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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

Renzi l’infiltrato?

Posted by fidest press agency su domenica, 22 ottobre 2017

matteo renziE’ notorio che Silvio Berlusconi da anni cerca d’individuare quello che potrebbe essere il suo successore in politica. Di nomi, a questo riguardo, ve ne sono stati da Fini ad Alfano, da Totti a Zaia e diversi altri, ma alla prova dei fatti non hanno soddisfatto le sue aspettative anche in seguito alla fiera opposizione interna di altri che si ritenevano i suoi eredi naturali e hanno cercato in tutti i modi di tarpare le ali allo “uccello reale”. Da qui il sospetto che abbia voluto ovviare alle difficoltà nella scelta e nella tenuta del candidato cercando di catturarlo altrove con il doppio raffinato proposito di prendere due piccioni con una fava. Ora se analizziamo la storia politica di un Matteo Renzi, pervenuto dal nulla, che di colpo conquista la segreteria politica del PD e qualche mese dopo diventa presidente del Consiglio e poi fa di tutto per scompaginare le carte nell’ambito del proprio movimento politico liberandosi degli avversari scomodi e, guarda caso, lo sono anche di Berlusconi, per imprimere una svolta tutta “centrista” per quello che era un centro-sinistra, sembra proprio che ogni casella del puzzle vada al suo posto. Persino nell’operato del governo le vicinanze dei due uomini si rendono più evidenti. Renzi ottiene quello che Berlusconi non era riuscito a fare: l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e la conseguente riduzione dei loro diritti, un maggiore sostegno economico agli imprenditori, l’affossamento delle politiche meridionaliste e via di questo passo in chiave di giustizia e d’istruzione con quella presa in giro che si chiama “buona scuola”. Che vogliamo di più e di meglio? Oggi nonostante il passo falso del referendum costituzionale dello scorso anno che lo ha visto perdente scatenando le ire dell’ex suo sostenitore Giorgio Napolitano, c’è ancora il buon Silvio che preferisce nuovamente metterlo alla prova. Male che vada può sempre contare su un certo numero di voti che Renzi, in qualche modo, racimolerà e che permetteranno al centro destra di governare agevolmente per buona pace di tutti. (Riccardo Alfonso)

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