Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

97esimo Congresso nazionale della Società Oftalmologica italiana

Posted by fidest press agency su sabato, 2 dicembre 2017

Glaucoma“Il glaucoma è una patologia caratterizzata da una otticopatia, cioè una malattia del nervo ottico, e il più delle volte è determinata da un aumento della pressione oculare. L’obiettivo e’ quello di fare uno screening di massa per cercare di individuare i circa 500mila soggetti in Italia affetti da glaucoma e che non sanno di avere questa malattia, definita il ‘ladro silenzioso della vista’, proprio perche’ ruba il campo visivo in maniera lenta e progressiva”. Cosi’ Lucio Zeppa, primario di oculistica all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino in occasione della presentazione della relazione ufficiale Soi 2017 sul trattamento del glaucoma, avvenuta oggi a Roma durante il 97esimo Congresso nazionale della Societa’ Oftalmologica italiana, in programma fino a sabato all’Hotel Rome Cavalieri. La relazione tratta la gestione medica e chirurgica del glaucoma in tutte le sue forme.
“I soggetti piu’ a rischio hanno un’eta’ compresa tra i 40 e i 60 anni- prosegue Zeppa- epoca nella quale piu’ frequentemente la malattia comincia a determinare danni, escluse ovviamente le forme di tipo congenito. I primi segnali possono essere una visione offuscata, la visione di aloni luminosi e un senso di pesantezza a livello perioculare”. Ma cosa e’ emerso dalla relazione della Soi sul glaucoma? “Oggi sono stati fatti passi estremamente in avanti- risponde l’esperto- Dal punto di vista diagnostico, con la alta tecnologia che consente all’oculista, una volta screenato il paziente, di ben stabilizzare la malattia; dal punto di vista terapeutico, con le nuove metodologie chirurgiche e parachirurgiche (mi riferisco ai laser, in particolare); dal punto di vista terapeutico, infine, con tante molecole nuove immesse sul mercato per il controllo della pressione intraoculare”. Grandi passi in avanti si stanno inoltre facendo anche in termini di neuroprotezione. “Il glaucoma, come ho gia’ detto- spiega ancora Zeppa- e’ una malattia caratterizzata da un’alterazione a carico della testa del nervo ottico, quindi il nostro obiettivo non e’ solo quello di ottenere un abbassamento del valore pressorio oculare, ma e’ anche quello di effettuare una neuroprotezione per proteggere questo nervo. Volendo semplificare, noi potremmo paragonare il sistema visivo a quello di una lampadina elettrica: la lampadina e’ l’occhio, il filo della corrente e’ il nervo dell’occhio e l’interruttore il cervello.
La malattia si realizza li’ dove c’e’ il frutto della lampadina, cioe’ l’innesto della lampadina sul filo della corrente. Noi dobbiamo allora cercare in tutte le maniere di andare a proteggere questo frutto, cioe’ il nervo ottico”. Nel corso della presentazione della relazione Soi sul glaucoma, intanto, e’ stato dato particolare rilievo alle piu’moderne tecniche di trattamento chirurgico e alle piu’ attuali metodologie di trattamento con laser. “Mi piace fare sempre questo paragone- aggiunge ancora Zeppa- tra l’oculistica e la cardiochirurgia. In passato il paziente affetto da cardiopatia ischemica aveva due possibilita’: o la terapia medica o il bypass aortocoronarico; poi l’evoluzione tecnologica ha evidenziato le possibilita’, con l’emodinamica, di mettere gli stent nelle arterie coronariche. Nell’oculistica oggi possiamo dunque dire che abbiamo una terapia medica e, mentre in passato si faceva esclusivamente un intervento definito trabeculectomia, oggi abbiamo una via intermedia grazie a dei microsten t minimamente invasivi che si possono inserire nell’occhio per ottenere un abbassamento della pressione oculare”. Studi recenti hanno dimostrato che una molecola, la ‘citicolina’, e’ in grado di rallentare la progressione del glaucoma. È davvero cosi’? “Si’ il nostro obiettivo e’ quello di andare a correggere la testa del nervo ottico e la citicolina ha come finalita’ proprio la protezione della testa del nervo ottico. Viene somministrata in varie forme ed e’ auspicabile, credo in un futuro non troppo lontano, di poter riuscire ad ottenere la localizzazione di questa molecola, che e’ un neuroprotettore, direttamente sulla testa del nervo ottico”.

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