miliardi di dollari del debito africano.
Putin ha aggiunto che dal 2016 Mosca sostiene i programmi alimentari mondiali e che 5 milioni di dollari di questi aiuti sono destinati per l’Africa. Tra questi vi è anche un interessante progetto dell’agenzia Unido per lo sviluppo dell’agricoltura e della pesca in Etiopia. In verità tutti i paesi Brics sono molto impegnati nello sviluppo economico e sociale e nella modernizzazione delle infrastrutture dell’intero continente africano. I loro summit hanno sempre dedicato molte energie e iniziative mirate all’Africa, nella consapevolezza che non si può prescindere dalla soluzione degli attuali squilibri.
All’ultimo incontro di settembre a Xiamen, in Cina, hanno posto grande enfasi sull’importanza di allargare l’alleanza Brics verso i mercati emergenti e i paesi in via di sviluppo, rafforzando specialmente la cooperazione con l’Africa. In questo contesto, è molto importante la decisione di creare un Centro Regionale Africano all’interno della New Development Bank, la loro banca di sviluppo, e di lanciare un Piano di Azione per l’Innovazione e la Cooperazione soprattutto per l’Africa.
I tanti pseudo esperti occidentali, purtroppo, sembra si stiano agitando per dimostrare che le decisioni della Russia e in generale dei Brics non sono altro che interessate operazioni per penetrare nel continente nero. Potrebbe anche esserci del vero. Ma i paesi europei e l’Unione europea dovrebbero spiegare perché stanno perdendo il loro naturale ruolo di amicizia e di cooperazione cui erano chiamati. Forse perché non hanno mai corretto l’arroganza propria del neocolonialismo? O forse perché mantengono un approccio prevalentemente improntato al massimo profitto e al liberismo più sfrenato? Noi pensiamo che l’approccio sia sbagliato.
Al riguardo si ricordi che, per esempio, a più di 50 anni dalla dichiarazione di indipendenza dei Paesi francofoni dalla Francia, la loro moneta è ancora stampata a Parigi ed è totalmente controllata dalla Banque de France! Del resto non è un caso che anche la Chiesa, con l’enciclica Populorum Progressio di papa Paolo VI, abbia a suo tempo indicato la giusta strada per la riduzione del debito e per lo sviluppo dei popoli, denunciando, tra l’altro, «l’imperialismo internazionale del denaro». Si può costatare che la Chiesa è sempre stata molto attenta a queste problematiche economiche e sociali. I documenti del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace «Al servizio della Comunità umana: un approccio etico al debito internazionale» (1986) e «Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale» (2011) sono chiari ed eloquenti.
Anche l’Italia e le nostre imprese, purtroppo, pur avendo un’attitudine più cooperativa, e godendo di una certa simpatia in molte parti dell’Africa, non riescono ad esprimere una politica economica e culturale innovativa e più orientata allo sviluppo vero. Questo è il «secolo africano» che riteniamo debba essere affrontato con impegno maggiore e diverso nei 54 paesi che fanno parte dell’Africa.(di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Zurich sui rischi connessi alla perdita del reddito da lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

infortuni-lavoroIn Italia la domanda di prevenzione si conferma bassa soprattutto fra le categorie maggiormente esposte al rischio. Di seguito i principali risultati emersi dalla ricerca:
Migliori sono le condizioni economiche, maggiore è la consapevolezza e la propensione a cercare soluzioni per prevenire il rischio legato alla riduzione o alla perdita del reddito da lavoro; tra i giovani, anche a causa della precarietà delle condizioni lavorative, e tra i cittadini con reddito più basso, la domanda di assicurazione diminuisce sensibilmente, nonostante l’esposizione al rischio sia maggiore proprio per queste categorie;
aver vissuto in prima persona la perdita del reddito da lavoro è un elemento decisivo per avviare una formula di protezione; si tratta, tuttavia, di un comportamento reattivo meno efficace rispetto alla prevenzione. Il report sottolinea, difatti, l’importanza di diffondere una cultura di protezione volta ad anticipare il possibile rischio, sia attraverso la sottoscrizione di soluzioni assicurative ad hoc, che devono essere chiare e trasparenti, sia attraverso la diffusione di uno stile di vita sano, anche all’interno degli ambienti aziendali, che riduca le probabilità che il rischio si verifichi;
esiste un gap di genere nella propensione a proteggersi; la domanda di assicurazione è difatti superiore fra la popolazione maschile, trend motivato dal fatto che gli uomini sono ancora i principali percettori del reddito. Questo suona come un campanello d’allarme perché sono proprio le donne (insieme agli anziani) la fetta di popolazione maggiormente colpita da limiti funzionali che comportano una perdita o una riduzione del reddito. (foto: ThinkstockPhotos)

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Memoria della deportazione degli ebrei di Roma

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

auschwitz-ii-birkenau-4Roma Domenica 15 ottobre 2017, alle ore 18.30 Una marcia silenziosa si snoderà a ritroso da Piazza S. Maria in Trastevere lungo il percorso dei deportati di quel 16 ottobre 1943, che dal quartiere ebraico furono condotti al Collegio militare a Trastevere prima di essere imprigionati nei treni con destinazione Auschwitz-Birkenau fino al Portico di Ottavia.
Il 16 ottobre 1943, durante l’occupazione nazista di Roma, oltre 1.000 ebrei romani furono presi e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Solo un esiguo numero, 16 persone, tra cui una sola donna, tornarono alle loro case. A 74 anni dalla deportazione degli ebrei romani, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Roma, come ogni anno dal 1994, ricordano questo tragico momento della vita della città con un “pellegrinaggio della memoria”.
Il ricordo del 16 ottobre 1943 è un fatto decisivo per rafforzare la coesione sociale di Roma, in un momento segnato da risorgenti episodi di razzismo, ed è significativa la presenza, crescente lungo gli anni, di giovani – studenti delle scuole e università romane – e di immigrati “nuovi italiani”, insieme a cittadini di ogni età. La marcia silenziosa per le vie di Trastevere e del quartiere ebraico sarà accompagnata da alcuni cartelli con i nomi dei campi di concentramento nazisti e si concluderà presso il Tempio maggiore di Roma con gli interventi di alcune personalità.

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Dossier Statistico Immigrazione 2017

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

immigrazione-via-mareRoma, 26 ottobre 2017 alle ore 10.30 presso il nuovo teatro Orione vicino alla centralissima Piazza Re di Roma, e, nello stesso giorno, si svolgeranno anche presentazioni in tutte le Regioni e Province Autonome d’Italia ad opera delle redazioni regionali del Dossier Statistico Immigrazione 2017.
Durante questi eventi, in contemporanea e successivi, lo scopo è di fornire un’informazione corretta e quanto più possibile completa sul fenomeno migratorio in Italia, pur così vasto e complesso. Per la passata edizione del Dossier gli eventi di presentazione sono stati 115, numero che quest’anno si intende ampliare in collaborazione con una rete di associazioni coordinate dall’Ong Amref nell’ambito del progetto “Voci di confine”, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, in considerazione della crescente necessità di una narrazione corretta della migrazione, che contribuisca a evitare derive xenofobe e intolleranti.
In tutti gli eventi è prevista la distribuzione gratuita del rapporto grazie al contributo che i Centri Studi Idos e Confronti, curatori del Dossier, hanno ottenuto dall’Otto per Mille della Tavola Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi. Negli anni immediatamente precedenti, l’opera è stata realizzata con i fondi dell’Unar, che anche quest’anno ha assicurato la propria collaborazione.
Nel 2017 cade anche il ventesimo anniversario della morte di mons. Luigi Di Liegro, scomparso il 12 ottobre 1997, il quale, come indimenticato fondatore della Caritas di Roma e propugnatore della solidarietà nei confronti degli immigrati, oltre che di ogni altra persona in situazione o a rischio di emarginazione, fu convinto sostenitore del Dossier. La sua figura, tenuta viva a Roma dall’omonima Fondazione, verrà commemorata da Idos e da Confronti in questa occasione.
Il Dossier, nato nel 1991 per raccogliere e commentare quanti più dati disponibili sul fenomeno migratorio, ha impegnato quest’anno più di 130 autori del mondo accademico, sociale, associativo e istituzionale, i quali hanno contribuito a redigere le varie parti del volume (internazionale, nazionale e regionali), con il supporto dei dati statistici più aggiornati relativi a molteplici e importanti aspetti che riguardano gli immigrati in Italia.
Alla presentazione di Roma, cui parteciperà Mauro Biani con una rassegna appositamente predisposta di sue vignette, interverrà Luca Anziani, vice moderatore della Chiesa Valdese che, sostenendo questo progetto, ha inteso promuovere una maggiore sensibilizzazione sia verso gli immigrati e i richiedenti asilo sia nei confronti del dialogo inter-religioso. In un contesto sociale così profondamente diviso al suo interno su questi temi, due voci cercheranno di far capire meglio le ragioni dell’apertura: Insaf Dimassi, studentessa presso la Facoltà di Scienze Politiche Internazionali a Bologna, rappresentante delle seconde generazioni candidate alla cittadinanza italiana, e don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, infaticabile animatore dell’impegno sociale e amico di vecchia data di mons. Di Liegro. A concludere sarà, come sempre, un rappresentante delle istituzioni, di cui si sta aspettando la conferma. La campagna di sensibilizzazione potrà avvalersi anche di una scheda sintetica sui dati più significativi del Dossier, che sarà messa a disposizione di quanti la richiederanno, oltre che di una presentazione in slide del volume e altro materiale di supporto per i giornalisti.
Ugo Melchionda e Claudio Paravati, nell’Introduzione del rapporto scritta congiuntamente, invitano a guardare all’immigrazione come a uno dei fattori chiave dello sviluppo umano, sociale, demografico ed economico, non solo dei paesi del Sud del mondo ma anche per gli stessi paesi di destinazione. Un’ottica, questa, che trova conforto proprio nei contenuti del Dossier.

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Quando il cuore si ammala per troppa felicità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

ZurigoZURIGO. Si può morire di crepacuore ma anche per troppa felicità. E’ la conclusione di uno studio commentato da Thomas F. Lüscher, Direttore della Divisione di Cardiologia all’Ospedale Universitario di Zurigo, Svizzera, durante il meeting “Hot topic in cardiology” promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e svoltosi recentemente nella città svizzera.
«E’ da quasi trent’anni che il cardiologo giapponese Keigo Dote ha descritto la sindrome di Takotsubo» esordisce Lüscher. «Si tratta di una condizione acuta che può apparire come un attacco cardiaco, con forte dolore al petto e mancanza di fiato, ma agli esami i medici non trovano ostruzioni nelle arterie del cuore e solo un’angiografia alle coronarie conferma la diagnosi». Cosa succede quindi? Lo spiega Paolo G. Camici, Professore di Cardiologia, Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Cardiovascolari dell’Università Vita-Salute San Raffaele e Responsabile del Centro per le Malattie del Miocardio dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele a Milano: «Uno stress emozionale può provocare un’eccessiva stimolazione del sistema nervoso e una quantità troppo elevata di adrenalina. Questo ormone se in eccesso può causare una disfunzione del microcircolo del cuore, un’alterazione del ritmo del cuore, sindrome di Takotsubo e morte improvvisa». Finora i medici ritenevano che gli stress emozionali fossero unicamente negativi: rabbia, frustrazione, paura, un lutto, una separazione. Recenti studi, invece, hanno evidenziato che anche una forte emozione positiva può portare a un arresto cardiaco, anche se i casi sono minori.
Sia che le emozioni siano positive o negative sono quasi esclusivamente le donne, in particolare in menopausa, a essere colpite dalla sindrome di Takotsubo. In caso di emozioni negative, nove casi su dieci riguardano donne, anche se il primo episodio storico riguarda un uomo, atleta e campione dell’Antica Grecia.Diagora di Rodi era era famoso per la formidabile forza fisica e per il talento atletico, che gli permisero di vincere in tutti i quattro giochi panellenici. La sua impresa più famosa fu comunque la vittoria nella gara di pugilato dei giochi olimpici del 464 a.C., a seguito della quale gli fu dedicata la VII olimpica di Pindaro, venne celebrato come un eroe a Rodi e gli venne eretta una statua ad Olimpia. Diagora ebbe tre figli maschi, i quali nello stesso giorno vinsero le olimpiadi, uno nel pugilato, uno nel pancrazio e uno nella lotta. Come racconta Aulo Gellio, al termine delle gare i figli issarono Diagora sulle proprie spalle per portarlo in trionfo, ma la gioia di Diagora per le vittorie dei figli fu tale che dopo aver ricevuto i loro festeggiamenti morì.
Prevalenza assolutamente femminile invece nello studio realizzato da Jelena-Rima Ghadri, dell’Ospedale Universitario di Zurigo, Svizzera, e pubblicato sull’European Heart Journal, rivista della Società europea di cardiologia. Su 485 persone colpite dalla sindrome di Takotsubo osservate, in venti la sindrome era stata provocata da emozioni positive: compleanno, matrimonio di un figlio, diventare nonna, ricevere una festa a sorpresa, vincere al casinò, una visita inattesa da una persona cara. Di queste, diciannove su venti erano donne.
«I sintomi erano simili a quelli riferiti dalle persone con sindrome di Takotsubo provocata da emozioni negative, cioè dolore al petto e mancanza di fiato, e anche il cuore si manifestava agli esami e ai test nello stessa caratteristica forma» commenta Lüscher. «Il nome della sindrome infatti deriva dalla forma che il ventricolo sinistro del cuore assume: l’estremità arrotondata e il collo sottile al termine dalla fase sistolica (contrazione), forma che ricorda la trappola per polpi, lo “tako-tsubo” appunto, usata in Giappone. I medici dovrebbero considerare questo aspetto quando in pronto soccorso arriva una paziente con sintomi di attacco cardiaco dopo una forte emozione: potrebbe non trattarsi di infarto ma di sindrome di Takotsubo. Una diagnosi precoce consente di trattare subito la sindrome con farmaci efficaci e ridurre drasticamente il rischio che questa condizione possa provocare la morte della paziente».

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Lussazione della spalla e tecnica mini invasiva

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

Marco MaiottiCosa accomuna il calciatore Giuseppe Rossi, il quattro volte campione italiano di Judo Walter Facente o il motociclista Marc Marquez? Campioni sportivi con problemi d’instabilità alla spalla[1], l’articolazione più mobile del corpo umano e proprio per la sua struttura anatomica, la più instabile. Le sue lesioni sono spesso di natura traumatica, con una maggiore incidenza tra i giovani, soprattutto sportivi. Se queste lesioni non vengono riparate chirurgicamente è molto probabile che si vada incontro a delle lussazioni ripetute, recidivanti, determinate non più da una caduta o da un evento traumatico acuto, ma dai semplici movimenti quotidiani, ad esempio mentre si praticano attività sportive o addirittura durante il sonno. Trattare la lussazione della spalla per via artroscopica, nei casi di instabilità cronica, con un metodo più efficace di altri trattamenti chirurgici, meno invasivo e tutto “made In Italy”, che permetta una ripresa funzionale a tre mesi dall’intervento e pochissime recidive è possibile. Si chiama A.S.A (Augmentation Artroscopico del Sottoscapolare) e ad averla ideata e sviluppata è il Prof. Marco Maiotti, primario dell’U.O.C. di Medicina e Traumatologia dello Sport presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, specialista in Ortopedia e Medicina dello Sport.
“Questa tecnica permette di trattare pazienti anche molto giovani (dai 15 anni in su), soprattutto quando il tradizionale intervento di riparazione artroscopica espone ad un’elevata percentuale di recidive e l’intervento di Latarjet è sovra-indicato – spiegherà il Professor Marco Maiotti nel corso del Convegno «La spalla nello sport: nuovi orizzonti nel trattamento dell’instabilità di spalla in chirurgia e riabilitazione», promosso da AIMTES, Associazione Italiana Massaggiatori Sportivi e Terapisti dello Sport. Dare la giusta stabilità alla spalla, senza comprometterne la mobilità articolare e senza dover eseguire interventi più complessi e a cielo aperto che, seppur efficaci per il ripristino della stabilità, prevedono l’utilizzo di viti o placche di metallo che se mal posizionati – prosegue Maiotti – possono determinare gravi complicazioni”.Con questo intervento sono stati già trattati circa 500 pazienti negli ultimi 8 anni.
La lussazione alla spalla consiste nella fuoriuscita della testa dell’omero (l’osso del braccio) dalla cavità glenoidea della scapola. Quando la testa omerale esce dalla sua sede naturale, quasi sempre lacera delle strutture legamentose e capsulari che avvolgono i capi articolari e in alcuni casi, si verificano anche delle lesioni ai segmenti ossei.In questi casi le strutture capsulo-legamentose possono risultare così danneggiate da non poter ricorrere al semplice intervento di stabilizzazione (intervento di riparazione di Bankart).Eseguendo una Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto intra-articolare chiamata Artro-RM si osserverà l’eccessiva diffusione del mezzo di contrasto nella porzione anteriore dell’articolazione, segno di un’importante lesione capsulo-legamentosa e di un tessuto degenerato.
Inoltre, per calcolare eventuali difetti ossei, è indicato eseguire un esame TC della spalla per quantificare la perdita ossea a livello glenoideo e/o omerale e pianificare al meglio l’intervento.
In alcune condizioni particolari, come in presenza di tessuti capsulo-legamentosi irreparabili o in pazienti iper-lassi che hanno già di per sé una mobilità articolare maggiore rispetto al normale o anche in pazienti che praticano sport di contatto come rugby e judo, in cui le potenzialità di una recidiva aumentano notevolmente, il semplice intervento di riparazione del tessuto staccato non è sufficiente e bisogna ricorrere all’ausilio di un tessuto di supporto, una parte del tendine sottoscapolare, da usare come una sorta di “toppa”.
2 Questo contributo scientifico, affronta il tema del trattamento dell’instabilità cronica anteriore della spalla con deficit osseo glenoideo, patologia ancora oggi oggetto di di-battito nel mondo scientifico internazionale. (foto: Marco Maiotti)

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Infezioni respiratorie infantili

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

ospedale bambin gesùCon l’arrivo del primo freddo aumenta il numero delle infezioni respiratorie infantili. Si calcola che ogni anno circa il 30% dei bambini italiani, in età pre-scolare, siano colpiti da polmoniti, bronchiti, faringiti, laringiti o tracheiti. La più grave è la bronchiolite di origine virale che attacca le piccole vie aeree fino ad ostruirle. E’ la principale causa di ricovero in ospedale per i neonati nel primo anno di vita. Le conseguenze della malattia sono diverse e si va dal semplice raffreddore fino a serie complicanze che possono portare anche al ricovero in terapia intensiva. Per questo la Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), in occasione del suo 21° congresso nazionale che si conclude domani a Napoli, ha deciso di fornire ai genitori un decalogo della prevenzione.
Ecco le regole dei pneumologi pediatri per evitare le infezioni respiratorie autunnali-invernali:
1. Lavarsi sempre bene le mani prima di toccare un bimbo: questo vale soprattutto per i fratellini perché, nella maggioranza dei casi, sono loro a trasmettere i virus e altri agenti patogeni
2. Se il bimbo ha meno di sei mesi non lasciarlo mai nella stessa stanza con chi soffre di raffreddore o influenza
3. Evitare il più possibile che il bambino scambi con altri oggetti che possono trasferire germi (per esempio cucchiai, tazze, cuscini o coperte)
4. Utilizzare preferibilmente fazzolettini monouso: devono sempre essere buttati nella spazzatura
5. Non fumare in casa e più in generale evitare che l’esposizione dei giovanissimi al fumo passivo
6. Non portare il neonato in strade molto trafficate. Se si abita vicino a zone ad alta densità di traffico è preferibile arieggiare la casa nelle ore non di punta
7. Mantenere una buona igiene domestica senza però utilizzare eccessivamente spray o deodoranti. Aumentano il rischio di inquinamento in door
8. Vaccinare sempre il neonato: grazie all’antinfluenzale è possibile ridurre il rischio d’infezioni
9. Rivolgersi tempestivamente ad un pediatra: se i sintomi persistono è meglio non perdere tempo
10. Seguire sempre e solo i consigli del proprio medico, no ai rimedi “fai da te” “Come per le altre infezioni anche la broncolite è nell’80% dei casi di origine virale – afferma il prof. Renato Cutrera, Presidente Nazionale SIMRI e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma -. Esistono alcuni bambini che sono particolarmente a rischio di svilupparne una forma grave. I più esposti sono i bimbi nati prematuramente, gli immunodepressi, quelli afflitti da malformazioni polmonari o da patologie neuromuscolari che necessitano di ossigenoterapia e i neonati con sindrome di down. Per questi pazienti esiste una profilassi con un anticorpo monoclonale che si è dimostrata particolarmente efficace nel prevenire la patologia. Viene somministrata per via intramuscolare una volta al mese nel periodo più freddo dell’anno, di solito tra novembre e marzo”. Recentemente l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha deliberato chi può accedere alla cura ma non ha incluso tutti i bimbi. “Per esempio sono stati momentaneamente esentati quelli afflitti da malattie polmonari – aggiunge il prof. Giorgio Piacentini Presidente Eletto SIMRI e Responsabile della Broncopneumologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona-. La SIMRI sta perciò cercando di ottenere un incontro con l’Agenzia per sollecitare le istituzioni sanitarie ad aumentare la platea dei beneficiari della terapia. La stagione fredda è ormai alle porte e quindi non c’è più tempo da perdere”.

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Iraq: si teme attacco a Kirkuk

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

kirkukL’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) come anche molti Kurdi nel nord dell’Iraq temono un attacco su larga scala da parte dell’esercito iracheno e delle milizie sciite irachene alla città petrolifera di Kirkuk e all’intera regione. L’Unione europea deve subito svolgere un ruolo di mediazione tra il governo regionale del Kurdistan iracheno di Erbil e il governo sciita di Baghdad. Sia l’esercito sia le milizie sciite sono controllate da Baghdad ed entrambe le istituzioni collaborano con l’Iran. L’appartenenza della regione di Kirkuk assieme alla città che porta lo stesso nome è controversa. L’area è rivendicata tanto dai Kurdi sunniti quanto dal governo centrale. Negli ultimi tre anni i Kurdi peshmerga hanno portato sotto il proprio controllo zone importanti della provincia di Kirkuk, nella lotta portata avanti contro lo Stato islamico (IS).Lo staff generale iracheno nega che sia stata lanciata un’operazione militare per la riconquista di Kirkuk. Tuttavia, in base a proprie informazioni provenienti dal Kurdistan iracheno, si stanno concentrando sempre più milizie sciite, soprattutto nei due villaggi di Beshir e Taza Kormatu non lontano da Kirkuk. Queste milizie dovrebbero combattere contro l’IS nella regione. Il governo regionale curdo aveva acconsentito alla presenza di queste truppe, perché le due città sono abitate principalmente da Turcomanni sciiti. Si ha la netta impressione che adesso le milizie sciite, l’Iran e la Turchia, dopo l’indebolimento e la sconfitta dell’IS, si vogliano concentrare sulla lotta contro i Kurdi.Il governo iracheno avrebbe dovuto risolvere già da tempo il conflitto sull’appartenenza delle cosiddette zone contese come Kirkuk, Sinjar, Khanaquin e Mandali, questione prevista anche dall’articolo 140 della Costituzione irachena. In questo articolo si prevedeva che Baghdad avrebbe preso le misure necessarie per eliminare le conseguenze della politica di oppressione sotto Saddam Hussein in alcune zone del paese, tra cui anche Kirkuk. Sotto Saddam infatti la struttura demografica della popolazione era stata cambiata con la violenza. L’articolo propone misure come il risarcimento, la compensazione, ma anche il rimpatrio. I confini dei distretti settentrionali dell’Iraq che sono stati arbitrariamente modificati sotto il regime di Saddam Hussein devono essere sottoposti a una “revisione”. La soluzione dovrebbe essere raggiunta in tre fasi: in una prima fase la normalizzazione della situazione dovrebbe essere raggiunta con i coloni che dovrebbero rientrare spontaneamente ai loro antichi territori. Nella seconda fase, i profughi Kurdi, Turkmeni e appartenenti ad altre minoranze dovrebbero rientrare nelle loro proprietà. Infine dovrebbero essere ripristinati i vecchi confini della provincia: a questo punto è anche previsto un censimento. Infine si dovrebbe organizzare un referendum per decidere dell’appartenenza della regione.

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Annalia Amedeo: Sinestesie. Natura, Storia, Arte

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

Roma: Venerdì 20 ottobre ore 11.30 – 13.00 Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette Via Nomentana 70. Nello scenario naturale suggestivo di Villa Torlonia e del museo, scrigno che raccoglie alcune delle più alte espressioni di arti applicate del Novecento, i raffinati lavori in porcellana di Annalia
Amedeo si integrano coinvolgendo il visitatore in una spirale percettiva che attiva più sensi contemporaneamente. L’artista, con una lunga esperienza di restauratrice di ceramiche che le ha conferito una profonda conoscenza dei materiali e una tecnica artigianale impeccabile, persegue da alcuni anni un proprio percorso artistico, di cui la mostra costituisce un momento di sintesi, presentando per l’occasione oltre cinquanta sculture in porcellana realizzate a partire dal 2012 e nuove
installazioni site-specific, in un’interazione costante con lo spazio interno ed esterno. Annalia Amedeo, nata a Napoli, vive e lavora a Roma. Si è formata a Firenze come restauratrice e in questo settore ha lavorato per molti anni per poi approdare alla ricerca artistica nel 2011. L’artista predilige la porcellana scegliendo i materiali più pregiati e lavora con ossidi e sali metallici. Nelle sue opere si ispira alla natura e al mondo classico, dall’antico al barocco, cui attinge rielaborando in chiave contemporanea modelli e suggestioni. Saranno presenti Elena Paloscia Storica dell’arte e Curatrice della mostra Annalia Amedeo Artista.

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Inaugurazione Anno Accademico 2017/2018

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia Università per stranieri Lunedì 30 ottobre2017, ore 10.30 Aula Magna di Palazzo Gallenga L’Università per Stranieri di Perugia aprirà il proprio Anno Accademico (2017/2018) lunedì 30 ottobre alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Sen. Valeria FEDELI.
La cerimonia, che avrà inizio alle ore 10.30 nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga, prevede la relazione del Rettore, prof. Giovanni Paciullo, la prolusione che quest’anno sarà tenuta dalla professoressa Giovanna Zaganelli, neo direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali, e l’intervento della Ministra sen. Fedeli che si annuncia di particolare rilievo perché riguarderà la prospettiva dell’università italiana. L’inaugurazione sarà preceduta dalla Santa Messa celebrata da Sua Eminenza, il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che pronuncerà l’omelia. Nel corso della cerimonia d’inaugurazione saranno consegnati, come tradizione, i sigilli dell’Università per Stranieri di Perugia alle eccellenze della cultura italiana. Quest’anno i settori destinatari saranno il cinema, l’editoria e la creatività italiana nell’ambito del design delle tecnologie legate all’automobile.

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Anziani e costo badanti

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

federanziani“La situazione dei pensionati over 75 d’Italia è diventata insostenibile – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, sindacato Famiglie Datori di Lavoro Domestico – secondo gli ultimi dati Istat 1 milione e 200 mila anziani ultrasettantacinquenni ha gravi difficoltà in almeno un’attività di cura della persona come mangiare, vestirsi o lavarsi e i più colpiti sono gli anziani con i redditi più bassi. Considerato che il costo annuo di una badante per persona non autosufficiente oscilla tra i 14.000 e i 21.000 Euro (assistente CS e DS del CCNL lavoro domestico), i nuovi dati Istat, uniti alla stima della Ricerca DOMINA secondo cui il 70% dei pensionati ha un reddito inferiore ai 14.600, delineano un chiaro stato di emergenza nel settore dell’assistenza. Solo l’8% dei pensionati potrebbe permettersi la badante e sono proprio quelli con i redditi più bassi ad essere maggiormente colpiti da malattie croniche gravi (46% a fronte del 39% delle classi più abbienti) e da gravi riduzioni di autonomia nelle attività di vita quotidiana (1,2% a fronte dell’8% delle classi più abbienti). “Per consentire ai nostri anziani di condurre una vecchiaia serena e di ricevere l’assistenza che meritano – prosegue Gasparrini – è necessario attuare immediatamente un piano di defiscalizzazione e decontribuzione che consenta alle famiglie di sostenere i costi delle badanti”.

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HR EcoSaaS marks a new dawn for human capital management services

Posted by fidest press agency su sabato, 14 ottobre 2017

shanghaiPRNewswire/ The digital transformation is becoming more globalized – the opportunities this provides are well acknowledged by those at the top – 81% of CEOs ranked advanced analytics as the top technology to change their organization (Highlights of the 2016 CEO Survey: Business Leaders Are Committed to Digital Industry Transformation). Gartner’s 2017 Symposium reported “technology enabled business is expected to be more of a focus in 2020”. In keeping with other global industries, the HR industry’s digital platform is here, taking the form of EcoSaaS (Ecosystem + Software as a service), launched by CDP – the business innovation leader in the HCM industry. However, EcoSaaS is more than a digital platform; it is the ultimate user experience – a combined HCM services and digital platform all-in-one. With more than 10 years experience innovating in the HR industry, CDP group released its disruptive model EcoSaaS – an HR Ecosystem over digital platform. CDP now faces the future with strength and agility to help Chinese enterprises to achieve global aspirations and ambitions. However, despite the concept, technology is no substitute for people in an enterprise. EcoSaaS is a service concept, combining the human capital management needs to form a digital platform – Chinese enterprises face increased energy and efficiency, and CDP hopes to take advantage of this growth.
Owing to the innovative nature of EcoSaaS, it has already attracted attention from international business media, including Forbes. Marking the Forbes’ 100th Anniversary Global CEO conference with the theme “The Next 100 Years”, Forbes overseas and digital platform published an interview with CDP’s CEO Wayne Wang, highlighting the innovative direction of EcoSaaS, and exploring his experiences in China’s human resources industry, his outlook on global human resources industry technology trends, market growth, and future innovation.EcoSaaS brings interconnectivity to the world of HR, and according to global trends, the number of partners in an ecosystem platform is only set to increase:The EcoSaaS platform relies on advanced cloud technology to tie together all the systems human capital management needs in a single digital operating platform – more comprehensive and consistent with diverse needs of business’s. EcoSaaS integrates different industries, services, knowledge and best practices to cover the full range of HR services. This meets business’s needs at different levels, from SME’s to multinationals, and produces a close connection between enterprises. By creating a shared-community platform, including staff and customers, supplier, partners and other channels upstream and downstream of the application, businesses can view EcoSaaS as their one-stop solution.CDP is assertively leading the way in this global movement, backed by research showing digital over services Ecosystem is the future. Gartner, the world’s leading IT consulting and research firm, found in its HCM 2017 Report that relying on technology and resource integration is the forthcoming HCM industry trend. Releasing their Market Guide for Multi-country Payroll Solutions, CDP was the only Chinese human resources service provider listed, included on the Market Guide for HCM suite and the Global List of Pay Suppliers. This is a milestone not just for China’s human resources services industry, but also in CDP Group’s global strategic plan. (photo: ecosystem partner)

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