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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

La perdita/degenerazione di materia bianca celebrale e declino progressivo delle funzioni cognitive

Posted by fidest press agency su martedì, 28 novembre 2017

cervelloOggi sappiamo che il fitness cardio-respiratorio e l’esercizio sono efficaci e hanno un effetto protettivo nei confronti del cervello e delle funzioni cognitive, con effetti sulla plasticità celebrale nel senso sia di nuove connessioni tra le cellule che di riparazione e creazione di nuovi neuroni. Plasticità e neurogenesi sono correlate alla prevenzione di malattie come demenze e Alzheimer.
Uno studio del National Institute of Aging dell’NIH aveva già nel 2012 confermato questa relazione virtuosa sottolineando come i migliori riscontri si avessero proprio da programmi di camminata con effetti sui lobi frontali e temporali con effetti marcati sulla memoria a breve termine. La ricerca degli NIH si è concentrata in particolare sull’integrità della materia bianca cerebrale. Nello studio “Aerobic fitness, white matter and aging” sono stati investigati gli effetti dell’esercizio aerobico su 70 soggetti sedentari di età compresa tra 55 e 80 anni. Sono stati quindi misurati i parametri cardiorespiratori e le performance celebrali. I risultati hanno mostrato un aumento della sostanza bianca nelle aree prefrontali, parietale e temporale nel gruppo che aveva camminato mentre non mostrava benefici analoghi in quelli che avevano fatto solo stretching.“La crescita del numero di anziani è un fenomeno globale, con una stima di aumento del 20% (a partire da oggi) degli over 65 entro il 2030, mentre il numero (di americani) che sviluppano una qualche forma di demenza è destinato a raddoppiare entro lo stesso anno. Identificare i meccanismi sottostanti all’invecchiamento cerebrale è quindi diventata una priorità di salute pubblica” sottolinea la dottoressa Anna Maria Crespi, organizzatrice del Congresso Verso la CreativETA’ in corso ad Assisi.
alzheimer-cervello“Siamo abituati a credere che il declino cognitivo sia inevitabile dai 60 anni in poi. Per contrastare le perdite di memoria alcuni autori hanno proposto gli esercizi mentali, altri quello fisico, altri ancora hanno proposto di unire le due attività nella speranza di ottenere un effetto sommatorio, sfruttando il maggiore apporto in termini di ossigeno determinato dal fitness e l’aumento delle connessioni tra i neuroni provocato dallo sforzo mentale deliberato. I volontari dello studio francese di Montpellier, divisi in tre gruppi mostravano tutti un miglioramento nel quoziente di memoria: più 8,5% per quelli assegnati all’attività aerobica, 7,4% per quelli del training mentale e 9,2% per coloro che avevano seguito entrambi gli allenamenti. Questi ultimi però mostravano prestazioni migliori degli altri anche in apprendimento, memoria e logica” prosegue la dottoressa. Recenti indagini su atleti professionisti di 74 anni in media avevano mostrato un più elevato flusso sanguigno celebrale nell’area cingolata superiore, rispetto ai propri coetanei sedentari.Risultati confermati dalla più recente ricerca di Sandra Chapman del Centre for Brain Health dell’Università del Texas che ha studiato l’effetto dell’attività aerobica anche a breve termine. Ad un gruppo di 37 adulti sedentari è stato chiesto di fare movimento per 1 ora 3 volte a settimana per 3 mesi. Seguiti da un allenatore i volontari hanno fatto cyclette e tapis roulant con risultati sia sulla cognizione che sulla capacità respiratoria e cardiaca con effetti stabili anche dopo la fine del programma di allenamento. (foto: cervello)

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