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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 7 novembre 2017

Libano, il premier Saad Hariri si dimette e accusa Iran e Hezbollah

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Saad HaririIl premier dimissionario teme anche per la sua vita e ora si trova a Riad. Il padre, Rafiq Hariri, fu ucciso nel 2005, e il figlio ha sempre puntato il dito contro il ‘Partito di Dio’. Il Libano torna a vivere ore di tensione, il premier Saad Hariri ha dato le dimissioni a meno di un anno dalla creazione del governo, nel dicembre 2016. Una decisione inaspettata, dal suo stesso esecutivo, e resa pubblica dall’estero, infatti Hariri si trova a Riad in visita.Il leader sunnita libanese accusa senza mezzi termini l’Iran di avere un effetto destabilizzante sulla regione, perché Teheran ha “un forte desiderio di distruggere il mondo arabo. L’Iran controlla la regione e le decisioni prese sia in Siria che in Iraq“, “semina discordia tra i figli di una stessa nazione e crea uno Stato nello Stato, al punto da avere l’ultima parola su come vengono gestiti gli affari libanesi”. Saad Hariri è nato 47 anni fa proprio a Riad, come il padre Rafiq, ucciso in un attentato a Beirut nel 2005. Hariri è legato a filo doppio con il Regno wahabita di cui condivide da sempre le dure critiche contro l’Iran e l’alleato libanese Hezbollah, il Partito di Dio sciita. “Dovunque sia coinvolto, non c’e’ altro che devastazione e caos“, ha aggiunto il premier dimissionario, che attacca anche gli alleati libanesi di Teheran, Hezbollah, il cui interventismo, in primis in Siria a fianco delle truppe del presidente Bashar al-Assad, “ci ha causato problemi con i nostri vicini arabi“, ha spiegato Hariri. “Hezbollah ha usato il suo arsenale contro i nostri fratelli siriani e yemeniti e anche contro il popolo libanese”.
E come il padre Hariri ha sottolineato di temere per la propria vita: “C’è un clima simile all’atmosfera che aveva prevalso prima dell’assassinio di Rafiq Hariri“, all’epoca primo ministro, ucciso in un attentato a Beirut il 14 febbraio 2005. Per quell’attentato, Saad Hariri ha sempre accusato Hezbollah di essere mandante ed esecutore. L’emittente emiratina Al-Arabiya ha rivelato poco dopo le annunciate dimissioni che pochi giorni fa nella capitale libanese è stato sventato un piano per ucciderlo.
L’ufficio del presidente cristiano maronita Michel Aoun, alleato di Hezbollah, ha confermato le dimissioni del premier, e ha fatto sapere di essere “in attesa del ritorno di Hariri a Beirut per chiedere informazioni sulle circostanze della sua decisione e decidere i prossimi passi”.
Per il leader druso, Walid Jumblatt, “il Libano è troppo piccolo e vulnerabile per sopportare il carico economico e politico che viene da queste dimissioni“. Da qui il reiterato “appello al dialogo tra Arabia Saudita e Iran“.Da Riad il ministro saudita per gli Affari del Golfo, Thamer al-Sabhan, ha subito twittato “le mani del tradimento e dell’aggressione saranno tagliate”.
Teheran ha respinto le accuse tramite il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Bahram Ghassemi, che ha avvertito che “le dimissioni sono destinate a creare tensioni in Libano e nella regione“. (Fonte: Quotidiano.net) Nella foto: il premier libanese Saad Hariri, ora dimissionario (Emanuel Baroz)

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VanEck’s MVIS® is the First Major Index Provider to Offer Digital Asset (Crypto) Indices

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

francoforteFrankfurt. MV Index Solutions (MVIS) in partnership with CryptoCompare – an established London-based digital asset data provider – has launched a series of digital assets indices designed to most accurately track the performance of the otherwise fragmented global digital assets markets. The MVIS CryptoCompare Indices are the first to meet investment industry benchmarking standards by providing a public rulebook for fork treatments and other events, industry-wide data distribution, proper identifiers and further standard index governance requirements that are expected from a regulated, unaffiliated, major benchmark provider. MVIS CryptoCompare Indices utilise the most comprehensive digital asset pricing methodology incorporating pricing and trade data from 50+ major digital asset exchanges around the world. Prices are weighted by volume on 24/7 basis in order to facilitate global price discovery and best reflect the most accurate state of the digital assets markets. An index capping methodology for multi-component indexes promotes diversification and increases exposure to emerging digital assets.
The indices are robust and transparent benchmarks that can potentially be used for active and passive portfolio strategies, futures contracts and other derivatives as well as further standard investment instruments.

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The Fureys: per la prima volta in Italia la storica band irlandese

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

The FureysRoma Giovedì 7 dicembre 2017 (Ore 22) Scholars Lounge – Via del Plebiscito, 101b. I Fureys sono una delle leggende della musica irlandese e arrivano per la prima volta in Italia. La formazione, che propone canzoni folk irlandesi, con riferimenti alla musica tradizionale irlandese, si esibirà in esclusiva a Roma in un imperdibile concerti in programma giovedì 7 dicembre, alle ore 22, a Roma, allo Scholars Lounge (Via del Plebiscito, 101b), l’unico vero pub irlandese di Roma, che proprio di recente è stato insignito del riconoscimento come miglior pub irlandese al mondo agli Irish Pubs Global Awards, gli oscar dei pub irlandesi. Il gruppo era formato inizialmente da quattro fratelli cresciuti a Ballyfermot, Dublino: Eddie, Finbar, Paul e George Furey. Prima che si formasse la band, però, due dei fratelli giravano in “duo”, conosciuti semplicemente con i loro nomi, Eddie e Finbar Furey. Per un certo periodo nel 1969-1970, il duo si esibì con i The Clancy Brothers , gruppo musicale folk di origine irlandese molto popolare negli Stati Uniti in quegli anni; da questa collaborazione artistica nacquero due album e il secondo contiene due canzoni composte dai fratelli Fureys: “Flowers in the Valley” e “Jennifer Gentle”.Nel frattempo, il fratello Paul Furey, insieme a Davey Arthur e Brendan Leeson, aveva formato una band chiamata The Buskers. Il Gruppo The Fureys si è formato praticamente per caso: George, Paul e Davey stavano suonando in Danimarca con la propria band, i Buskers, quando appresero che Eddie e Finbar, mentre erano in Germania, erano stati convolti in un incidente; a quel punto George e Paul raggiunsero immediatamente i fratelli in Germania. Il ricongiungimento fu l’occasione per decidere di suonare tutti insieme, e da qui ha avuto inizio l’attività dei Fureys.Nel corso degli anni ci sono stati dei cambiamenti: Finbar lasciò la band nel dicembre del 1996 per intraprendere la carriera solista; il fratello Paul morì improvvisamente nel giugno 2002; Davey ha avuto un problema di salute nel marzo 2014 ed è ancora in fase di ripresa. Tuttavia George e Eddie hanno continuato ad andare in tour e pubblicheranno un nuovo CD per celebrare il loro 40 ° anniversario nel 2018.
I FUREYS hanno girato il mondo per 39 anni ed hanno avuto la possibilità di esibirsi davanti ad un pubblico degno di nota come l’ex premier australiano John Howard, l’ex presidente irlandese Mary McAleese e il papa Giovanni Paolo II, mentre Tony Blair ha dichiarato pubblicamente che la sua canzone preferita di tutti i tempi è “The Green Fields of France” dei Fureys che in Irlanda è rimasta in vetta alla classifica per ventiquattro settimane. Nel 1981 i Fureys pubblicarono il loro singolo di successo “When You Were Sweet Sixteen”, che è diventata una hit mondiale, raggiungendo la posizione n. 14 nella classifica dei singoli nel Regno Unito, la prima posizione in Irlanda e la posizione n. 9 in Australia.
Tra i loro successi “The Old Man”, “Red Rose Café”, “Her Father Didn’t Like Me Anyway”, “Leaving Nancy”, “Steal Away” e “Gallipoli”.Il più grande dei fratelli, Eddie Furey, se ne andò di casa nel 1966 ed è stato in Scozia nel momento della grande rinascita popolare e lì ha incontrato e condiviso alloggi a Edimburgo con cantanti popolari e famosi come Billy Connolly, Gerry Rafferty, Tam Harvey e Alex Campbell. Nel 1973 si trasferì in Europa continentale dove viaggiò per un certo numero di anni, riscuotendo un certo successo, soprattutto in Germania. Dave Stewart degli Eurythmics ha imparato da Eddie i primi accordi di chitarra quando si sono incontrati nel Nord Est dell’Inghilterra, mentre Dave era ancora un adolescente.Un’altra esclusiva per lo Scholars Lounge, che in questi anni ha proposto le migliori band di musica irlandese e non solo, portando in Italia artisti in esclusiva, come i Wolfe Tones, protagonisti nel 2015 di due memorabili e affollati concerti.
I biglietti per il concerto dei Fureys (in vendita la prezzo di 25 euro) possono essere acquistati presso lo Scholars Lounge di Roma, in Via del Plebiscito, 101/b, tutti i giorni, a partire dalle ore 17 (foto: The Fureys)

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EIT Digital at Smart City Expo World Congress

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

barcellonaBarcelona. For the second year in a row, EIT Digital will exhibit on Nov 14-16 at SCEWC -the world largest congress regarding Smart Cities- and will proudly present to the thousands of visitors its 2017 Innovation Activities for Digital Cities, a pillar Action Line for EIT Digital.The Digital Cities Action Line leverages the digital transformation of the cities through centralised, participative and collaborative interactions between city actors: government, city service providers, industry, and citizens. This transformation enables the deployment of disruptive information, mobility and safety services in the cities.During the 3-day-long Congress, our booth will host pitches, presentations, 1 to 1 meetings, business networking and several activities to be announced on our Social Media Channels (Twitter, Facebook, LinkedIn and YouTube). Come meet our staff and interview our fantastic Innovation Activities and 3. For our Digital Cities Action Line Leader, Stéphane Péan, ”SCEWC is the most important international event of the year on Digital Cities.” He leads a Pan-European group of talented researchers from the large corporates integrating EIT Digital’s ecosystem which will be next week a Barcelona represented by “a great selection of disruptive innovation activities presenting their breakthrough solutions with great announcements for the future of EU urban settlements.”

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Stenosi aortica grave: ecco i criteri di appropriatezza per il trattamento

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

stenosi aorticaUna dozzina di società scientifiche americane, con in testa American College of Cardiology e American Heart Association, hanno stilato i criteri di appropriatezza (Auc) per il trattamento di pazienti con stenosi aortica grave: «Abbiamo identificato 95 scenari clinici e fino a sei possibili opzioni di trattamento, suddividendo le opzioni per ogni scenario in tre categorie: appropriate, probabilmente appropriate o raramente appropriate» spiega Robert Bonow, della Northwestern University di Evanston, Illinois, a nome del gruppo di esperti che ha curato il documento di indirizzo pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. Sostituzione chirurgica (SAVR) e sostituzione transcatetere della valvola aortica (TAVR) vengono considerate opzioni appropriate per la maggior parte dei pazienti con stenosi aortica sintomatica e rischio chirurgico intermedio o elevato, mentre in altri casi permane una sostanziale incertezza nel valutare l’appropriatezza della procedura: «Lo scopo di questo documento è fornire una guida per i medici nella cura dei pazienti con grave stenosi aortica, identificando le opzioni più ragionevoli sulla base dei numerosi scenari clinici con cui un paziente potrebbe presentarsi» spiegano Bonow e colleghi. Nella maggior parte dei soggetti con stenosi aortica sintomatica a rischio chirurgico medio o alto appare opportuno sostituire la valvola aortica per via chirurgica o transcatetere. Viceversa, negli individui asintomatici la procedura è appropriata solo in alcuni casi: per esempio nelle professioni ad alto rischio come i piloti, o in chi ha avuto risultati patologici dopo un test da esercizio. «In sintesi, il documento vuole migliorare sia la capacità decisionale del medico sia la qualità delle cure al paziente» concludono gli esperti. «Dato il rapido sviluppo delle conoscenze scientifiche e dei progressi tecnologici, ci aspettiamo che queste indicazioni vengano ulteriormente ampliate e implementate nei prossimi anni» (fonte doctor33) (foto: stenosi aortica)

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La Lectio Magistralis di Uto Ughi incanta l’Aula Magna

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Musella,_ Ughi_PaciulloPerugia – Si è tenuta nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia la “lectio magistralis” del celebre violinista Uto Ughi dal titolo “I giovani e la musica”. Il protagonista della giornata è stato il maestro che ha affrontato un tema a lui molto caro: il rapporto tra la musica e i giovani. All’incontro, promosso in collaborazione con il progetto “Omaggio all’Umbria”, è intervenuta Laura Musella, ideatrice del progetto musicale e Maria Teresa Severini, assessore alla Cultura del Comune di Perugia. Ad introdurre la Lezione è stato il rettore, il prof. Giovanni Paciullo che l’ha definita “un’iniziativa di alto profilo culturale”. La musica – ha detto il rettore Giovanni Paciullo – non ha una sintassi di parole mute, ma di parole che devono guidare questi percorsi. Ricordavo prima quanto importanti sono alcune sue annotazioni che accompagnano i suoi concerti e quanto a me e a tanti di noi – ha sottolineato il rettore – sono stati utili in questi percorsi. Oggi spero sia una delle tappe in cui possa continuare questo percorso con lui in queste aule nelle quali le eccellenze della cultura italiana non si sono solo affacciate ma hanno avviato un colloquio. Sarà una lezione sui linguaggi della musica secondo un percorso che ha avuto momenti importanti di approfondimento per il Maestro Ughi come, ad esempio, Aula Magna Ughii colloqui di Camogli con Umberto Eco che hanno appunto approfondito profili importanti sui quali alcuni nostri colleghi riflettono nella nostra università. Abbiamo affrontato – ha aggiunto Paciullo – anche noi la questione di avvicinare i giovani alla cultura, e alla formazione all’interno di questo ateneo e di avvicinarli ad una musica che stimoli sensibilità che li guidi in questo percorso all’interno dell’Italia e delle sue bellezze delle quali non è soltanto sede ma anche elemento di profonda attrazione”. Il maestro Uto Ughi dopo aver tracciato il suo percorso artistico costellato di curiosi aneddoti ed incontri, da Madre Teresa di Calcutta a Papa Wojtyla fino ai grandi direttori (Barbirolli, Bychkov, Celibidache, Cluytens) ha parlato dell’importanza di acquisire un approccio più approfondito nell’ascolto della “grande” musica: “Mai come oggi – ha asserito il maestro Uto Ughi nel corso della sua lectio – credo sia utile rendere la musica per un musicista più comprensibile con ogni mezzo, anche con le parole, ma anche dare una piccola idea che aiuti l’ascoltatore a comprendere meglio il repertorio musicale. Mi capita spesso di farlo prima di un concerto, di dare dei cenni storici, estetici e spirituali del pezzo che hanno scaturito il capolavoro in programma. Credo sia stimolante anche per il pubblico, perché la musica non è un passatempo passivo che si ascolta senza impegno. La “grande” musica scaturisce da un pensiero, da una riflessione, da una meditazione, dalle sofferenze ed esperienze di una vita e quest’incontro rappresenta l’esempio di un dialogo che porta nuove idee, nuove energie ed ispirazioni”. (foto: Musella,_ Ughi_Paciullo, Aula Magna Ughi)

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Fibrosi Cistica, in Italia nuova terapia mucolitica inalatoria

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

3D medical illustration - lungs with visible bronchi -back viewÈ disponibile in Italia una nuova opzione di cura per chi è affetto da fibrosi cistica: è una terapia mucolitica inalatoria a base di mannitolo in polvere (Bronchitol), per rispondere all’esigenza dei pazienti di avere a disposizione una terapia non soltanto efficace e ben tollerata nel lungo periodo, ma anche maneggevole nell’utilizzo quotidiano e con una maggiore velocità di somministrazione rispetto alla terapia aerosolica. A farlo sapere è una nota di Chiesi, l’azienda che la commercializza, che ricorda che la patologia è una malattia genetica rara che insorge alla nascita e con cui si è costretti a convivere per tutta la vita: oggi in Italia ne soffrono circa 6.000 persone. «La terapia inalatoria è stata una delle rivoluzioni più importanti per il miglioramento della cura della Fibrosi Cistica, in quanto consente una migliore nebulizzazione del farmaco per raggiungere le vie aeree più profonde dove si concentra il muco più denso» spiega Valeria Raia, Presidente della Società Italiana per lo Studio della Fibrosi Cistica. «Grazie a terapie efficaci, ben tollerate ed eseguite in maniera corretta e costante nel tempo, i bambini che nascono con questa malattia hanno oggi la possibilità di diventare adulti in buona salute e di avere una qualità di vita al pari dei loro coetanei. La velocità di somministrazione e la rapidità d’azione del farmaco rappresentano elementi fondamentali per far sì che il paziente percepisca il beneficio della cura che sta facendo e aumenti il grado di aderenza alla terapia». «Lavorare nel campo delle malattie rare rappresenta una sfida e una grande responsabilità nei confronti dei pazienti e dei medici che li hanno in cura – dichiara Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia. Con specifico riferimento alla Fibrosi Cistica, l’impegno di Chiesi si concentra sull’obiettivo di mettere a disposizione soluzioni terapeutiche nuove e sempre più ‘a misura di paziente’, consapevoli che in gioco non c’è soltanto la sopravvivenza, ma anche una migliore qualità della vita delle persone che nascono con questa grave malattia genetica». (foto: fibrosi cistica) (fonte: farmacista33)

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Festa a Roma per i 30 anni di Erasmus

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

erasmusRoma. Si terrà presso la Sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio di Roma) l’8 e 9 novembre l’evento dell’Agenzia Nazionale per i Giovani “10.30.60 E ora è ora” per festeggiare i 10 anni di attività dell’Agenzia insieme ai 30 anni del programma Erasmus nell’ambito dei 60 anni dei Trattati di Roma.Alla festa, patrocinata dal Ministero del Lavoro, Dipartimento della Gioventù, Regione Lazio, Roma Capitale, CONI, CIP, Corriere Buone Notizie, con la media partnership della RAI, condotta da Federico Taddia, con la partecipazione di Pierluigi Pardo e Mia Ceran, interverranno numerosi ospiti: da Andrea Pezzi a Claudio Coccoluto, a Tommaso Paradiso (Thegiornalisti), da Fabio Zaffagnini (ideatore di Rockin’ 1000) a Beatrice Venezi (direttore d’orchestra più giovane d’Europa), da Alex Bellini (esploratore italiano) a Marco Fassinotti (atleta FIDAL). Ci saranno anche gli atleti paralimpici Chiara Coltri e Giulio Maria Papi, e gli atleti della nazionale di calcio con sindrome di down vincitori dei mondali 2017.L’iniziativa vuole raccontare i risultati ottenuti in questi anni di attività, che hanno visto la partecipazione di oltre 110.000 giovani italiani ai programmi europei per un totale di più di 92 milioni di euro investiti, commentati con il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Luigi Bobba, il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi ed il Ministro della Coesione territoriale Claudio De Vincenti. E ancora, le storie dei protagonisti di questi 30 anni di mobilità europea, di coloro che, grazie alle esperienze di mobilità in Europa si sono formati, hanno cambiato vita, hanno trovato la loro strada, hanno aperto la loro mente e sono diventati ancora di più cittadini europei.
Appuntamento quindi a Roma, con oltre 200 giovani, a partire della 14.30 dell’8 novembre e il giorno successivo dalle 9 alle 13, per ricordare i successi passati e presenti e per gettare le basi per il futuro in Europa, perché “ora è ora” e il meglio deve ancora venire.
Fino al 9 novembre 2017, in occasione delle celebrazioni, il MAXXI espone, nella Sala Carlo Scarpa dedicata al progetto di alternanza scuola-lavoro, un murales realizzato dal diciassettenne venezuelano Santiago Di Gennaro in occasione dei 30 anni di Erasmus. Il lavoro è stato realizzato dal giovane appassionato di arte in occasione della Settimana Europea della Gioventù dello scorso maggio 2017.

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L’arpa di Debussy e Ravel: concerto a Univ.Roma TorVergata

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

foto giraldiRoma Mercoledì 8 novembre alle 18 per i concerti dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) il Gruppo strumentale Musica d’Oggi, diretto da Luca Bagagli con Augusta Giraldi solista all’arpa, presenta musiche di tre autori del Novecento storico, ovvero Claude Debussy e Maurice Ravel, i due maggiori esponenti dell’impressionismo musicale, e Giorgio Federico Ghedini, un compositore italiano assolutamente da riscoprire. A loro è accostato un compositore contemporaneo italiano di nascita, anzi romano, ma francese di formazione, Marcello Panni.Apre il concerto Adagio e Allegro da concerto per sette strumenti (arpa, flauto, clarinetto, corno, violino, viola e violoncello) di Ghedini: questo brano, composto nel 1936 a quarantaquattro anni, rivela l’arte raffinata e la magistrale tecnica del compositore piemontese e la sua volontà di fondere gli stilemi della musica del passato con il linguaggio musicale moderno. Segue O Roma o morte! Frammenti su un’opera su Garibaldi di Panni: questi quattro frammenti sono ricollegabili alla sua opera tratta da una serie da Les Garibaldins di Alexandre Dumas e rappresentata al Teatro San Carlo di Napoli nel 2005.
Seguono le due Danze – la Danse Sacrée e la Danse profane – per arpa cromatica e orchestra d’archi, composte da Debussy nel 1904 su richiesta della ditta costruttrice di strumenti musicali Pleyel, che voleva lanciare sul mercato un nuovo modello di arpa: quello strumento ebbe vita breve ma le due danze di Debussy sono rimaste un vertice del repertorio dell’arpa e possono essere messe accanto ad alcune sue celebri pagine pianistiche liberamente ispirate all’antica Grecia. Conclude il concerto BagagliIntroduzione e Allegro per sette strumenti (arpa, flauto, clarinetto e quartetto d’archi) scritto da Ravel nel 1905 su richiesta di un’altra ditta costruttrice d’arpe, che era in concorrenza con quella che l’anno prima si era rivolta a Debussy. Con questo brano Ravel partecipò per la quarta e ultima volta al prestigioso concorso “Prix de Rome” e non solo fu ancora una volta bocciato ma un membro della giuria giunse perfino a dichiarare: “Il signor Ravel può anche ritenerci dei vecchi tromboni, ma non ci farà mai passare per imbecilli”. Però questa bocciatura sollevò uno scandalo e finì per giovare a Ravel più di una vittoria.
Il Gruppo strumentale Musica d’Oggi sarà diretto da Luca Bagagli, direttore d’orchestra nonché violinista e compositore, specializzato nella musica moderna. È attivo anche nel campo della musica pop e rock ed ha suonato con Bruce Springsteen. La solista all’arpa sarà Augusta Giraldi, che è stata premiata in vari concorsi nazionali e internazionali ed ha suonato in tutta l’Europa, in America e in estremo oriente, sotto la guida di importanti direttori come Muti, Pappano, Gergiev, Maazel, Prêtre, Dudamel, Gatti e Temirkanov. (foto: giraldi, Bagagli)

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La pittura in Italia: anni ’30 – anni ’50

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Mario SironiRenato Guttuso1Reggio Emilia sabato 18 novembre 2017, alle ore 17.30, la Galleria de’ Bonis in Viale dei Mille n. 44 inaugurerà “La pittura in Italia, anni ’30 – anni ’50”, una ricca collettiva che, fino al 13 gennaio 2018, si propone di esplorare lo scenario artistico nazionale in tre decenni cruciali per la storia italiana.In quegli anni, prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Italia vede la stabilizzazione del fascismo, lo scoppio della Guerra, l’uscita dal conflitto e una lenta ricostruzione. (Orari: da martedì a sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, giovedì ore 10.00-13.00. Per le festività natalizie la galleria sarà chiusa in data 24, 25, 26, 30, 31 dicembre 2017 e 1, 2, 6 gennaio 2018).
Molti artisti furono coinvolti o si impegnarono attivamente su fronti diversi: chi si mise al servizio del fascismo (come Sironi), chi entrò nelle file della Resistenza (come Guttuso, Morlotti, Birolli), chi rimase neutrale e proseguì la propria attività artistica in modo pressoché immutato, come Morandi, che continuò a dipingere le sue nature morte e i paesaggi familiari, quasi a proteggersi dallo sconvolgimento che scuoteva l’Italia.In mostra saranno esposti importanti olii dei più grandi artisti figurativi del Novecento Italiano, che hanno scritto la storia della pittura soprattutto in quei tre decenni: Renato Guttuso, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Renato Birolli, Alberto Gianquinto, Mino Maccari, Ennio Morlotti, Alberto Sughi, Renzo Vespignani.
Le opere saranno in parte inerenti agli eventi bellici, alla ricostruzione e alle relative conseguenze, e in parte del tutto avulsi, per osservare come si è sviluppato lo stile pittorico e il sentire personale di ciascuno di essi in quegli anni “caldi”.
La guerra e l’attualità sociale e politica in anni particolarmente intensi, infatti, non sono sempre presenti nella pittura in modo diretto, ma influenzano fra le righe lo stile degli artisti. È dunque particolarmente interessante osservare la produzione dei principali artisti italiani duranti questi anni di cambiamenti, di declino, di guerra, di ricostruzione.
Renato GuttusoOLYMPUS DIGITAL CAMERANel trentennio ’30 – ’50, del resto, nacquero e si svilupparono importanti movimenti artistici dei quali alcuni degli artisti in mostra fecero parte, per esempio Corrente, cui aderirono Guttuso, Birolli e Morlotti, e il Fronte Nuovo delle Arti. Le tensioni sociali infatti, come spesso accade, fecero da propulsore per lo sviluppo artistico e culturale del Paese.
L’arte è stato uno strumento per esorcizzare gli spettri durante gli anni più duri per il nostro Paese e poi uno strumento di catarsi per il superamento del trauma bellico. L’arte negli anni ’40 diede anche una grande spinta alla ricostruzione culturale del Paese su basi di rinnovata consapevolezza, nate dall’aver elaborato e metabolizzato gli eventi storici.
“La pittura in Italia, anni ’30 – anni ’50” è parte della quarta edizione di “In Contemporanea”, rassegna che dal 2017 diventerà rete di gallerie, con un maggior numero di proposte distribuite nel corso dell’anno. Tra i primi appuntamenti si segnalano: dal 17 novembre al 1 dicembre 2017, “In Contemporanea a Palazzo Magnani”, una serie di incontri dedicati ai mestieri dell’arte; il 16 e il 17 dicembre 2017, “In Contemporanea fiera diffusa”, weekend all’insegna dell’arte con apertura delle gallerie aderenti ad orario continuato, dalle 10.00 alle 20.00. (foto: mario sironi, Renato Guttuso)

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I giovedì della Villa: Un nuovo museo a Parigi

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

museo parigi1Roma 9 novembre ore 19 Accademia di Francia a Roma – Villa Medici viale Trinità dei Monti, 1 Per I Giovedì della Villa, ideati dalla direttrice Muriel Mayette-Holtz e curati da Cristiano Leone, Martin Bethenod racconterà gli obiettivi del nuovo ambizioso progetto culturale della collezione Pinault per il museo della Bourse de Commerce a Parigi, seguito alle 20.30 dal concerto del celebre clavicembalista francese Pierre Hantaï che eseguirà le Suite di Bach e di Händel. Direttore dal 2010 di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, Martin Bethenod sarà il responsabile del futuro museo della Bourse de Commerce a Parigi. Questa nuova fase della collezione Pinault verrà inaugurata nel 2019 nello storico edificio restaurato dall’architetto Tadao Ando. Il progetto culturale della collezione Pinault si sviluppa, dal 2006, secondo un triplice principio. Innanzitutto una rete di musei permanenti sul territorio di Venezia: Palazzo Grassi cui, dal 2013, è stato integrato un auditorium, Il Teatrino, e Punta della Dogana, tutti e tre concepiti – o riadattati – da Tadao Ando. In secondo luogo un programma di mostre fuori le mura, in collaborazione con diverse istituzioni in Francia e all’estero. Infine, lo sviluppo di iniziative di sostegno alla creazione e di promozione della storia dell’arte, come la residenza artistica di Lens o il premio Pierre Daix. Pierre Hantaï, clavicembalista nato nel 1964, inizia a studiare da museo parigiautodidatta la musica che più lo appassiona per poi proseguire il suo percorso formativo con il clavicembalista americano Arthur Haas. Viene in seguito invitato dal celebre Gustav Leonhardt a seguire un corso di due anni ad Amsterdam. Fin da giovanissimo, si esibisce con alcune delle personalità che più hanno segnato il piccolo mondo della musica antica: i fratelli Kuijken, Gustav Leonhardt, Philippe Herreweghe, Jordi Savall. La sua incisione delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach lo consacrerà definitivamente al grande pubblico. Ha suonato e inciso gran parte del repertorio elisabettiano (Bull, Byrd, Farnaby, Bach, Couperin), e continua a portare avanti un fine lavoro di approfondimento dell’opera di Scarlatti, un compositore al quale ha dedicato numerose incisioni e alla cui divulgazione si dedica costantemente. I suoi dischi, incisi con varie etichette, si sono distinti per i numerosi riconoscimenti, dal Gramophone Award, al Grand Prix du Disque, il Prix de l’Académie Charles Cros, o il Diapason d’Or dell’anno. Alla direzione del suo ensemble orchestrale “Le Concert Français”, Hantaï affianca quella di numerose altre orchestre da camera. (foto: museo parigi)

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La fede nel mondo della comunicazione

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Rita SbernaRoma Giovedì 16 novembre 2017, alle 13.30, si terrà a Roma, in via degli Aldobrandeschi 190 una conferenza organizzata dalle Cappellanie dell’Università Europea di Roma e dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum: “La fede nel mondo della comunicazione. Incontro con la scrittrice e blogger Rita Sberna”. Interverranno: Carlo Climati, direttore del Laboratorio di comunicazione dell’Università Europea di Roma, Giuseppe Scarlato, blogger e conduttore di Radio Mater, e Marina Tomarro, giornalista. La conferenza sarà un’occasione per riflettere sulle grandi opportunità che il web può offrire ad ognuno di noi, per diffondere buone notizie. La storia di Rita Sberna, a cui è dedicato l’incontro, è un esempio di come i giovani possano dare un contributo importante alla cultura della speranza, attraverso i mezzi di comunicazione.I mezzi di comunicazione rappresentano una grande opportunità di dialogo e di incontro con gli altri. L’avvento di internet ha dato a tutti la possibilità di entrare facilmente in contatto con persone che si trovano in ogni parte del mondo.Non sempre, però, assistiamo ad un uso costruttivo dei media. A volte giornali, telegiornali, programmi radiofonici e social network insistono troppo sulle cattive notizie, generando sentimenti di pessimismo e rassegnazione. Non a caso Papa Francesco, nel messaggio per la 51ma Giornata delle Comunicazioni Sociali, ha scritto: “Credo ci sia bisogno di spezzare il circolo vizioso dell’angoscia e arginare la spirale della paura, frutto dell’abitudine a fissare l’attenzione sulle ‘cattive notizie’ (guerre, terrorismo, scandali e ogni tipo di fallimento nelle vicende umane). Certo, non si tratta di promuovere una disinformazione in cui sarebbe ignorato il dramma della sofferenza, né di scadere in un ottimismo ingenuo che non si lascia toccare dallo scandalo del male. Vorrei, al contrario, che tutti cercassimo di oltrepassare quel sentimento di malumore e di rassegnazione che spesso ci afferra, gettandoci nell’apatia, ingenerando paure o l’impressione che al male non si possa porre limite”. Le parole del Papa rappresentano un invito importante. Basterebbe guardarsi intorno per accorgersi che esistono tante buone notizie, che possono aiutarci a ritrovare fiducia nel domani. Il web può essere il posto giusto per raccontarle. Ed è entusiasmante scoprire che spesso sono proprio i giovani ad introdurre nel mondo di internet una mentalità nuova ed incoraggiante.(foto: rita sberna)

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Immunoterapia, nuova frontiera nei tumori pediatrici

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

tumoreRoma dal 9 all’11 novembre 2017 Domus del Circo Massimo Via dei Cerchi 87/89, simposio su Immunoterapia, nuova frontiera nei tumori pediatrici promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini e che avrà come Presidenti Franco Locatelli e Lorenzo Moretta dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e Andrea Pession, dell’Ospedale Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Tra gli argomenti del simposio, da segnalare le nuove tecniche di trapianto di cellule emopoietiche da genitore. «Un genitore, per definizione, ha il 50 per cento del patrimonio genetico in comune con il figlio, che tradotto in termini immunologici significa una sorta di compatibilità dimezzata» spiega Franco Locatelli. «Un dimezzamento che è stato superato grazie alle nuove tecniche con le quali preleviamo sangue periferico del padre o della madre, eliminiamo le cellule pericolose (linfociti T alfa/beta+), responsabili dello sviluppo di complicanze legate all’aggressione da parte di cellule del donatore sui tessuti del ricevente (Graft versus host disease), lasciando però elevate quantità di cellule buone (linfociti T gamma/delta+, cellule Natural Killer), capaci di proteggere il bambino da infezioni severe e dalla ricaduta di malattia». Le muove tecniche serviranno da contrasto alle insorgenze tumorali. Basta pensare che in Italia ogni anno si ammalano di tumore circa millequattrocento bambini in età pediatrica e quasi mille adolescenti. Negli anni Settanta sopravviveva il 40% di essi, mentre oggi la percentuale è dell’80-90 per cento. Risultati ottenuti anche grazie all’immunoterapia antitumorale, un insieme di approcci terapeutici altamente innovativi e sofisticati che consentono il trattamento di neoplasie attivando e potenziando il sistema immunitario del paziente, inducendolo ad attaccare le cellule neoplastiche.

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Esplorare l’Europa: un’esposizione selettiva per rendimenti interessanti

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Sarah CataniaLondra. Analisi a firma di Sarah Catania, Responsabile per gli investimenti per JP Morgan Private Bank in Italia: “Dopo il miglioramento delle condizioni dell’economia e dei mercati finanziari europei negli ultimi tempi, si manifestano ora differenze sostanziali a livello settoriale nei diversi asset della regione. Nella sua recente edizione di EMEA Perspectives, Sarah Catania di J.P. Morgan Private Bank esplora la ripresa dell’Europa e le opportunità per gli investitori mediante un’esposizione selettiva agli attivi europei in tutta la regione.”Le prospettive favorevoli dell’economia globale e il miglioramento del contesto interno ci inducono a ritenere che in tutta Europa le attività rischiose offrano rendimenti potenzialmente interessanti. Dopo la brillante performance degli ultimi anni, la regione sembra destinata a entrare in una fase in cui un’attenta selettività diverrà sempre più importante”, spiega Sarah Catania, Responsabile per gli investimenti per JP Morgan Private Bank in Italia.Nei mercati core europei, le riforme del mercato del lavoro del presidente Macron possono dare forte slancio alla crescita degli utili delle società francesi, ancora indietro rispetto ai livelli precedenti la crisi e alla recente performance delle aziende tedesche. Spiega Catania: “Rispetto ad altri Paesi europei, vediamo con favore la composizione del mercato azionario francese, che presenta una maggiore ponderazione di società nazionali ed è ottimamente posizionato per beneficiare della ripresa dell’attività economica. Siamo altresì ottimisti nei confronti delle banche, che rappresentano una quota consistente del mercato.”Per gli investitori che non intendono esporsi a maggiori rischi azionari, le obbligazioni societarie ibride costituiscono una fonte di rendimenti potenzialmente allettanti. Un portafoglio diversificato composto da obbligazioni societarie ibride può offrire una significativa esposizione alla crescita e alla ripresa attualmente in atto nei Paesi europei core. Secondo Catania: “Nel confronto con i titoli high yield, gli attuali rendimenti delle obbligazioni societarie ibride appaiono interessanti rispetto alla media storica. Questi titoli forniscono un’esposizione a emittenti investment grade in Paesi europei core offrendo al contempo maggiori rendimenti corretti per il rischio rispetto ad altri asset grazie alla loro posizione subordinata nell’ambito della struttura del capitale.”Sebbene l’Europa core sia stata oggetto di grande attenzione, il miglioramento del contesto macroeconomico non riguarda solo i Paesi di quest’area. I mercati europei emergenti beneficiano della maggiore stabilità delle quotazioni globali delle materie prime, dell’aumento dei volumi degli scambi internazionali e dell’accresciuto ottimismo degli investitori. Polonia, Russia e Turchia sembrano attualmente favorite dalla ripresa economica e dopo anni di deprezzamento, le rispettive valute si sono stabilizzate rispetto a quelle dei Paesi sviluppati.”Una delle opportunità da noi individuate è costituita dall’investimento in titoli a reddito fisso denominati in lire turche, che offrono rendimenti a doppia cifra sulle scadenze brevi non superiori ai due anni; particolarmente interessanti sono le obbligazioni emesse da agenzie sovranazionali. Un tale investimento comporta naturalmente il rischio di cambio. Sebbene sia improbabile che la lira turca si rafforzi considerevolmente, l’era del rapido deprezzamento sembra essere terminata”, a detta di Catania.
In uno scenario caratterizzato dal miglioramento dell’economia e dei mercati finanziari europei negli ultimi anni, anche il settore bancario del continente offre opportunità selezionate. Spiega Catania: “Durante la recente recessione del 2012, le banche europee hanno visto minacciata la propria stabilità a causa del carico rappresentato dai crediti inesigibili, tuttavia al momento vi sono opportunità di rendimenti interessanti tanto nel comparto azionario quanto in quello obbligazionario. La volatilità delle quotazioni azionarie, i rendimenti del cash flow e la capacità di ampliare la quota di mercato sono tutti temi che continueranno probabilmente ad alimentare la dispersione dei rendimenti degli asset del settore.”Conclude Catania: “J.P. Morgan Private Bank mantiene ormai da qualche tempo un orientamento positivo nei confronti del contesto d’investimento europeo, alla luce del miglioramento della crescita economica, del calo della disoccupazione, delle politiche favorevoli della banca centrale e della ripresa della fiducia di aziende e consumatori. Ravvisiamo numerose opportunità nell’ambito di questo mercato vivace, dinamico e vario, che gli investitori possono sfruttare per migliorare i rendimenti rettificati per il rischio dei propri portafogli.” (foto: Sarah Catania)

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La stagione del raccolto offre una scarsa tregua alla crisi alimentare in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

africa10La stagione dei raccolti in corso in Sud Sudan non porrà fine alla fame poiché il conflitto persiste nella maggior parte del paese e l’iperinflazione mette il cibo fuori dalla portata di molti, è quanto afferma l’ultimo aggiornamento dell’ Integrated Food Security Phase Classification (IPC) (il Quadro integrato di classificazione della sicurezza alimentare, N.d.T.), pubblicato oggi dal governo del Sud Sudan, dalla FAO, dall’UNICEF, dal WFP e da altri partner umanitari.Il numero di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare in tutto il paese è probabile che scenderà a 4,8 milioni tra ottobre e dicembre, rispetto ai sei milioni di giugno. Tuttavia, questi 4,8 milioni di persone sono 1,4 milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e gran parte di questa crescita è stata nella categoria Emergenza (stadio 4 su 5 dell’IPC).
“La stagione dei raccolti non ha portato molto sollievo ai milioni di persone del Sud Sudan che non hanno abbastanza cibo”, ha dichiarato Serge Tissot, Rappresentante della FAO in Sud Sudan.
“La cintura verde del paese è stata devastata dai combattimenti, e la ricerca di una soluzione pacifica a questa tragedia provocata dall’uomo dovrebbe essere la priorità assoluta o la situazione non potrà che peggiorare l’anno prossimo”.Si prevede che la situazione della sicurezza alimentare si deteriorerà all’inizio del 2018 e la “stagione della fame” – quando in genere le famiglie esauriscono il cibo prima del raccolto successivo – inizierà tre mesi prima del solito. Molte persone hanno pochi mezzi per far fronte alla pressione della stagione magra e la situazione diventerà sempre più critica.”Una forte risposta umanitaria ha aiutato quest’anno a fermare la carestia in alcune parti del paese. Ma anche nell’attuale periodo di raccolti, milioni di persone hanno bisogno di una prolungata assistenza per sopravvivere “, ha dichiarato Adnan Khan, Rappresentante del WFP nel Sud Sudan. “È spaventoso vedere che, nello scenario peggiore, condizioni simili potrebbero verificarsi in più zone nel corso della stagione di magra del 2018”.I gruppi che hanno condotto le analisi hanno identificato due province, Wau e Ayod, dove un totale di 25.000 persone stanno affrontando condizioni catastrofiche secondo la scala IPC. Desta maggiore preoccupazione la zona di Greater Baggari, una sottoarea dell’ex Wau, dove almeno il 10% della popolazione si trova ad affrontare condizioni di carestia, perché i disordini hanno fortemente limitato tutte le attività di sostentamento e l’assistenza umanitaria.C’è urgente bisogno di un corridoio umanitario da Wau a Greater Baggari per consentire alle agenzie di fornire un’assistenza completa.

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Ecco gli scienziati di domani: parte da Napoli Amgen Biotech Experience

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli. Riuscire a far vivere la scienza a studenti e insegnanti, portando nelle classi superiori l’educazione scientifica “pratica” con la creazione di laboratori per le biotecnologie, che tanto hanno contribuito negli ultimi decenni al progresso della medicina e all’innovazione terapeutica per molte gravi malattie. È questo l’obiettivo di Amgen Biotech Experience – ABE della Fondazione Amgen, che porta avanti questa iniziativa da oltre 30 anni negli Stati Uniti e ora ha esteso il programma anche in Asia e in molti altri Paesi europei, tra cui l’Italia. ABE è un programma internazionale di formazione sperimentale sulle biotecnologie e di innovazione metodologica basata sull’IBSE (Inquiry Based Science Education) ed è destinato agli studenti delle scuole superiori e ai docenti di scienze naturali.
Dopo una fase pilota condotta nell’anno accademico 2016-2017, ABE Site Italy, realizzato grazie alla cooperazione tra ANISN e Università degli Studi di Napoli Federico II, fregiato da un gemellaggio di prestigio con l’ABE Site Massachusetts, riparte ufficialmente nel nostro Paese. Oggi l’inaugurazione a Napoli (Università Federico II, Sala Azzurra, Monte S. Angelo) con una cerimonia che vede riuniti oltre a studenti e docenti, rappresentanti del MIUR, USR, ANISN, ABE Site di Harvard ed il Magnifico Rettore della Federico II.
«In Italia il programma ha coinvolto, nella fase pilota, un gruppo di 20 docenti delle scuole superiori provenienti da 5 Regioni italiane. La formazione è stata realizzata presso il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi Federico II di Napoli dallo staff dell’ABE Site Italy costituito da esperti dell’IBSE e da scienziati – dichiara Anna Pascucci, Presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN) e Direttore dell’ABE Site Italy – il corso ha coniugato attività sperimentali e formazione metodologica, approfondimenti scientifici e riflessioni sulla natura della Scienza. Gli insegnanti prima, durante la formazione e gli studenti poi, a scuola, hanno dovuto affrontare situazioni complesse, con variabili da identificare, eventuali imprevisti sperimentali, fornire una rigorosa spiegazione dei risultati in base alle evidenze e ai dati, ricercare il motivo dell’errore se c’è stato, confrontare i propri risultati con quelli degli altri, e individuare nuove domande di ricerca».
A sottolineare l’importanza di Amgen Biotech Experience, i dati emersi da una recente ricerca realizzata da WestEd1: è stato registrato un significativo miglioramento tra gli studenti che hanno aderito al corso di formazione sia sull’apprendimento sia sull’interesse verso la scienza e le biotecnologie. Il 53% degli studenti si è detto più interessato a conoscere la ricerca scientifica e l’82% si è fatto nuove idee su ciò che accade nei laboratori scientifici.
Il programma Amgen Biotech Experience stimola e incrementa un forte interesse per la scienza da parte degli studenti e li può aiutare a pensare a sé stessi in un futuro non molto lontano all’interno di ruoli nei quali affronteranno malattie complesse e contribuiranno al miglioramento della salute.
«È noto che in Italia, come in altri Paesi di grande tradizione negli studi umanistici, la diffusione della cultura scientifica sia penalizzata – afferma Luciano Gaudio, Professore di Genetica, Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II – per questo vanno apprezzate tutte le iniziative, come quella promossa da Amgen, che hanno l’obiettivo di incrementare il livello della consapevolezza scientifica nel nostro Paese. Lo scopo non deve essere quello di creare dei tuttologi, ma persone con competenze scientifiche di base e con sufficienti capacità critiche per identificare e distinguere informazioni attendibili da notizie-spazzatura».
Il corso di formazione ABE Site Italy è gratuito e nell’anno scolastico 2017-2018 sarà rivolto a docenti delle scuole superiori delle regioni Lazio, Umbria, Campania e Puglia. Il programma prevede la formazione dal 15 al 18 gennaio 2018 di 24 docenti selezionati in base a specifici requisiti, la sperimentazione a scuola con alunni del triennio, la fornitura gratuita di materiali e strumentazioni per realizzare le attività.

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La chirurgia ortopedica ai tempi del dr. Robot

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

robot chirurgicoSecondo la definizione corrente, la chirurgia robotica (Robotic Assisted Surgery) utilizza mezzi robotici che consentono all’operatore di praticare un intervento chirurgico manovrando, a distanza, un robot non completamente autonomo, ma in grado di eseguire manovre comandate. Dall’inizio del secolo, quando la FDA americana diede il via libera all’impiego del primo robot chirurgico, si calcola che i robot abbiano eseguito oltre 4 milioni di interventi nel mondo. In Italia, si stima che siano tra i 12 e i 15 mila gli interventi operatori compiuti ogni anno con l’impiego di un sistema robotico. Al momento attuale ne operano nel mondo circa 4 mila, dei quali un’ottantina sono attivi in Italia. Dal 2009 la chirurgia robotica è realtà anche in ambito ortopedico, in particolare per la chirurgia protesica articolare dell’anca e del ginocchio. Introdotta in Italia nel 2011, grazie al sistema con braccio robotico MAKO, si stima siano già stati eseguiti nel nostro Paese 3 mila interventi con questa tecnologia. Il sistema è oggi presente in 12 ospedali pubblici e privati in Italia e in oltre 400 centri nel mondo.“La chirurgia ortopedica e traumatologica hanno, nel nostro Paese, una storia lunga e gloriosa. Basti pensare che la SIOT – Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia è nata nel 1891”, dice Giuseppe Sessa, professore ordinario di Clinica ortopedica e traumatologica all’Università degli studi di Catania e Presidente SIOT. “In questi anni – prosegue – la specialità si è via via evoluta, con l’adozione e l’introduzione di nuovi materiali e nuove tecnologie di intervento, tra le quali la tecnologia robotica”.
La chirurgia ortopedica robotica è stato uno dei molti argomenti scientifici di stretta attualità al centro del 102° Congresso nazionale SIOT, da poco conclusosi a Palermo. “Abbiamo trattato il tema delle fratture complesse dell’arto superiore, che oggi, grazie al miglioramento delle tecniche, all’approccio multidisciplinare ed al ‘timing’ di trattamento, permette di conservare l’arto e recuperarne la funzione in situazioni che, in passato, avrebbero probabilmente richiesto interventi demolitivi”, spiega Michele D’Arienzo, Direttore della Clinica ortopedica e traumatologica dell’Università di Palermo, che ha presieduto il congresso insieme a Ernesto Valenti, Responsabile Ortopedico, Casa di cura “La Maddalena” di Palermo. “Abbiamo affrontato il fondamentale tema delle infezioni, che mettono spesso a dura prova le nostre capacità di chirurgo – aggiunge Valenti. A fronte di oltre 160 mila interventi di protesi e revisione di anca, ginocchio, spalla, caviglie e gomito eseguiti ogni anno in Italia, più di quattromila pazienti devono, infatti, fare i conti con infezioni chirurgiche post-operatorie. Sotto questo aspetto, la tecnologia robotica, grazie alla minore invasività, dovrebbe garantire migliori risultati”.“Il primo intervento di chirurgia ortopedica con tecnologia robotica venne effettuato in Italia nel 2011 applicando una protesi monocompartimentale di ginocchio”, racconta Fabio Catani, Direttore Struttura complessa di Ortopedia e Traumatologia, Dipartimento Scienze mediche chirurgiche materno infantili e dell’adulto, Università di Modena e Reggio Emilia. “I vantaggi del sistema con braccio robotico MAKO attualmente disponibile sono numerosi, per il chirurgo e per il paziente”, spiega Catani. “Consente infatti, interventi più accurati, meno invasivi, con riduzione dei tempi di recupero e delle complicazioni post-operatorie. Infatti, garantisce la massima precisione nel posizionamento della protesi d’anca o di ginocchio (sia monocompartimentale sia totale), le tre applicazioni per le quali è stato sinora validato. Grazie all’esecuzione di una Tac prima dell’intervento, che permette una scansione tridimensionale dell’area in cui andrà impiantata la protesi, il chirurgo può pianificare nel minimo dettaglio le azioni che il braccio robotico eseguirà durante l’operazione. Ciò consente di rispettare al meglio i tessuti ossei, articolari e muscolari coinvolti e di ridurre gli errori di posizionamento della protesi, con una efficacia ben superiore a quella dell’intervento chirurgico tradizionale, in base a indicatori che tengono conto della soddisfazione del paziente, dei parametri clinici e delle complicanze”.In Italia, secondo i dati del report 2016 del Progetto Riap (Registro italiano artroprotesi), coordinato dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con Ministero della salute, SIOT, numerose Regioni, Assobiomedica e Apmar – Associazione pazienti con malattie reumatiche, si eseguono annualmente oltre 175 mila interventi di protesi articolare (dati 2014), con una crescita del 70 per cento dal 2001, in cui questi interventi erano stati poco più di 103 mila. Il 56,8 per cento degli interventi (circa 99.500) riguarda l’anca, il 38,4 per cento (circa 67.300) il ginocchio, con il rimanente 3,8 per cento a carico delle altre articolazioni (spalla, gomito, polso, caviglia).

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4 Italian Cities Among the 100 Smartest Metropolis in the World

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

Duomo di Milano at dusk. Milan, Italy.; Shutterstock ID 102912281

Next Wednesday, November 8th we are releasing a global study ‘The 2017 Smart Cities Index’. The research ranks the top 100 cities who are at the forefront of smart evolution, looking particularly at digitalization, urban growth, mobility, sustainability, and governance. This index is the most comprehensive study regarding ‘smart cities’ to date, defining a concept which is not easy to categorize or rank. Analysing 19 factors ranging from the proliferation of car sharing services to clean energy technologies, the index offers an unparalleled insight into smart infrastructure around the world. For an added expert opinion, over 20k technology and urban planning journalists were asked to rate how smart they considered each location to be.This study offers the perfect opportunity to clearly understand which cities are making impressive strides towards a smoother, digitalized life for their citizens. There are many interesting angles to be explored, for instance, Romania having faster internet than most of North America, or that just after Luxembourg, South Korea has the highest smartphone usage in the world. The results are sent out with an embargo of November 8th, 6 am, however, if you would like an earlier release please contact me and I can see if one can be arranged.
I am available to respond to any questions or for interviews. If this study is not for you then please pass it onto a colleague who may find it of interest. Press releases are also available upon request.For the results of all 100 cities including 4 Italian: https://easyparkgroup.com/smart-cities-index/

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SACE (Gruppo CDP) per l’export italiano in Turchia

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

ankaraSACE ha garantito un finanziamento da 100 milioni di euro, erogato da Intesa Sanpaolo Group e ING A.Ş., in favore della Istanbul Metropolitan Municipality (“IMM”), la maggiore delle trenta municipalità metropolitane e principale centro economico e finanziario della Turchia.
La linea di credito contribuirà al finanziamento del piano di investimenti da 2,75 miliardi di euro di IMM per la realizzazione di opere infrastrutturali nella città di Istanbul, inclusa la costruzione della linea ferroviaria metropolitana Eminönü-Alibeyköy. L’operazione è la prima conclusa nell’ampio quadro di un approccio sempre più proattivo (“Push Strategy”) introdotto nel nuovo Piano Industriale di SACE, volto ad agevolare e rafforzare la competitività dell’export Italiano nei confronti di selezionati acquirenti esteri. Con l’obiettivo di facilitare l’assegnazione di commesse a esportatori italiani, nelle prossime settimane, sarà organizzato presso la sede di SACE di Milano un incontro tra i vertici della IMM e aziende italiane, in particolare PMI, interessate a operare con la controparte turca.
La Turchia, dove SACE è presente con un proprio ufficio a Istanbul, si conferma un mercato prioritario per l’export italiano, che nel 2016 ha raggiunto nel Paese i 9,6 miliardi di euro e che, secondo le previsioni di SACE, crescerà del 3,8% medio annuo fino al 2020.

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Forum internazionale «La lingua russa – un mondo senza confini»

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

parma universitàParma. L’apertura ufficiale del Forum si terrà venerdì 10 novembre alle ore 10 nell’Aula dei Filosofi del Palazzo Centrale dell’Ateneo (Via Università 12), alla presenza del Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali Diego Saglia, della Vice Presidente dell’AIS – Associazione Italiana Slavisti Monica Perotto, oltre ad alcuni rappresentanti ufficiali della Federazione Russa.L’iniziativa nasce per volontà del Ministero dell’educazione e della scienza della Federazione Russa ed è organizzato dall’Università Statale Pedagogica di Mosca (MGPU) in collaborazione con l’Università di Parma, l’Associazione “Russkij dom – Italia” e la scuola russa “Lev Tolstoj” di Milano. Ai lavori del Forum saranno presenti i rappresentanti dei principali atenei russi e dei maggiori Dipartimenti italiani di Slavistica.
La seduta plenaria del 10 novembre sarà dedicata al tema dello studio della lingua russa in Italia. Maria Candida Ghidini, docente di Letteratura russa all’Università di Parma, traccerà una breve panoramica dello studio della lingua e della letteratura russa negli atenei e nelle scuole superiori italiane; Polina Guelfreikh, Presidente dell’Associazione “Russkij dom – Italia” e insegnante di Lingua russa presso l’Ateneo, interverrà con una relazione sullo studio della lingua russa nei corsi e nelle scuole di formazione all’interno delle associazioni culturali italiane, mostrando le possibilità di interazione tra queste associazioni, le università e le scuole superiori che annoverano il russo tra le lingue di studio. La seduta plenaria si concluderà con il saluto da parte di alcuni studenti laureandi e laureati in Lingua e Letteratura russa presso l’Università di Parma.La seconda parte della giornata sarà suddivisa in tre sezioni, all’interno delle quali i relatori presenteranno i propri interventi, partecipando infine alla tavola rotonda conclusiva. La sezione di lingua russa verrà coordinata da Wojciech Sosnowski (Università di Varsavia), autore di numerosi manuali dedicati all’apprendimento della lingua russa, e da Nicoletta Cabassi, docente di Filologia Slava all’Università di Parma, esperta di storia e cultura serba e autrice di numerosi articoli circa le relazioni interlinguistiche tra lingua russa, croata e serba. Interverranno alcuni degli autori dei più noti manuali di lingua russa: Stanislav Černyšov, autore di «Poechali!» e docente presso la Karl-Franzens-Universität di Graz, fondatore della Scuola “Extra-class”; Francesca Legittimo, insegnante presso lo IULM di Milano e autrice del recente manuale per scuole superiori «Davajte! Comunicare in russo» (Hoepli); Dario Magnati, insegnante presso lo IULM di Milano e autore del corso comunicativo di lingua russa «Molodec! Parliamo russo» (Hoepli). Interverranno quindi insegnanti di lingua russa presso atenei italiani ed europei, partecipando alla tavola rotonda finale circa le più attuali questioni inerenti l’insegnamento della lingua russa come L2. La seconda sezione, coordinata da Maria Candida Ghidini, sarà dedicata all’insegnamento della letteratura russa nelle università europee, con particolare attenzione alle modalità e agli strumenti utili a presentare agli studenti i periodi più complessi della storia russo-sovietica. L’intervento di Julija Valieva, docente presso l’Università degli Studi di San Pietroburgo (SPBGU) e vincitrice del premio Andrej Belyj, verterà sulla cosiddetta “culturale non ufficiale” o “underground” della Leningrado sovietica. A continuazione del tema interverrà Marco Sabbatini, docente di Letteratura russa presso l’Università di Macerata, autore di numerose pubblicazioni scientifiche sulla cultura non ufficiale sovietica e sulle relazioni tra la cultura italiana e quella russa, traduttore e vincitore del premio internazionale “Alpi Apuane”. Guido Carpi, docente di Letteratura russa presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, racconterà la propria esperienza in qualità di autore della recente “Storia della letteratura russa”, pubblicato da Carocci nel 2016. Chiuderà la sezione la relazione di Natalija Popova, docente di Metodologie per l’insegnamento della letteratura presso l’Università Statale Pedagogica di Mosca, con una relazione sugli approcci nuovi e tradizionali nello studio della letteratura russa nelle università. Una sezione a parte, coordinata da Polina Georgievna Guelfreikh, è stata pensata per gli studenti delle università e delle scuole superiori europee.Il primo giorno del Forum si concluderà con le tre tavole rotonde delle rispettive sezioni e con la presentazione delle ultime novità a cura dei rappresentanti delle maggiori case editrici di manualistica e didattica della lingua russa. La parte conclusiva della giornata sarà condotta da Ol’ga Jašina (Università Statale Pedagogica di Mosca).

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