Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 15 ottobre 2017

Biancaneve e i sette nani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

BiancaneveQuixoteMilano 19 e 20 gennaio 2018 ore 21.00 Teatro degli Arcimboldi Viale dell’Innovazione 20. Si rinnova, come ormai ogni anno, l’appuntamento degli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto. Dopo l’ennesimo successo della scorsa stagione e a grande richiesta, torna lo straordinario balletto ispirato all’omonimo capolavoro di Miguel de Cervantes, Don Quixote, che si alternerà nei tre giorni di programmazione a BIANCANEVE e i SETTE NANI, riproposto dopo il sold out di febbraio 2017.
Già presentato 4 anni fa nella versione che va in scena in molti paesi dell’est, quest’anno si ispirerà ad una sinossi più tradizionale e completa. Ancora una volta protagonisti gli allievi dell’Accademia Ucraina di Balletto ed alcuni allievi già diplomati a fianco di due vere e proprie stelle del balletto: ALINA NANU e ONDREJ VINKLAT, primi ballerini del TEATRO DELL’OPERA di PRAGA. Don Quixote è un gentiluomo di campagna convinto di essere un cavaliere errante, sogna la sua dama Dulcinea ed insieme a Sancho Panza, il suo scudiero, parte alla sua ricerca. Kitri, figlia dell’oste Lorenzo e promessa dal padre al ricco Gamache, è innamorata di Basilio. Don Quixote, nel suo viaggio, giunge nella città dove vive Kitri, ravvisa in lei la sua Dulcinea e la corteggia provocando la gelosia di Gamache. Nella confusione che si verifica i due innamorati riescono a fuggire e si rifugiano in una taverna, inseguiti da Lorenzo e da Gamache. Mentre giungono anche Don Quixote e Sancho Panza, Basilio, con uno stratagemma finge di suicidarsi e Kitri implora l’aiuto e l’intercessione di Don Quixote, il quale convince Lorenzo a benedire le nozze dei due giovani prima della morte di Basilio. Avvenuta la benedizione, Basilio si rialza svelando l’inganno. Infine, tra grandi feste per l’avvenuto sposalizio, Don Quixote ed il suo scudiero ripartono alla ricerca di nuove avventure.
Prezzi a partire da 17,25 euro. In occasione di concerti e spettacoli la biglietteria è aperta a partire da un’ora prima dell’orario d’inizio recita in cartellone. (foto: Quixote, biancaneve)

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Giornata per la pulizia delle mani

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

manoOggi si celebra la Giornata mondiale per la pulizia delle mani (Global Handwashing Day) e l’UNICEF ricorda che ogni anno, 1,4 milioni di bambini non vivono abbastanza a lungo per celebrare il loro quinto compleanno a causa di diarrea e polmonite. Lavare le mani col sapone è fra i modi più efficaci e meno costosi per prevenire queste malattie. A causa della diarrea ogni giorno muoiono più di 1.400 bambini sotto i 5 anni, ovvero circa 526.000 bambini all’anno; la polmonite uccide 2.500 bambini sotto i 5 anni al giorno e nel 2015 ha ucciso 920.000 bambini.
La semplice abitudine di lavare le mani con il sapone può salvare circa 230.000 vite ogni anno, arrivando quasi a dimezzare i casi di diarrea e diminuendo di quasi un quarto le infezioni respiratorie acute. Lavare le mani col sapone ha un impatto non solo sulla salute e la nutrizione, ma anche sull’istruzione, l’economia e l’equità.
Questa giornata ci ricorda che lavare le mani con il sapone non protegge solo la nostra salute, ma ci permette di costruire il nostro futuro, e anche quello delle nostre comunità e del mondo.
Questo la rende una delle principali cause di morte dei bambini sotto i cinque anni a livello mondiale. Quasi tutte le cause di diarrea dei bambini sono provocate da infezioni, ciò significa che la maggior parte di queste morti sono assolutamente prevenibili. Un riesame di oltre 40 studi ha scoperto che lavare le mani col sapone può prevenire 4 casi di diarrea su 10. I bambini che vivono in famiglie in cui vengono incoraggiati a lavarsi le mani e in cui il sapone è disponibile hanno tassi di diarrea dimezzati rispetto ai bambini che ne sono privi. Lavare le mani col sapone in seguito alla defecazione e prima di mangiare può inoltre diminuire il tasso di infezioni respiratorie di circa il 21-25%.
Oltre alla diarrea e alla polmonite, altre malattie si possono prevenire lavando le mani col sapone: l’ebola, le infezioni alla pelle e agli occhi, i parassiti intestinali e le infezioni associate all’assistenza sanitaria.
Lavare le mani col sapone ha un ritorno estremamente alto in termine di investimenti. Secondo uno studio, i programmi nazionali per l’igiene delle mani in India e in Cina fornirebbero rispettivamente un ritorno economico pari a 92 e 35 volte gli investimenti. Investire nell’igiene delle mani può fornire benefici per la salute simili agli investimenti sull’acqua e i servizi igienico-sanitari a un costo molto inferiore e può anche integrarsi in questi programmi già esistenti per diminuire i costi.
Nel 2016, oltre 213 milioni di persone hanno celebrato la Giornata mondiale per la pulizia delle mani con diverse iniziative in oltre 100 paesi.

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Collezionismo: orientamenti generazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

patrizia misciattelliMariacristina RagazzoniVerona. Guidati dalla passione, comprano soprattutto dipinti, si informano principalmente sul web, ma non si lasciano influenzare dai social network nell’acquisto di un’opera d’arte: è il profilo complessivo delle due generazioni X e Y (X nati tra il 1965 e il 1980, Y nati tra il 1980 e il 2000) del collezionista italiano, oggetto dell’indagine realizzata da ArtVerona (Veronafiere, 13-36 ottobre) e Collezione da Tiffany, il primo blog italiano dedicato al collezionismo d’arte contemporanea. L’indagine condotta su un campione di 177 intervistati, equamente distribuiti tra le due generazioni aiuta a capire la direzione che potrebbe prendere il mondo dell’arte, e in particolare del collezionismo, nei prossimi anni nel nostro Paese. Il 44% della generazione Y dichiara che comprerebbe arte online, il 33% dei Millennials usa i social network per scoprire nuovi artisti (Facebook in testa con il 61%), ma nella scelta finale l’82% dei collezionisti delle due generazioni non subisce l’influenza dei social.Il profilo dell’ArtLover italiano appartenente alle due generazioni analizzate, è quello di una persona di livello culturale alto, il 72% laureati o in possesso di titolo di studio superiore, percentuale che sale al 77% se si prende in considerazione solo la Generazione Y, mentre scende al 67% per la Generazione X. Più uniforme lo scenario professionale: il 31% degli intervistati è libero professionista (35% Gen X; 27% Gen Y), il 25% è impiegato (24% Gen X; 26% Gen Y), mentre solo il 15% è rappresentato da imprenditori (19% Gen X; 10% Gen Y). Interessanti anche i settori in cui gli ArtLovers intervistati lavorano: servizi (32%), commercio (17%) e arte (11%). La differenza più sostanziale tra le due generazioni sta nel reddito: un italiano nato nella Generazione X e quindi in una fascia di età che va dai 37 ai 52 anni ha un reddito medio tra i 31.000 e i 34.000 euro; mentre un appartenente alla Generazione Y ha un reddito che si aggira tra i 31.000 e i 26.000 euro.Questi dati sono stati messi a confronto con alcune importanti ricerche sul collezionismo d’Oltreoceano, quali la U.S. Trust Insights on Wealth and Worth® del 2016 che ha analizzato i Millennials americani: diffidenti nei confronti degli art-advisor, preferiscono muoversi da soli nelle fasi di acquisto di un’opera d’arte e sono molto più “aggressivi” dei nostri connazionali, mossi principalmente dal desiderio di investire e non dalla passione.
«Esistono due linee per avvicinare i giovani al collezionismo. La prima è quella educativa, dove si sviluppa un percorso di conoscenza diretta e attiva, meglio se si tratta di un tipo di formazione one to one con l’art-advisor, individuandolo come una sorta di mentore artistico. La seconda è il coinvolgimento del giovane nel processo documentale e amministrativo-gestionale: la consapevolezza di tali elementi aiuta la valorizzazione della collezione stessa poiché l’archiviazione, se estremamente dettagliata, la potenzia dal punto di vista economico, artistico ed infine sociale» conclude Mariacristina Ragazzoni.
Dati di manifestazione: 140 gallerie, di cui 35 presenti per la prima volta, 14 nuove realtà indipendenti e 20 nel settore editoria, 480 coppie di collezionisti vip italiani e stranieri ospitati in città, 30 in più rispetto al 2016. Incrementi sensibili sia nel numero di espositori (+10% nel 2016 e +30% complessivamente nell’ultimo triennio), sia di visitatori (+12% per 22 mila presenze totali).

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Medicine online

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

medicine on lineEnglish version Kindle Edition by Riccardo Alfonso. The text contains a collection agency launches the Fidest in chronological order covering the news of medicine. The series includes eight volumes. The latter is written in English. The 2012 study invited approximately 20,000 plastic surgeons to participate. In addition, the American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS) and the Brazilian Society of Plastic Surgery (SBCP) assisted with this year’s ISAPS study. Results are projected to reflect international statistics and are exclusively based on the estimated number of plastic surgeons in each country and the respondent sample.
Results reveal a hierarchy of countries with the most surgical and non-surgical aesthetic/cosmetic procedures performed by board certified (or the equivalent) plastic surgeons in 2011. Several summaries provided on the ISAPS website include tables showing the number of surgeons and proce-dures by country. Caution is urged when observing year‐to‐year comparisons, because studies such as this can experience substantial variances within specific procedures.
The pool of responding physicians varies from year to year and the sample sizes for specific countries may significantly fluctuate between years.
Procedural Frequency Shows Modest Variation Lipoplasty remains the most performed procedure, representing 19.9% of total surgical procedures, while Botulinum Toxin Type A (Botox and Disport) leads with 38.1% among non-surgical procedures. The popularity of surgical procedures varied by country to country. The United States, Brazil, China, Japan, and Italy ranked as the top five most dominant countries for surgical procedures. Grand Totals The ISAPS survey reports several important statistics with regard to the total number of board certified (or national equivalent) plastic surgeons practicing globally, estimated to be 32,000. These figures do not take into account surgical and non-surgical procedures performed by medical professsionals and others who are not plastic surgeons.
Methodology The survey was compiled, tabulated, and analyzed by Industry Insights, Inc. an independent research firm based in Columbus, Ohio in the United States. The survey leader was Scott Hackworth, CPA and research analyst who has conducted various forms of research on trends in Aesthetic Plastic Surgery for over 15 years. Participants in the survey completed a two-page, English language questionnaire that focused on the number of surgical and non-surgical procedures they performed in 2011. Final figures have been projected to reflect international statistics and are based exclusively on the estimated number of plastic surgeons in each country. To aid in tallying the total number of plastic surgeons, representatives of National Societies provided the counts for over 90% of the 32,000 total estimated plastic surgeons. A formula was used to estimate numbers in non-reporting countries based on their Gross Domestic Product and Population.

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History of painters and Theatre Ninth book

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

history of paintersKindle Edition by Riccardo Alfonso Angelo Capasso in “Notes from the ocean” of Chris Davis wrote: “Painting is the producer of a totalling effort that includes every part of the body and it is this particular characteristic, as ancient as the origins of paintings itself that distinguished it from every other expressive language.
Every painting is the distillation of the continuum of movements that involves both upper and lower limbs, as the agents of what the sense registers and the mind manipulates.The analogy between painting and dance is prominently evident in the origin of painting where it aquires a ritual character by virtue of being a form of movement that leaves it trace in both time and space.”
From this perspective, I can say that the painters were able to convey a message of great power and fascination that has managed to overcome their time and become immortal. There are, of course, differences in the painting but the spirit is common. We observing a painting that dates back several centuries before we can recognize the value of art that does not bend to the logic of the time but it makes us feel closer to the artist, to understand and to share his feelings.
It ‘nice to establish a continuity of thought and ideals through painting so is poetry, fiction, and other fine arts such as dance, sculpture and music. They are expressions of our thoughts that ennoble us and redeem our wickedness, our pettiness and cruelty to our fellow man and nature. There are great painters who have given us strong emotions but in my books I want to accompany them with the many who are little known, off their ardour in the space of one or at most two generations yet have left their traces that now because I want to propose, in my opinion, I think it is important their contribution.
“Every painter – writes Capasso – is potentially a dancer and shares an intuitive sensuality and awareness of movement and form.
A ritualistic dance defies rime and toys with Death. Every painter, in own way, ha challenged mortality, despite the awareness of the limited weapons at his disposal the brush, the canvas and the paints. Caravaggio, Van Gogh, Cezanne, Picasso, Dalì, De Chirico, Bacon, Jackson Pollock and Warhol are some of those belonging to this heroic mythology. Each painter has pitred himself against God trying to prevail with the timing, the speed, the nimbleness of his choices and the unpredictability of the results.”

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Io scrivo: Dal pennino alla tastiera del computer

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

io scrivoKindle Edition by Riccardo Alfonso. Scrive l’autore nella presentazione del libro: “La mia generazione è quella che ha vissuto, nella sua prima infanzia, il tempo dell’inchiostro riposto in un calamaio per intingervi il pennino sorretto da un’asticciola. E ricordo ancora con vividezza quando la bidella, alle elementari, passava ogni mattina per riempire il calamaio, là dove era necessario, che era inserito in un foro posto alla destra in alto del piano del banco. Con quel calamaio la tentazione era forte ora per rovesciarlo, coinvolgendo il compagno che sedeva nel banco avanti al mio, ora d’intingere il pennino un po’ troppo lasciando sul quaderno una vistosa macchia, delizia e tormento per la mia maestra e magari un rimbrotto da parte della mamma. Alle medie ci fu già un significativo passo in avanti perché avevo il privilegio, allora per pochi, di possedere una penna stilografica. Seguì la prima biro e fu una vera e propria rivoluzione per il modo di scrivere e la possibilità di variare il colore della scrittura: nero, rosso, blu, ecc. Ma la penna a sfera, ad onor del vero, fu fatale per la mia grafia. Mi resi conto di peggiorarla incominciando a perdere la chiarezza e la sinuosità dei caratteri per un inchiostro che non scendeva regolarmente e lasciava segni ora troppo marcati ora sfocati.
Per mesi, in prima elementare, mi sono esercitato a scrivere solo asticciole perché allora non si era adusi fare molti progressi nella scrittura e solo dopo un “duro” tirocinio si passava alle parole, partendo dalle vocali, e inseguendo le consonanti. Ricordo che il primo impatto serio e impegnativo fu il dettato. Dovevo ascoltare e riportare sul quaderno le parole pronunciate dalla maestra e stare attento a non commettere errori storpiando le frasi che articolava. Dopo i primi insuccessi incominciai a carburare e tutto filò liscio. Gli impegni, nel frattempo, si moltiplicarono e dal dettato si passò al tema, al riassunto e alla numerologia con problemi da risolvere e a cimentarmi con i calcoli algebrici. Vi era poi la parte orale dove il pezzo forte della didattica era costituito dal mandare a mente poesie e persino brani di prosa. A questo punto le materie s’infittirono: storia, geografia, calligrafia, letteratura, lingue, disegno, ecc. I libri scolastici alla fine mi andarono in uggia e cercai riparo con altre distrazioni. Mi diedi ai giochi, alle compagnie “birichine” con scherzi a volte poco graditi dagli adulti e divenni un problema serio per i miei genitori e nonna materna.
Non ancora avevo trovato riparo con le letture fuori dal giro scolastico. Per alcuni anni mi acculturavo con il sapere dei miei compagni più avanti negli anni e lascio immaginare dove andavano a finire le chiacchierate. Si parlava di sesso, in un ambiente dove vigeva la severa separazione tra ragazzi e ragazze, di calcio e anche di libri “proibiti” e di religione. Ricordo che l’unica eccezione era lo scorrere le pagine illustrate del mensile Topolino con le sue avventure insieme agli altri personaggi che lo contornavano e il Corriere dei piccoli che mio padre comprava con il Corriere della Sera. Quest’ultimo era il giornale che non mancava mai in casa ma venendo da Milano, per noi che abitavamo al Centro-Sud e in una cittadina fuori dai circuiti viari e ferroviari importanti, voleva dire leggere l’edizione del giorno prima”.

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I sette cavalieri dello spazio

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

i sette cavalieri dello spazioKindle Edition by Riccardo Alfonso. La numeralogia è una scienza fantastica. Nel porre mano a questo lavoro l’autore si è immerso nello studio del numero 7 e dei suoi multipli e scrive nell’introduzione del libro: “La prima domanda che mi pongo, e la stessa, direi, se la pensa il lettore, è perché ho scelto il numero sette e non altri? Dovrei, a questo punto, in perfetto stile iniziatico, chiedermi il perché ne parlo ora, al declinare della mia esistenza, e chi sono io per farlo? Se a questo riguardo avvaloro la tesi sul “Grande architetto dell’Universo”, secondo le Sacre Scritture, devo anche pensare, di conseguenza, all’immortalità dell’anima e che il pianeta terra non sia altro che la casa comune di tutti i viventi e che i popoli, le nazioni e gli stati del mondo costituiscono la grande famiglia in cui intercorra la spirito di Cooperazione e di solidarietà per far fronte alle proprie necessità e per sostenere i più deboli. Per contro tutta la storia dell’umanità sembra voler negare questo principio di partecipe affiliazione e avvalorare la tesi dell’homo homini lupus.
Può l’uomo, a questo punto, che si è eretto a somiglianza divina, venire meno al rispetto dei valori etici tradizionali che guidano al superamento dell’utile individuale o di parte e negare quel richiamo forte al bene comune, fisico e morale, della collettività presente e ipotecando, di conseguenza, le generazioni future verso un percorso tanto accidentato?
L’antinomia è, decisamente, stridente se da una parte si pone l’uomo quale creatura di somiglianza divina e dall’altra constatare che i suoi atti procedono in controtendenza. Eppure siamo stati educati all’onestà, all’altruismo, all’ideale della trascendenza, allo spirito di servizio per accostarci al prossimo con spirito di fraternità e per innalzarci insieme alle dimensioni del sublime. Da dove, invece, è spuntata tanta malvagità e perché essa ha attecchito pur avendo avuto un buon seminatore e il terreno è stato fertile e ospitale?”

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Laurent Mauvignier con “Intorno al mondo” vince il Premio Bottari Lattes Grinzane 2017

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

Laurent MauvignierÈ Laurent Mauvignier con Intorno al mondo (Feltrinelli; traduzione di Yasmina Mélaouah) il vincitore del Premio Bottari Lattes Grinzane 2017 per la sezione Il Germoglio, dedicata ai migliori libri di narrativa italiana o straniera pubblicati nell’ultimo anno. Gli altri finalisti al Premio erano: Gianfranco Calligarich con La malinconia dei Crusich (Bompiani), Olivier Rolin con Il meteorologo (Bompiani; traduzione di Yasmina Mélaouah) e Juan Gabriel Vásquez con La forma delle rovine (Feltrinelli; traduzione di Elena Liverani). La cerimonia di premiazione si è svolta presso il Castello di Grinzane Cavour (Cn), condotta dallo scrittore Alessandro Mari. Protagonisti della giornata sono stati gli studenti rappresentanti delle 24 giurie scolastiche italiane, che hanno incontrato gli scrittori finalisti. Ospite d’onore è stato il libraio Rosario Esposito La Rossa, “lo spacciatore di cultura”, come è stato definito, che ha appena aperto la libreria Scugnizzeria a Scampia e Melito (Napoli), dove da oltre quarant’anni mancava uno spazio dedicato ai libri.
Ian McEwan è stato premiato venerdì 13 ottobre per la sezione La Quercia (dedicata a Mario Lattes), riservata a un autore internazionale che abbia saputo raccogliere nel corso del tempo condivisi apprezzamenti di critica e di pubblico.
I quattro romanzi finalisti del Premio, organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, erano stati designati e annunciati ad aprile a Cuneo, alla sede della Fondazione CRC (che collabora e sostiene il Premio), dalla Giuria Tecnica formata da: Gian Luigi Beccaria (presidente), Leonetta Bentivoglio, Valter Boggione, Vittorio Coletti, Giulio Ferroni, Laura Pariani, Enzo Restagno, Alberto Sinigaglia, Marco Vallora.
Tra aprile e giugno i quattro libri sono stati letti e discussi dai 384 studenti delle 24 Giurie Scolastiche: Laurent Mauvignier 1una a Bruxelles, presso l’Ecole Européenne Bruxelles, e ventitré in Italia. Le giurie italiane sono state scelte in modo da coprire tutto il territorio della Penisola, almeno una per ogni regione: Convitto Umberto I di Torino; Liceo Giolitti-Gandino di Bra (Cuneo); Liceo Classico e Scientifico Pellico-Peano di Cuneo; Liceo Scientifico Galileo Galilei di Alessandria; Liceo Scientifico G. P. Vieusseux di Imperia; Liceo Scientifico e Linguistico E. Bérard di Aosta; Liceo Classico E. Cairoli di Varese; Liceo Statale Celio-Roccati di Rovigo; Istituto Tecnico Economico C. Battisti di Bolzano; Liceo C. Percoto di Udine; Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri F. Niccolini di Volterra (Pisa); Liceo Classico G. B. Morgagni di Forlì; Liceo Classico Turriziani di Frosinone; Liceo Scientifico Orsini di Ascoli Piceno; Liceo Classico G. D’Annunzio di Pescara; Istituto di Istruzione Superiore Mazzatinti di Gubbio (Perugia); Istituto di Istruzione Superiore Marini-Gioia di Amalfi (Salerno); Liceo Scientifico Galilei di Potenza; Istituto di Istruzione Superiore Alfano da Termoli di Termoli (Campobasso); Liceo Classico V. Lanza di Foggia; Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria; Liceo Scientifico Pacinotti di Cagliari; Istituto di Istruzione Superiore La Farina-Basile di Messina.
Il Premio Bottari Lattes Grinzane è organizzato dalla Fondazione Bottari Lattes, con il sostegno di: Mibact, Regione Piemonte, Fondazione CRC (main sponsor per il triennio 2017-2019), Cantina Giacomo Conterno (main sponsor), Banca d’Alba, Città di Cuneo, Comune di Alba, Comune di Grinzane Cavour, Comune di Monforte d’Alba, Cantina Terre del Barolo, Enoteca Regionale Piemontese Cavour, Banor, Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, Antico Borgo Monchiero. (foto: Laurent Mauvignier)

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Mariano Anagni firma la regia di “Fedra”

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

Locandina FedraRoma Dal 19 al 29 ottobre 2017 dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 18,00 Piazza di Porta San Giovanni, 10 Sala Uno Teatro. “Fedra” di Seneca regia Mariano Anagni con Marina Biondi Fedra,
Patrizio Cigliano Teseo, Marina Zanchi Nutrice, Gabriele Anagni Ippolito, Lavinia Cipriani Il Messaggero, Erika Puddu Corifea 1, Cristina Pelliccia Corifea 2, scene e costumi Maria Spataro, luci Giovanna Venzi. “Una spiaggia abbandonata con qualche oggetto logoro e corroso dal tempo, un incessante suono di risacca, antico e presente, corpi alla deriva, naufraghi di passioni mai domate, di rapporti familiari gravidi di conflitti mai risolti.
I protagonisti di questo capolavoro di Seneca sono dentro di noi da sempre, lacerati, graffiati ma vitali e necessari.
Siamo strumenti nelle mani di un qualche Dio? Siamo gli attori di un dramma scritto da un Entità suprema? Fedra è una donna innamorata! Fedra è innamorata di un amore impossibile, incestuoso ma VERO! Fedra non è vittima di alcun destino, è consapevole, ha deciso e vuole coscientemente arrivare fino in fondo. La morte è concepita da Fedra come l’unica via di fuga dal misfatto, l’unico mezzo a sua disposizione per mantenere intatto il pudore.
Si configura fin dall’inizio come un essere che non ha alcuna possibilità di tornare a percorrere la strada della ragionevolezza, ma che può vivere unicamente nella passione o nella morte: l’amore da lei provato, infatti, non può essere governato, soltanto vinto per mezzo di un atto estremo.
Fedra, con ancora nella mano la spada dell’amato Ippolito, morto a causa della maledizione di Teseo suo marito, dà inizio all’ultimo straziante atto della sua vita prendendo su di sé l’intera responsabilità degli avvenimenti, senza cercare scuse né attenuanti di sorta.
All’assunzione della responsabilità personale di quanto avvenuto segue però immediata, durissima, l’accusa contro Teseo, il padre inflessibile, il cui ritorno ha causato ora la morte di Ippolito e due, sono nelle parole di Fedra, le colpe imputate a Teseo, l’amore o l’odio nei confronti delle spose.
Ed è con questi sentimenti estremi che Teseo manderà in rovina, sovvertendone l’ordine, la propria casa. Alla fine di questa catena di atroci perversioni familiari, malignità e furori, la donna si rivolge a Ippolito, come se potesse vedere il volto del giovane sulla scena e guardare nei suoi occhi martoriati. Nelle parole che ne seguiranno è contenuta tutta la desolazione di chi è costretto ad assistere passivamente ad uno spettacolo orrendo, con la consapevolezza però di averlo indirettamente provocato con il proprio comportamento; l’assunzione di responsabilità da parte di Fedra è completa, ma dalle accuse rivolte a Teseo capiamo che la colpa è in qualche modo condivisa e che non ricade unicamente sulla donna adultera e incestuosa. Fedra non riesce a capacitarsi dello strazio compiuto sul bel giovane e si chiede smarrita quale mostro può mai aver compiuto tale scempio, attonita e sconvolta rivolge quindi una serie di domande all’uomo amato, come per convincersi della sua morte, e qui il dolore sembra assumere le forme di un delirio folle: Fedra, infatti, invita Ippolito a rimanere ancora per un po’ ad ascoltare le sue parole, ora si che può udirle, ora si perché questa volta, non sono indecenti. La donna, infatti, ha intenzione di conficcarsi la spada nel petto, liberando così se stessa, contemporaneamente, dalla vita e dalla colpa ma prima del suicidio, impellente è la necessità di stabilire attraverso le parole un ultimo contatto con quell’uomo così ardentemente desiderato, l’amore per il quale alla fine ha rovinato entrambi. Devastante, invincibile è la passione di questa donna così tragicamente moderna e come in vita si era dichiarata disposta a seguire Ippolito attraverso i luoghi impervi della caccia, afferma ora la volontà di continuare a seguirlo, anche nella morte, lungo le paludi e fiumi infuocati. I personaggi di questa storia familiare li vedremo nascere e muoversi in mezzo alle macerie, arrivate come un onda dal profondo delle nostre anime, ma le loro parole ci attraverseranno il cuore.” (Mariano Anagni) (locandina fedra)

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La rivoluzione in Italia nel culto della democrazia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

rivoluzione-franceseQuante volte in Italia e nel mondo abbiamo concepito l’idea che rivoluzione e democrazia sono in antitesi? Questo ha una sua ragione d’essere se non riusciamo a trovare uno sbocco ai cambiamenti che avvengono nella società civile mentre la politica dei partiti rema in senso contrario. Si avverte, quindi, un forte mutamento e si pensa solo a una rottura radicale come lo è stata la rivoluzione francese, quella russa e ancora il nazismo, il fascismo e il franchismo. Eppure una diversa strada esiste e ce la offre la stessa democrazia: il voto. E’ come quando si dice che la parola ferisce più di una coltellata in pieno petto. Se penso al pateracchio germinato in queste ore dai “politicanti” che hanno dato vita a una legge elettorale che non ci porta da nessuna parte, tanto per confondere le idee, mi rendo conto che vi è una ragione: la paura che l’elettore si appropri di uno strumento formidabile che solo la democrazia è capace di germinare: la rivoluzione democratica espressa dalle urne. E’ uno strumento spesso inquinato da chi teme che la voglia di cambiamento stia maturando fortemente e che vi sia il rischio che si possa fare piazza pulita dei vecchi catorci della politica, dei loro intrallazzi, delle loro amicizie equivoche. Oggi forse più che in passato questa opportunità è a portato di mano purché l’elettore senta forte questa ventata rivoluzionaria che lo investe e non si lasci sedurre dalle solite sirene della disinformazione e dalle sottili seduzioni del pifferaio di turno. Se é questa la volontà popolare non lasciamoci tentare nel disperdere il nostro voto e puntiamo solo su una sigla, forse poco nota, forse non del tutto convincente ma è capace di proporre gente nuova e soprattutto diversa dai vecchi schemi e logiche del passato. E’ la rivoluzione che ci resta se vogliamo un reale cambiamento senza forti traumi esistenziali o l’annichilimento della nostra dignità di cittadini. (Riccardo Alfonso)

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Voglia di pace, di libertà, di giustizia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

corte europea giustiziaIl profondo senso della sofferenza al cospetto di una morte ingiusta, prematura, strappata agli affetti più cari rappresenta il dramma umano più grande ma anche più inspiegabile. E’ un dolore che a volte non ha lacrime perché riesce a restare all’interno e forse è ancora più angoscioso perché è stordimento, è rabbia, è impotenza. Vi sono, tuttavia, circostanze ancora più assurde come il morire per la pace, la libertà e la giustizia. Termini che hanno attraversato l’intera storia dell’umanità, hanno avuto i loro martiri e hanno lasciato un segno della capacità di soffrire, in una sfida estrema per dare ai valori un significato indelebile nella storia dell’umanità. Quei valori che noi respiriamo, sentiamo, gustiamo perché sappiamo che sono figli della ragione, della giustizia e della libertà. Oggi piangiamo questa progenie che ha pagato con la vita un ideale e vorremmo che fossero gli ultimi perché dovremmo imparare che non si deve morire per valori condivisi, per ideali che tutti noi dovremmo riconoscere e rispettare e osservare. Non vi possono essere passioni più grandi e più nobili nel cammino dell’umanità verso la costruzione di una società evoluta, affrancata dal bisogno, ricca di contenuti volti alla ricerca del bene e del rispetto per il nostro simile, per la natura. Questi martiri nati da una fede che li accomuna e che ci accomuna stanno lì immoti a indicarci una strada che non abbiamo saputo percorrere, che abbiamo resa insicura oscurati dalle nostre passioni, dall’odio che ci ha accecati, da un’ideologia aberrante e persino da una religiosità negatrice dei suoi valori più nobili. Tutte le volte che ci tocca salire su questo sacrario si accende in tutti noi una luce, quella della speranza per un mondo migliore. La speranza ha bisogno di chi lo alimenti con esempi, con la voglia di mutamenti, di crescita civile e spirituale. Cerchiamo d’imparare da questo dolore per segnare la nostra esistenza con un impegno più attivo, più presente, più responsabile e più attento e partecipato affinché parole come libertà, giustizia e pace, non siano solo espressioni retoriche, ma sappiano esserci compagne fedeli per la vita e che sappiano indicarci la buona spiga dalla gramigna e avere la forza e la determinazione d’estirpare il male per lasciare che il bene trionfi. Sarà il giorno in cui non parleremo più di pace, di giustizia e di libertà poiché esse sono diventate un patrimonio di tutti e tutti sapranno rispettarle. E sarà anche il giorno in cui nessuno morirà per esse. (Riccardo Alfonso)

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Dirigenti scolastici, solo a parole

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

Al contrario di quanto sostiene il Governo, sembra, infatti, che sia stata disposta l’ennesimaministero-pubblica-istruzione “mancia” dal Parlamento in assenza di risorse certe (25mila euro) per garantire la perequazione interna (RIA) alla maggioranza dei dirigenti scolastici in servizio assunti dopo il 2001 e la perequazione esterna rispetto al resto della dirigenza pubblica. Marcello Pacifico (Anief-Udir): “A queste condizioni, appare incredibile leggere comunicati trionfalistici di organizzazioni sindacali che ancora dall’estate del 2010 non hanno onorato insieme al governo quanto dichiarato nell’ultimo contratto firmato. La realtà è quella di una categoria in subbuglio, perché da anni, anzi da decenni, si sente presa in giro dai governi di turno e chi la doveva tutelare non è stato in grado di farlo. È emblematica la lettera aperta inviata qualche giorno fa alla Ministra Valeria Fedeli, sottoscritta da 2mila dirigenti scolastici, ovvero quasi il 30% di quelli in servizio, nella quale si chiede per l’ennesima volta la piena perequazione economica tra la loro retribuzione e quella dei dirigenti della seconda fascia della pubblica amministrazione.È per questo motivo che Udir ha citato il Miur in giudizio davanti al Tribunale amministrativo, rivendicando la mancata trasmissione del decreto direttoriale richiesto di individuazione delle risorse per il FUN 2017 per il raggiungimento della perequazione esterna con le altre aree della dirigenza. E ci siamo pure costituiti presso la Corte suprema per ottenere la perequazione e l’assegno individuale d’anzianità non destinati ai dirigenti scolastici assunti dopo il 2001. Parallelamente, abbiamo anche predisposto il ricorso per lo sblocco dell’indennità di vacanza contrattuale.

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Aumenti nascosti e diritti dei consumatori

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

europaCome introdurre un aumento, anche consistente, di un prodotto o di un servizio senza dichiararlo? Le compagnie di telefonia, sia mobile che fissa, e non ultima Sky hanno trovato l’escamotage del cambio di fatturazione, aggiungendo una mensilità al conto annuo, con un ricarico dell’8,6% a danno dei consumatori. L’Adoc, che da tempo ha denunciato le anomalie legate al cambio di data della fatturazione, chiede che ci sia un intervento normativo sia a livello nazionale che europeo, per assicurare al consumatore le giuste tutele e fermare questo trend degli aumenti nascosti. “Molte delle compagnie di telefonia e non ultima Sky hanno nascosto aumenti del proprio canone, nell’ordine dell’8,6%, difficili da far digerire ai consumatori, dietro cambi della periodicità di fatturazione. È una prassi che penalizza gli utenti, ai limiti della pubblicità ingannevole – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – non siamo contrari ad un mero cambio di calcolo della fatturazione, ma questa modifica dovrebbe prevedere una riproporzione delle precedenti condizioni economiche. Ovvero, che anche con il passaggio a 13 mensilità il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Inoltre, il cambio di fatturazione pone due spinose questioni. La prima riguarda il pagamento con RID: i pagamenti con addebito bancario hanno cadenza mensile solare, per cui il cambio di calcolo della fatturazione a 28 giorni provocherà uno sfalsamento tra tempistiche del RID e della bolletta, con possibile insorgenza di uno scoperto bancario, con eventuale morosità o di errori di calcolo delle spese. La seconda concerne il diritto alla libera scelta e alla comparazione: la diversa cadenza di fatturazione tra operatori mina la tutela della trasparenza e della comparabilità delle condizioni economiche tra le offerte. Per questo chiediamo sia al Governo che all’Unione Europea di affrontare seriamente e concretamente il problema, intervenendo a livello normativo per bloccare queste pratiche commerciali, a nostro avviso, scorrette.”
Un’ulteriore forma di aumento nascosto è la cosiddetta shrinkflation. Nel Regno Unito oltre 2.500 prodotti negli ultimi 5 anni hanno subito variazioni di dimensione o peso per essere venduti allo stesso prezzo. “La shrinkflation è quel fenomeno per cui le dimensioni di prodotti di largo consumo vengono ridotte ma il prezzo rimane invariato o, addirittura, aumentato – prosegue Tascini – tutto ciò sotto gli occhi del consumatore, che non può rendersi conto delle variazioni minime apportate e che quindi paga di più per avere di meno. A nostro avviso la riduzione delle dimensioni dei prodotti venduti mantenendo lo stesso prezzo è solo un modo subdolo per nascondere un aumento dei costi a danno dei consumatori visto che molto difficilmente si potrà notare il cambiamento. In Italia, al momento, non esiste ancora uno studio in merito ma sarebbe opportuno che Istat e Antitrust comincino ad analizzare tale fenomeno, che causa un danno notevole, sia dal punto di vista economico che di fiducia, al consumatore.”

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Gerarchizzazione delle procure?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

tribunale“Mi unisco alle preoccupazioni di una “deriva autoritaria” espresse da Autonomia e Indipendenza a causa di una circolare che il Csm starebbe mettendo a punto sulle Procure. Gerarchizzarle completamente, rafforzando i poteri del procuratore e togliendo ulteriormente autonomia ai pm sarebbe un errore gravissimo. Sarebbe auspicabile, invece, un’inversione di tendenza dopo l’errore fatto anni fa di accentrare i poteri nelle mani dei Procuratori della Repubblica. Mi auguro che il Csm rifletta bene e voglia difendere e rafforzare l’indipendenza dei singoli pubblici ministeri”. È quanto dichiara Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, responsabile del Dipartimento Giustizia del partito.

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Il regionalismo visto dal Centro-Sud Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

BariBari. «A Bari i dirigenti di Fratelli d’Italia del Mezzogiorno si sono riuniti per dar vita a una importante iniziativa a cui tengo molto dal titolo “Visto da Sud” per parlare di unità, di coesione nazionale, di sud e di una sfida che da buon partito patriottico noi vogliamo interpretare a 360 gradi: unità e sovranità nazionale. So che in questi giorni sono previste molte iniziative per i referendum di Veneto e Lombardia e che ha fatto discutere che io abbia detto che il tema non mi appassiona e che non sono favorevole per come sono stati posti. Qualcuno ha detto che non ho letto o che devo rileggere i quesiti e che forse non capisco l’italiano: il quesito l’ho letto e non sono ugualmente convinta ma credo dovrebbe rileggerlo anche chi dice che i referendum del 22 ottobre siano il primo passo verso l’indipendenza, perchè forse li ha capito ancora meno di me».
È quanto dice il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, in una diretta facebook fatta nel pomeriggio. «Non sono convinta da questi referendum: non siamo contrari a nuovi e maggiori percorsi di autonomia ma crediamo che questi vadano fatti in un percorso coordinato e controllato dallo Stato ovvero di unità nazionale. Per noi l’obiettivo è presidenzialismo e federalismo: una rivoluzione dell’assetto istituzionale che preveda uno Stato centrale completamente diverso, un governo scelto dai cittadini e un presidente eletto dirittamente dal popolo. In questo contesto è allora assolutamente giusto parlare di autonomia. «Nel documento redatto dai dirigenti di Fratelli d’Italia c’è la proposta di ridiscutere il regionalismo per come lo abbiamo conosciuto: non le regioni ma i comuni sono i veri campanili d’Italia su cui si fonda la nostra identità. Mi piacerebbe parlare di federalismo municipale, una sfida sulla quale sono più che disponibile, partendo ovviamente dal principio che lo Stato nazionale è l’unico che può difendere i diritti del popolo e dei cittadini: siamo più forti se siamo uniti e siamo pù deboli se siamo divisi», continua Meloni.
«Si è parlato soprattutto di Sud, di Mezzogiorno d’Italia, di regioni che sicuramente devono avere un altro passo – spiega il presidente di Fratelli d’Italia – Bisogna investire sul sud della responsabilità, della legalità e della meritocrazia, tirare fuori il meglio da realtà che non sempre hanno dato il meglio e partire dalle vocazioni del mezzogiorno d’Italia. In Sicilia ad esempio abbiamo aperto la campagna elettorale della lista del nostro candidato presidente Nello Musumeci che si chiama “Nello Musumeci presidente” e a cui Fratelli d’Italia partecipa, con una manifestazione nella quale abbiamo rilanciato la proposta di FdI di dimezzare l’iva sul turismo, che consideriamo un bene di prima necessità visto che l’Italia può vivere di turismo e portarla dal 10% al 5%. Non solo: abbiamo parlato di iniziative per favorire il lavoro, la natalità, le aree indiustriali e di tante questioni che fanno parte del nostro programma per la Sicilia e che faranno parte del nostro programma di governo nazionale».

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Un nuovo sistema previdenziale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

inpsPer avere un nuovo sistema previdenziale dovremmo cancellare la parola “previdenza” e sostituirla con “rendita”. Non è solo un aspetto formale bensì sostanziale. La modifica apportabile ci metterebbe nelle condizioni di contemperare due esigenze da parte dei beneficiari: quella di una rendita per quando si esce dal mondo le lavoro e per assicurarsi risorse economiche adeguate in tempi di magra e che oggi chiamiamo “risparmio”.
Il meccanismo può essere così sintetizzato: ogni dieci anni di lavoro si ha diritto a una rendita venticinquennale pari mediamente al 20% delle retribuzioni percepite in quest’arco di tempo. Un importo che può essere reinvestito negli anni successivi o reso disponibile.
Il meccanismo potrà funzionare al meglio se vi aggiungiamo delle variabili. La prima è di adeguare il lavoro alla propria efficienza fisica e attitudinale oltre che intellettiva. L’esempio tipico è dato dal calciatore professionista che tende ad appendere gli scarpini al chiodo intorno ai trenta-cinque anni ma non va di certo in pensione. Si cerca semplicemente un lavoro adeguato alla sua età. Da qui discende la necessità di lavorare secondo “misura” e farlo da adolescente per piccoli lavoretti e lo stesso dicasi da anziano. Quest’allargamento della vita lavorativa ci consentirebbe da una parte di cumulare “rendite” più elevate e, dall’altra, di restare attivi più a lungo, ma anche di consentire aggiornamenti professionali di una certa durata con retribuzioni ridotte per passare ad altri impieghi.
Le linee guida di questa nuova forma di impatto previdenziale e lavorativo sono state analizzate e approfondite dai Centri studi della Fidest e pronte per un progetto pilota che prevede anche le modalità operative per il passaggio da un sistema all’altro in progressione temporale. (Riccardo Alfonso)

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Sicurezza Alimentare Mondiale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

Fao-RomaLa 44a sessione della Commissione per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) – Fare la differenza nella sicurezza alimentare e nella nutrizione – ha approvato a chiusura della settimana di lavori nuove raccomandazioni sul ruolo di una gestione forestale sostenibile nel raggiungere la sicurezza e la nutrizione alimentare per tutti. Le raccomandazioni si concentrano sulla necessità di un approccio politico integrato per la silvicoltura, l’agricoltura, le risorse idriche e la sicurezza alimentare, rafforzando il coordinamento intersettoriale. I regimi di proprietà della terra e di altre risorse sono stati anche evidenziati come elementi chiave nell’approccio raccomandato, con la Commissione che ha riconosciuto che le Linee Guida Volontarie di CFS sulla proprietà potrebbero svolgere un ruolo più importante.La CFS ha anche discusso dell’urbanizzazione e dello sviluppo rurale e ha offerto una piattaforma per le parti interessate per lavorare insieme ed evitare di affrontare l’urbanizzazione e lo sviluppo rurale come settori separati, come spesso è stato nel passato. Questo è particolarmente vero nel contesto di un mondo sempre più urbanizzato e di grandi cambiamenti dei sistemi alimentari. Il numero di persone che vivono nelle città entro il 2050 salirà dal 50 al 66%.Nel corso dei prossimi due anni la Commissione esaminerà l’impatto dell’urbanizzazione sulle persone con redditi bassi e come promuovere il coinvolgimento e l’occupazione dei giovani e delle donne nei sistemi alimentari, incluso il collegamento dei produttori ai mercati.La sessione plenaria ha avuto inizio lunedì scorso con l’appello della FAO di nuovi sistemi alimentari per combattere la malnutrizione in tutte le sue forme. Il Direttore Generale della FAO, Jose Graziano da Silva, nel suo intervento ha alimentareaffermato che sono necessarie “politiche più attive” per garantire sistemi alimentari sostenibili, sottolineando che le aziende e i consumatori devono svolgere un ruolo più importante nella revisione dei sistemi alimentari mondiali in un momento in cui sia la fame che l’obesità sono in aumento.Durante una giornata dedicata alla nutrizione, partecipanti della società civile, del settore privato, degli agricoltori africani su piccola scala e altri, hanno presentato le buone pratiche e le lezioni apprese sugli investimenti in sistemi alimentari sani. Un messaggio ricorrente da parte di tutti i partecipanti è stato l’importanza di utilizzare le esistenti linee guida politiche della CFS, che potrebbero fare una grande differenza nella capacità dei governi di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Oltre 50 eventi collaterali hanno permesso ai partecipanti di approfondire una varietà di temi, dall’occupazione giovanile rurale all’imprenditorialità per la sicurezza alimentare e nutrizionale, dai pasti scolastici alle iniziative di protezione sociale in Medio Oriente e Nord Africa, dall’agricoltura intelligente dal punto di vista del clima alla minaccia della formazione di mega imprese agroalimentari per la sicurezza alimentare mondiale.
Alla cerimonia di chiusura, il Comitato ha dato il benvenuto al nuovo presidente eletto, Mario Arvelo, Rappresentante permanente della Repubblica Dominicana presso le agenzie delle Nazioni Unite di Roma. Con un background in diritto e scienze politiche, Mario Arvelo è diplomatico da più di vent’anni e ha svolto funzioni di presidenza di commissioni e partnership legati al settore alimentare e agricolo a livello globale e regionale (America Latina e Caraibi).La Commissione ha ringraziato la Presidentessa uscente, l’Ambasciatrice e Rappresentante Permanente del Sudan, Amira Gorness per il suo ottimo servizio nel corso dei due anni del suo mandato. (fao)

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Il PD perde consensi e il Centro destra li guadagna

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

elezioni1“Il Pd ormai è finito, è morto, non esiste più. Le due componenti, quella cattolica e quella post comunista, ormai sono al divorzio esplicito. Stanno insieme solo per ragioni di potere”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo alla trasmissione televisiva ‘La voce del mattino’ di AntennaTre Nordest. “Esiste, forse – ha aggiunto -, il PdR, Partito di Renzi, che è minoritario, poi c’è la sinistra a sinistra del Pd che ancora non è classificata.È la sindrome della sinistra: pensa di rappresentare il mondo e poi il Pd, se tutto va bene, è al 25%, la sinistra alla sinistra del Pd oscilla tra il 3-4%, si parlano tra di loro e pensano che il mondo siano loro. Nel frattempo – ha sottolineato – noi stiamo vincendo nel Paese”.
“Forza Italia è il partito centrale in Veneto e in Italia, e gli stati generali di Mestre rappresentano il ‘rinascimento’, la ripartenza del movimento azzurro”. Lo ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, intervenendo alla trasmissione televisiva ‘La voce del mattino’ di AntennaTre Nordest.“Per tutto il centrodestra – aggiunge – spira un’aria assolutamente positiva, tutti i sondaggi danno il centrodestra unito avanti di dieci punti rispetto al M5S e alla sinistra. E con questa nuova legge elettorale la nostra coalizione potrebbe essere assolutamente vincente, addirittura con la maggioranza assoluta sia alla Camera che al Senato”.

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3° IPS Day Nazionale: Riabilitazione Psichiatrica o politica attiva del lavoro?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

bolognaBologna Lunedì 16 ottobre, a Bologna, alla Casa dei donatori AVIS. Conclude i lavori Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sostenere i cittadini con disagio psichico che manifestino il desiderio di lavorare nella ricerca di un impiego, indipendentemente dalla diagnosi, dal livello di istruzione, dal retroterra socio-culturale e dalla storia lavorativa. E’ l’obiettivo del metodo IPS (Individual Placement and Support), ampiamente sperimentato a livello internazionale, la cui efficacia è ormai dimostrata da evidenze scientifiche. L’Emilia-Romagna è stata la prima regione italiana ad aver sperimentato il metodo IPS. A Bologna nel 2016 sono state 172 le persone con disagio psichico che hanno trovato lavoro grazie alla applicazione di questo metodo, nei servizi alla persona, in attività di ristorazione, in agricoltura, nel turismo. I vantaggi di questo modello di inserimento lavorativo saranno al centro del 3° IPS Day Nazionale, che si terrà lunedì 16 ottobre a Bologna, presso l’Aula Cesari Casa dei donatori di Sangue AVIS, in via dell’Ospedale 20, a partire dalle 8,30. Parteciperanno, tra gli altri, Paola Cicognani e Mila Ferri, rispettivamente Direttore della Agenzia Regionale per il lavoro e Dirigente dell’Area della Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche della Regione Emilia-Romagna, e Angelo Fioritti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Patologiche della Azienda USL di Bologna. Conclude i lavori Giuliano Poletti, Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali.

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Danni d’amianto e risarcimenti

Posted by fidest press agency su domenica, 15 ottobre 2017

amiantoL’esposizione all’amianto è senz’altro causa di patemi d’animo e turbamenti per chi ha lavorato per anni senza adeguate protezioni, come tanti lavoratori italiani che ancora oggi ne pagano le conseguenze così come i loro familiari che ne hanno visti tanti strappati alla vita. Di questo lo “Sportello dei Diritti”, ne ha parlato più volte evidenziando analoga consapevolezza maturata nella giurisprudenza, anche di legittimità secondo la quale anche la paura di ammalarsi di cancro per un lavoratore che ha placche pleuriche per essere stato esposto per lungo tempo all’amianto deve essere risarcita. È quindi, legittima la parametrazione del danno morale ai patemi e turbamenti provati per il sospetto di una malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Peraltro, le prestazioni del fondo vittime dell’amianto sono comunque cumulabili con il risarcimento a carico del datore e le rendite Inail, diretta o in favore dei superstiti. Ad affermare questi importanti principi, la sentenza 24217/17, depositata il 13 ottobre dalla sezione lavoro della Cassazione che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene un precedente assai significativo. Nella fattispecie è stato rigettato il ricorso dell’autorità portuale avverso la sentenza resa dalla Corte d’Appello di Venezia che l’aveva condannata a risarcire i danno patrimoniali e non ad un dipendente che aveva lavorato per anni quale scaricatore di porto e poi ammalatosi per l’inalazione delle microfibre di asbesto. Per i giudici di legittimità dev’essere affermata la responsabilità ai sensi dell’articolo 2087 del codice civile nei confronti dell’Autorità Portuale che dal ’95 è subentrata al provveditorato del porto e non ha introdotto l’uso delle mascherine nello svolgimento delle operazioni. Anche se il dipendente aveva cominciato a lavorare nel lontano 1968, non si può certo affermare che all’epoca non si conoscessero i rischi dell’asbesto, come già da tempo la Corte di Cassazione ha ricordato la raggiunta conoscenza di tale pericolosità ai primi anni del Novecento (cfr., ex plurimis, Cass. n.4721/1998; Cass. n.18626/2013; Cass.n.18041/2014; Cassi 7258/2016). Pertanto, per quanto puntualmente questa Corte ha ricostruito in materia di lavorazioni pericolose ed esposizione alle polveri di amianto, di cui in questa sede giova citare soltanto il R.D. n.442/1909 che, approvando il regolamento per il T.U. della legge per il lavoro delle donne e dei fanciulli, all’art. 29, tabella B, n. 12, già includeva la filatura e tessitura dell’amianto tra i lavori insalubri e pericolosi nei quali l’adibizione delle donne e dei fanciulli era vietata o sottoposta a speciali cautele, con una specifica previsione dei locali ove non era assicurato il pronto allontanamento del pulviscolo. Alla datrice di lavoro doveva essere ben nota l’intrinseca pericolosità delle fibre d’amianto, materiale il cui uso risulta fin dal principio dello scorso secolo sottoposto a particolari cautele, indipendentemente dalla concentrazione di fibre per i periodi temporali di esposizione per attività lavorativa. In definitiva, il risarcimento riconosciuto è legittimo e la Corte d’Appello ha commisurato il danno morale spettante all’appellante precisamente al patema e al turbamento provati per il sospetto di malattia futura, correlata al maggior rischio di contrarre il mesotelioma (tumore maligno) rispetto a soggetti con storie espositive comparabili non affetti da placche pleuriche (paura di ammalarsi). Perciò la quantificazione del danno morale, lungi dal conseguire da meccanismi semplificati di liquidazione automatica, è scaturita da un’adeguata e circostanziata “personalizzazione” del pregiudizio subito e, pertanto, risulta adeguata ai criteri generalmente accolti.

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