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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Archive for 28 novembre 2017

“Hepatology in motion”: summit di esperti a Napoli

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGIl congresso organizzato congiuntamente dall’università Federico II di Napoli e dall’università di Palermo ha rappresentato l’occasione per mettere a punto, tra l’altro, lo stato attuale delle cure per l’epatite C erogate in Italia. E’ un momento in cui i farmaci hanno raggiunto percentuali di efficacia elevatissime – oltre il 95 per cento – il che significa sostanzialmente una cura universale disponibile per tutti. “Eppure ci sono ancora due ordini di problemi – sottolinea il Antonio Craxì, professore di Gastroenterologia all’università di Palermo e presidente della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva (Sige) – da un lato quello dell’accesso universale alle terapie, non nel senso delle possibilità di accesso – teoricamente possiamo darle a tutti – ma nel senso del reperimento dei pazienti. Siamo ancora largamente al di sotto del target fissato dall’AIFa di 80 mila terapie per anno – stimiamo di chiudere l’anno 2017 con non più di 60 mila pazienti trattati – quindi con un deficit importante rispetto al dovuto. E questo potrebbe causare un ritardo rispetto ai piani di eradicazione dell’epatite C che ci siamo posti a livello nazionale e che sono peraltro in linea con quanto l’Oms ci detta. Quindi c’è stato un forte richiamo a tutte le parti interessate e anche ai medici di medicina generale di attivarsi per inviare i pazienti per il trattamento”.“Dall’altro emerge sempre più il fatto che quel piccolo numero di pazienti non responsivi alle cure – aggiunge Nicola Caporaso, professore di Gastroenterologia all’università di Napoli – quelli che sviluppano resistenze, sono ancora un punto caldo che attende la registrazione di nuovi regimi terapeutici – come la combinazione voxilatavir/sofosbuvir/velpatasvir – e la possibilità di una rete di laboratori che possa valutare quali mutazioni sono presenti e quindi incidere più attivamente sulla qualificazione del miglior regime. Tutti punti che naturalmente sono più tecnici ed esecutivi che non scientifici – la battaglia contro l’epatite C sarebbe teoricamente vinta – rimane però l’applicazione pratica dei principi, che non è sempre la più facile”. Grande successo del congresso ‘Hepatology in motion: research and utilities’, la tre giorni appena conclusasi a Napoli che ha visto un confronto tra esperti provenienti da tutta Italia e dall’estero sulle novità a livello terapeutico, diagnostico e della ricerca in epatologia, che stanno modificando sostanzialmente l’organizzazione dell’assistenza sanitaria, la pratica clinica e l’approccio alle nuove esigenze del paziente. Sotto la presidenza dei professori Nicola Caporaso di Napoli e Antonio Craxì di Palermo e la segreteria scientifica della professoressa Filomena Morisco dell’Università ‘Federico II’ di Napoli, gli epatologi hanno fatto il punto su tre patologie assai diffuse: le epatiti virali, la cirrosi epatica e la steatosi epatica non alcolica, la causa più frequente di epatopatia cronica nella pratica clinica ambulatoriale.
E parliamo di numeri veramente importanti: un milione di soggetti affetti da epatite C, 300 mila con epatite B, 200 mila con cirrosi epatica e 4-5 milioni con steatosi epatica non alcolica. “La maggior università palermoparte delle patologie croniche del fegato possono essere curate o controllate – e quindi la comparsa della cirrosi può essere di molto ritardata, se non addirittura bloccata – ha detto Nicola Caporaso – e abbiamo a disposizione farmaci in grado di inibire la replicazione del virus dell’epatite B. Ed essendo state eliminate tutte le restrizioni di accesso ai nuovi e straordinari farmaci anti-epatite C puntiamo all’eliminazione di questa infezione dal nostro Paese in 3 anni”. “Liberi dal singolo condizionamento degli sponsor, che ringraziamo per il contributo essenziale al meeting – ha sottolineato Antonio Craxì – abbiamo cercato di mettere a confronto ciò che la ricerca produce con ciò che poi diventa fruibile per i pazienti. L’Italia non è seconda a nessuno per qualità della ricerca e per livello di risultati ottenuti, nonostante lo spazio di cui l’epatologia gode nello scenario sanitario per vari motivi, non ultimo quello economico, in realtà molto minore di quanto non accada negli altri paesi”. “Ad oggi abbiamo curato in Italia l’8 per cento dei pazienti con Hcv – ha commentato Filomena Morisco – e il livello delle terapie è ottimo: il prossimo futuro ci vedrà impegnati per migliorare la durata e semplificare le cure, più che puntare nuovi farmaci”. Un dato interessante lo ha fornito il professor Caporaso: “sono Puglia e Campania le regioni che hanno trattato più soggetti rispetto al numero totale di pazienti, la maggior parte con cirrosi. E Sicilia e Campania vedono oltre il 70 per cento dei soggetti trattati con il genotipo 1”. ‘Guariti’ oltre il 95 per cento dei soggetti trattati, con scomparsa totale della malattia. “Ed è un successo dei medici italiani – conferma Caporaso – con il rammarico di aver cominciato tardi ad utilizzare gli ultimi farmaci”. È cambiato in modo sostanziale il panorama terapeutico dell’epatite C negli ultimi decenni. “In pochi anni siamo passati dall’uso ‘esclusivo’ dell’interferon – ha detto il professor Antonio Craxì parlando delle terapie – agli ultimi farmaci per la cura dell’Hcv con uso once daily, più potenti ed efficaci delle precedenti combinazioni. E anche i dati clinici confermano la loro utilizzabilità anche per tempi brevi e con una terapia semplificata, cosa che diventerà la chiave del successo con i pazienti. E senza effetti collaterali importanti e con una ottima sicurezza. Insomma, l’uso della rivabirina è ormai un ricordo del passato – ha concluso Craxì – e non per nulla le aziende hanno sospeso le sperimentazioni con questo farmaco”.

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Partenariato tra l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e la Cité internationale de la bande dessinée et de l’image d’Angoulême

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Villa Medicis, Rome.Roma La firma della convenzione tra Muriel Mayette-Holtz, direttrice di Villa Medici, e Pierre Lungheretti, direttore generale della Cité de la bande dessinée, ha avuto luogo a Villa Medici, lunedì 27 novembre 2017. L’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici e la Cité internationale de la bande dessinée d’Angoulême propongono un ambizioso programma di residenze tra Roma e Angoulême, della durata variabile da quindici giorni a tre mesi. Questa iniziativa di doppie residenze mira ad accompagnare gli autori di fumetti, illustrazioni o cinema di animazione, francesi o residenti in Francia, nella realizzazione di progetti specifici – come libri e film – e progetti transdisciplinari, proponendo due tempi di residenza: uno alla Maison des auteurs e il secondo a Villa Medici.
La Cité internationale de la bande dessinée et de l’image è un ente pubblico di cooperazione culturale che riunisce il museo del fumetto, una biblioteca patrimoniale e di lettura pubblica, un centro di documentazione, una residenza d’artisti – la Maison des auteurs – una libreria e spazi espositivi.
La Cité svolge missioni patrimoniali, di accompagnamento della creazione e di trasmissione della cultura del fumetto e dell’immagine grafica.
Il fumetto è soggetto di prestigiose mostre e batte regolarmente dei record durante numerose aste internazionali: occupa un ruolo essenziale nel panorama culturale contemporaneo, e il numero di pubblicazioni è stato moltiplicato per sette in vent’anni fino a raggiungere 5.000 per anno.
I grandi classici del fumetto vengono adattati al cinema, e a volte i fumettisti stessi diventano registi per film o cartoni animati. Gli autori sono esposti in gallerie, sperimentano con musicisti, coreografi, registi, dando vita a un notevole dinamismo, acclamato dai critici. (foto: villa medici)

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Merck è tra le 400 aziende dove si lavora meglio in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

merck1È quanto emerge dall’indagine realizzata dalla società tedesca indipendente “Statista”, pubblicata sul settimanale Panorama, che riporta le aziende dove si lavora meglio in Italia secondo l’opinione dei lavoratori. La ricerca è stata condotta, in maniera anonima attraverso diversi pannelli online, su un campione rappresentativo di 15.000 lavoratori dipendenti impiegati a tempo parziale o a tempo pieno in aziende con almeno 250 addetti.Tra le varie domande dell’indagine, ai dipendenti intervistati è stato chiesto di esprimere la volontà di raccomandare il proprio o altri datori di lavoro. I risultati di questi due elementi sono stati combinati per calcolare il punteggio finale, attribuendo un peso maggiore al punteggio diretto, cioè alla disponibilità dei partecipanti a raccomandare il proprio datore di lavoro.“Questo riconoscimento è una conferma importante dell’impegno che Merck porta avanti quotidianamente nei confronti dei propri dipendenti – ha affermato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia. -Siamo un’azienda che fa dell’innovazione un proprio punto di forza. Ma questo approccio non si applica solo alle soluzioni terapeutiche e digitali per rispondere ai bisogni dei pazienti, delle persone che se ne prendono cura e degli specialisti della salute. Innoviamo anche promuovendo idee volte a creare un ambiente lavorativo positivo ed ingaggiante, all’interno del quale le nostre persone possono crescere ed esercitare le proprie potenzialità per aiutarci a realizzare la nostra mission: fare una concreta differenza nella vita dei pazienti”.Il 2017 è un anno di importanti riconoscimenti per Merck in Italia. La presenza nella classifica delle 400 aziende dove si lavora meglio si va ad aggiungere all’esclusiva certificazione Top Employers Italia 2017, assegnata ai datori di lavoro che offrono condizioni di eccellenza ai propri dipendenti, sviluppano il talento a tutti i livelli dell’organizzazione e si impegnano ad ottimizzare continuamente i processi lavorativi. Inoltre, Merck è stata inserita tra le prime 10 aziende farmaceutiche italiane nella classifica Italy Pharma RepTrak® del Reputation Institute.

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La perdita/degenerazione di materia bianca celebrale e declino progressivo delle funzioni cognitive

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

cervelloOggi sappiamo che il fitness cardio-respiratorio e l’esercizio sono efficaci e hanno un effetto protettivo nei confronti del cervello e delle funzioni cognitive, con effetti sulla plasticità celebrale nel senso sia di nuove connessioni tra le cellule che di riparazione e creazione di nuovi neuroni. Plasticità e neurogenesi sono correlate alla prevenzione di malattie come demenze e Alzheimer.
Uno studio del National Institute of Aging dell’NIH aveva già nel 2012 confermato questa relazione virtuosa sottolineando come i migliori riscontri si avessero proprio da programmi di camminata con effetti sui lobi frontali e temporali con effetti marcati sulla memoria a breve termine. La ricerca degli NIH si è concentrata in particolare sull’integrità della materia bianca cerebrale. Nello studio “Aerobic fitness, white matter and aging” sono stati investigati gli effetti dell’esercizio aerobico su 70 soggetti sedentari di età compresa tra 55 e 80 anni. Sono stati quindi misurati i parametri cardiorespiratori e le performance celebrali. I risultati hanno mostrato un aumento della sostanza bianca nelle aree prefrontali, parietale e temporale nel gruppo che aveva camminato mentre non mostrava benefici analoghi in quelli che avevano fatto solo stretching.“La crescita del numero di anziani è un fenomeno globale, con una stima di aumento del 20% (a partire da oggi) degli over 65 entro il 2030, mentre il numero (di americani) che sviluppano una qualche forma di demenza è destinato a raddoppiare entro lo stesso anno. Identificare i meccanismi sottostanti all’invecchiamento cerebrale è quindi diventata una priorità di salute pubblica” sottolinea la dottoressa Anna Maria Crespi, organizzatrice del Congresso Verso la CreativETA’ in corso ad Assisi.
alzheimer-cervello“Siamo abituati a credere che il declino cognitivo sia inevitabile dai 60 anni in poi. Per contrastare le perdite di memoria alcuni autori hanno proposto gli esercizi mentali, altri quello fisico, altri ancora hanno proposto di unire le due attività nella speranza di ottenere un effetto sommatorio, sfruttando il maggiore apporto in termini di ossigeno determinato dal fitness e l’aumento delle connessioni tra i neuroni provocato dallo sforzo mentale deliberato. I volontari dello studio francese di Montpellier, divisi in tre gruppi mostravano tutti un miglioramento nel quoziente di memoria: più 8,5% per quelli assegnati all’attività aerobica, 7,4% per quelli del training mentale e 9,2% per coloro che avevano seguito entrambi gli allenamenti. Questi ultimi però mostravano prestazioni migliori degli altri anche in apprendimento, memoria e logica” prosegue la dottoressa. Recenti indagini su atleti professionisti di 74 anni in media avevano mostrato un più elevato flusso sanguigno celebrale nell’area cingolata superiore, rispetto ai propri coetanei sedentari.Risultati confermati dalla più recente ricerca di Sandra Chapman del Centre for Brain Health dell’Università del Texas che ha studiato l’effetto dell’attività aerobica anche a breve termine. Ad un gruppo di 37 adulti sedentari è stato chiesto di fare movimento per 1 ora 3 volte a settimana per 3 mesi. Seguiti da un allenatore i volontari hanno fatto cyclette e tapis roulant con risultati sia sulla cognizione che sulla capacità respiratoria e cardiaca con effetti stabili anche dopo la fine del programma di allenamento. (foto: cervello)

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Doppio appuntamento sulla figura di Tolkien, linguista e glottopoieta

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Duomo_e_Battistero_di_ParmaParma Venerdì 1° dicembre si svolgeranno all’Università di Parma due incontri incentrati sulla figura di John Ronald Reuel Tolkien: alle ore 10.30 nel Plesso di via d’Azeglio e alle ore 15 nel Palazzo Centrale di via Università. Alle ore 15, nell’Aula Magna dell’Ateneo di Parma (via Università 12) si terrà l’incontro “Tolkien linguista e glottopoieta”. John Ronald Reuel Tolkien non fu solo un ormai celeberrimo scrittore di fantasy, ma, tra l’altro, anche un raffinato filologo e linguista. E di quell’interesse egli nutrì la sua produzione artistico-letteraria e la sua ricerca accademica. Ai saluti introduttivi di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, e di Davide Astori, linguista, Università di Parma, seguiranno gli interventi di Federico Gobbo, Università di Amsterdam/Torino (“Tolkien e le lingue pianificate: un viaggio tra mondi reali e mondi immaginari”), Leo Carruthers, Professore Emerito, Università Sorbonne (“Tolkien and the Anglo-Saxon language: the Old English poetry”), Elisa Sicuri, Associazione Italiana Studi Tolkieniani (“Tolkien e il sanscrito: una questione di (im)perfezione”), e Roberto Arduini, giornalista, saggista, Presidente Associazione Italiana Studi Tolkieniani (“Come e perché imparare le lingue di Tolkien oggi”). Modera e conclude Fulvio Ferrari, Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, che, nella stessa giornata, alle ore 10.30 in Aula K2 (Plesso di via d’Azeglio), terrà una lezione aperta (all’interno del corso di Linguistica generale LM) dal titolo “Tolkien e la creazione di un universo: filologia, traduzione, reinvenzione”, dove illustrerà come Tolkien abbia creato il suo universo letterario a partire dai suoi interessi di filologo, linguista e medievista, e in particolare metterà in luce il complesso gioco tra lingue storiche, lingue inventate e inglese moderno, sottolineando come abbia utilizzato il concetto stesso di traduzione per realizzare il suo progetto di “nuova mitologia”.

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Sindrome metabolica, infiammazione, diabete e obesità tra i principali nemici della salute del cuore

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

vasi sanguigniUna circonferenza dell’addome sopra la media, colesterolo, glicemia e pressione del sangue oltre i livelli raccomandati: sono le caratteristiche del rischio metabolico, tra le principali cause di malattie cardiache e vascolari. Si tratta di una condizione che interessa circa il 25 per cento degli uomini ed addirittura il 27 per cento delle donne. Parliamo quindi di numeri altissimi, pari a circa 14 milioni di individui in Italia, ma che diventano ancora più impressionanti se pensiamo all’Europa, agli Stati Uniti, dove è obeso o in sovrappeso una persona su tre, e nel resto del mondo. E dato che lo studio della sindrome metabolica è una delle principali chiavi per migliorare a costo zero la prevenzione cardiovascolare, gli esperti europei si incontreranno a Stoccolma (Svezia) dall’1 al 3 dicembre 2017 in occasione del Simposio “Cardiometabolic Risk and Vascular Disease: from Mechanisms to Treatment” organizzato dal Karolinska Institute di Stoccolma con il supporto della Fondazione Internazionale Menarini. «Gli obiettivi del simposio sono la condivisione delle più recenti conoscenze relative ai progressi nella fisiologia, nella diagnosi e nel trattamento del rischio cardiometabolico e il suo impatto nella pratica clinica» spiega Francesco Cosentino, Direttore dell’Unità di Cardiologia del Karolinska Institute & Karolinska University Hospital di Stoccolma. «Il programma scientifico copre uno spettro di temi tra cui la relazione tra sistema immunitario e metabolismo, tra infiammazione e aterosclerosi, le strategie di prevenzione delle patologie cardiovascolari, la gestione dell’obesità e dell’insulino-resistenza, il controllo dell’aterotrombosi, della glicemia, del diabete, della sindrome coronarica acuta e dello scompenso cardiaco».

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Broccoli antitumore

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

BroccoliChe broccoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles avessero proprietà anticancerogene, per i tumori all’intestino, era cosa nota e confermata da due studi dell’Istituto britannico per l’alimentazione e dalla Università John Hopkins di Baltimora (USA). Questi studi rilevano che il consumo di un chilogrammo a settimana dei suddetti prodotti diminuisce del 50% il rischio di tumore all’intestino. La novità’ e’ che la assunzione di germogli di broccoli protegge dal cancro al seno, perchè inibiscono lo sviluppo delle cellule staminali tumorali, interrompendo l’accrescersi della massa neoplastica. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato dalla University of Michigan Comprehensive Cancer Center sulla rivista Clinical Cancer Research. Il sulforafano, in particolare, sarebbe in grado, oltre che di prevenire il cancro al seno, di uccidere le cellule staminali che permettono alla neoplasia di svilupparsi. I germogli contengono, in misura 100 volte superiore alla
pianta matura, isotiocianato, dal caratteristico odore di senape, che ha una azione “disintossicante” delle cellule. L’esperimento e’ stato fatto sui ratti, trattati con l’estratto di germogli. Anche la pianta matura dei broccoli, contenente indolo-3-carbinolo, ha effetti inibitori del cancro al seno.
Un elogio dei broccoli e delle loro proprietà è apparso, addirittura, sul Wall Street Journal. Un’attività e informativa, consentirebbe ai consumatori di indirizzare le proprie scelte alimentari verso questi prodotti tipici invernali che, oltretutto, sono ampiamente diffusi nel nostro Paese. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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L’innovazione sostenibile nel settore chimico

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

ICA academyAncona. Seminario organizzato il 29 novembre presso l’Ordine degli architetti, pianificatori e conservatori della provincia di Ancona (via Matas 13/17).Quanto è importante la sostenibilità ambientale nella realizzazione di nuovi prodotti? È uno dei temi che ICA Academy, ente di formazione di ICA Group, accreditato presso la Regione Marche, tratterà nel seminario.
Dopo i saluti e l’introduzione al corso, Lorenzo Paniccia, R&D Technical Manager, parla della bio-innovazione nelle vernici per interni. Infatti ICA Group ha realizzato un nuovo prodotto, ora in commercio, composto da materiali rinnovabili derivanti da innovativi processi di raffinazione di sostanze vegetali “di scarto” non competitive con l’alimentazione umana. Si chiama Iridea bio, è sviluppato nel pieno rispetto ambientale e della salute degli utilizzatori finali e garantisce prestazioni analoghe alle altre vernici tradizionali, derivanti dal petrolio. Questo apre uno scenario nel settore chimico totalmente nuovo, dato che anche la produzione è virtuosa poiché taglia fortemente le emissioni nell’aria di CO2. Produrre 1000 kg di questa vernice significa abbattere di 300 kg la quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, ovvero l’equivalente di 2521 km percorsi da un’auto. Dopo Lorenzo Paniccia, tra i fondatori di ICA Academy insieme ad Andrea e Claudio Paniccia, la terza generazione del gruppo, Rinaldo Guagnoni, direttore vendite Italia, presenta le tendenze di mercato e i concetti di naturalezza e matericità delle finiture per legno. Chiude la serie di interventi Giacomo Borraccini, R&D Chemical/Physical Testing Specialist, con le prestazioni delle vernici e le principali normative di riferimento. Segue dibattito. (foto: ICA academy)

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Chiesa Luterana: Iniziativa in aiuto dei dublinati

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Daniela BarbusciaLa Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, annuncia l’avvio – insieme alla FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) – di un progetto per l’accoglienza, il sostegno e l’accompagnamento dei dublinati, cioè dei migranti – titolari di protezione o richiedenti asilo – rimandati nel nostro Paese in osservanza del Regolamento di Dublino.
Il progetto prevede – per i casi di vulnerabilità segnalati dalle reti nazionali ed europee della FCEI – offerta di vitto e alloggio, supporto legale e assistenza per l’inserimento del migrante nello SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati del Ministero dell’Interno. Inoltre, desidera “intercettare” anche coloro che, per raggiungere altri Paesi, sono intenzionati a lasciare l’Italia, indipendentemente dalla fase della loro procedura di asilo: l’obiettivo è costruire insieme a loro un percorso progettuale di tipo sociale a breve e medio termine.L’iniziativa – interamente finanziata con i fondi 8xMille che i contribuenti italiani destinano ogni anno alla CELI – sosterrà dieci migranti alla volta (ognuno di loro per brevi periodi di circa 40 giorni), salva la disponibilità – in corso di progetto – di ulteriori realtà diaconali ad offrire accoglienza.La sua conclusione è prevista nell’ottobre del 2018.
Da parte luterana, la realizzazione operativa del progetto è affidata alla guida dell’Avv. Daniela Barbuscia, responsabile della Diaconia della CELI che così commenta: Vogliamo donare una speranza e lasciare un segno tangibile nel cuore di chi, in virtù di una normativa, rischia di sentirsi reiteratamente rifiutato dalla società.” Con questo progetto, si vuole mettere a punto in Campania un’esperienza-pilota, magari da replicare in altre comunità luterane in Italia, per favorire il rimpatrio volontario di migranti che, senza rischi per la propria incolumità, desiderano tornare alla propria terra d’origine ma con un progetto che consenta loro di vivere in autonomia e dignitosamente.
(foto: Daniela Barbuscia)

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Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

mostra vittorianoRoma Palazzo Venezia e Gallerie Sacconi al Vittoriano 7 dicembre 2017 – 4 marzo 2018 (anteprima per la stampa Mercoledì 6 dicembre ore 11.00 Palazzo Venezia, Sala Regia). Si apre a Roma la mostra Voglia d’Italia. Il collezionismo internazionale nella Roma del Vittoriano. Articolata in due sedi, Palazzo Venezia e Gallerie Sacconi nel complesso del Vittoriano, rimarrà aperta fino al 4 marzo 2018. L’iniziativa, promossa e organizzata dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, nell’ambito del programma di valorizzazione dei propri musei e luoghi di cultura, sottolinea la cura rivolta in particolare verso Palazzo Venezia e il Vittoriano, tornati ormai alla ribalta del grande pubblico. Nella circostanza il visitatore può fruire di un biglietto unico per le due sedi, che gli consente fra l’altro di accedere alla spettacolare terrazza panoramica del Vittoriano.Curata dallo storico dell’arte Emanuele Pellegrini, professore all’IMT – School for Advanced Studies di Lucca, la mostra si avvale di un comitato scientifico di alto profilo, del quale fanno parte Francesca Baldry, Roberto Balzani, Flavio Fergonzi, Annamaria Giusti, Donata Levi e Carl Brandon Strehlke.
La mostra presenta al pubblico – per la prima volta in modo organico – la raccolta vasta e sorprendente che i coniugi statunitensi George Washington Wurts ed Henrietta Tower misero insieme a cavallo fra XIX e XX secolo e donarono poi allo Stato italiano, per l’esattezza al museo di Palazzo vittorianoVenezia, dove tuttora è conservata. Alla base della mostra vi è comunque anche l’idea di restituire il contesto della raccolta Wurts, ovvero quella particolare forma di collezionismo che tra Ottocento e Novecento si legò così intimamente all’Italia, fino a concretizzarsi spesso nella donazione allo Stato di singole opere o di intere raccolte. La mostra illustra le dinamiche del collezionismo, soprattutto anglo-americano, e del mercato internazionale, sullo sfondo dei radicali cambiamenti vissuti in quegli anni dalla giovane nazione italiana e dalla sua nuova capitale, Roma. La costruzione del Vittoriano, iniziato nel 1885 e inaugurato nel 1911 nell’occasione dell’Esposizione che celebrava il cinquantenario dell’Unità d’Italia, diviene l’emblema che caratterizza la città all’alba del Novecento.Ai Wurts è dedicata la sezione allestita a Palazzo Venezia , con l’esposizione delle opere più significative della raccolta, molte delle quali sono state portate fuori dai depositi, studiate e restaurate per l’occasione.
Il contesto entro cui fiorì la passione dei Wurts per il collezionismo trova invece la sua collocazione ideale nelle Gallerie Sacconi del Vittoriano. Un congruo numero di opere, provenienti da prestigiosi musei e collezioni private italiane ed estere, racconta un intero mondo fatto di aste, di mercanti e di mercato, nazionali come internazionali, oltre all’affermazione di un artigianato di qualità portavoce di una rilettura “in stile” dell’arte del passato. L’inedito percorso espositivo si sviluppa anche in ambienti di solito non accessibili al pubblico e appena restaurati, fra cui le Gallerie Sacconi appunto, restituendo visibilità all’architettura interna del monumento. Da semplice teatro, o ‘contenitore’, il Vittoriano diviene così parte integrante e partecipe della mostra.La comunicazione è curata da Civita Mostre. Il catalogo è edito da Arte’m. In occasione dell’esposizione la Sala Regia di Palazzo Venezia ospiterà una rassegna sulla musica di quegli anni curata da Ernesto Assante. (foto: mostra vittoriano)

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Istat: a novembre fiducia consumatori in calo

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, a novembre la fiducia dei consumatori scende, passando da 116 a 114,3.”Brutta notizia in previsione del Natale. I dati di oggi confermano la bontà di quello che abbiamo sempre detto in occasione degli ultimi 5 precedenti rialzi, ossia che, anche se eravamo di fronte ad un aumento della fiducia complessiva, era presto per cantare vittoria, dato che le componenti che più influivano sui consumi, come quelle sulla situazione economica della famiglia, restavano negative o altalenanti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori
“Desta, quindi, preoccupazione il crollo del giudizio sulla situazione economica della famiglia da -23,9 a -26,9, pur se se attenuato dal miglioramento delle attese. Anche perché peggiora sia l’opinione sul bilancio familiare sia quella sull’opportunità attuale di acquisto di beni durevoli che non induce certo a previsioni ottimistiche sui prossimi consumi di Natale” conclude Dona.

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Presentazione autobiografia Don Luigi Sfide e Passioni

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

iserniaIsernia giovedì 30, ore 17, presso la Sala riunioni del MUSEC (palazzo della Provincia). Un altro incontro per conoscere ancora meglio, attraverso il racconto asciutto della sua vita, raccolto nel libro edito dalla Iannone Editore di Isernia, il napoletano Luigi di Majo.
Le sue esperienze di direttore, appena laureato, di due aziende agricole in Brasile; l’impegno politico-sindacale dopo i cinque anni vissuti tra San Paolo e Rio de Janeiro; l’esperienza fatta come amministratore della Cassa per il Mezzogiorno. La presentazione, occasione, anche, per conoscere la storia di un molisano di adozione, grazie all’incontro con la sua futura moglie, Anna Maria Norante di Campomarino, la madre dei suoi tre figli. Un imprenditore lungimirante che guarda al mercato, alle domande che esso pone per dare, con il terreno a disposizione, le risposte più adeguate. Oggi, grazie a suo figlio Alessio, il mercato è quello globale, con i vini della Di Majo Norante di Campomarino nel Molise, che, con tutti gli altri grandi vini, molisani e italiani, competono per conquistare la fiducia del consumatore, sia esso americano o tedesco, austriaco o canadese, cinese o giapponese, inglese o brasiliano. Una grande sfida, spesso vincente, con tanti premi quali medaglie importanti di cui essere orgogliosi, l’ultima di qualche giorno fa “i 5 Grappoli”, cioè il massimo dei riconoscimenti per il “Don Luigi” riserva 2013, doc “Molise rosso”.
di majo noranteUna lunga storia che l’autore consegna ai giovani, come esempio d’impegno e di lotta, di fiducia in un domani migliore, e, ancora una volta, al Molise, con la sua ultima idea, la Fattoria della Salute e del Benessere, che intende realizzare con il contributo delle istituzioni e degli enti, a partire dall’Università del Molise.Parleranno del libro – dopo i saluti del Sindaco di Isernia, Giacomo Apollonio; del Presidente della Provincia, Lorenzo Coia e del Rettore dell’Università del Molise, Gianmaria Palmieri – Cristina Norante, autrice e regista televisiva, ha firmato la presentazione; Giovanna Maria Maj, delegata d’Isernia dell’Accademia Italiana della Cucina; Pasquale di Lena, autore della postfazione. Interverranno, a segnare i percorsi d’Eccellenza, Franco Di Nucci del Caseificio Di Nucci Antonio, in Agnone; Claudio Papa della Dolceamaro confetti di Monteroduni… fioriscono i mandorli nel Molise; Valentino Dolciaria di Pettoranello; Francesco Cimino, “Il cammino dei Sanniti”. Coordina il prof. Norberto Lombardi, Direttore Centro Studi Territoriali dell’AIC per il Molise Sarà presente l’autore del libro “Don Luigi – Sfide e Passioni” (foto: di majo norante)

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Assemblea Gruppo Selex: i programmi per il 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Trezzano sul NaviglioTrezzano sul Naviglio, (Mi) Un piano di investimenti di 330 milioni di euro per proseguire sul cammino della crescita e del rinnovamento della rete di vendita. Oltre il 53% in più rispetto a quanto stanziato nel 2017. In cantiere ben 69 nuove aperture, con l’assunzione di centinaia di nuovi collaboratori. Inoltre è prevista la ristrutturazione di 59 punti di vendita in tutta Italia.
Questo il programma di sviluppo 2018 messo a punto dalle 15 Imprese che fanno capo al Gruppo Selex, terza realtà distributiva italiana con una quota di mercato dell’11,9%(canali iper/ super/superettes/cash-carry).L’orientamento è verso format compresi tra 1.500 e 2.500 mq, con spazio adeguato ai freschissimi e ai reparti assistiti. In particolare apriranno 19 superstore, 27 supermercati, 20 discount e 3 cash & carry. Questi ultimi a conferma del vivo interesse anche verso il canale cash, prevalentemente rivolto ai clienti Horeca (ristorazione), in cui Selex è al secondo posto in Italia con una quota di mercato del 18,6%.Il programma è stato presentato nel corso dell’Assemblea Generale dei Soci svoltasi lo scorso 24 novembre a Trezzano sul Naviglio (Mi) presso la sede del Gruppo.«Selex sta osservando con fiducia i segnali positivi che arrivano dal mercato e persegue per il 2018 obiettivi di crescita ancora più ambiziosi – ha detto il Presidente Dario Brendolan -. Possiamo contare come sempre sul coraggio e la determinazione dei nostri imprenditori, che non hanno mai smesso di credere nella ripresa e nel futuro del nostro Paese».
Negli ultimi 10 anni gli investimenti sulla rete di vendita hanno totalizzato oltre 2,3 miliardi di euro e oggi il Gruppo è presente in tutte le regioni con 2.539 unità per più di 2 milioni di metri quadrati di superficie complessiva.Nel corso dell’Assemblea sono stati resi noti i programmi e le attività per il prossimo anno.
In particolare, la ricerca di nuovi modelli distributivi e le loro differenti “interpretazioni” in funzione del posizionamento dell’insegna e del territorio, oltre al proseguimento e all’espansione di progetti avviati con successo negli ultimi mesi di quest’anno. Dai negozi specializzati nel petfood, ai punti di vendita focalizzati su assortimenti bio e salutistici, agli spazi multifunzionali che hanno inserito al loro interno un’area ristorante.Grazie anche a questo deciso impegno sul fronte dell’innovazione, per il 2017 il fatturato al consumo stimato è di 10,78 miliardi di euro, con una crescita del + 4,1% rispetto al 2016. Un incremento analogo ci si aspetta anche nel 2018, per un obiettivo di fatturato al consumo di 11,22 miliardi.Insomma, un approccio più complesso rispetto al passato, che richiede ancora più competenza e specializzazione. Anche per questo durante l’Assemblea è stato fatto un particolare approfondimento sul programma di formazione 2018, che coinvolgerà le diverse funzioni aziendali e affiancherà ai corsi più tradizionali tematiche più attuali, per affrontare con consapevolezza le nuove sfide del mercato.

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Nuovo Cappellano dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Padre ANDREA VAONAPadova. È P. ANDREA VAONA, OFM Conv. il nuovo Cappellano dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio per il quadriennio 2017-2021. La nomina è giunta nei giorni scorsi direttamente a P. Vaona, in una lettera a firma del nuovo Delegato Pontificio per la Basilica antoniana – S.E. Rev.ma Mons. Fabio Dal Cin, che così scrive: “auguro di cuore un proficuo lavoro nell’ufficio assegnato”.
La terna dalla quale è stato scelto il nuovo Cappellano, è stata presentata al Delegato Pontificio da P. Giovanni Voltan, Ministro Provinciale della Provincia Italiana di sant’Antonio dei Frati Minori Conventuali, secondo l’Art. 23 dello Statuto dell’Arciconfraternita.
Il nuovo Cappellano entra così a far parte del Consiglio Direttivo: tra le sue mansioni vi è la formazione spirituale dei Confratelli, la celebrazione nella Scoletta del Santo della Messa per i Confratelli, la presentazione, congiuntamente al Priore, all’Amministratore e al Moderatore – il Rettore della Basilica –, al termine di ogni anno, di una dettagliata relazione sulle diverse attività svolte.
P. Andrea Vaona succede a P. Alessandro Ratti (entrambi originari della stessa parrocchia di Mestre), il quale dall’ottobre 2008 ha ricoperto l’importante e delicato officio di Cappellano dell’Arciconfraternita, ora trasferito ai Santuari Antoniani di Camposampiero per ricoprire altri incarichi. A P. Alessandro va il più sentito ringraziamento, commosso e filiale, da parte del Priore Leonardo Di Ascenzo, del Consiglio Direttivo e di tutti i Confratelli per il servizio spiritualmente e umanamente ricco svolto in questi mandati ed al quale gli stessi rivolgono i migliori auguri per le nuove mansioni, augurandosi che possa camminare sulle orme mediorientali del suo predecessore P. Lucio Condolo (tornato alla Casa del Padre nel 2008), al quale era succeduto.
P. Andrea Vaona è nato a Venezia-Mestre il 26 febbraio 1969, ha espresso la Professione Solenne della Provincia Italiana di S. Antonio di Padova il 3 ottobre 1998, è stato ordinato sacerdote il 3 novembre 2001 dal Patriarca il Card. Cè. Licenziato in Storia Ecclesiastica alla Pontificia Università Gregoriana è Docente invitato di Storia ecclesiastica presso la Facoltà Teologica del Triveneto (dal 2005) e l’Istituto Teologico S. Antonio Dottore. Attualmente ricopre anche l’ufficio di Segretario provinciale della Provincia Italiana di S. Antonio dell’Ordine dei Frati Minori. Vive al Convento del Santo da aprile 2017.

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Toshiba Medical Introduces New Entry-Level Addition to Premium Aplio i-series Ultrasound Platform

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

radioterapiaDemonstrating continued leadership in radiology with development of new technologies for today’s busy imaging departments, Toshiba Medical, a Canon Group company, showcases the AplioTM i600 (pending 510(k) clearance), the newest addition to the premium Aplio i-series ultrasound platform. The Aplio i600 is the entry-level system in the Aplio i-series family and offers enhanced workflow and performance features that help improve diagnostic confidence and enable physicians to deliver safe and fast exams for patients.The Aplio i600 provides intuitive ergonomics to help boost productivity during daily routine and complex exams with iSense, while iPerformance delivers advanced imaging capabilities and applications that helps health care providers to give more confident diagnoses. The system offers an image-guided user interface, which visually guides the clinician through the exam to simplify system operation and help improve efficiency. Additionally, the Aplio i600 uses the same transducers from the current Aplio Platinum Series, making migration to this new system even easier.“We designed the Aplio i600 as a fundamental building block of the Aplio i-series platform,” said Dan Skyba, director, Ultrasound Business Unit, Toshiba America Medical Systems, Inc. “The Aplio i600 offers tools that help clinicians improve productivity and can deliver optimal images and definition for quick and confident diagnoses, while maintaining a cost-effective solution for today’s health care environment.”Toshiba Medical is showcasing the new Aplio i600 at this year’s Radiological Society of North America (RSNA) annual meeting in Chicago, November 26 – December 1, 2017 (Booth #7335, North Hall B).

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Contratto P.A.: ridotti alla miseria dirigenti statali della Scuola, Comuni, Regioni e medici

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

sciopero mediciDalla percentuale di aumento ipotizzato, come descritto nella relazione tecnica allegata al disegno di legge 2960, si ricavano gli aumenti mensili lordi per dipendente pubblico per gli anni 2016-2018, nel rispetto asserito dell’intesa raggiunta tra Governo e le organizzazioni sindacali del 30 novembre scorso. Per il biennio 2016/2017, netto dell’assegno di indennità di vacanza contrattuale (IVC), bloccato dal 2008 al 2018, sono previsti appena 9 euro di aumenti mensili. E solo 54 euro per il 2018. Al netto dei ricorsi e delle diffide per sbloccare l’indicizzazione dell’Indennità di vacanza contrattuale, la firma di questo contratto farebbe perdere 4.732 euro lordi a dirigente pubblico.
Marcello Pacifico (presidente Udir): Bisogna calcolare che gli aumenti sono lordo Stato, per cui si deve dividere per 1,3838 e a sua volta detrarre il 35% di tassazione lordo dipendente. Eppure, se si sbloccasse l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale dal 1° settembre 2015, per lo stesso triennio, lo Stato dovrebbe assegnare 4.732 euro lordi di arretrati e poi 368 euro mensili per il solo 2018. Per questo motivo, è importante inviare la diffida in attesa di una nuova pronuncia della Consulta per interrompere la prescrizione.

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Servizio civile per i giovani

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

informagiovani“I giovani dai 18 ai 24 anni da oggi sanno che se la sinistra di Renzi tornerà a governare, su di loro, sulla loro vita, graverà una nuova tassa sulla gioventù”. Lo afferma, in una nota, Gregorio Fontana, deputato di Forza Italia e membro della commissione difesa.“Il nuovo servizio di leva obbligatorio annunciato oggi dal PD – continua – sottrarrà forzatamente tempo prezioso ai giovani per la loro formazione. Sarà una tassa ancora più onerosa e odiosa di quelle che già gravano sul reddito, perché sottrae non una parte del proprio avere ma del proprio essere. Oltretutto, si tratta di un’idea anche poco originale, scopiazzata da pagina 193 del programma dell’unione di Prodi del 2006”.“Sarebbe – aggiunge Fontana – un incredibile passo indietro rispetto alla riforma fatta dal governo Berlusconi, che nel 2005 determinò l’abolizione della leva obbligatoria, la creazione di forze armate professionali, adeguate agli impegni internazionali del Paese e all’utilizzo delle moderne tecnologie, ed, infine, l’istituzione di un moderno servizio civile volontario con decine di migliaia volontari”.
“La pseudo-riforma annunciata da, Renzi, invece, creerà solo precariato a spese dello stato , per qualche centinaio di migliaia di ragazze e ragazzi, in perfetta coerenza con il tipico statalismo dirigista della sinistra, che sta cercando di ipotecare anche il futuro delle giovani generazioni”, conclude l’esponente azzurro.

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Il sogno dei liceali italiani è studiare all’estero

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

New YorkTrascorrere un anno o un semestre scolastico all’estero è nella wish list di tutti gli studenti italiani. A confermarlo sono le classifiche a livello mondiale, dove l’Italia si colloca sul podio. Negli ultimi 10 anni, per esempio, il numero di ‘Exchange Students’ italiani negli Stati Uniti è triplicato. A cosa si deve questo fenomeno? Vivere con una famiglia ospitante e frequentare una tipica ‘High School’ di un paese straniero, imparare una nuova lingua, confrontarsi con una cultura diversa, incontrare persone con cui stabilire legami che dureranno per sempre: questi sono i principali motivi che spingono gli studenti del terzo e del quarto anno delle superiori a diventare Exchange Students. Parlando con un ‘Exchange Student’ si capiscono immediatamente le soft skills che i ragazzi sviluppano nel corso del programma, apprezzate e valorizzate sia dalla scuola che dal mondo del lavoro. Gli Exchange Students maturano e si responsabilizzano, imparano ad abbattere le barriere culturali e a vedere il mondo con occhi diversi. A supporto dell’esperienza è arrivata recentemente una circolare ministeriale che conferma “lo sviluppo di competenze di tipo trasversale, oltre a quelle più specifiche legate alle discipline”. Sul fronte scolastico, l’esperienza è molto interessante perché si lasciano a casa i dizionari di greco e di latino e ci si confronta con sistemi educativi differenti. Né migliori, né peggiori rispetto a quello italiano, semplicemente diversi. A stupire particolarmente è il rapporto più confidenziale con gli insegnanti, la scoperta di nuove materie e la varietà di opportunità extracurriculari, quasi sempre assenti nel nostro percorso scolastico. Dallo sport al teatro, dal volontariato alla musica: i nostri studenti riscoprono i propri talenti mentre portano avanti gli studi! Secondo Mondo Insieme, organizzazione specializzata in scambi culturali all’estero con sede a Bologna, “gli studenti italiani hanno una mentalità sempre più aperta e le destinazioni richieste sono tra le più varie. Gli Stati Uniti sono sempre la meta più gettonata, seguiti dall’Australia, dal Canada e dai Paesi del Nord Europa” – conferma Graziella Costa, responsabile del programma – “ma abbiamo studenti ovunque: in Cina, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Argentina, Sudafrica, e la lista continua”. La soddisfazione più grande è l’integrazione linguistica e culturale, come racconta la studentessa Sophie Grassi della provincia di Verona, che da maggio si trova in Thailandia: “Per imparare il thai ho deciso di tenere un piccolo libricino da portare con me dappertutto e in cui annoto parole in lingua e la rispettiva traduzione inglese ogni volta che ne imparo una nuova”. Non si tratta più quindi di imparare una sola lingua, ma due. Scopriamo inoltre che è possibile ottenere dei contribuiti importanti per vivere questa esperienza, perché le opportunità sono veramente preziose per il futuro degli studenti, indipendentemente dal reddito dei genitori. “Oltre alle borse di studio bandite dall’INPS per i figli dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione” (il bando ITACA per il 2018-19 scadrà il 5 dicembre), spiega la Dott.ssa Costa, “Mondo Insieme premia gli studenti più meritevoli, che altrimenti non potrebbero partecipare ai programmi, con borse di studio fino a €2.500”. Non è insolito, infine, che molti Exchange Students decidano di proseguire la loro esperienza di giovani cosmopoliti con altre opportunità all’estero. Mondo Insieme garantisce borse di studio fino al 70%, per frequentare un’università americana, coordina inoltre svariate esperienze lavorative a stelle e strisce: Au Pair, Work and Travel, Internship e Training, tutti programmi retribuiti e con un costo molto contenuto. I giovani italiani hanno un mondo di opportunità davanti a sé, grazie alle esperienze di studio e lavoro all’estero. Per saperne di più e capire come poter partecipare a questi programmi basta visitare il sito internet http://www.mondoinsieme.it.

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Gomorra ad Ostia. L’esercito non serve, le polizie si, ma dove sono?

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

ostiaRoma. Gomorra a Ostia. La realtà ha superato la fantasia, tant’è che questa notte sono stati sparati colpi d’arma da fuoco contro una abitazione di un membro della famiglia Spada e presa a sprangate la porta di un altro componente della stessa famiglia. Ci aggiungiamo la gambizzazione di alcuni giorni fa, l’incendio di cassonetti e il fuoco alla porta di una sezione del PD. Ricordiamo che il Municipio X è stato sciolto, due anni fa, per infiltrazioni mafiose.
La sindaca Virginia Raggi e la Presidente del X Municipio, Giuliana Di Pillo, invocano esercito e polizia. Il primo non serve: l’esercito non ha compiti di polizia, le polizie si. Siamo il terzo Paese al mondo per numero di poliziotti per abitante (1), tra Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Penitenziaria, Polizia Provinciale e Comunale), eppure assistiamo a scene da Gomorra.Il ministro agli Interni, Marco Minnitti, dovrebbe prendere in mano la situazione, prima che le sfugga del tutto (se non è già successo).Sindaca e Presidente dovrebbero intervenire sulla parte di loro competenza: concessioni balneari, bandi pubblici, ecc. Legalità, insomma.A ognuno il proprio mestiere. Prima che sia troppo tardi, se tardi non lo è già.

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Dipendenti Bankitalia devono poter denunciare alle Procure

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

Banca d'ItaliaSecondo quanto afferma al Quotidiano nazionale Pierferdinando Casini, presidente della Commissione di inchiesta sulle banche, la Vigilanza ha avuto falle e deve essere migliorata, ma ci sarà bisogno di una Procura nazionale contro i reati finanziari.”Bene, ma non basta! Bisogna cominciare ad eliminare dal Testo Unico Bancario l’art. 7 comma 2 secondo il quale i dipendenti della Banca d’Italia, nell’esercizio delle loro funzioni di vigilanza hanno l’obbligo di riferire esclusivamente al Direttorio tutte le irregolarità constatate, anche quando assumano la veste di reati. Altrimenti gli esposti alle Procure di Bankitalia saranno sempre troppo tardive per poter tutelare i risparmiatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Fino a che il compito di Bankitalia resta quello di salvare in primo luogo le banche e non i risparmiatori, nascondendo i reati ed i problemi sotto il tappeto, ci saranno autorizzazioni di aumenti di capitale a danno dei risparmiatori” conclude Dona.

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