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La stagione del raccolto offre una scarsa tregua alla crisi alimentare in Sud Sudan

Posted by fidest press agency su martedì, 7 novembre 2017

africa10La stagione dei raccolti in corso in Sud Sudan non porrà fine alla fame poiché il conflitto persiste nella maggior parte del paese e l’iperinflazione mette il cibo fuori dalla portata di molti, è quanto afferma l’ultimo aggiornamento dell’ Integrated Food Security Phase Classification (IPC) (il Quadro integrato di classificazione della sicurezza alimentare, N.d.T.), pubblicato oggi dal governo del Sud Sudan, dalla FAO, dall’UNICEF, dal WFP e da altri partner umanitari.Il numero di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare in tutto il paese è probabile che scenderà a 4,8 milioni tra ottobre e dicembre, rispetto ai sei milioni di giugno. Tuttavia, questi 4,8 milioni di persone sono 1,4 milioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e gran parte di questa crescita è stata nella categoria Emergenza (stadio 4 su 5 dell’IPC).
“La stagione dei raccolti non ha portato molto sollievo ai milioni di persone del Sud Sudan che non hanno abbastanza cibo”, ha dichiarato Serge Tissot, Rappresentante della FAO in Sud Sudan.
“La cintura verde del paese è stata devastata dai combattimenti, e la ricerca di una soluzione pacifica a questa tragedia provocata dall’uomo dovrebbe essere la priorità assoluta o la situazione non potrà che peggiorare l’anno prossimo”.Si prevede che la situazione della sicurezza alimentare si deteriorerà all’inizio del 2018 e la “stagione della fame” – quando in genere le famiglie esauriscono il cibo prima del raccolto successivo – inizierà tre mesi prima del solito. Molte persone hanno pochi mezzi per far fronte alla pressione della stagione magra e la situazione diventerà sempre più critica.”Una forte risposta umanitaria ha aiutato quest’anno a fermare la carestia in alcune parti del paese. Ma anche nell’attuale periodo di raccolti, milioni di persone hanno bisogno di una prolungata assistenza per sopravvivere “, ha dichiarato Adnan Khan, Rappresentante del WFP nel Sud Sudan. “È spaventoso vedere che, nello scenario peggiore, condizioni simili potrebbero verificarsi in più zone nel corso della stagione di magra del 2018”.I gruppi che hanno condotto le analisi hanno identificato due province, Wau e Ayod, dove un totale di 25.000 persone stanno affrontando condizioni catastrofiche secondo la scala IPC. Desta maggiore preoccupazione la zona di Greater Baggari, una sottoarea dell’ex Wau, dove almeno il 10% della popolazione si trova ad affrontare condizioni di carestia, perché i disordini hanno fortemente limitato tutte le attività di sostentamento e l’assistenza umanitaria.C’è urgente bisogno di un corridoio umanitario da Wau a Greater Baggari per consentire alle agenzie di fornire un’assistenza completa.

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