Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

La città della ragione e la città della Fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 novembre 2017

padre pioDa anni – scrive un autore di molti saggi – mancavo da S. Giovanni Rotondo ed ora che ci sono ritornato la delusione è forte. Non sono, di certo, le folle a sconcertarmi, quanto l’idea di una religione fondata sul tornaconto. Mi riferisco, in particolare, a quella mercificazione del sentimento attraverso le immagini vendute sulle bancarelle, sulle suggestioni ad effetto dei soliti mistificatori da cortile, sulla idea di un luogo di miracoli da sfornare alla prima occasione. Il tutto ci allontana dal richiamo della Fede, dalla ricerca di una riflessione nel nostro intimo che si affaccia in un’oasi di pace e di serenità tra le mura di un convento, tra i silenzi di un luogo sacro, tra gli odori della cera che brucia e degli incensi durante una messa che si celebra. E’ l’amarezza di chi ha vissuto, tramite il proprio genitore e da bimbetto, l’esperienza “magica” di un incontro con colui che oggi è salito agli onori degli altari. Quel frate brusco ma anche affettuoso, che parlava in dialetto e che si scherniva dall’abbraccio a volte soffocante delle folle, aveva più il passo pesante di un uomo che vive nella sofferenza e nel martirio, che non quello eroico ed esaltante di un personaggio, così come lo avremmo voluto nel nostro immaginario collettivo. Di Lui sono stati scritti decine di libri eppure non sembra possibile che si possano dire tante cose per chi per decenni è vissuto nell’area limitata di un convento, tra la cella e la chiesa annessa. Tutti quelli che lo hanno visto ed oggi, per ragioni anagrafiche, si assottigliano sempre di più, hanno avuto la consapevolezza, di là delle suggestioni emotive del momento, di essersi imbattuti in un uomo semplice, che ci indicava vie semplici e persino ovvie e ci spronava, innanzitutto, ad avere fede in noi stessi come per dire che il vero miracolo non era estraneo alla nostra natura e non dovevamo cercarlo al di fuori di essa. Bastava credere. Basta avere Fede. E la fede è un sentimento strettamente personale che si può condividere solo con chi si misura con noi con uguale forza. Proprio per questo motivo la mia speranza è che un domani io possa ritrovare anche a San Giovanni Rotondo i due elementi fondanti della ragione e della fede e senza che la ragione si perda nell’interesse e la fede si smarrisca nel feticismo e nel misticismo di maniera. (Quaderni di cultura religiosa della Fidest)

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