Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 10 novembre 2017

Problemi Clinici e Sociali dell’Emofilia

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

bayerNapoli sabato 11 novembre, XVI Convegno Triennale sui Problemi Clinici e Sociali dell’Emofilia dell’Associazione Italiana Centri Emofilia (AICE). Il simposio, intitolato “Dall’innovazione alla protezione nella Real Life: l’impegno Bayer nel presente e nel futuro”, è l’occasione per discutere come le caratteristiche innovative di questa molecola, presentate negli studi Leopold, siano validate dalla pratica clinica in Italia.Il nuovo octocog alfa di Bayer è disponibile in circa l’80% delle regioni italiane. Il Centro emofilia di Catanzaro è stato uno dei primi ad utilizzarlo: “Nel nostro Centro – dichiara la Dottoressa Rita Santoro, direttore del Centro – abbiamo già numerosi pazienti in trattamento con il nuovo farmaco. Ad esempio, in un paziente adulto, abbiamo ottenuto risultati eccellenti, sia in termini di aderenza che di protezione. Il paziente presentava un quadro clinico complesso con gravi problemi articolari e comorbilità. Il nuovo farmaco di Bayer ha consentito di modificare lo schema terapeutico, da tre a due infusioni alla settimana e, grazie al migliorato profilo farmacocinetico, anche il controllo dei sanguinamenti”.Octocog alfa protein free da cellule BHK viene utilizzato anche nei piccoli pazienti: “Abbiamo in cura un bambino affetto da Emofilia A grave con problemi di emartri – spiega la Dottoressa Erminia Baldacci, Centro emofilia Policlinico Umberto I Roma – con una profilassi iniziata in età molto precoce. Il piccolo è passato al nuovo farmaco di Bayer e si è osservata una persistenza di livelli più alti di FVIII nel sangue, assicurando quindi al paziente una maggiore protezione dai sanguinamenti”.L’impegno di Bayer è sia nel presente che nel futuro. E’ già stata presentata in Europa la domanda per l’autorizzazione in commercio di un prodotto ‘long acting’ (Bay 94-9027) che ha una durata d’azione prolungata che potrebbe permettere una somministrazione anche ogni 7 giorni. “Bayer sta procedendo nella ricerca su una nuova categoria di farmaci che consente di trattare tutti i pazienti affetti da Emofilia A e B, anche in quelli che hanno sviluppato inibitori, e che vengono somministrati sotto cute invece che per via endovenosa con cadenza settimanale. Procedono anche gli studi sulla terapia genica dalla gene therapy al gene editing”, ha commentato il dottor Franco Pamparana, Direttore Medico di Bayer.
“Il trattamento dell’emofilia – conclude la Dottoressa Cristina Santoro, Centro emofilia Policlinico Umberto I Roma – sta cambiando rapidamente e continuerà a evolvere nei prossimi anni. Alla terapia sostitutiva con i nuovi fattori della coagulazione a lunga emivita, si affiancheranno nuove terapie non più sostitutive per i pazienti affetti da Emofilia a A o B, con e senza inibitori. Questi nuovi farmaci, ad oggi in varie fasi di sviluppo, consentiranno una terapia meno invasiva per via sottocutanea anziché endovenosa, e ridurranno ulteriormente la frequenza di somministrazione. Infine, le prospettive per la terapia genica sembrano essere molto più concrete alla luce dei recenti progressi nella sperimentazione clinica dei pazienti con deficit di fattore IX.”
L’emofilia colpisce circa 400.000 persone nel mondo ed è una patologia principalmente ereditaria in cui una delle proteine necessarie per la formazione dei coaguli di sangue è mancante o carente. L’emofilia A è il più comune tipo di emofilia; in questo caso è assente o presente in quantità ridotta il fattore VIII. L’emofilia A colpisce 1 persona su 10.000, per un totale di più di 30.000 persone in Europa. Nel tempo, l’emofilia A – a causa di sanguinamenti continui o spontanei, specialmente nei muscoli, nelle articolazioni o negli organi interni – può portare a quadri di artropatia invalidanti.

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“Torino Arti Performative”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

torino5gTorino Via libera questa mattina dalla Giunta comunale alle nuove linee guida per lo sviluppo e il sostegno alle arti perfomative nel triennio 2018-2020. Su proposta dell’assessora Francesca Leon l’esecutivo ha detto sì a “Torino Arti Performative”, un progetto volto a creare un rapporto di fiducia e ad attivare percorsi di collaborazione con i molti soggetti che compongono il mondo delle arti performative. Si tratta di un’iniziativa che si propone di rinnovare le modalità con cui la Città sostiene le attività teatrali e la danza.
Il nuovo modello, elaborato dall’assessorato alla Cultura a seguito dei numerosi incontri con le Fondazioni partecipate, agis, comitato emergenza cultura e compagnie teatrali e di danza, ha l’obiettivo di ridefinire e ampliare il precedente Sistema Teatro Torino, recependo anche i recenti cambiamenti della normativa che regolamenta il Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo). Torino Arti Performative prevede una Cabina di regia composta da Città di Torino Ufficio Arti Performative, dalle Fondazioni Teatro Stabile di Torino, Teatro Ragazzi e Giovani, Teatro Piemonte Europa e Piemonte dal Vivo (quale strumento della Regione Piemonte). Tale organismo avrà tra le sue finalità la condivisione delle linee guida per l’attribuzione delle risorse, azioni di supporto rivolte agli operatori del settore come, per esempio, fornire assistenza tecnica, organizzativa e produttiva e la definizione di strumenti di valutazione e monitoraggio delle attività i cui risultati saranno condivisi con i soggetti interessati. L’attuazione delle linee guida stabilite nella Cabina di regia sarà a cura della Fondazione del Teatro Stabile di Torino che attiverà sinergie artistiche e operative attraverso azioni specifiche tramite bandi e convenzioni; la messa a disposizione di spazi, risorse tecniche e organizzative. Compito delle Fondazioni Teatro Ragazzi e Giovani e Teatro Piemonte Europa, sarà quello di contribuire attraverso risorse organizzative, tecniche e spazi, individuando in Piemonte dal Vivo un ruolo specifico nell’ambito della distribuzione e della formazione.Compito dell’ufficio Arti Performative sarà coordinare la Cabina di regia; promuovere e predisporre tavoli di lavoro con gli operatori del settore per consentire un confronto continuo sulle linee di indirizzo e sui risultati; verificare e monitorare in itinere le attività previste dalle convenzioni stipulate dal Teatro Stabile di Torino e con le Fondazioni partecipate.Queste, oltre a interagire con la rete territoriale, contribuiranno al sistema teatro-danza con attività di produzione, co-produzione, ospitalità, progetti di formazione e fornitura di servizi.

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10 novembre: sciopero generale e Manifestazione nazionale a Roma l’11

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

lavoratoriRoma 11 novembre alle ore 14 in Piazza Vittorio manifestazione nazionale. Il 10 lo sciopero generale è stato proclamato da USB, COBAS, UNICOBAS e da altre sigle sindacali. Coinvolge tutto il mondo del lavoro pubblico e privato, con decine e decine di manifestazioni previste in tutta Italia, due a Roma. È uno sciopero che trova il sostegno di oltre 40 organizzazioni sociali e politiche, che, sugli stessi temi della giornata di lotta, hanno costituito il Comitato 11/11 per organizzare una manifestazione nazionale a Roma. La manifestazione ha avuto anche l’adesione dei partigiani Lidia Menapace e Umberto Eros Lorenzoni, di Moni Ovadia e di Valerio Evangelisti, del presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena e di altri giuristi, intellettuali, militanti dei movimenti che hanno voluto ricordare che a quasi un anno dal referendum con cui il popolo difese la Costituzione dalla controriforma di Renzi, tutti i valori ed i principi della Carta sono ignorati o messi in discussione.
Alla manifestazione partecipano i lavoratori di Ilva, Alitalia e di tante realtà colpite da migliaia di licenziamenti, i lavoratori migranti in lotta per i diritti più elementari, i lavoratori pubblici, i vigili del fuoco, i militanti Notav, i giovani precari, gli studenti. Tutti per fare sentire la loro voce coperta dalle bugie ufficiali che continuano a ripetere come tutto vada bene. La manifestazione dell’11 novembre ha come obiettivo quello di “portare in corteo la verità” e la censura dei mass media su di essa dimostra quanto questo slogan sia giusto. “È sempre più evidente – dichiarano gli organizzatori – che nel nostro paese il regime unico dell’informazione sia una delle parti responsabili della crisi della nostra democrazia. Per questo é ancora più necessario scendere in piazza e farsi vedere e sentire. Per tutte e tutti coloro che vogliono rivendicare l’abolizione delle leggi vergognose che hanno distrutto lavoro, diritti e stato sociale, per tutti coloro che non vogliono mollare, l’appuntamento è l’11 novembre alle ore 14 in Piazza Vittorio a Roma”.

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La sinistra ha trovato il suo leader?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

aula senatoI partiti che si richiamano alla sinistra in Italia sono una galassia formata da tanti pianeti e satelliti ma senza una stella che irradi luce e calore. Quante candidature sono state avanzate e quante altre rinviate al mittente? Tante, troppe. E’ tempo di capire che parlare di sinistra oggi sa di obsoleto. Gli elettori oggi in massima parte non riescono a riconoscersi in quest’area. Ciò non vuol dire che l’ideologia che ad essi si richiama sia tramontata. Tutt’altro. E’ che ha cambiato nome e raccoglie idealmente miliardi di esseri umani sul fronte della lotta per una società egualitaria, per un diritto sia per la vita sia per vivere. Non si può più tollerare che ogni anno milioni di bambini muoiono di fame o per mancanza di assistenza sanitaria per ragioni economiche, non si può più tollerare che le ricadute xenofobe abbiano diritto di cittadinanza, non si può più tollerare che la corsa indiscriminata agli armamenti distragga risorse per l’umanità e generi guerre e distruzioni immani. Qui il confronto diventa epocale tra chi è e chi ha e non si può più pensare che una qualche decina di milioni di persone finisca con il condizionare ed umiliare miliardi di propri simili per il colore della pelle, per il luogo dove sono nati, per la modestia del loro lavoro, per l’appartenenza religiosa in luogo di un’altra e per i propri natali. Se la sinistra in Italia riesce a capire tutto questo e a rendersi conto che, rispetto alle altre ideologie, ha tutte le carte in regola per chiamarsi paladina degli emarginati, allora la sua guida non può che rispecchiare chi nella vita ha lottato, dimostrandolo giorno dopo giorno, per tracciare la strada maestra di una battaglia essenzialmente culturale perché non si può essere servi e un Giuda dai trenta denari del padrone di turno per sentirsi realizzato. (Riccardo Alfonso direttore centri studi politici ed economici della Fidest)

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Berlino, 9 novembre 1938: La notte dei cristalli

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

sinagoga di berlinoCon il pretesto dell’uccisione a Parigi del terzo consigliere d’ambasciata da parte di un giovane ebreo per vendicare la deportazione della sua famiglia, venne attuata in tutta la Germania questa notte di terrore orchestrata dalla propaganda di Goebbels, per punire quest’ultimo oltraggio degli ebrei al popolo tedesco.
La notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 si consumava in Germania uno dei più odiosi e ignobili attentati contro la comunità ebraica tedesca, passato alla storia e tuttora ricordato come la “notte dei cristalli”. Lo spunto fu l’atto di un ragazzo ebreo diciassettenne che, vistosi ripetutamente negato il rinnovo del passaporto, andò all’ambasciata tedesca di Parigi ed esplose cinque colpi di pistola al secondo consigliere, von Rath, ferendolo gravemente. E ancora una volta il caso giocò un ruolo determinante nella successione degli avvenimenti. Von Rath morì il 9 novembre, mentre tutti i “magnati” del regime erano a Monaco per festeggiare con Hitler il 9 novembre 1923: quel giorno, in uno scontro con la polizia berlinese che ne stroncò il tentativo insurrezionale, Göring era stato ferito e Hitler arrestato. Verso le ore 21, un messo si avvicinò a Hitler e gli sussurrò la ferale notizia: von Rath era morto. Cosa successe dopo lo dicono le cronache di allora. Un’orgia di sangue e di violenza, magistralmente guidata, si abbatté sulla comunità ebraica tedesca: migliaia di vetrine di negozi ebrei infrante a colpi di mazze e bastoni; sessanta sinagoghe incendiate; trentamila ebrei tirati giù dai propri letti nel cuore della notte, in parte ammazzati a bastonate mentre altri “barbari” buttavano dalle finestre i mobili; i superstiti trattenuti in arresto per essere inviati a morire a Dachau e a Buchenwald; le piazze delle città trasformate in enormi bracieri, ove furono bruciati migliaia di libri non graditi ai nazisti.
Si avverava la profezia del poeta Heinrich Heine, che quasi un secolo prima aveva ammonito: “Ricordatevi che prima si bruciano i libri e poi si bruciano gli uomini”. Sergio Coalova (fonte: Emanuel Baroz)(foto: sinagoga di berlino)

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“Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

giovanni della robbiagiovanni della robbia1Firenze fino all’8 aprile del 2018 il Museo Nazionale del Bargello presenta, per la prima volta in Italia, la ‘lunetta Antinori’, un capolavoro del Rinascimento di Giovanni della Robbia commissionato dalla storica famiglia fiorentina del vino all’inizio del 1500. La robbiana, oggi di proprietà del Museo di Brooklyn, è stata appena restaurata grazie al contributo della famiglia Antinori e sarà esposta in dialogo con l’opera dell’artista Stefano Arienti, realizzata nell’ambito di Antinori Art Project. Un evento unico a Firenze.
All’inizio del Cinquecento, Niccolò di Tommaso Antinori, iniziatore della fortuna imprenditoriale della storica famiglia del vino italiano, commissiona a Giovanni della Robbia (Firenze, 1469-1529/30) la lunetta con la “Risurrezione di Cristo” per decorare Villa Le Rose, la residenza di campagna alle porte di Firenze, dove già all’epoca si produceva vino. Un capolavoro del Rinascimento italiano, oggi di proprietà del Brooklyn Museum of Art di New York, che per la prima volta dopo 120 anni sarà presentato al pubblico, in tutto il suo splendore, al Museo Nazionale del Bargello a Firenze dal 9 Novembre 2017 all’8 aprile 2018. Il merito è di una storica circostanza: il restauro della robbiana da parte degli stessi committenti, i Marchesi Antinori, oltre 500 anni dopo, nel solco di una tradizione di mecenatismo culturale che arriva fino ai nostri giorni. Per celebrare lo straordinario ritorno della lunetta e l’esposizione nella “culla” del Rinascimento tra le opere di Michelangelo, Donatello e degli stessi Della Robbia, la famiglia fiorentina continua la sua antica tradizione di “mecenati d’arte” con una nuova committenza: un’opera dell’artista italiano Stefano Arienti, tra i più apprezzati sulla scena internazionale, esposta in mostra con la robbiana – in due sale separate ma comunicanti tra loro – che viene riletta ed reinterpretata attraverso un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. Questa nuova produzione rappresenta la continuità dell’attenzione all’arte della famiglia Antinori che da sempre hanno legato il loro nome all’eccellenza nel vino e alla tradizione mecenatistica. In contemporanea, presso l’avveniristica cantina Antinori nel Chianti Classico sarà giovanni della robbia2giovanni della robbia3esposta un’altra installazione site-specific di Arienti, ispirata sempre dalla lunetta di Della Robbia, e che entrerà a far parte della collezione di famiglia, in dialogo costante con la storia.
Composta da 46 sezioni di terracotta policroma invetriata, la robbiana, splendido esempio della straordinaria tecnica della famiglia di scultori Della Robbia (Luca, Andrea e Giovanni), attivi tra il 1400 e il 1500 a Firenze, presenta un ritratto quasi a grandezza naturale del suo committente, con le mani giunte alla sinistra di Cristo, e due stemmi di famiglia ai lati della base del rilievo, che decorava Villa Le Rose, una delle Tenute di famiglia dove già all’epoca gli Antinori producevano principalmente vino ma anche olio ed altri prodotti agricoli.
Donata al Brooklyn Institute (oggi Brooklyn Museum of Art) nel 1898 dal collezionista americano A. Augustus Healy – dopo averla acquistata dagli stessi Antinori – la robbiana non ha più lasciato New York da allora. Nel 2016, grazie al sostegno della famiglia Antinori, ritrova il suo splendore originale, restaurata per la mostra “Della Robbia: Sculpting with Color in Renaissance Florence”, prima esposizione americana dedicata ai Della Robbia, al Museum of Fine Arts di Boston (9 agosto-4 dicembre 2016) e poi alla National Gallery of Art di Washington Dc (5 febbraio-4 giugno 2017).

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“Luigi Amedeo di Savoia-Aosta Duca degli Abruzzi ammiraglio, esploratore, alpinista”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

Luigi di SavoiaTorino giovedì 16 novembre alle ore 17 si svolgerà a Palazzo Cisterna, sede della Città metropolitana il penultimo incontro dell’anno curato dall’Associazione Amici della Cultura. L’appuntamento dal titolo “Luigi Amedeo di Savoia-Aosta Duca degli Abruzzi ammiraglio, esploratore, alpinista” sarà un’occasione per ripercorrere, insieme a Pierangelo Manuele, l’intesa vita del terzogenito di Amedeo di Savoia e di Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna e fratello minore di Emanuele Filiberto e Vittorio Emanuele. In occasione dell’incontro a Palazzo Cisterna sarà possibile ammirare una piccola esposizione di rari libri custoditi nella Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte Giuseppe Grosso che trattano della figura di Luigi Amedeo, Duca degli Abruzzi e delle sue imprese. Sarà certamente interessante ed emozionante avere la possibilità di osservare, tra gli altri testi esposti, anche quelli de “Il Ruwenzori” editi da Hoepli che trattano il viaggio di esplorazione e le prime ascensioni delle più alte vette nella catena nevosa situata fra i più grandi laghi equatoriali dell’Africa centrale di S.A.R. il principe Luigi Amedeo di Savoia.
Pierangelo Manuele è nato a Torino nel 1950. Appassionato da sempre di marina e aviazione, si è laureato in ingegneria aeronautica nel 1975 e da oltre venticinque anni lavora nell’industria aeronautica.
Si dedica inoltre alla ricerca storica in campo navale e aeronautico, collabora alla Rivista Marittima, è membro dell’INRO (International Naval Reserach Organization) e consigliere dell’AIDMEN (Associazione Italiana di Documentazione Marittima e Navale). Ha pubblicato “Il Piemonte sul mare – La Marina sabauda dal Medioevo all’Unità d’Italia”, L’Arciere, Cuneo 1997, “Principi marinai”, L’Arciere, Dronero 2000, “Canapa, vele e marinai – Carmagnola e Piemonte tra terra e mare”, Museo Civico Navale, Carmagnola 2005 e numerosi articoli su giornali e riviste. Dal 2002 è presidente del Museo Civico Navale di Carmagnola. Sempre nel 2002, per le sue ricerche storiche, è stato nominato Cavaliere al Merito di Savoia (primo gradino dell’Ordine Mauriziano).

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Italia ultimo posto per livello di crescita

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

Il premier Paolo Gentiloni al termine del Cdm

“Il governo di Paolo Gentiloni e del suo ministro Pier Carlo Padoan si congedano dall’Europa lasciando l’Italia all’ultimo posto per livello di crescita. Secondo i dati appena pubblicati dalla Commissione Ue, infatti, il nostro paese si conferma il peggiore a livello europeo per tasso di crescita del Pil per tutto il periodo di previsioni preso in considerazione da Bruxelles. Una crescita che, fra l’altro, è già destinata a ridursi già dal prossimo anno, quando gli effetti delle politiche monetarie ultraespansive della BCE cesseranno. Purtroppo non è l’unica cattiva notizia che arriva da Bruxelles. Sempre secondo le previsioni d’autunno della Commissione, infatti, anche la finanza pubblica non migliorerà. Nonostante i proclami del Governo e le fantascientifiche previsioni inserite nei documenti di programmazione economica, la Commissione certifica, purtroppo, che il debito pubblico italiano scenderà ‘solo marginalmente’, nonostante la fase di espansione dell’economia. Tra le cause ricordate da Bruxelles c’è quella relativa al denaro pubblico che il Tesoro ha stanziato per salvare il disastrato sistema bancario italiano, conclamando il salasso finanziario che i contribuenti hanno dovuto sopportare per rimediare agli errori compiuti dai governi di centrosinistra nella penosa gestione della questione banche.Ancora peggiore è la situazione del deficit, dal momento che i funzionari della Commissione hanno previsto un peggioramento del saldo strutturale per quest’anno, che migliorerà solo ‘marginalmente’ nel 2018.L’Italia osserva quindi con tristezza i dati economici sull’andamento del resto dell’Europa, dove la crescita raggiunge i massimi da 10 anni e la disoccupazione i minimi dal 2009. Nel nostro paese, invece, il tasso di disoccupazione sarà ancora sopra il 10% nel 2019, mentre l’occupazione rallenterà dell’1% nel 2017 dopo ‘il phasing-out degli sgravi per le assunzioni’, a 0,9% nel 2018 e 0,5% nel 2019. Un modo molto elegante per dire quello che noi abbiamo sempre affermato, ovvero che gli sgravi contributivi sono soltanto dei palliativi fiscali che non contribuiscono a creare occupazione di lungo periodo.Ultimi per crescita, con un debito che non cala, un deficit che aumenta e una occupazione che si riduce. La Commissione Europea ha certificato così il disastro finale dell’operato del duo Gentiloni-Padoan. C’è solo una considerazione positiva da farsi, dopo aver letto questi dati: abbiamo almeno la certezza che questa è l’ultima Legge di Bilancio scritta dal ministro Padoan, che forse riuscirà a proseguire la sua carriera in Europa, mentre in Italia si lascia dietro soltanto disastri”.

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Dal banco di scuola al posto di lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ErmetrisAcademyGorizia. Studenti venite in azienda per iniziare a conoscere il mondo del lavoro: in palio potrebbe esserci un’assunzione. Il messaggio arriva da Ermetris, una giovanissima impresa di Gorizia specializzata nella fornitura di materiali ad elevata tecnologia per il settore ferroviario, che ha fatto propria la classica alternanza scuola-lavoro e ha redatto un progetto ad hoc coinvolgendo due istituti tecnici superiori del suo territorio, l’Itis Galilei di Gorizia e l’istituto tecnico tecnologico Marconi di Staranzano (GO). Con il progetto Ermetris Academy l’azienda mira a creare professionalità che possano rispondere alle locali richieste del mercato del lavoro.«Dopo la positiva esperienza dell’anno scorso, abbiamo deciso di farci promotori di un progetto specifico nella convinzione che non solamente sia importante accompagnare gli studenti ad avere più elementi possibili per fare una scelta lavorativa futura che sia più coerente con le loro aspettative professionali e personali, ma anche si fondamentale sviluppare alcune capacità ed abilità professionali mediante percorsi di apprendimento direttamente in azienda», spiega Claudio Borrello, ingegnere, che solamente sei anni fa ha dato vita ad Ermetris facendo di una start up una realtà in continua crescita e profondamente legata al proprio territorio. «I ragazzi degli istituti hanno grande attrattiva per il mercato locale. Per questo crediamo che necessitino di un orientamento e di una formazione che li portino ad una maggiore consapevolezza di sé, delle proprie abilità e delle proprie propensioni. Il tutto anche nell’ottica di formare professionalità che possano rispondere effettivamente alle esigenze delle aziende, quindi permettere a questi ragazzi di trovare lavoro sul territorio. Noi per primi ci poniamo nell’ottica di assumere uno di questi ragazzi».La reazione degli istituti e soprattutto degli studenti cui il progetto è stato proposto è stata entusiastica. «Ci fossero state 30 anni fa questo tipo di iniziative, sicuramente avremmo avuto diplomati con maggiore consapevolezza di cosa significhi entrare nel mondo del lavoro», ricorda Carlo Prencis, docente dell’Itis di Gorizia e referente per l’alternanza scuola lavoro. «È un progetto molto interessante. Un’iniziativa direi fondamentale soprattutto per i ragazzi che frequentano un istituto tecnico. La positiva esperienza fatta con Ermetris l’anno scorso ci ha spinto ad aderire ad Ermetris Academy per l’utilità e il riscontro che abbiamo avuto dagli alunni». Sul fatto che la proposta arrivi direttamente da un’azienda, «è la prima volta che mi capita. Sicuramente è un’iniziativa utile e interessante», aggiunge Prencis.Il progetto Ermetris Academy, che si rivolge agli alunni di quarta e di quinta indirizzo elettrotecnico, prevede due fasi tra novembre e aprile del prossimo anno: la prima all’interno della scuola con una serie di incontri conoscitivi con i ragazzi; la seconda direttamente in azienda per conoscere i vari reparti di cui si compone una realtà produttiva, osservare un tutor aziendale nello svolgimento della sua attività lavorativa e apprendere sul campo un primo livello di competenze. Ermetris però guarda un po’ più lontano con la prospettiva di «fare sistema». Aggiunge Borrello: «Ci muoviamo sul territorio con l’intenzione di creare una rete tra aziende e territorio. Perché, anche se operiamo a livello internazionale, è qui che lavoriamo e vorremmo che questo territorio potesse crescere con noi». In quest’ottica, Ermetris si pone come una sorta di modello per altre aziende. «Così da creare una rete locale dove impresa, scuola e territorio collaborano lavorando nella medesima direzione, quella della crescita», conclude Borrello.Ermetris Academy è un progetto a tutt’oggi aperto a nuove collaborazioni. (foto: ErmetrisAcademy)

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Sostegno ai soggetti fragili e il bla, bla dei politicanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

anzianiL’ex Premier Renzi ha dichiarato, durante l’intervista a Dimartedì su La7, che bisogna trovare i soldi per aiutare chi non riesce a pagare la badante e che bisogna dare respiro a chi si prende cura delle persone anziane. “Con DOMINA promuoviamo da anni l’importanza di sostenere le famiglie datori di lavoro domestico – afferma Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA, Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico – soprattutto quelle che si prendono cura di persone non autosufficienti”.
L’età media si allunga, ha ricordato Renzi durante il programma di Floris, e questo porta in tutte le famiglie esperienze di persone con Alzheimer e demenza senile che richiedono le cure di assistenti familiari i cui costi pesano sul bilancio familiare. “Siamo contenti che il dibattito politico inizi a capire l’importanza del lavoro domestico – prosegue Gasparrini – ma le parole devono essere seguite da fatti concreti”. Il settore domestico contribuisce all’1,3% del PIL (circa 19 miliardi di Euro generati da colf e badanti – dati Ricerca DOMINA) e secondo le stime dell’Associazione metà dei lavoratori domestici (circa 1 milione) attivi in Italia non è in regola. “Immaginate il beneficio in termini di valore aggiunto che potremmo avere se aumentasse la quota dei lavoratori regolari – continua Gasparrini – serve una politica di defiscalizzazione che dia respiro alle famiglie e incentivi a regolarizzare le badanti; il lavoro sommerso è un male per le famiglie, per i lavoratori e per le casse dello Stato”. (n.r. Non vorremmo far perdere una speranza a chi crede ancora alle parole gettate al vento ma, purtroppo, da anni sulla fragilità degli anziani e dei diversamente abili se ne parla solo, guarda caso, solo a ridosso di campagne elettorali. Perché il governo non interviene subito, perché non dimostra con i fatti ciò che sembrano essere le sue intenzioni sia pure per l’interposta persona del suo segretario politico? Questo problema, del resto, non si presenta oggi ma è già un qualcosa che dura da parecchio, da troppo tempo).

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Astensionismo alias antipolitica?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ostiaDalle ultime elezioni politiche ad oggi abbiamo avuto, a mio avviso, due particolari momenti che vorrei focalizzare in questa circostanza: l’exploit dei grillini che è diventato da solo il primo partito a livello nazionale e il successo elettorale del PD alle europee raggiungendo il 40% dei consensi. Si è detto e ripetuto che Cinque stelle ha incassato un successo come conseguenza della rabbia che la gente aveva in corpo e la delusione provocata dal partito di riferimento per le riforme promesse e non fatte. Tra questi due momenti è apparso nel firmamento politico del PD una figura nuova e le speranze dei frustrati si sono rinfocolate, salvo poi ricadere nella depressione nel constatare che era un fuoco fatuo. Siamo così giunti a nostri giorni con due test indicativi degli umori popolari con le regionali di Sicilia e le amministrative di Ostia. A questo punto appare evidente che è di nuovo mutato l’umore della gente. Cresce la delusione per il Movimento cinque stelle ma resta la sfiducia per gli altri partiti facendo ingrossare l’assenteismo elettorale. Non vi è dubbio che un prezzo molto alto i grillini lo hanno pagato non avendo avuto un adeguato supporto mediatico che ha finito con l’esaltare i loro errori e ignorare i loro meriti. Penso al pasticciaccio di Palermo, alla poca incisiva azione dell’amministrazione romana e alle acque agitate nei gruppi parlamentari. Se a questo punto diamo per scontato il declino del PD, dove è molto chiaro a tutti che l’attuale segretario è stato messo a quel posto per dare il ben servito al suo stesso partito, e la capacità del centro-destra di sapersi coalizzare anche a dispetto delle rispettive e profonde divergenze di programmi e di leadership, il gioco appare incentrato solo su due competitor. Significa però tenere congelata quella parte degli scontenti che si rifugia nell’astensionismo. Che ne facciamo? Sarebbe un errore, di là dei tatticismi dei due contendenti, ignorarli e allora chi sarà capace di risvegliare il loro interesse e stimolarli a riprendere il dialogo politico? Noi come Centro Studi politici e sociali della Fidest abbiamo un’idea e ne riparleremo. (Riccardo Alfonso)

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Banche venete: ispettori che non vedono, non sentono, non parlano

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

salva banchePer l’on. del PD Francesco Bonifazi, membro della commissione di inchiesta sulle banche, nel settore bancario c’è stato un “sistema di vigilanza che nella migliore delle ipotesi non è stato all’altezza del ruolo che doveva compiere”. “Vero, ma il problema è che anche la politica deve fare la sua parte, cambiando le regole. Se sulle Banche Venete per evitare il tracollo non sono bastate le 16 ispezioni della Banca d’Italia svolte dal 2007 al 2017, è anche perché la loro missione resta quella di salvare in primo luogo le banche, non i risparmiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Per questo, come nel caso di Banca Marche, nel 2012 hanno preferito autorizzare aumenti di capitale pur di tentare il salvataggio dell’istituto, facendo correre così più rischi ai risparmiatori” aggiunge Dona. “Se il 66% degli italiani ritiene che gli strumenti di tutela del risparmiatori siano inefficaci, come rilevato dalla recente indagine Acri, è perché nessuno li ha finora cambiati. Perché, ad esempio, non si è ancora vietata la vendita allo sportello di obbligazioni subordinate, come chiesto da Ignazio Visco anni fa, in tempi non sospetti? Perché non si è ancora compiuto alcun passo rispetto alla proposta del presidente della Consob, Giuseppe Vegas, di correggere la normativa sul bail-in, introducendo una soglia di salvaguardia di 100 mila euro per gli obbligazionisti?” prosegue Dona. “Lungi da noi assolvere gli organismi di vigilanza, ma dalla politica ci attendiamo meno polemiche e più fatti” conclude Dona.

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Diabete e obesità: Il sonno come terapia?

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

tiroideRoma. Il sonno è un tema di grande attualità soprattutto dopo il Nobel della Medicina 2017 assegnato agli scienziati Hall, Rosbash e Young teorizzatori e scopritori dei meccanismi molecolari dei bioritmi, teoria da alcuni considerata, ancora recentemente, pseudoscienza. Il sonno è uno dei sincronizzatori principali dei bioritmi e per questo un prezioso alleato della salute psico-fisica e della qualità di vita e presto, oltre alla sempre più frequente indicazione di praticare attività sportiva, il sonno ha buone possibilità di rientrare nelle prescrizioni mediche.“Il sonno, introduce Piernicola Garofalo, Presidente AME Onlus, è un processo attivo e dinamico che ha un impatto importante su molti aspetti della salute, della vita quotidiana e della crescita; il sonno ha molteplici funzioni quali la conservazione dell’energia, il consolidamento della memoria, il recupero psico-fisico, e tante altre ancora. Inoltre, interagisce con il sistema nervoso, endocrino e immunitario influenzando i tre sistemi più complessi del nostro organismo che a loro volta condizionano qualità e quantità del sonno”.
Se ne parla al Congresso Nazionale AME, Associazione Medici Endocrinologi che si è aperto ieri a Roma e prosegue fino al 12 novembre con diverse sessioni dedicate all’update nei principali campi dell’endocrinologia, con una crescente attenzione per le malattie di più ampio interesse come quelle della tiroide e del metabolismo, diabete e osteoporosi per le quali verranno illustrati e discussi i contenuti dei più recenti documenti di consenso e linee guida sugli aspetti più rilevanti dell’endocrinologia clinica.Ma cosa c’entra il sonno con l’endocrinologia? “Quasi tutte le cellule del nostro corpo presentano un orologio biologico e molti geni si attivano o disattivano seguendo il ritmo circadiano, spiega Daniela Agrimi, Ambulatorio di Endocrinologia, Diagnostica ed Interventistica Tiroidea, Asl Brindisi. L’alterazione dell’orologio biologico aumenta la probabilità di malattia e questo è particolarmente evidente per malattie metaboliche come il diabete di tipo 2 e l’obesità. Il nostro modello sociale che ci spinge ad essere attivi 24h7, induce a ridurre le ore di sonno a favore di quelle di attività e questo porta ad una marcata alterazione delle oscillazioni ormonali che regolano il metabolismo.Molti studi hanno dimostrato che la riduzione delle ore di sonno aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 influenzando il modo in cui il nostro corpo processa il glucosio. L’utilizzo del glucosio è maggiore durante la veglia mentre è più basso durante il sonno quando il metabolismo cerebrale del glucosio è rallentato e la captazione del glucosio da parte dei neuroni è ridotta del 30-40% rispetto allo stato di veglia.La deprivazione di sonno, anche parziale ma ripetuta nel tempo, o la compromissione della qualità del sonno con ripetuti risvegli durante la notte, modificano il metabolismo del glucosio e la secrezione di insulina, portando chi dorme meno di 6-7 ore per notte ad un rischio maggiore di sviluppare il diabete.Altri studi hanno anche messo in relazione un insufficiente riposo con l’aumento di peso: le persone che dormono abitualmente meno di 6 ore per notte hanno un indice di massa corporea (BMI) più alto della media. Durante il sonno, il nostro corpo secerne ormoni che aiutano a controllare l’appetito e il metabolismo energetico. Dormire poco porta ad uno squilibrio di questi ed altri ormoni: è associato, ad esempio, a livelli più bassi di leptina, l’ormone che indica al nostro cervello di aver mangiato abbastanza cibo, e a livelli più alti di grelina che invece stimola l’appetito, con il risultato di avere più appetito e favorire il consumo di cibi ad alto contenuto calorico. Una persistente alterazione del ritmo sonno-veglia è quindi un fattore di rischio per malattie metaboliche al pari di inattività e una dieta sbilanciata”.“La relazione tra malattie metaboliche e sonno è complessa e merita l’attenzione clinica degli endocrinologi e un approccio multidisciplinare, conclude Garofalo. Grazie a quello che già sappiamo bisognerebbe aumentare gli studi che portino a nuovi approcci preventivi e terapeutici contro obesità e diabete di tipo 2 basati sull’aumento della qualità e quantità di sonno e, in un certo senso, dando ragione all’antico detto popolare “dormi che ti passa”.

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Tubercolosi latente, autosomministrazione del trattamento funziona anche senza promemoria

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

university of coloradoI pazienti negli Stati Uniti che si sono autosomministrati una volta alla settimana isoniazide e rifapentina per trattare un’infezione da tubercolosi latente hanno avuto un alto tasso di completamento del trattamento, dimostrando la non inferiorità rispetto alla somministrazione con osservazione diretta da parte di un operatore, afferma uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, guidato da Robert Belknap, del Denver Health and Hospital Authority e dello University of Colorado Health Sciences Center. Nello studio, 1.002 adulti di età uguale o superiore a 18 anni con infezione latente da tubercolosi provenienti da ambulatori negli Stati Uniti, in Spagna, a Hong Kong e in Sudafrica sono stati randomizzati a ricevere isoniazide e rifapentina, in 11 o più dosi su 16 settimane, una volta alla settimana con osservazione diretta, in regime di autosomministrazione con monitoraggio mensile o in regime di autosomministrazione con promemoria settimanali e monitoraggio mensile. L’analisi ha dimostrato che il trattamento autosomministrato senza promemoria non è stato inferiore rispetto all’osservazione diretta negli Stati Uniti; tuttavia, altri confronti non hanno soddisfatto i criteri di non inferiorità. Il tasso di completamento del trattamento è stato dell’87,2% per i pazienti nel gruppo di osservazione diretta, del 74% per i pazienti con terapia autosomministrata e del 76,4% per i pazienti trattati con autosomministrazione e promemoria. Per i pazienti statunitensi, in particolare, le percentuali di completamento nei tre gruppi erano rispettivamente dell’85,4%, del 77,9% e del 76,7%. I promemoria effettuati tramite messaggi di testo non hanno aiutato il completamento del trattamento negli Stati Uniti negli Stati Uniti, mentre la loro utilità è stata maggiore in Spagna, Hong Kong e Sudafrica. «Questi risultati mostrano che la promozione del trattamento autosomministrato dell’infezione latente della tubercolosi può essere utile in alcune regioni. Tuttavia, per assicurare l’adesione è necessario affrontare i fattori correlati al paziente, insieme al sistema sanitario e alle ampie barriere socio-economiche» scrivono in un editoriale correlato Haileyesus Getahun, dal WHO Global TB Program e Alberto Matteelli, dell’Università di Brescia. (fonte doctor news)

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Ettore Sottsass: Oltre il design

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

Per esame di arredamentoParma Abbazia di Valserena, Strada Viazza di Paradigna, 1, 18 novembre 2017 alle ore 14 apre al pubblico la mostra Ettore Sottsass. Oltre il design, prodotta e organizzata dallo CSAC dell’Università di Parma e curata in stretta collaborazione con un gruppo di lavoro composto da storici dell’architettura, del design e dell’arte contemporanea, designer e archivisti.
Nel 1979 Ettore Sottsass donò allo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione oltre 14.000 materiali progettuali (schizzi, bozzetti e disegni) e 24 sculture. Nel centenario della nascita dell’autore, proprio a partire da questa preziosa donazione, lo CSAC ha promosso un importante progetto espositivo ed editoriale con il patrocinio del Comune di Parma.
L’ampio e intenso lavoro di catalogazione e digitalizzazione dell’intero fondo, sarà restituito nel catalogo a stampa Ettore Sottsass 1922-1978 (Silvana editoriale, 2017), pubblicato in occasione della mostra Ettore Sottsass. Oltre il design. L’esposizione è costituita da circa 700 pezzi selezionati all’interno dell’archivio e allestiti secondo una struttura narrativa cronologica (a partire da un disegno infantile del 1922), che fa emergere alcune costanti visive e metodologiche dell’autore interpretando il percorso espositivo dell’Archivio-Museo CSAC. Il titolo della mostra rimanda infatti alla pratica di lavoro propria di Sottsass, che travalica la specificità della sua attività di designer verso una visione più allargata, in cui il disegno ha una centralità assoluta, come strumento di progettazione ma prima e soprattutto come momento di riflessione e di verifica formale.
Il pianeta come festivalMostra e catalogo sono stati realizzati da un gruppo di lavoro comprendente Francesca Balena Arista (Politecnico di Milano) che ha approfondito la collaborazione di Sottsass con Poltronova, Elisa Boeri (Politecnico di Milano) che ha analizzato alcuni progetti di architettura degli anni ‘50, Giampiero Bosoni (Politecnico di Milano) che ha studiato il tema degli interni e il rapporto con il disegno degli oggetti, Federico Bucci (Politecnico di Milano) che ha studiato il rapporto con la cultura americana, Milco Carboni (Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Accademia di Belle Arti Mario Sironi – Sassari) che ha affrontato il rapporto con l’azienda Poltronova, Giulia Daolio (CSAC Università di Parma) che si è occupata della collaborazione con “il lambello” e della partecipazione ai Littoriali, Chiara Fauda Pichet (Politecnico di Milano) che ha approfondito alcuni progetti degli interni e il disegno dei gioielli, e Chiara Lecce (Politecnico di Milano) che ha studiato il disegno degli oggetti, Elisabetta Modena (CSAC Università di Parma) che ha studiato le partecipazioni di Sottsass alle Triennali di Milano, Emanuele Piccardo (storico dell’architettura) che ha indagato l’incontro di Sottsass con la cultura beat e radicale, Simona Riva (CSAC Università di Parma) che si è occupata delle ceramiche negli anni ‘60 e ‘70, Marco Scotti (CSAC Università di Parma) che ha ricostruito alcuni progetti espositivi, Marta Sironi (CSAC Università di Parma) che ha affrontato il progetto grafico editoriale degli anni ‘40, Marcella Turchetti (Associazione Archivio Storico Olivetti) la cui ricerca ha riguardato la lunga collaborazione con lo storico marchio di Ivrea, Marina Vignozzi Paszkowski (Archivio Industriale Bitossi – Fondazione Vittoriano Bitossi) che ha messo in luce il rapporto con Bitossi Ceramiche dagli anni ‘50, e Francesca Zanella (CSAC Università di Parma) che ha analizzato il ruolo dell’archivio e il rapporto tra progetto e ricerca visiva.Grafica e Allestimento della mostra, che occuperà fino all’otto di aprile i suggestivi spazi Disegni vari 1934-39dell’Abbazia cistercense di Valserena, sede dello CSAC, sono a cura di Daniele Ledda (xycomm) e Elisabetta Terragni (Studio Terragni Architetti).
Lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e situato nell’Abbazia cistercense di Valserena, raccoglie e conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid. Ingresso: 10 euro. Sabato 18 novembre dalle 14 alle 19 il pubblico potrà accedere con biglietto ridotto 5 euro orari: Martedì, giovedì e venerdì dalle ore 15 alle ore 19 Mercoledì, sabato e domenica dalle ore 10 alle 19. (foto: Sottsass)

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L’artigiano in fiera

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

fiera milano rho-peroMilano Fieramilano (Rho-Pero), dal 2 al 10 dicembre (ore 10-22.30). Un’area interamente dedicata alle tradizioni millenarie della Cina, gli artigiani tenaci dei villaggi di Dakar e la Nazionale italiana degli chef, che si esibirà per nove giorni nella realizzazione di piatti e show-cooking nel nuovo Artimondo restaurant. Sono solo alcune delle grandi novità che caratterizzeranno la prossima edizione di Artigiano in Fiera. Lo sviluppo della manifestazione, un vero e proprio villaggio delle arti e dei mestieri del mondo, sarà evidente anche nella crescita “espositiva” della rassegna che, quest’anno, offrirà ai visitatori un padiglione in più (10 in totale) per una maggiore rappresentatività dei cinque continenti. Il tema dell’anno – “Artigiani creatori di bellezza e di bontà. Originali per definizione” – valorizzerà la forza, il fascino e il lavoro a dimensione umana di oltre tremila espositori provenienti da oltre 100 Paesi.Il tema dell’anno sarà la cartina al tornasole delle presenze ma anche degli spettacoli e delle esperienze culinarie offerte dall’Italia e dal mondo. L’Iran, per esempio, promuoverà in fiera i prodotti significativi del settore: i datteri, i tappetti (che troveranno un’adeguata rappresentazione nell’Iran carpet center), le miniature. E non mancherà la cultura, in questo caso musicale, che viaggerà sulle note della band musicale del momento, Ronak, un gruppo di artisti che si esibiranno in canzoni folcloristiche iraniane in abbigliamento tradizionale (tabagh keshi). La bellezza e la bontà di cui la fiera è portavoce da 22 anni sarà una delle peculiarità del nuovo China Pavillion sul tema “One belt, one road”. Un’iniziativa tesa a risaldare le relazioni con un Paese che esprime una grande tradizione artigianale e culturale, spesso sconosciuta ai più, che trova la sua naturale espressione nella tradizione del tè, della porcellana, dei tessuti lavorati dall’etnia Miao ma anche nelle danze animate dal Lusheng, tipico strumento a fiato. Dall’Asia all’Africa: tra i numerosi gruppi presenti, gli artigiani senegalesi di Dakar, molti dei quali provenienti dal «craft village Soumbédioune»: un’area a forte vocazione artigianale che, grazie alla riscoperta degli antichi mestieri, ha avviato un modello virtuoso di resilienza in Africa in cui i giovani diventano protagonisti.Anche l’artigianato made in Italy sarà al centro della manifestazione. Tutta l’Italia, da Nord a Sud, sarà fedelmente rappresentata. Dai tonni di Carloforte e di Favignana alle innovazioni nel food proposte dalla Campania (pasticceria) e dalla Calabria (bergamotto). Dalla tradizione trentina del legno, promossa con una mostra ad hoc, fino alle scarpe e cappelli realizzati nelle Marche. Non rimarranno delusi gli appassionati di moda, design, creatività e arredamento che potranno visitare aree ad hoc. Qui i professionisti di settore e i giovani talenti presenteranno le novità in fatto di abbigliamento (Moda&Design), hobbistica (Salone della creatività) e casa (Abitare la Casa). Due le novità in fatto di saloni. All’interno di Abitare la Casa, spazio ad Artimondo home collection, una collezione dedicata alla casa innovativa, high tech capace di coniugare comfort, funzionalità e estetica. Ci sarà poi il Bridal show, un salone dedicato agli sposi con i migliori rappresentanti del mondo wedding e le ultime tendenze del mercato.I visitatori potranno, inoltre, ammirare la maestria degli artigiani in performance live e assistere agli spettacoli con danze e canti tradizionali, che animeranno la manifestazione ogni giorno. Un’opportunità irripetibile per entrare in contatto con la storia delle popolazioni del mondo. Oltre a una ristorazione sempre più di qualità rappresentativa delle tradizioni culinarie del mondo (oltre 40 i ristoranti, numerose le “piazze del gusto), debutterà, nel padiglione 4, una nuova proposta: Artimondo restaurant, uno spazio dedicato alle migliori ricette del made in Italy promosso con la collaborazione della Federazione italiana cuochi e con la presenza della Nazionale degli chef.L’Artigiano in Fiera, che lo scorso anno è stata raggiuta da 1.670.000 visitatori, sarà raggiungibile da tutta l’Italia. Oltre alle tratte di Trenord, al sistema infrastrutturale del Nord Italia e alle metropolitane milanesi, anche Italo effettuerà, come lo scorso anno, una fermata straordinaria presso la stazione di Milano Rho – Fiera. (foto:fiera milano rho-pero)

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Roma può essere davvero ciclabile

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

bici a romaAmministrazione capitolina, tecnici del Campidoglio e cittadini dimostrano una nuova e coesa volontà di compiere passi concreti a favore della ciclabilità, superando le criticità che hanno finora attanagliato lo sviluppo di tanti progetti, a cominciare dal Grab e dalla ciclabile di S. Bibiana. E’ quanto emerso nel convegno organizzato oggi dall’Associazione per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti del Lazio presso la sede nazionale dell’ACI, alla presenza di Enrico Stefano, presidente della Commissione III Mobilità di Roma Capitale, Alessandro Fuschiotto di Roma Servizi per la Mobilità, Alberto Fiorillo di Legambiente, Beatrice Galli della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Alfredo Giordani di Vivinstrada e Roberto Pallottini dell’Istituto Nazionale di Urbanistica.
L’AIIT è riuscita a porsi come facilitatore di contatto tra il Campidoglio e le associazioni dei ciclisti, favorendo lo sviluppo di un dialogo costruttivo tra le parti a fronte della complessità normativa e della carenza di risorse che spesso pongono più ostacoli che opportunità nelle fasi di pianificazione e progettazione delle piste ciclabili.
ENRICO PAGLIARI“L’Associazione propone un’organizzazione più razionale della mobilità cittadina – dichiara il presidente di AIIT Sezione Lazio, Enrico Pagliari – a partire da una classificazione delle strade in primarie e secondarie. Le prime dedicate in modo prioritario alla circolazione dei veicoli a motore; le seconde con precedenza a pedoni e bici, con l’istituzione di specifiche zone30 a velocità ridotta per tutelare le utenze più deboli della strada”.
L’Associazione auspica inoltre che la ciclabilità sia sempre più parte integrante delle strategie della mobilità cittadina e che sia inserita in un quadro sistemico in cui si incentivi lo scambio con il trasporto collettivo attraverso collegamenti ai principali nodi di scambio, con sviluppo di aree per una sosta sicura delle biciclette.
In uno scenario tecnico e culturale in rapida evoluzione, infine, AIIT confida in un adeguamento delle normative vigenti e una condivisione di buone pratiche internazionali che consentano anche ai nostri progettisti di proporre soluzioni sicure, efficaci ed efficienti in linea con le aspettative degli utenti a due ruote. (foto: bici a roma, Enrico Pagliari)

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Scuola: legge stabilità e rinnovo contrattuale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzionePer coprire l’indennità non assegnata nel periodo di mancato rinnovo contrattuale occorreva incrementare lo stipendio di oltre il doppio di quanto previsto dal 1° gennaio 2018. Questo significa che gli 85 euro di aumento stabilito un anno fa sono pari a meno della metà di quello che spetta veramente ai dipendenti pubblici. Ai quali, dunque, andrebbero corrisposti 170 euro medi lordi. Più altrettanti di vero e proprio aumento. Inoltre, sempre dalla Relazione tecnica al disegno di legge, risulta che gli aumenti riguardano solo i dipendenti pubblici e non l’area dirigenziale, per la quale sono previsti finanziamenti, sempre utili all’incremento di stipendio, attraverso capitoli a parte.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Al personale della pubblica amministrazione dovrebbero essere assegnati 340 euro lordi, pari a circa 200 euro medi netti a lavoratore. Più gli arretrati, che vanno conteggiati da settembre 2015, come indicato da una puntuale sentenza della Corte Costituzionale e non, come intende fare il Governo, da gennaio 2016, peraltro attraverso l’assegnazione di una tantum miserevole di 14 euro al mese. Così per quasi due anni e mezzo, gli aumenti effettivi, considerando il quadrimestre 2015 cancellato, saranno inferiori agli 8 euro netti. Ecco perché, a queste condizioni improponibili, è meglio non sottoscrivere alcun contratto e diffidiamo le organizzazioni sindacali rappresentative, che siedono ai tavoli contrattuali, a farlo. Il giovane sindacato insiste nell’invitare il personale a presentare in massa richieste di risarcimento per recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Consulta. Tutti i dipendenti interessati possono utilizzare i modelli di diffida per ancorare almeno lo stipendio al 50% della spinta inflattiva, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione.

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Roma ripudia il fascismo: Uniti contro le discriminazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

AuschwitzRoma. “L’esperienza appena vissuta in Polonia insieme a 128 studenti di 32 istituti romani è stata intensa e fortemente educativa per tutti. Ripercorrere le tappe della persecuzione nazista e della deportazione degli ebrei dal Ghetto di Roma il 16 ottobre 1943, ascoltando le parole commosse di Sami Modiano e Tatiana Bucci, ha contribuito a comprendere meglio una delle pagine più crudeli della nostra Storia.Non basta leggere sui libri ciò che accadde in quel periodo nefasto per averne la giusta conoscenza, l’Orrore dell’Olocausto si percepisce andando nei luoghi dove quelle atrocità furono commesse, visitando i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau di fronte ai sopravvissuti. È doveroso, quindi, che i più giovani partecipino a viaggi come questo per trasferire ai coetanei la Memoria delle testimonianze e condividere la rabbia e lo sgomento per tanta disumanità, per diventare cittadini più consapevoli delle future scelte.Siamo tornati ancora più convinti che a Roma rigurgiti antisemiti, razzismo e xenofobia non possono trovare più cittadinanza. Roma è una città aperta e inclusiva: il nostro dovere come rappresentanti di una Istituzione è un impegno costante e condiviso contro ogni forma di discriminazione, di violenza e violazione del rispetto dell’altro. Non possiamo riportare le lancette indietro e consentire che si ritorni a una passato drammatico fatto di odio e dolore. Insieme, pertanto, dobbiamo condurre una battaglia culturale ancora più incisiva che affermi i nostri valori democratici e contrasti con fermezza l’avanzare di qualsiasi movimento di matrice fascista, come impone la Costituzione”. Così in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito e i capigruppo del M5S Paolo Ferrara, del PD Michela Di Biase e di SI Stefano Fassina.

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A Camerino sul podio dell’hackathon per la trasformazione digitale della P.A.

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

universita-camerinoCamerino. Nel mese di ottobre sviluppatori di tutta Italia sono stati impegnati per una maratona di programmazione per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Anche a Camerino si è tenuta una tappa della maratona grazie ad Unicam e allo Spin-off e-Lios che hanno aderito all’iniziativa con grande entusiasmo al fine di coinvolgere non solo studenti o ex studenti Unicam ma anche appassionati e esperti del settore del territorio.A Camerino presso il Polo di Informatica dell’Università di Camerino in contemporanea con le altre città italiane aderenti all’iniziativa si sono incontrati sviluppatori software, ingegneri informatici, esperti di sicurezza informatica e studenti universitari per rispondere alle necessità che il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana ci sta chiedendo di affrontare: riavviare il sistema operativo del Paese. Ad un mese esatto della maratona sono stati decretati i vincitori di questa lunga avventura, al secondo posto della categoria Wise Turtle il team di Camerino che si piazza alle spalle di San Francisco e prima dei gruppi di Roma, Napoli e Milano.
Un risultato che rende orgogliosa Unicam, il team che ha sviluppato questo software open source per la pubblica amministrazione è formato da esperti del settore e da studenti dell’ateneo che hanno deciso di unire le loro forze per la creazione di un progetto che potrà essere utile al Paese.
La cerimonia di premiazione si terrà il prossimo 21 novembre a Roma presso il Tempio di Adriano

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