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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Archive for 21 novembre 2017

Argentina: Per la riduzione della povertà rurale

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

argentinaGilbert F. Houngbo, Presidente del Fondo Internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), il 21 novembre incontrerà i ministri degli Affari Esteri, della Finanza e dell’Agroindustria per discutere dei progressi e dei programmi del paese nella lotta per eliminare la povertà rurale.
Questa sarà la prima visita ufficiale di Houngbo in Argentina, dove nel corso degli ultimi 12 mesi la povertà è diminuita dal 32,2 al 28,6 per cento.“All’IFAD, riteniamo che la via più efficace per eliminare la povertà nelle aree rurali, dove è più diffusa, siano i partenariati“, ha dichiarato Houngbo. “In Argentina, ci sono ottime prospettive per i piccoli agricoltori e per i produttori indigeni, purché siano ben inseriti in catene del valore inclusive e abbiano accesso a mercati, tecnologia e finanziamenti.“ Durante la sua visita in Argentina, Houngbo incontrerà:
Luis Miguel Etchevehere, neo-nominato ministro dell’Agroindustria. Tra gli argomenti su cui si confronteranno, l’idea di un partenariato ampliato tra l’Unità per la trasformazione rurale (UCAR) e alcune delle unità tecniche del ministero, nonché la necessità che il governo si ponga come obiettivi prioritari un maggiore inserimento dei piccoli agricoltori nelle catene del valore e la valorizzazione dei vantaggi comparativi del territorio.
Luis Andrés Caputo, ministro delle Finanze. Tra i temi del colloquio, la fase di avviamento di due nuovi programmi: il Programma di sviluppo della catena del valore caprina (PRODECCA) e il Programma per l’inserimento economico dei piccoli produttori dell’Argentina settentrionale (PROCANOR), attivi rispettivamente da marzo e aprile 2017. Houngbo e Caputo parleranno anche delle opportunità di futura collaborazione tra l’IFAD e l’Argentina.Jorge Faurie, ministro degli Affari Esteri e del Culto. L’incontro avverrà nel palazzo San Martín e verterà sulla partecipazione di esperti argentini all’offerta di assistenza tecnica a progetti finanziati dall’IFAD, soprattutto in Africa.
Alejandro Gennari, Coordinatore esecutivo dell’Unità per la trasformazione rurale (UCAR). I due parleranno di come il modello dell’UCAR, creata nel 2009, venga usato come riferimento per valutare l’efficienza nella gestione di progetti in altri paesi, dal momento che l’efficacia dei progetti è aumentata molto da quando l’UCAR è stata creata.Durante il suo soggiorno nel paese, Houngbo visiterà le aree di produzione di ortaggi vicino alla città di La Plata, per osservare di persona il lavoro del Programma per lo sviluppo rurale inclusivo (PRODERI), finanziato dall’IFAD. Il programma è in corso di attuazione in 17 province, con l’obiettivo di raggiungere oltre 25.000 famiglie di contadini poveri, tra cui 4000 famiglie indigene e 8000 famiglie particolarmente fragili (braccianti agricoli senza terra, donne sole a capo di una famiglia, giovani e lavoratori saltuari). Il programma aiuta le famiglie rurali a migliorare la propria qualità di vita e ad aumentare i propri redditi. A La Plata, il presidente incontrerà i membri della Cooperativa Moto Mendez, che – con l’assistenza del PRODERI – sta costruendo un capannone per la trasformazione, il confezionamento e il congelamento degli ortaggi.

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Pechino: “La settimana della cucina italiana nel mondo”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Italian-Waysettimana-della-cucina-italiana-nel-mondoPechino venerdì 24 novembre 2017 presso il Wangfujing Renaissance Hotel (Marriott) di Pechino. La cucina italiana, nel suo duplice aspetto cibo e cultura, sarà assoluta protagonista in Cina con Italian Way Food & Cultural Festival 2017. Quattro gli appuntamenti imperdibili: Guinness mondiale per la più numerosa (1000 assaggi di pasta in 30 minuti) degustazione di pasta italiana Barilla
Cena di Gala a scopo benefico
Esibizione collaterale Italian Way
Tour culinario Italian Way
Cosa rende così speciale questo evento a cui saranno ufficialmente presenti l’ambasciata italiana in Cina, la FIC, i principali brand italiani del’Italian food ma soprattutto autorità locali, nomi famosi del jetset cinese e imprenditori? La comunicazione cinese dell’evento  avverrà sfruttando le nuove modalità cinesi, a noi europei per lo più sconosciute. JD.com è il rivale di Alibaba. In questi giorni sta evidenziando in home page l’evento e sono già decine di milioni i visitatori online.
Durante la cena di Gala a scopo benefico, vi sarà un’importante asta online i cui ricavi verranno devoluti a JD.com charity Foundation. Pochi pezzi di altissimo livello devoluti da sponsor selezionati (Ferrari, Smeg, Carote in italia conosciuta con il brand Kasanova, Vini italiani d’autore) e soprattutto una maglietta autografata di Fabio Cannavaro, allenatore del Tianjin Quanjian Football Club. (by Fabrizio Pivari)

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Lo stile chic e sauvage dell’haute couture di attilio.carotacollezione donna Autunno/Inverno 2017/2018

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

attilio carotaattilio carota1Il silenzioso calore dei deserti d’Africa, il misterioso fascino delle moschee e dei templi orientali, la ricchezza dei colori e dei tessuti dei souk di Marrakech: la collezione Autunno/Inverno 2017/2018 del brand attilio.carota design è il racconto di una bellezza sensuale e sfuggente scovata nei furtivi sguardi di una moderna Sherazade. La collezione è ispirata ad una donna viaggiatrice che ritrova la sua identità e la sua femminilità attraverso le varie influenze delle culture esotiche.
Un viaggio attraverso le terre della via della seta richiamati dal lontano eco di una litania: gli abiti proposti dal designer sono un crocevia di ricordi ed esperienze che dipingono il ritratto di una donna fiera della sua femminilità, una donna in grado di osare nella costruzione del suo stile senza mai perdere l’eleganza innata che la contraddistingue.
attilio carota3attilio carota2I long dress scendono morbidi sui fianchi come gli abiti delle nomadi gitane: gli impalpabili chiffon e le organze nelle nuances verde petrolio, carta da zucchero e platino, le sete dipinte con le sfumature della tecnica pittorica del trompe l’oeil, le gonne in tulle e piquè dalle trasparenze estreme, gli audaci corpetti in pelle e i preziosi ricami in pizzo, perle e cristalli sono abbinati a blazer oversize destrutturati e a boleri cesellati: una collezione che parla di forti contrasti che trovano armonia nella loro studiata ostentazione è quella proposta dal brand per la prossima stagione Autunno/Inverno 2017/2018.
La continua attività di ricerca sull’originalità dei tessuti e l’estrema precisione nei dettagli sono i tratti distintivi degli abiti firmati da Attilio Carota, nome sempre più di spicco tra i contemporanei designer italiani d’haute couture. Stole in pelliccia, collari di macramè e cinture in velluto arricchiscono gli abiti di un’esotica allure che racconta di amori fugaci e di passioni proibite, viaggi e sogni custoditi gelosamente ma mostrati con la fierezza della propria femminilità.
La sartorialità della couture italiana si intesse dei segreti dei più antichi popoli del Mediterraneo per far rivivere il sogno di principesse, concubine e gitane che hanno ispirato nei secoli i miti e le leggende di artisti e viandanti.

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Global Educationist Predicts What Parts of Current Jobs will be Automated and What This Will Mean for Teachers

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

robot-storyAccording to a recent report by PwC, within 15 years, artificial intelligence will take over 38% of U.S. jobs. This trend is expected to continue. What will employment look like? Which jobs will disappear and what does all of this mean for education? According to Sir Michael Barber, former advisor to Tony Blair and former Chief Education advisor to Pearson, “it’s not just what jobs will exist and what won’t. It’s about what parts of current roles will be automated and what won’t.” He notes that we will still need doctors and lawyers but that “machines will often be more accurate” in terms of diagnosis and determination.In terms of changes for global education, Barber notes that “the combination of great teachers and sophisticated AI could be transformative,” but warns that change leaders will “miss the point” if they believe educators will have to “choose between teachers and AI.” He believes that “fewer, more sophisticated teachers will combine with machines that relieve them of drudgery and provide a powerful evidence base for their teaching.“ He notes that students will need “high standards in the basics, a good knowledge of history, social science, literature and science,” and that “everyone will need an ethical perspective and a personal sense of ability to contribute.”
Sir Michael Barber is the Founder and Chairman of Delivery Associates, and a world-leading authority on education systems and education reform. He previously served as Chief Education Advisor to Pearson. He has also served as the head of the global education practice at McKinsey, advisor to Prime Minister Tony Blair, and as a global expert on education reform and implementation of large-scale system change. He has been a consultant to governments around the world.CMRubinWorld launched in 2010 to explore what kind of education would prepare students to succeed in a rapidly changing globalized world. Its award-winning series, The Global Search for Education, is a highly regarded trailblazer in the renaissance of 21st century education, and occupies a widely respected place in the pulse of key issues facing every nation and the collective future of all children. It connects today’s top thought leaders with a diverse global audience of parents, students and educators. Its highly readable platform allows for discourse concerning our highest ideals and the sustainable solutions we must engineer to achieve them. C. M. Rubin has produced over 500 interviews and articles discussing an extensive array of topics under a singular vision: when it comes to the world of children, there is always more work to be done.

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Screening of “The Space Between”: At the Movies with the Italian Cuisine on NOV 24

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

ThespacebetweenToronto Nov 24, 2017 7:00 PM Reception 9:00 PM Screening Toronto Buonanotte TIFF Bell Lightbox rsvp_button1 Directed by: Ruth Borgobello Produced by: Ideacinema, Mondo Studio Films Distributed by: Istituto Luce Cinecittà, Fandango, Palace Films Cast: Flavio Parenti, Lino Guanciale, Maeve Dermody. presented by Istituto italiano di cultura in collaboration with Consolato generale Italiano in Toronto.
Marco is 35, and works at a factory in Udine, Northern Italy to be there and nurse his ailing father. Although his real passion is cooking and Marco dreams of being a chef, he declines a job at a restaurant in Melbourne using his father as an excuse. Everything changes when his best friend passes away; Marco takes over his failing bookstore, and it’s here that he meets Olivia, a spirited Australian chasing her dream, and visiting family in the region. There’s an instant attraction between them, as they’re both trying to find their place in the world. They discover ruth-borgobellolove, but it’s difficult as they live in two separate places with a great distance between them. Against the stunning vineyards, rugged mountains and blue Adriatic of Friuli-Venezia Giulia, these two very different people find themselves on a journey that will change their lives forever.
Borgobello graduated from Victorian College of the Arts in 2002. As well as directing commercials, she has made well-received shorts such as Claudia’s Shadow and The Gift which have screened at festivals such as Tribeca Film Festival, Flickerfest and Interfilm Berlin. Borgobello’s first feature is the result of eight years of hard work and persistence. Originally she intended The Space Between to be shot and set in Australia, but after spending time in Italy developing the screenplay, she decided to shoot around Friuli Venezia Giulia. (by L’Altra Italia was founded in 2002 in Toronto)

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32° anniversario della Federazione dei laziali in Ontario

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

laziali ontariolaziali ontario1In occasione del trentaduesimo anniversario della Federazione dei laziali in Ontario (Canada), l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli ho partecipato alla cerimonia di premiazione delle eccellenze laziali, organizzata da Vittorio Coco, Toni Porretta e Gianni Mignardi e presentata da Sam Ciccolini. Tra i premiati: Maria Pia Mauti, Mosè Fanelli, Toni Varone e Silvio Baldassarra. “Un momento importante di vita associativa”, ha detto l’On. laziali ontario2Nissoli, “che permette di mantenere vivo il legame con la terra di origine, e l’associazionismo aiuta a realizzare una corretta ed effettiva integrazione nei contesti di emigrazione.Inoltre, parlando con gli oltre 700 invitati, ho ascoltato le richieste dei connazionali e percepito le molte preoccupazioni che essi hanno a partire dai temi riguardanti l’assistenza sanitaria, i servizi consolari, l’Imu, l’ equipollenza dei titoli di studio tra Italia e Canada e la revisione della legge sulla cittadinanza che non contempla il riacquisto della medesima per chi l’ha perduta recandosi a vivere all’estero. Tutti temi che ho preso a cuore e che con Forza Italia diventeranno programma di Governo per la prossima Legislatura”.

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Tra studio e cielo: Claudio Marcantonio e Claudio Pio espongono alla Galleria il Sipario di Giulianello

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

cieloGiulianell -Cori. Rimarrà aperta al pubblico fino al 9 Dicembre, la mostra fotografica “Tra studio e cielo” di Claudio Marcantonio e Claudio Pio, curata dallo storico dell’arte Domenico Bilà. Inaugurata domenica 19 Novembre, la rassegna ha dato il via alla stagione espositiva 2017/2018 della Galleria Il Sipario di Giulianello. I l titolo prende spunto dai lavori in bianco e nero proposti dai due fotografi: quelli di Marcantonio sono dei paesaggi che hanno come protagonista il cielo, quelli di Pio sono ritratti e nudi realizzati in studio. Ne scaturisce un confronto tra la luce naturale di Marcantonio e la luce artificiale da interno di Pio.La bellezza, la sensualità, l’eleganza, il fascino sono gli elementi dominanti della fotografia beauty di Claudio Pio, che dal 2014 ha intrapreso un originale percorso di ricerca glamour, legato al mondo della moda e alle sfilate in passerella, con risultati ritenuti di grande qualità ed intensa raffinatezza.Con i suoi scatti Pio comunica la propria elaborazione interiore di ciò che è sensualmente evocativo, essenza del desiderio e di un fine ed elaborato evidente erotismo. Attraverso un sapiente gioco di luci, tagli e forme, reali e metafisiche, che illuminano i particolari, le modelle incarnano ed esternano il bello artistico.I cieli di Marcantonio invece sono carichi di nuvole, densi di contrasti chiaroscurali, di sfumature di grigi, a volte minacciosi e altre sereni, rischiarati in lontananza da una quiete luminosa. Essi si stagliano su paesaggi naturali ed urbani dove si percepisce la mano dell’uomo, seppur assente dalle immagini.
Tra patos e mistero, è come se questi cieli in movimento e pieni di forza lanciassero un monito di dissenso della natura verso l’immobile opera umana, spesso priva di scrupoli verso il pianeta. Questa è solo una delle possibili chiavi di lettura, lasciando ampio spazio all’interpretazione personale di ciascuno. (foto: cielo)

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Commedia: “Ella si umilia per vincere – o gli equivoci di una notte”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Simona DinielliBari Sabato 25 novembre, alle ore 21.00, al teatroTeatro Forma – Via Fanelli, 206/1 la Compagnia del Dadotratto porterà in scena la commedia “Ella si umilia per vincere – o gli equivoci di una notte”, riadattamento della regista Ebe Guerra dell’opera originale dello scrittore irlandese Oliver Goldsmith, tra i maggiori successi del teatro inglese del ‘700, che fonde la propria carica sulla sequenza ripetuta di equivoci. “Nella nostra versione – ha commentato Alessandro Volpe, tra i protagonisti dello spettacolo – la commedia mantiene lo spirito del testo originale, traslando però tutta l’azione scenica fra epoca contemporanea e primi anni del ‘900, operando delle sostituzioni che rendono questo lavoro attuale”. L’opera di Goldsmith narra di Kate, la quale si innamora di un uomo, suo pari, che non riesce ad avvicinarsi a donne di pari rango, ma solo a quelle di ceto inferiore. La nobildonna, attenta stratega, si finge una serva per attirare l’attenzione del suo innamorato e conquistarlo. Nella storia è presente anche un’altra coppia composta dal migliore amico di lui e dalla cugina di lei. L’adattamento di Ebe Guerra è un “divertissement”, in cui i due ragazzi protagonisti, per una magia che inizialmente sembra incomprensibile, vengono catapultati indietro nel tempo, dal 2017 al 1917.
“Nel nostro lavoro, divertente e ricco di equivoci, la donna che cerca di conquistare l’uomo indossa una maschera. Anche questo aspetto è riportato ai giorni nostri. Qui il cliente di questa strana sartoria ha difficoltà ad avere rapporti con donne poco femminili, mascoline, ed è invece attratto da quelle che esaltano la propria femminilità, che sono sensuali e accattivanti”.
In scena ci saranno Francesca Di Cagno, Simona Dinielli, Valeria Iannone, Michele Grossi, Lucy Mariani, Alessandro Rotaia, Alessandro Volpe, Bruno Verdegiglio. Una particolare attenzione è stata posta sia nella scenografia, di Damiano Pastoressa e Giovanni Rocchetti, sia nelle ricerche musicali, ad opera del noto attore e regista barese Gianni Ciardo, che ancora una volta affianca amichevolmente la Compagnia del Dadotratto.
“Una difficoltà, che alla fine è risultata un punto di forza di questo nostro lavoro, è stata proprio evidenziare la differenza tra le due epoche, dove paradossalmente abbiamo incontrato più ostacoli ad immedesimarci nel linguaggio attuale, che non in quello dell’opera originale”. (foto:Simona Dinielli)

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Presentazione del libro Cuore di Napoli di Ugo Cedrangolo

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

cuore di napoliRoma Mercoledì 29 novembre 2017 ore 18.00 Associazione Civita – Piazza Venezia 11 presentazione: Ugo Cedrangolo “-Cuore di Napoli – miti e sogni ricordi e passioni”. Com’è Napoli? È sporca, disordinata, violenta o è un posto magico, una capitale culturale e della creatività, che trasuda storia da ogni pietra? È un inferno o un paradiso? Alla presentazione intervengono: Luigi Abete, Riccardo Canessa, Virman CusenzaSarà presente l’autore.
Una risposta valida per tutti non esiste, per il semplice motivo che Napoli è innanzitutto “fatica”, e chiunque voglia conoscerla deve fare la sua di fatica, deve spendersi, investire e pure rischiare.
Questo libro, insolito e sorprendente, può servire a rendere un po’ meno aspra la sfida di chi vuole capire davvero la città, quasi percorrerla strada per strada. Mescola, come un caleidoscopio, miti, storie di grandi eventi e di grandi personaggi (da Masaniello a Totò) che hanno segnato la città attraverso i secoli, e storie minute, di tutti i giorni, sprazzi di vita vissuta da chi Napoli l’ha camminata davvero.
Ugo Cedrangolo, napoletano, laurea in Ingegneria Meccanica e Master in Business Administration, è un consulente di management dalle passioni umanistiche. Lavora per gruppi imprenditoriali e grandi aziende sui temi della strategia, dell’organizzazione, dell’innovazione tecnologica. È stato membro di giunta della Federazione terziario avanzato, presidente dell’Assco e presidente di Cinecittà Entertainment. Attualmente è nel Consiglio di amministrazione di diverse aziende.
Ha condotto attività di docenza presso il Politecnico di Milano, la Sda, il Mip, l’Istud e lo Stoa. Ha pubblicato “Management, frattali e pensées. Strategia nella prassi” («Il Sole 24 Ore», 1993). (foto: cuore di napoli)

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The MENA region’s first ever ‘Global Relay for Life,’

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

MENA's first Global RelaySharjah, the third largest of the United Arab Emirate’s seven emirates, was the host for the MENA region’s first ever ‘Global Relay for Life,’ (RFL) a 24-hour walkathon that is the biggest fundraising event for cancer in the world. Conducted in conjunction with the American Cancer Society, the event was organised by Friends of Cancer Patients (FoCP), a non-profit organisation that supports cancer patients and their families. Taking place November 17-18 at the American University Sharjah, the inaugural UAE RFL saw more than 2,000 relayers participating in the overnight event, with a large number of individuals and institutions involved including 52 schools, six universities, eight partners, in addition to 37 institutions from the public and private sectors and 67 cancer survivors.
Included in the programme for the 24 hours was an extensive array of activities in a kids’ fun area, a ‘Luminaria’ candle illumination event to remember loved ones who had died of cancer and a ‘Survivors’ Tent’ that saw a number of those who had defeated the disease address audiences. Participants’ hunger was kept assuaged by a host of food and refreshment stands, all of which donated their proceeds to FoCP.
The first UAE RFL was launched by Sheikha Jawaher Al Qasimi, Founder and Royal Patron of FoCP, International Ambassador of the World Cancer Declaration for the Union for International Cancer Control (UICC) and International Ambassador for Childhood Cancer for UICC. Her Highness joined cancer survivors in the first lap of the walkathon, highlighting the importance of raising awareness of the disease and the necessity of screening for its early detection – the most important factor in survival and recovery.
The 24 hour nature of RFL is designed to highlight that cancer is a disease that doesn’t sleep and to show solidarity with cancer patients who can feel a sense of loneliness during the small hours.
RFL has its roots in the USA when in 1985 Dr. Gordon Klatt, a colorectal surgeon, raised $27,000 for his local cancer charity by walking for 24 hours. The event currently takes place in 29 countries, with the UAE the most recent addition to the global network. To date RFL raised more than $5 billion in support of cancer patients worldwide. (photo: MENA’s first Global Relay)

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Cresce il turismo nelle isole remote

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

IshigakiPer secoli c’è stato un solo modo per raggiungere Sant’Elena, la remota isola dell’Atlantico meridionale dove fu esiliato Napoleone Bonaparte: via mare, con una traversata di cinque giorni da Cape Town. Ora non è più così: il 14 ottobre scorso è stato ufficialmente inaugurato l’aeroporto di Jamestown, capoluogo dell’isola, e i turisti possono arrivare in questo luogo fuori dal mondo in sole sei ore di volo dal Sudafrica. Sono attese 30mila presenze all’anno. E la curiosità cresce anche in Italia: «Qualche nostro cliente si è già informato per un viaggio, e come tour operator abbiamo cominciato a studiare le potenzialità di questa destinazione. Stiamo verificando le soluzioni migliori per raggiungerla» spiega Catia Ballotta, Travel Stylist di CartOrange, la più grande azienda italiana di consulenti di viaggio, specializzata in vacanze esperienziali e su misura. «Sant’Elena rimane una destinazione remota –ricorda Ballotta–. Non ci sono spiagge balneabili, né grandi strutture ricettive: il suo fascino risiede nella natura, nell’isolamento e nella tranquillità».
I cultori del turismo estremo possono dunque stare tranquilli: Sant’Elena rimarrà incontaminata. Mentre per coloro che sono tentati dall’idea di viaggiare in un’isola remota, lontano dalla folla, ma senza rinunciare a qualche comodità, esistono destinazioni non convenzionali che possono regalare grandi emozioni. I consulenti di viaggio CartOrange ne hanno individuate tre.
TofinoIndonesia: Flores e Raja Ampat – L’Indonesia è formata da una miriade di isole e arcipelaghi grandi e piccoli, e se si vogliono evitare i percorsi più battuti non è certo un problema trovare una destinazione un po’ fuori mano. «A chi desidera venire in contatto con la natura più autentica e con tradizioni ancestrali uniche consigliamo Flores, una delle Piccole Isole della Sonda –spiega Catia Ballotta–. In quest’isola a un’ora e mezza di volo da Bali la popolazione vive ancora lontana dalla modernità, secondo i ritmi lenti. Il paesaggio è modellato da tredici vulcani ricoperti da foreste». Se invece si cerca un luogo spettacolare per le immersioni, la meta ideale è Raja Ampat, arcipelago di 1.500 isole e isolotti: «È uno sterminato parco marino caratterizzato da una spettacolare barriera corallina. Ed è ancora poco frequentato, dato che occorrono sei ore di volo da Giacarta, con scalo a Makassar. Ma vale la pena fare un lungo viaggio per questo paradiso incontaminato».
Giappone: Ishigaki-jima – Le isole dell’estremo sud del Giappone offrono un clima tropicale, splendide spiagge, mare cristallino il fascino di una cultura unica. «In più sono veramente lontane da tutto: sono a duemila chilometri da Tokyo, tre ore e mezza di volo –commenta Ballotta–. A Ishigaki-jima si trovano le spiagge più belle del Giappone, e questo ne fa la meta conclusiva ideale per rilassarsi dopo un tour del paese del Sol Levante. Cultura, tradizioni e cucina sono autenticamente giapponesi, ma conservano le loro peculiarità locali diverse da tutto il resto del Paese: questa piccola isola riserva sorprese a ogni angolo». Fra le esperienze consigliate da CartOrange ci sono snorkeling e diving per ammirare gli splendidi fondali. Da non perdere anche le escursioni in kayak sul fiume Fukido e a piedi per esplorare l’interno dell’isola.
Canada: Tofino, Vancouver Island – A chi predilige climi più freddi e vacanze piene di sport e camminate i consulenti CartOrange consigliano Tofino, sull’Isola di Vancouver, costa pacifica del Canada. «Tofino è un paradiso per chi ama le escursioni e la vita all’aria aperta –spiega Catia Ballotta–. È amata sia dalle famiglie, sia dai viaggiatori più avventurosi, perché ci sono proposte di ogni tipo, ma tutte all’insegna della natura e del turismo sostenibile». Lo sport è in primo piano: a detta dei canadesi Tofino è la capitale del surf e si pratica anche il sup (una variante più semplice da Raja Ampatimparare, in cui con una pagaia si sta in piedi sulla tavola e si ha la sensazione di camminare sull’acqua). Altri sport che trovano il loro ambiente ideale sono kayak, canoa, pesca, trail e biking. Il tutto ha luogo in uno scenario naturale incredibile, protagonista delle esperienze consigliate da CartOrange: «Proponiamo escursioni nell’area del Clayoquot Sound –spiega Catia Ballotta–, riserva della biosfera tutelata dall’Unesco, e del Pacific Rim National Park, uno dei più selvaggi territori del Canada affacciato sull’oceano Pacifico e popolato di animali come orsi, alci, balene; è possibile osservare gli animali sia dalla terraferma che dal mare a bordo di imbarcazioni appositamente attrezzate oppure volando con elicotteri e idrovolanti. Da non perdere l’esperienza di avvistamento degli orsi sulle locali imbarcazioni chiamate Zodiac».
CartOrange – Viaggi su misura (www.cartorange.com) è la più grande azienda di Consulenti per Viaggiare®, attiva in Italia da oltre dieci anni con 450 professionisti e svariate filiali sul territorio nazionale. Un servizio a domicilio personalizzato per proporre viaggi di nozze, di gruppo e individuali sempre unici e arricchiti con esperienze alla scoperta della cultura, della storia e della natura delle destinazioni. (foto: Ishigaki, Tofino, Raja Ampat)

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La cineteca italiana omaggia Alberto Lattuada

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

lattuadalattuada3A Milano presso il foyer del cinema Spazio Oberdan dal 22 novembre 2017 al 15 gennaio 2018 Piazza Oberdan, angolo viale V. Veneto, apre al pubblico l’omaggio della Fondazione Cineteca Italiana a uno dei suoi fondatori, Alberto Lattuada, sul cui film La Lupa, presentato in edizione restaurata, è allestita la mostra fotografica dal titolo “Matera 1953. L’inaugurazione della mostra (ad ingresso libero) avverrà mercoledì 22 novembre alle ore 19 in presenza del sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri, la curatrice della mostra Giovanna Calvenzi, il direttore della Cineteca Matteo Pavesi e il critico cinematografico Ivan Moliterni. A seguire, proiezione de La lupa in versione restaurata e brindisi con vino della Basilicata per tutti i presenti. Copia restaurata R. A. Lattuada. Sc.: Luigi Malerba, Antonio Pietrangeli, A. Lattuada, dall’omonima novella di Giovanni Verga. Int.: Kerima, Ettore Manni, May Britt, Giovanna Ralli, Ignazio B. Italia, 1953, 93’.
il film La lupa di Alberto Lattuada con le foto di Federico Patellani” è in mostra curata da Fondazione Cineteca Italiana con la collaborazione di Giovanna Calvenzi e del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano), e patrocinata e sostenuta dal Comune di Matera, che ospiterà l’esposizione da gennaio 2018. Con l’omaggio ad Alberto Lattuada si chiude il ciclo di mostre fotografiche allestite per il settantennale della Cineteca di Milano, di cui il regista fu fondatore insieme a Luigi Comencini.
La mostra è illustrata da un catalogo edito da Humboldt Books, con testi a cura di Matteo Pavesi, Alberto Crespi, Luisa Comencini, Federico Patellani, Alberto Lattuada, Giovanna Calvenzi, Kitti Bolognesi.Lo schermo del cinema Spazio Oberdan è anche la vetrina per alcuni dei film più rappresentativi diretti da Lattuada: Il cappotto, La spiaggia, Anna, Luci del varietà, e tra questi non poteva mancare La Lupa, dal soprannome di una passionale donna del popolo impersonata da Kerima, attrice che ha in sé qualcosa della selvaggia e ancestrale natura della Lucania. Prima di Pasolini, che vi girò nel 1964 il suo Vangelo, Matera era stata scoperta dall’obiettivo di Federico Patellani, cui Lattuada riconosceva la capacità di “rubare dalla realtà la forza della bellezza e restituirla con un’immagine”.
Mercoledì 29 novembre alle ore 16 il film La spiaggia verrà introdotto da Tatti Sanguineti e Gianluca Farinelli (Direttore della Cineteca di Bologna) per presentare un volume monografico curato dallo stesso Sanguineti e dedicato alla storia del film e alle sue disavventure con la censura.
Alberto Lattuada, lombardo, architetto, di ottima cultura, appassionato di fotografia, nei suoi oltre 40 film è stato un acuto e polemico osservatore della realtà contemporanea, più umanista che moralista, passando spesso attraverso la mediazione di testi letterari. È il caso di un suo film considerato a torto minore, e meno visto di altri, come La Lupa. Melodramma spettacolare a forti tinte, il film trasferisce l’omonima novella del Verga dalla Sicilia dell’Ottocento in una Matera anni ’50, dove la “miseria nobile e civile dei Sassi” era il perfetto e inedito fondale di una storia di drammatiche passioni in cui il corpo femminile afferma la sua centralità nel gioco della seduzione. Il restauro digitale valorizza il bellissimo bianco e nero dei 50 ingrandimenti esposti: sono le foto di scena che il grande Federico Patellani scattò insieme a molte altre, a suggello di una lunga collaborazione con il regista, di cui fu l’assistente per La Lupa.
Nel 1951 o 1952, in una conversazione con l’amico Alberto Lattuada, Patellani aveva espresso il desiderio di fare un film con lui. Lattuada stava lavorando al progetto di La Lupa e stava pensando di girarlo a Matera e non in Sicilia. Partono quindi insieme per 91 fare dei sopralluoghi. Lo stesso Lattuada nel 1995, come riportato in altra parte di questo libro, racconterà: “Matera aveva i Sassi, aveva queste rupi dentro cui era scavata la città. Aveva questi paesaggi dalla bellezza dura, terribile. lattuada1Mi sembrava l’ideale per ambientarvi una storia di passione come quella: quelle voragini che sembravano spalancarsi sotto i piedi dei personaggi… Matera era l’inferno in terra. Quando Patellani vide i Sassi, rimase molto colpito anche lui. Stette zitto per un po’ girando per la città, apparentemente senza meta. Poi mi disse: ‘Ma sì, facciamolo a Matera ‘sto film’”.Mentre Lattuada torna a Roma, Patellani rimane a Matera tre mesi per le ricerche dei luoghi dove girare gli esterni e contemporaneamente realizza una serie di servizi che verranno pubblicati, a partire dalla fine del 1952, da “L’Illustrazione Italiana”, da “Picture Post” e da “Vie Nuove”. Lavora nel Museo Archeologico, nelle osterie e nella cattedrale, realizza paesaggi e ritratti, entra nelle case della gente. Lavora con formati diversi, dalla Leica al 6 x 6 al 10 x 12, sintomo in lui (di solito molto sobrio nelle scelte tecniche) di un grandissimo interesse per quello che sta realizzando. Quando finalmente iniziano le riprese, nei luoghi definiti grazie ai sopralluoghi fotografici, Patellani è sul set, a fianco del direttore della fotografia Aldo lattuada2Tonti ma, come ricorda Lattuada, bastano gli spostamenti minimi della macchina fotografica per realizzare immagini che hanno “un altro senso, un altro sapore”.Patellani documenta tutte le fasi di realizzazione del film e anche gli special sugli attori, cioè quei ritratti posati fuori scena, molto apprezzati dai periodici illustrati dell’epoca. Nel 1977, scrivendo le didascalie per la mostra milanese, Patellani ricorda: “Mi trovo a Matera con la troupe di Alberto Lattuada che sta realizzando una riduzione cinematografica del racconto verghiano La Lupa e ha deciso di ambientarla nella magica città lucana. Faccio fotografie e sono assistente alla regia. Matera ci ha accolto con una certa cordialità, resa più tangibile dal fatto che un interno scelto per girarvi una scena significa denaro per il proprietario. Così, grazie al cinema, entriamo in tutte le case, io posso fotografare ciò che voglio”.All’inizio degli anni Cinquanta Matera era certamente, nei contrasti che offriva, una città di grande fotogenia. Quando Patellani, nel 1952, arriva a Matera per la seconda volta, ha già alle spalle una lunga collaborazione con “Tempo” e ha già realizzato molte delle sue storie straordinarie. Documentare è quindi, in quegli anni, il suo imperativo categorico, senza apriorismi, senza tesi da dimostrare. Etichettato a posteriori, frettolosamente e impropriamente, come ‘neorealista’, Patellani si sarebbe certamente ribellato, ostile sempre a tutte le etichette: neorealista era per lui l’Italia del dopoguerra e per le sue immagini l’unico aggettivo accettabile era ‘documentarie’. Per tutta la vita ha sempre difeso il suo status di fotogiornalista, indipendente da ideologie e correnti, fedele sempre al piacere.Le sue immagini di Matera sono fedeli ai suoi intendimenti. E tuttavia informano toccando tutti i registri della percezione e della suggestione, come accade con la fotografia d’autore. Ci raccontano i luoghi, i volti, “la miseria nobile e civile” dei Sassi, le processioni religiose, la vita di tutti i giorni. Le sue immagini di Matera, quelle che Lattuada definiva ‘la collezione Patellani’, rimangono come uno dei momenti più alti e compiuti della sua fotografia. (foto: lattuada)

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Amantea, la Grotta dei desideri in trasferta a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Ingresso RufaRoma 27 novembre alle ore 10.30, presso la Rome University of Fine Arts, il bando di selezione per il 2018. Nella stessa occasione verranno consegnati i premi da 250 euro cadauno agli studenti più meritevoli dell’accademia che hanno lavorato in qualità di stagisti durante le serate che hanno avuto luogo ad agosto. Oltre al direttore artistico Ernesto Pastore, saranno presenti i massimi dirigenti della Rufa, tra cui Fabio Mongelli che, nel recente passato, ha espresso il proprio apprezzamento per la kermesse nepetina.
«Siamo molto contenti – ha rimarcato Mongelli – di poter collaborare con la Grotta dei Desideri che è una vivace e dinamica rassegna capace di esprimere i giovani talenti della creatività nel mondo della Alfio e Fabio Mongellimoda. La Rome University of Fine Arts da anni persegue proprio l’obiettivo di formare e valorizzare la genialità creativa, per questo siamo certi che i nostri studenti realizzano una fantastica esperienza professionale in Calabria. In particolare essi sono impegnati in tirocini finalizzati al sostegno delle attività di direzione artistica, scenografia e documentazione audiovisiva».
Ma non è tutto. «Così come fatto a Cariati – ha dichiarato Ernesto Pastore – ufficializzeremo a livello nazionale il nuovo corso dell’evento. La Grotta dei desideri cambia nome: da adesso in poi si chiamerà “GDD Fashion Week”. Un’innovazione che consentirà al progetto di farsi apprezzare e conoscere ancora di più, confrontandosi con gli appuntamenti similari che si svolgono nelle capitali europee e mondiali. Presunzione? Assolutamente no, ma semplice consapevolezza derivante da un know – how che unisce in maniera sinergica esperienza, studio, competenza. La GDD Fashion Week non è solo un cambio di nome, ma una vera e propria start – up che consentirà ad Amantea e alle altre città legate alla Grotta dei desideri di declinare in maniera ancora più incisiva quel concetto di internazionalizzazione che è parte integrante delle attività connesse alla moda». (foto: ingresso rufa, Alfio e Fabio Mongelli)

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Présentation de “Faire l’Europe dans un monde de brutes”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

enrico letta

Bruxelles (Belgique) Mardi 5 décembre 2017 15h00 > 17h00 Commission des Episcopats de la Communauté Européenne (COMECE) Square de Meeûs, 19/1 B-1050. Enrico LETTA, président de l’Institut Jacques Delors et ancien premier ministre italien Sébastien MAILLARD, directeur de l’Institut Jacques Delors Modératrice : Céline SCHOEN, correspondante à Bruxelles de La Croix Débat avec le public. C’est un grand Italien qui l’affirme: la construction euro­péenne a urgemment besoin d’être consolidée par une relance franco-allemande.De l’intérieur, ses bases sont non seulement menacées par le Brexit, mais, plus largement, par des opinions déboussolées qui se considèrent délaissées par l’UE.A l’extérieur, les railleries de Trump, la défiance de Poutine et les provocations d’Erdogan exigent plus que jamais des Européens de se prendre en main. D’autant que notre continent doit répondre aussi aux grands bouleversements que sont l’augmentation de la population mondiale, les arrivées de migrants, le changement climatique et les mutations rapides de l’économie. A l’Europe aujourd’hui de s’affirmer pour devenir une puissance de valeurs.Enrico Letta fut chef du gouvernement italien dans les heures mouvementées de la crise de l’euro et de la crise des migrants. Dans ce livre, fruit d’entretiens avec Sébastien Maillard, il avance des pistes pour « débruxelliser » l’Europe, démocratiser son fonctionnement et asseoir son leadership, afin de réconcilier le projet européen avec tous ceux qui s’en estiment les perdants ignorés.Avec conviction, réalisme et pédagogie, il nous démontre que si l’Europe se divise, elle se marginalisera au risque de ne compter pour rien dans un monde de brutes.
Enrico Letta, homme politique italien, membre du parti démocrate, a été président du Conseil entre 2013 et 2014 après avoir été ministre et député ainsi que député européen. En 2015, il a démis­sionné de ses mandats pour diriger à Paris l’école des Affaires inter­nationales de Sciences Po. Il préside également l’Institut Jacques Delors.Sébastien Maillard, ancien journaliste à La Croix, dont il fut le correspondant à Bruxelles et à Rome, est aujourd’hui directeur de l’Institut Jacques Delors.

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Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Più libri più liberi 2010_Foto di Jacopo Pergameno_Courtesy AIE_Associazione Italiana Editori_PANORAMICA_Roma Convention Center – La Nuvola Eur, dal 6 al 10 dicembre si apre la sedicesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Con un’importante novità: la Fiera abbandona la storica sede del Palazzo dei Congressi per trasferirsi, sempre all’Eur, al Roma Convention Center La Nuvola, il centro congressuale progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas e gestito da Roma Convention Group. Portare una fiera del libro all’interno del contesto architettonico più all’avanguardia d’Europa rappresenta una nuova frontiera per le manifestazioni editoriali: una sfida fortemente voluta dagli editori italiani e dalla loro associazione di categoria, da EUR spa e dalle amministrazioni del territorio. Più libri più liberi consentirà per la prima volta a chiunque, ma prima di tutto ai romani di entrare, dopo oltre un decennio di attese, in questa fantastica struttura.
Più libri più liberi è l’evento editoriale più importante della Capitale dedicato esclusivamente all’editoria indipendente. Quest’anno oltre 500 editori, provenienti da tutta Italia, presentano al pubblico le novità e il proprio catalogo. Cinque giorni e più di 550 appuntamenti in cui incontrare gli autori, assistere a reading, performance musicali e incontrare gli operatori professionali.La legalità è l’argomento centrale di questa edizione di Più libri più liberi.
Primo appuntamento ad inaugurare questo tema sarà il 6 dicembre alle 12.45, nella sala La Nuvola, la diretta Rai della trasmissione Speciale Quante Storie condotta da Corrado Augias durante la quale interverrà il Presidente del Senato Pietro Grasso. Lo stesso Grasso sarà anche protagonista dell’incontro Politica e antimafia, con il giornalista Lirio Abbate.
Molti gli autori italiani e internazionali e i giornalisti che verrano a dibattere e presentare i loro libri dalla filosofa Ágnes Heller a Fernando Aramburu, l’autore rivelazione con il romanzo Patria. Fra gli incontri da non perdere quelli con Asli Erdogan, la scrittrice dissidente turca e con Sergio Maldonado, fratello del militante argentino ucciso, che offriranno al pubblico di Più libri Più liberi una testimonianza inedita. Margo Jefferson, Paul Beatty, Luis Sepulveda, Marc Augé, Alan Pauls ed altri. Tra gli italiani Giancarlo De Cataldo, Andrea Camilleri, Edoardo Albinati, Massimo Recalcati, Massimo Carlotto, Walter Siti, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Alessandro Barricco, Roberto Saviano.Terrorismo, Trump, Europa, frontiere, migrazioni, corruzione e i nuovi nazionalismi questi ed altri i temi che verrano discussi a Più libri Più liberi, ma anche la politica con Romano Prodi, Marco Minniti e Valeria Fedeli, mentre di Unioni civili ci parlerà Monica Cirinnà. Si parlerà inoltre di Mafia con Attilio Bolzoni, della Russia con Ezio Mauro e di corruzione delle squadre sportive con Enrico Mentana, di legalità nello sport con Franco Gabrielli e Giovanni Malagò.Tanta la creatività romana raccontata e rappresentata quest’anno all’EUR: dal dialogo tra Gigi Proietti e Walter Veltroni, ad Ascanio Celestini, da Laura Larcan a Zerocalcare.Per la prima volta sarà allestito lo spazio The Photo Book Cloud, affidato dalla Fiera alla cura di Arianna Rinaldo e Chiara Capodici, e prodotta da Cortona On The Move e Leporello Books et al., che accoglierà due mostre fotografiche: Zurumbático del fotografo venezuelano Luis Cobelo, e Dear libriJapanese di Miyuki Okuyama. Attesissimo l’incontro con Letizia Battaglia.Si consolida una delle sezioni più longeve della Fiera: quella per i ragazzi, realizzata in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, che quest’anno raddoppia gli spazi con un percorso tra le migliori novità dei libri illustrati e della narrativa per i più piccoli. Molti gli autori presenti: Licia Troisi, Luisa Mattia, Luigi Ballerini, Giorgio Biferali, Fabian Negrin, Chiara Lico, Luigi Politano, Laura Guglielmo, Susanna Rumiz, Luca Novelli, Janna Carioli, Teresa Porcella, Nadia Terranova, Ermanno Detti, Federico Appel.A Più libri più liberi trova ampio spazio il programma professionale, che quest’anno ruota attorno ai temi chiave dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. Quindici appuntamenti, che funzionano come una vera e propria occasione formativa per gli editori e gli addetti ai lavori, che saranno aperti da alcune indagini inedite, realizzate da Nielsen, Istat e da Pepe Research, per conoscere e approfondire ogni aspetto del mondo del libro e della lettura a livello italiano e internazionale. In occasione della manifestazione saranno presentati anche i primi dati dell’indagine aggiornata sull’Osservatorio import-export dei diritti, a cura di AIE e ICE – Agenzia.Più libri più liberi è sostenuta dal Centro per il libro e la lettura, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Lazio, da Roma Capitale e da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. È realizzata in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma, Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo, ATAC Azienda per i trasporti capitolina, SIAE, EUR spa, Roma Convention Group e si avvale della Main Media Partnership di RAI e della media partnership con SKY.
Più libri più liberi partecipa ad ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.Sul web la Fiera è presente con il sito http://www.plpl.it e con l’attività sulle principali piattaforme di social networking: gli hashtag ufficiali della manifestazione saranno LaNuvola e piulibri17.

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Prevedere una Grande Soprintendenza a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

Foro romanoRoma. Questo per integrare tutte le competenze della gestione e delle tutela dei beni culturali sull’ampia scala territoriale del comune capitolino. E’ quanto prevede un disegno di legge presentato dal senatore del Pd Walter Tocci, che illustrerà oggi la proposta in un incontro pubblico alle 17 presso la Fondazione Basso. “La Soprintendenza archeologica di Roma – spiega Tocci – era una delle migliori istituzioni culturali dello Stato italiano e si prendeva cura dei beni con metodo integrale. Dopo il decreto del gennaio 2017 del ministero dei Beni culturali, questo modello è stato definitivamente frantumato. La Grande Soprintendenza potrebbe costituire l’esempio pilota di un radicale ripensamento dell’organizzazione ministeriale dei beni culturali. Potrebbe rappresentare, cioè, la maggiore espressione dell’autonomia e del prestigio di un rinnovato corpo professionale. Il ministero sarebbe chiamato a occuparsi soprattutto della strategia nazionale, nonché di quella internazionale”.
Da questo punto di vista, il testo di Tocci riporta alla luce il testamento politico di Giulio Carlo Argan, il quale sosteneva la necessità di ribaltare il modello ministeriale, ipotizzando una struttura tecnica e scientifica pienamente sovrana nella cura del patrimonio.
“Il primo Soprintendente di Roma – ricorda ancora Tocci – è stato Raffaello. Fu nominato da Leone X nel 1515 praefectus marmorum et lapidum omnium, che non era propriamente una funzione di tutela, ma gli conferiva una posizione esclusiva nel recupero dei materiali antichi. Il grande artista andò oltre proponendo al Papa, con un’approfondita relazione, un programma di ricerca sull’archeologia al fine di mettere in disegno l’intera città antica. La proposta procurò all’artista ammirazione non inferiore a quella suscitata dai capolavori della sua pittura. Il compianto degli umanisti per l’improvvisa morte di Raffaello, di lì a due tre anni, era dettato più dall’amarezza di non vedere avverata la grande opera di archeologia promessa, che non dalla perdita di uno dei primi artisti della loro epoca. Non esisteva ancora la parola Soprintendenza, ma aveva già un bel significato”.

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Salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

verona-city-gateVerona da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre 2017 JOB&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione, il lavoro.Giunta alla sua ventisettesima edizione, la manifestazione promossa da Veronafiere e Regione del Veneto, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si compone di un’ampia rassegna espositiva e di un articolato calendario di appuntamenti istituzionali, seminari e dibattiti, laboratori e simulazioni, eventi di animazione e spettacolo.
La conferenza stampa di presentazione si terrà giovedì 23 novembre alle ore 11.30, presso la sala del Consiglio di amministrazione (5° piano) di Veronafiere. Per illustrare obiettivi, temi, ospiti e novità dell’evento, all’incontro con i giornalisti interverranno:
Maurizio Danese, presidente di Veronafiere;
Elena Donazzan, assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione del Veneto;
Maurizio Drezzadore, consulente del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali;
Francesca Altinier, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per il Veneto;
Giorgio Malaspina, consigliere della Provincia di Verona;
Filippo Rando, assessore allo Sport e Tempo libero, Politiche giovanili del Comune di Verona;
Sandro Dal Piano, direttore della comunicazione di Enaip Veneto.

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Serata di beneficenza con Simone Di Pasquale e Debora Caprioglio

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

PeterPanRoma venerdì 24 novembre alle ore 20.30 al Circolo Sottufficiali della Marina Militare, in via Tor di Quinto evento-charity organizzato da Giuliana Battisti e Valentina Longo. Le stelle non stanno a guardare: ballano! Lo fanno per sostenere l’Associazione Peter Pan onlus, che fornisce assistenza alle famiglie dei bambini affetti da leucemie, costretti a trasferirsi a Roma, per curarsi all’Ospedale Bambino Gesù o al Policlinico Umberto I. Protagonista della serata anche il pubblico in sala, grazie al contest “La stella sarai tu”: quattro coppie di ballerini non professionisti si sfideranno a colpi di cha-cha, salsa, tango e tanto altro ancora e saranno valutati da una giuria d’eccezione: guest star, oltre a Simone Di Pasquale, l’attrice Debora Caprioglio.
Per partecipare all’evento bisognerà versare 30 euro a persona, per spettacolo e cena a buffet. Anche quest’anno il ricavato sarà devoluto interamente all’associazione Peter Pan onlus (www.peterpanonlus.it), che con le sue case famiglia si prende cura dei piccoli malati e dei genitori che li assistono, durante tutto il periodo delle terapie negli ospedali di Roma. (foto: peter pan)

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Mostra d’arte contemporanea intitolata ”Al passo con i tempi”

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

mostra accademia ungheriaRoma. Il 24 novembre p.v. alle ore 19.30 presso la Galleria dell’Accademia (Palazzo Falconieri – Via Giulia, 1) verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea intitolata ”Al passo con i tempi”, nell’ambito della quale verranno esposte le opere dei docenti, dottorandi della Scuola di dottorato della Facoltà di Arte, nonché le opere degli studenti di architettura della Facoltà Tecnica ed Informatica dell’Università. All’inaugurazione interverranno: Dr. Gyula Zeller, Vice Rettore dell’Università degli Studi di Pécs e Prof. István Puskás, Direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma.
L’esposizione che comprende oltre ai generi classici dell’arte figurativa, quali la pittura e la scultura, anche la ceramica e la grafica pubblicitaria verrà arricchita da una sezione architettonica realizzata dall’Istituto architettonico della Facoltà Tecnica ed Informatica dell’Università.
L’Università medievale di Pécs è l’università più antica dell’Ungheria. Venne fondata nel 1367 in seguito all’ondata delle prime istituzioni universitarie dell’area centro-europea – , ovvero dopo la fondazione dell’Università degli Studi di Vienna, Cracovia e Praga – , grazie alla mediazione del re Luigi il Grande, con l’autorizzazione del papa Beato Urbano V e sotto la tutela spirituale del vescovo di Pécs, Vilmos Koppenbachi. Oggi l’Università degli Studi di Pécs è uno dei maggiori atenei ungheresi nonché erede spirituale della prima università ungherese.
Artisti espositori: Márta Nagy, Miklós Budán, Judit Burkus, Balázs Kovács, Zoltán Ádám, Gergely Böhm, Pál Fodor, Péter Bence Simon, Görgy Fusz, Csaba Hegyi, András Ernszt, Márta Nyilas, Colin Foster, Gergely Mészáros, Csaba Nemes, István Losonczy, Péter Somody, Tamás Gaál, Dóra Palatinus, Péter Lengyel, Zsuzsa Tóth, József Bullás, Kata Könyv, Sándor Imre, Dorottya Kanics, Zsuzsa Nemes, Róbert Batykó. Curatori: György Fusz, Pál Németh
Al vernissage, alle ore 20.30 seguirà il concerto per pianoforte e chitarra di Csaba Király e Bence Vas, docenti artisti della Facoltà di Arte dell’Università.
(Orario mostra: lunedì – venerdì: 14.30-19.30 sabato – domenica: 10.00-13.00, 14.00-18.00) (foto:mostra accademia ungheria)

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Pensioni, è ora di tornare nelle piazze

Posted by fidest press agency su martedì, 21 novembre 2017

inpsNon ci si riesce ad abituare al livello del dibattito politico/sindacale del nostro paese. Se uno non leggesse qualche giornale ogni giorno, non vedesse qualche TG o non navigasse per internet non potrebbe mai credere che si stia davvero discutendo, ai massimi livelli, da qualche mese, cinque per la precisione, per l’uscita dal lavoro.La cosa è ormai risaputa, la legge Fornero ha introdotto, nella individuazione dell’età “giusta” per andare in pensione, anche il calcolo della speranza di vita costruendo un meccanismo che, collegandosi all’aumento della vita media, aumenta di pari passo l’età del pensionamento.La cosa viene rappresentata come una scelta equa e irrinunciabile. Equa perché secondo lor signori bisogna spaccarsi la schiena fino alla soglia della morte, irrinunciabile perché i conti dell’INPS e la sostenibilità del sistema dipendono direttamente anche dall’introduzione di questo mefistofelico meccanismo di continuo aumento dell’età pensionabile.
Ora che l’intero impianto della legge Fornero e di quelle che l’hanno preceduta a partire dalla Riforma Dini del ‘95 – la madre di tutte riforme pensionistiche – siano inique e sbagliate è dato ormai consolidato per tutti gli oltre 60 milioni di italiani, ad eccezione di tre: Camusso, Furlan e Barbagallo.Che i conti dell’INPS e la sostenibilità del sistema siano a rischio è invece cosa di cui andrebbe discusso approfonditamente, ad esempio valutando quanto incidano su di essi i continui sgravi contributivi alle imprese che comunque non hanno creato e non creano occupazione stabile e duratura per i nostri giovani; quanto abbia inciso l’aver l’INPS assorbito Enti previdenziali che erogavano ricchissime pensioni ai professionisti e ai dirigenti d’azienda e che, ad un passo dal crack, sono stati inglobati dal maggiore ente previdenziale italiano che così si è dovuto far carico di pagare pensioni onerosissime senza però averne incamerato i contributi.
Oppure quanto abbia pesato e pesi la fusione con l’INPDAP, l’ente previdenziale dei lavoratori pubblici, ora che si è scoperto che le Amministrazioni pubbliche – i Ministeri, gli enti locali ecc. – si guardavano bene dal versare nelle sue casse i contributi regolarmente prelevati dalle buste paga dei propri dipendenti, provocando così una voragine di enorme valore e mettendo a rischio le pensioni dei lavoratori.Bisognerebbe cancellare venti anni di riforme delle pensioni, costruite al fine di smantellare pezzo a pezzo la previdenza pubblica per ingrassare i fondi previdenziali privati gestiti dai sindacati confederali, per poter mettere le mani davvero al rilancio dell’ente pubblico oggi in mano ad una ditta di demolitori professionisti capeggiata da Boeri. Questo è quello che TUTTI gli Italiani chiedono e si aspettano che accada.
Invece no. Ad un tavolo a cui nessuno li ha delegati, i tre segretari generali di cgilcisluil, i maggiori sindacati gialli d’Europa, stanno a discutere – e qualcuno minaccia scioperi e sfracelli! – di cinque mesi di distanza tra 66 anni e 7 mesi e 67 anni per andare in pensione, e soprattutto se sia sufficiente individuare 15 categorie definite gravose a cui fare la grazia di lasciarle andare in pensione a 66 anni e 7 mesi invece che a 67.In altri tempi si sarebbe chiamata la Croce Rossa. Oggi invece c’è da tornare nelle piazze per impedire che qualcuno si rifaccia una verginità persa da tempo difendendo i cinque mesi di anticipo per qualcuno.
Noi vogliamo andare in pensione a 60 anni, con 40 anni di contributi. Vogliamo una pensione dignitosa che ci consenta di vivere dignitosamente, vogliamo che i giovani abbiano la possibilità di costruirsi anch’essi un futuro con il lavoro buono e di qualità e quindi di avere anche loro la possibilità, di andare in pensione.Di altro non vogliamo nemmeno discutere.

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