Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Come si fa a distinguere i buoni dai cattivi?

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 dicembre 2017

bocca della veritàE’ la solita storia della vita. Il vecchio saggio asseriva che è più facile per i cattivi passare per dei buoni per riuscire meglio nel loro disegno malvagio. Questa logica del camuffamento se la trasferiamo in politica rende più illuminante il giudizio che, purtroppo a posteriori, possiamo fare di taluni personaggi che scelgono la vita pubblica per costruire o consolidare o meglio ancora rimpinguare i loro imperi economici e finanziari. E per ironia della sorte o anche per dabbenaggine dei soliti “gnoccoloni” che vedono la luna nel pozzo diventano i più gettonati per essere amati e seguiti alla perdizione. Soltanto che a un certo punto le due vie parallele diventano divergenti e fanno di uno il vincente e l’altro il perdente. Con questa solfa che ci accompagna nel nostro percorso esistenziale breve o lungo che sia dobbiamo convincerci che i buoni sono destinati a vincere da morti mentre i cattivi raccolgono i loro frutti da vivi. E’ facile, infatti, per i cattivi una volta che i buoni lasciano questa valle di lacrime esaltarne i meriti. Così si diventa “cornuti e mazziati” o altrimenti detto oltre al danno la beffa. C’è che asserisce che è una questione genetica e non credo che lo dica solo per giustificare i cattivi e stendere un velo pietoso sui buoni. In effetti si tratta di un rapporto di rottura che è comune a tutti gli esseri viventi e le cui origini sanno di molto remoto. L’antico testamento non ci parla di Abele e Caino? In una società dove è evidente che esistono delle vittime sacrificali tra gli umani, come nelle altre specie, è importante indagare su un criterio evolutivo che ci consenta di trovare una via mediana dove le intemperanze degli uni e la remissività degli altri non ci portino in un vicolo cieco.
Pensiamo al difficile ruolo che deve ricoprire chi si sente profondamente onesto ma gli tocca vivere tra gente priva di scrupoli. Costoro alla fine fanno anche di peggio cercando d’inquinare i valori demonizzandoli, e le istituzioni, umiliandole. Così alla fine non si va dalle guardie per denunciare le malefatte del cattivo di turno nel timore che anche tra i tutori dell’ordine vi alberghi chi non dovrebbe esserci. A questo ci siamo ridotti. Se ci guardiamo in giro scopriamo che la verità per disvelarsi ha bisogno di vestirsi con l’abito della menzogna. (Centro studi politici e sociali della Fidest)

 

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