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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Mostra: Luciano Ventrone – Matrix: Oltre la realtà / Beyond reality

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 novembre 2017

Luciano Ventronecatalogo matrixAmelia (TR) Inaugurazione: domenica 19 novembre 2017 ore 12.00 Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa”, Piazza A. Vera 10, Orari mostra: venerdì, sabato, domenica e festivi (chiuso a Natale) ore 10.00-13.30 e 15.00-18.00. Prefestivi, 15.00-18.00. La mostra resterà aperta fino al 25 febbraio 2018 Curatore: Cesare Biasini Selvaggi Catalogo: Carlo Cambi Editore.
Dopo l’anteprima di 9 opere esposte dal mese di agosto, il Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “Edilberto Rosa” di Amelia (Terni) ospita, negli splendidi locali dell’ex Collegio Boccarini, in origine un convento francescano del XIII-XIV secolo, un’antologica di 30 dipinti di Luciano Ventrone nella mostra personale “MATRIX. Oltre la realtà-Beyond reality”, con l’intento di farne conoscere la produzione più recente.
La mostra con i dipinti di Ventrone distribuiti nelle sale espositive ai piani superiori, offrirà al visitatore un inedito confronto con la celebre collezione archeologica del Museo, in cui spiccano la rinomata statua bronzea del generale romano Nerone Claudio Druso, detto Germanico, rinvenuta nel 1963 e l’ara “di Dioniso”, un bellissimo esemplare in marmo risalente al I secolo d.C., sulla cui fronte è Luciano Ventrone, Baccoscolpita la leggendaria nascita del dio. Alcuni dei reperti conservati all’interno del Museo, in particolare i pregevoli capitelli dell’antica Ameria (il nome di Amelia in epoca romana) raccolti negli scavi della città e nei suoi dintorni, sono stati di ispirazione per Ventrone, dagli inizi degli anni Ottanta, per la realizzazione di alcune delle sue famose nature morte. «I monumenti muoiono quando non parlano più», ha affermato Tomaso Montanari. Scopo della mostra, come scrive Cesare Biasini Selvaggi, è quello di farne dialogare quelli della storia romana di Amelia con le opere di un artista contemporaneo che è stato in grado di interpretarli con il linguaggio dell’oggi, evocando visioni e stimolando riflessioni nuove. E contribuendo, in questo modo, a trasformare un patrimonio culturale nell’ambito di uno scenario passivo, in un habitat quanto mai vitale e palpitante.

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