Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 330

Presentato il Dossier Regionale sulle Povertà 2017 della Caritas Campania

Posted by fidest press agency su domenica, 26 novembre 2017

Il Dossier regionale sulle povertà in Campania è una pubblicazione annuale realizzata sin dal 2004 dalla Delegazione regionale Caritas, per dare una voce ed un volto ai tanti poveri che ogni giorno si rivolgono ai Centri di Ascolto in cerca di aiuto. Lo sforzo compiuto in questi anni dalle Caritas diocesane della Campania ha permesso di evidenziare gli aspetti fondamentali del fenomeno della povertà in Campania, ma soprattutto ha mostrato come questo sia cambiato e sia evoluto nel tempo.
“Il dramma dei drammi è sempre quello del lavoro”, ha detto Sua Em.za il cardinale sepe, Arcivescovo di Napoli e presidente della Conferenza Episcopale Campana. “Il lavoro è la causa delle cause di povertà. Siamo in presenza di una popolazione in rapido invecchiamento e con un tasso di natalità in costante diminuzione”, ha spiegato Ciro Grassini, sociologo e coordinatore scientifico del Dossier.”
Marco Giordano, in rappresentanza delle oltre 400mila famiglie del Forum, ha sottolineato l’importanza “di un sostegno alla Famiglia con politiche regionali e locali, poiché le famiglie rappresentano un ambiente privilegiato per la nascita e la cura dei figli, la formazione dei giovani, la crescita e l’educazione continua, l’incontro e il confronto tra le generazioni, poiché produttrice di beni economici, psicologici, sociali e culturali per l’intera collettività”.
Ha concluso la mattinata Sua Ecc.za mons. Gennaro Pascarella, Vescovo della Diocesi di Pozzuoli e Delegato alla Famiglia. “Si evince dal Dossier – ha sottolineato mons. Pascarella – che il problema principale è la mancanza di lavoro. Il lavoro rende possibile lo sviluppo della società ma anche il sostentamento della famiglia e la sua stabilità. Tante famiglie – ha chiosato il Vescovo di Pozzuoli – si sfasciano proprio per la mancanza o la perdita di lavoro. La mancanza di lavoro, tra l’altro, è anche terreno di cultura delle associazioni malavitose”.
Dal Dossier 2017 emerge una netta prevalenza della componente italiana (il 64,6%). A partire dalla crisi economica del 2008, infatti, la percentuale degli italiani ha cominciato a salire sempre più, passando dal 38,2% del 2008 al 64,6% attuale. L’altro dato emergente riguarda la maggiore presenza della componente femminile in Caritas (54,7%). Le donne si rivolgono ai C. di A. della Caritas non per chiedere aiuto per se stesse, ma quali portavoce delle esigenze dell’intero nucleo familiare. Sono considerate, infatti, l’interfaccia più idonea nei confronti delle istituzioni e del mondo esterno in generale, quando c’è la necessità di chiedere aiuto per la famiglia e principalmente per i figli. La tipologia di famiglia più diffusa nei C. di A. è quella con coniuge e figli, che rappresenta quasi la metà del totale. È significativa anche la percentuale di famiglie monogenitoriali con figli, a dimostrazione che quando è solo uno il punto di riferimento genitoriale aumentano le possibilità di disagio sociale. I nuclei spezzati pesano in particolare sulle donne, molto più fragili a livello occupazionale e su cui in molti casi grava in maniera esclusiva la responsabilità dei figli.
Dall’approfondimento realizzato su povertà e famiglia emergono ancora alcuni elementi davvero significativi: i 2/3 delle famiglie che si rivolgono alla Caritas vivono con meno di 500 euro al mese e non sono in grado di affrontare alcuna spesa imprevista. Emerge poi che se in Italia vivono 4,1 milioni di persone con disabilità, pari al 6,7% della popolazione, nelle famiglie che si rivolgono alla Caritas la percentuale di persone con disabilità è quasi tripla.
Le richieste principali ricevute dalla Caritas riguardano i pacchi viveri (49,5%), sussidi economici per il pagamento bollette (31,9%), un alloggio (17,0%), l’’accesso ad empori o market solidali (15,8%), un lavoro (14,2%), l’’accesso alla mensa (13,3%) e vestiario (8,2%). Da questi dati è evidente che il compito della Caritas in molti casi rischia di essere travisato e che c’è il pericolo che i Centri di Ascolto possano trasformarsi in centri di distribuzione. Proprio per scongiurare questa possibilità, la Delegazione regionale e le Caritas diocesane proseguono il loro impegno in ambito formativo, affinché identità e metodo Caritas non vengano smarriti.
Occorre rimarcare che anche all’interno di questo dossier l’ultimo capitolo è dedicato a quanto realizzano le diverse Caritas diocesane della Campania per rispondere ai bisogni emergenti del territorio, in una logica di prossimità alla persona. (in abstract)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: